Ultimo aggiornamento: 01 febbraio 2012

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Disturbo da rumore

 

A cura di Marcello Brugola

 

Disturbati dal rumore dei vicini

05.02.2012

Egregio dott. Brugola,

scrivo la presente per avere idee più chiare se avviare una azione legale contro i miei vicini.

Io ed il mio compagno abbiamo acquistato a gennaio del 2011 un appartamento in un complesso con entrata a due famiglie. Purtroppo già dopo un paio di mesi dall'acquisto ci siamo resi conto che i ns. vicini, abituati a vivere in modo poco educato, non rispettano le normali regole di buona educazione. Mi spiego meglio.

Abbiamo l'entrata in comune con portineria e il pianerottolo di entrata in comune. La moglie del vicino ha un tono di voce acustico esagerato, io forse solo quando grido ho lo stesso tono, e sempre TUTTI I GIORNI ospita la sorella dalle 08 del mattino alle 18 di sera con relativa bambina al seguito. E pure la sorella ha lo stesso timbro e tono di voce.

Tra i rumori per spostamenti di sedie, mobili, grida, le risate urlate, lo stereo acceso, io potrei fare il rendiconto della loro giornata perché dalla nostra parte si sente tutto. Consideriamo pure che durante l'arco delle giornate e sopratutto nei fine settimana hanno spesso e volentieri ospiti che sono altrettanto rumorosi e la portineria ormai è un mix tra un circo, una stazione e non so cosa altro. Inoltre per almeno 4/5 mesi all'anno (suddivisi in due tranche) la famiglia ospita pure alcuni parenti di lei (è brasiliana) quindi le lascio immaginare la confusione.

Il fatto è che abbiamo si, reclamato tre volte per i rumori direttamente suonando alla loro porta, e ora solo dopo le 22 (non sempre!!) i rumori diminuiscono. E' sconfortante perché se gli fai presente i rumori  ti rispondono "Ma cosa facciamo di male?!? stiamo solo in compagnia!". Proprio non capiscono.

Il problema è che durante tutta l'intera giornata spesso e volentieri non si riesce a stare nel nostro appartamento in modo tranquillo. Mettiamoci poi che al giorno d'oggi le pareti sono di cartapesta. Se avessi bambini che devono studiare purtroppo non riuscirebbero a stare concentrati e così pure se io lavorassi in casa non riuscirei a sopportare un tale logorio mentale. Anche con la televisione accesa sentiamo in continuazione le loro voci starnazzanti. Il problema è che i rumori non sono tali da chiamare Polizia Locale o Carabinieri perché sono in orari dalle 08 alle 22 ed esternamente si sentono ma poco ma mi creda fisicamente ci stanno uccidendo.

E' trascorso solo un anno dall'acquisto ma sto già pensando di vendere. A differenza del mio compagno che non vuole dargliela vinta.

Le chiedo sinceramente se vale la pena intentare una azione legale anche se, guardando le esperienze raccontate in giro, sono alquanto demotivata. La ringrazio in anticipo.

 

Claudia

 

 

Cari "amici" a 4 zampe

06.01.2012

Egregio dott. Brugola,

mi unisco innanzitutto ai numerosi ringraziamenti per l'ottimo servizio da Lei fornito.

Le vorrei sottoporre il mio caso, che rappresenta un classico tra i rapporti di buon vicinato: i cani.

Abito in affitto in un condominio di 12 famiglie in una zona centrale di Varese. L'appartamento al piano terra è l'unico ad avere un giardino di proprietà, che sarà all'incirca di 20-25 mq. I proprietari hanno diviso questa sorta di giardino in due e, da una parte hanno messo i giochi dei bambini, dall'altra 3 pastori maremmani adulti, cani da circa 50-60kg l'uno. Come qualsiasi persona sana di mente può immaginare, chiudere 3 cani da pastore costantemente in 10 metri quadri (in 7 mesi non glieli ho mai visti portare fuori nemmeno una volta), non può che causare problemi. E infatti i poveri animali non fanno altro che abbaiare in pratica dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 20, quando finalmente i proprietari si degnano di portarli in casa.

Oltre al normale fastidio i problemi fondamentali sono due: l'intensità del rumore (quando abbaiano tutti e tre contemporaneamente mi tremano letteralmente i vetri), e il fatto che, lavorando a turni, quando faccio il turno di notte se riesco a dormire 1-2 ore al giorno è tanto. Sto infatti rischiando, in un periodo come questo, di combinare qualche casino a lavoro con tutte le conseguenze del caso (lavoro su impianti da decine di milioni di euro).

Ho parlato con i proprietari,chiedendo se fosse possibile, solamente quando faccio la notte, di tenere gli animali in case fino a mezzogiorno, in modo da poter dormire almeno 5 ore (si tratta al massimo di 10 giorni al mese). La risposta di queste civilissime persone è stata: "Sono problemi tuoi, se non ti sta bene cambia casa".

Il colmo è che io sono disposto ad andarmene, ho già parlato con il proprietario e ho dato la disdetta. Per non perdere i 1.200 euro di caparra, sono però costretto a dare almeno 4 mesi di preavviso. Ho quindi chiesto ai sensibili animalisti dei vicini se almeno per questi mesi fosse possibile trovare una soluzione: stessa risposta di prima.

Mi sono già rivolto ad uno studio legale, ma come saprà bene anche Lei i tempi della giustizia sono lunghi. Secondo Lei, esistono gli estremi per una denuncia per disturbo della quiete pubblica (o per l'art. 844 del codice civile)? Ho letto alcune cause passate, e pare proprio che ormai i cani abbiano più diritti delle persone. Qualsiasi consiglio da parte Sua sarebbe veramente utile.

Grazie per la cortese attenzione. Cordiali saluti.

 

Paolo

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La disco sotto casa

02.12.2011

Gentile dott. Brugola,

in primis complimenti per questo servizio che con grande solidarietà e professionalità accoglie disagi profondi di chi, come me è purtroppo oggetto dello status di "ostaggio da rumore".

Abito al primo piano di un condominio collocato in una stecca di tre palazzi identici e con una serie di locali commerciali collocati al piano terra.

Un anno fa, circa, il locale situato sotto il mio appartamento prima adibito ad attività commerciale e poi venduto, è stato adibito a "locale per eventi". Feste di ogni genere hanno cominciato a susseguirsi prima con una frequenza molto bassa e poi pian piano con una certa costanza. Nonostante le nostre lamentele, il proprietario (tra l'altro proprietario di un'attività commerciale ristorazione da asporto), ha continuato sino a quando non abbiamo effettuato un esposto a Carabinieri, Polizia Municipale, Sindaco, ASL, Vigili del Fuoco, Procura, Guardia di Finanza.

Quest'azione ha inibito il proprietario sino ad agosto scorso, momento in cui si è dotato di una licenza per somministrazione di alimenti e bevande (tipo B), di autorizzazioni varie ed ha eseguito alcuni lavori di ristrutturazione all'interno dotandosi di un secondo bagno. Da quel momento l'inferno.

Le feste si susseguono con musica da discoteca riprodotta con strumenti acustici molto potenti, tanto da farci tremare pavimenti e suppellettili per non citare lo speaker che usando il microfono sembra trovarsi all'interno dei nostri appartamenti. Alla musica si aggiunge il caos per strada, che gli avventori generano all'ingresso e all'uscita proprio nel nostro vialetto occupando gli spazi condominiali che questo locale condivide. La fascia oraria in genere parte dalle 20.30 e si conclude tra le 23.30-00.00, purtroppo per me che vivo proprio al di sopra la tortura si protrae oltre, sino al termine delle pulizie varie e spostamenti di tavoli sedie e quant'altro.

Abbiamo quindi chiesto a Carabinieri e Polizia Municipale di intervenire, ma questi ultimi in particolare ci hanno dissuaso dicendoci che il proprietario ha tutti i permessi necessari, in realtà noi abbiamo la relativa certezza che abbia le necessarie amicizie per ottenere quello che vuole.

Credo possa immaginare il nostro stato d'animo e il nervosismo che questa situazione genera, anche perché attendiamo con l'ansia continua che ogni sera si possa verificare un evento che si traduce nell'impossibilità di vivere normalmente la quotidianità dal cenare serenamente, guardare la TV sino all'impossibilità di andare a letto in orari decenti.

Siamo molto sfiduciati considerando i primi esiti delle nostre azioni, ma come e cosa possiamo fare per impedire il protrarsi si questa situazione?

 

Vittorio

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Abbassiamo il volume

29.11.2011

Gentile dott. Brugola,

da anni sono in lotta contro l'inquinamento acustico a S.Benedetto del Tronto, non solo come residente nel centro cittadino, dove si svolgono feste e spettacoli che si avvalgono di musica amplificata con casse acustiche, ma anche come Presidente di un comitato civico, nato per contrastare tale problema. Sono anni che aspetto una risposta dal comune, riguardo la richiesta di accesso agli atti autorizzativi delle feste suddette,anni che denuncio alla magistratura, ma nessuno inquisisce per omissioni di atti d’ufficio il comune.

Ho fatto fare rilievi decibel, durante la Festa della Musica, nel 2008, da cui si evinceva il superamento dei limiti decibel, ma ciò non è bastata a sanzionare nessuno. A seguito di un mio esposto alla Procura di Ascoli Piceno, è stata fatta un’indagine da cui sono emerse palesi violazioni di legge da parte del comune, che autorizza le feste, senza chiedere la relazione d’impatto acustico previsionale. Ebbene, il magistrato ha archiviato tutto!

Ho fatto opposizione e sono andata davanti al GIP, ma ciò non è bastato, nessuno ha preso in considerazione quanto da me denunciato, praticamente i fatti provati sono scomparsi, o meglio negati, ignorati. Come gridare a dei sordi! Quindi: tutti assolti, tutti innocenti.

Ho scritto una lettera di denuncia di tali vergognosi fatti al Procuratore Capo della Procura presso la corte d’appello e al CSM, nessuno mi ha risposto. Il comune e i vigili omissivi, la fanno sempre franca. Chi ci tutela, se alle nostre lagnanze e proteste nessuno risponde?

Intanto, la nostra qualità della vita è decaduta e le nostre abitazioni sono esposte a continue minacce di decibel a tutto volume....Farò l’ennesima denuncia alla Procura e richiesta di controlli ai vigili, per le prossime feste, ma temo che sarà ancora un altro buco nell’acqua.

La giustizia non è uguale per tutti.

 

Daniela B.

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Rumorosità compressore metano da distributore confinante

22.11.2011

Egregio Dottor Brugola,

innanzitutto la ringrazio veramente di questa possibilità che lei offre a coloro che sono sottoposti a disturbi di questo tipo.

Abitiamo in un condominio confinante con un grosso distributore, che oltre tutto ha un bar aperto 24 ore su 24 ed è meta quindi di varia umanità con tutto quel che ne consegue per quanto riguarda i rumori. Ma la fonte di rumore più fastidiosa e persistente, perché continua, è il compressore del metano, che si trova proprio vicino al confine con la nostra proprietà, esattamente a 14 metri in linea d'aria dal cancello dove tutti passano (che gli abitanti sono circa 60, più eventuali altre persone di passaggio e che passano minimo 2 volte). Il compressore fa molto rumore perché è stato sostituito con un modello più grande ed essendo stato collocato nello stesso box è stata tolta la porta e quindi è come se fosse all'aperto (un rivenditore di questi box mi ha detto che la porta non è obbligatoria).

Ho controllato con le misure antincendio (D.M. 28/06/2002) e la distanza fra il compressore e la nostra proprietà sembra essere inferiore a quella consentita: la distanza minima sarebbe 20 metri altrimenti è richiesto un muro di cemento alto 2,5 metri e spesso 20 cm (oltretutto l'area del distributore è per una piccola parte attraversata da linee elettriche, che sarebbe proibito dai regolamenti antincendio), per me che scrivo e abito al piano terra quella del muro potrebbe essere una soluzione antirumore ma non lo sarebbe per quelli che stanno al primo e secondo piano.

Abbiamo comunque già fatto un esposto insieme ad altri condomini esposti alla fonte del rumore, in seguito è venuta l'Arpat per effettuare le misurazioni, con i seguenti risultati, in breve: Rumore ambientale Leq, finestra aperta 55.8, rumore residuo Leq 53.8, perciò secondo questa misurazione il rumore rientra nei limiti consentiti. Dopo un po' di tempo dalla chiusura del procedimento, i gestori del distributore hanno fatto dei lavori al compressore con un gran rumore che è durato due giorni, dopodiché lo stesso ha ricominciato la sua attività che sembra essere ancora più rumorosa di prima.

A tutto questo si aggiungono i frequentatori notturni del bar (nei finesettimana, spesso ubriachi che urlano e mettono la musica a tutto volume in macchina), gli aspirapolvere per auto che sono anch'essi sul confine con la nostra proprietà

Per quanto riguarda il nostro appartamento, abitiamo al piano terra con giardino e ci troviamo nell'impossibilità di fruire di quelli che dovrebbero esserne i benefici, in quanto il mio giardino è molto più vicino al compressore, ma secondo l'Arpat il giardino non ha un'importanza come ce l'ha appartamento ai fini della misurazione. Personalmente amavo stare nel mio giardino, invece adesso non riesco più a soggiornarvi e quindi mi sento danneggiata anche economicamente.

Alla luce di tutto questo, sarebbero tre le vie possibili da seguire: dobbiamo chiedere una valutazione per livello di tolleranza? Chiedere una verifica per rumorosità delle attività nel suo complesso? Procedere direttamente con le verifiche dei vigili del fuoco per le distanze di sicurezza?

 

La ringraziamo anticipatamente per il suo aiuto e le porgiamo cordiali saluti.

 

Maria P.

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Quando il vicino non si dedica solo alla musica

05.11.2011

Gentile dott. Brugola,

Le scrivo in completa crisi nervosa, come potrà constatare, ad un orario assolutamente particolare (sono le 3 di notte). Non perché io sia una sonnambula ma perché, molto spesso soprattutto ultimamente, io non posso dormire dall'1.30 alle 3.30 circa. Ma le spiego meglio.

Vivo da sola in un monolocale che si affaccia su un ballatoio, nel centro di Torino, quindi in un palazzo molto vecchio e tenuto non benissimo. Non esistono quindi impianti d'insonorizzazione, le pareti sono vecchie e si sente veramente tutto da una casa all'altra. Sul ballatoio si affacciano in tutto quattro appartamenti, il mio è il penultimo di questi. L'ultimo che si trova alla fine del ballatoio, quindi attiguo al mio, è abitato da un ragazzo che frequenta il conservatorio. E se si limitasse a suonare il piano, saremmo tutti più contenti.

In realtà ci sono stati vari aspetti che mi hanno un attimo dato fastidio, a partire dal lasciare costantemente libero il suo cane (che non è certo di taglia piccola) o cani di suoi eventuali amici altrettanto grossi e dall'aspetto minaccioso girare liberamente sul ballatoio. Ma in effetti la cosa più fastidiosa è sicuramente l'abitudine di organizzare delle serate con gli amici, una sorta di "rave party casalingo", che iniziano puntualmente quasi ogni notte verso l'1.30, attaccando con musica techno/house/minimal a tutto volume che mi fa addirittura tremare il pavimento a causa dei bassi altissimi, e si protraggono appunto fino anche alle 4 del mattino.

Se durante il giorno la presenza di questo ragazzo è praticamente nulla, nel senso che non da assolutamente fastidio, la notte diventa un tormento, puntualmente dall'1.30 circa in poi. Quindi s'iniziano a sentire passi non propriamente delicati, roba che cade a terra, mobili che vengono spostati, urla, risate, poco fa mentre le scrivevo addirittura delle martellate... il tutto condito dalla musica che è appunto un sottofondo costante. L'altra sera si son addirittura dati al Karaoke, sempre verso le 2 di notte.

Il ragazzo in questione sa benissimo che le pareti sono vecchie e non attutiscono nessun rumore, visto che appena trasferitosi accanto è stato lui stesso a dirmi di questo problema. Quindi suppongo che sia una semplice e pura mancanza di rispetto, nonostante la consapevolezza dei problemi acustici dello stabile.

A questo punto, vorrei chiederle come agire. Non sono mai andata a lamentarmi della cosa personalmente, principalmente perché il tutto avviene sempre a notte fonda, e ripeto abitando da sola non mi sento tranquilla ad andarmi a lamentare in una casa piena di gente a quest'ora. Oltretutto è davvero raro che io lo incontri sul ballatoio, e quelle poche volte che succede sono saluti fugaci e io mi dimentico di esporgli le mie lamentele.

Volevo dunque chiederle: potrei agire facendo presente la cosa all'amministratore di condominio? Le mie lamentele sono abbastanza serie perché l'amministratore mi dia retta e possa intervenire, o dovrei chiedere prima pareri alle mie vicine di casa, creando magari una sorta di "coalizzazione"? Mi sembra comunque assurdo che nessuno abbia ancora agito in questo senso, visto che il rumore è assordante, e il genere di "musica" è fastidiosissimo. Io lo sento più di tutti, ma sono sicura che anche gli altri lo possono sentire.

 

Grazie mille per la sua cortese attenzione.

 

Elisa S.

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Termodisturbatori e caldaia del vicino

31.10.2011

Gentile dott. Brugola,

AIUTO!...HELP!...SOS!...I miei timpani sono in ginocchio!

...mi perdoni questa apertura un po' sopra le righe...le scrivo per sottoporre alla sua attenzione il mio problema, vivo in una casa bi-familiare e da un paio di anni se non tre ho problemi acustici con il vicino, generati dai suoi termoconvettori per il riscaldamento e dalla caldaia a condensazione che ha installato l'anno scorso, caldaia i cui tubi passano in una canna fumaria vicino alla mia, un bolide marca Ferrari...e questa non è una battuta.

Il disturbo sonoro è un "ombra" costante che si infila nelle nostre orecchie, una persecuzione difficile da spiegare, un mostro vibratorio sonoro intollerabile da me e dalle persone che abitano con me, 3 ore al mattino dalle 07 alle 10, 3-4 ore il pomeriggio, fino al gran finale della serata a volte anche fino alle 02 di notte. E' come se fossimo nella morsa di un Diapason...oppure come se fossimo sempre in crociera, il rumore-vibrazione ricorda anche se lontanamente il tipico e continuo rumore che si avverte su di una nave da crociera di bassa lega.

Ho tentato una via collaborativa ma siamo in Italia e in questo Paese non c'è una cultura sana del contradditorio, anzi, dopo la mia lamentela e offerta di collaborazione, mi hanno fatto notare che io suono il pianoforte (tenga presente che prima di questo problema mi dicevano che a loro piaceva la musica e non disturbavo, tra l'altro io suono raramente non facendolo di professione, qualche ora di giorno, mai la sera dopo le 20.00).

Ho contattato l'ARPA, ma le questioni civili come lei ben sa non le accolgono. Come posso procedere? Esame fonometrico da privato e lettera dell'avvocato, oppure è più opportuno mandare prima una diffida (così lessi su di un articolo)? Potrebbero in una eventuale procedura legale avvalersi del "jolly" pianoforte?

La ringrazio anticipatamente per il suo servizio, la sua disponibilità, il suo prezioso ascolto, auspicandomi una sua preziosa risposta.

 

Cordiali Saluti da me e dai miei timpani.

 

Paolo V.

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Come persuadere il vicino ad isolare la propria abitazione

22.10.2011

Egregio dott. Brugola,

sottopongo alla Sua cortesia e competenza un quesito, al quale sono interessato soprattutto, ahimè, al punto di vista legale.

Abito da qualche anno una villetta bifamiliare su due elevazioni costruita negli anni '80 come alloggio per ufficiali di una base militare posta nelle vicinanze. La tipologia costruttiva di detto immobile è quella di una costruzione in pannelli prefabbricati di cemento armato, tipo un capannone industriale.

Subito dopo l’acquisto della mia metà, prima di abitarla ho provveduto a realizzare dei lavori che mi consentissero un confort acustico e termico accettabile quali ad esempio coibentazione delle pareti esterne, svellimento della pavimentazione esistente con realizzazione di massetto (non ce n’era, solo un po’ di collante!!) e montaggio di parquet incollato al massetto, vetrocamere, etc..

Recentemente è venuto ad abitare nell’altra metà una famiglia che invece non ha eseguito nessun lavoro e abita la casa così come lasciata dai militari. Il rumore di calpestio, che ha un timbro quasi metallico, è insopportabile, non si riesce ad isolarsi neppure stando in casa con i tappi nelle orecchie, ogni rumore da percussione o sfregamento di mobilia nel pavimento giunge nella mia abitazione con un volume veramente notevole, sembra di vivere tutti nella stessa casa, come una grande famiglia!

Ho interpellato un installatore di materiali fono isolanti e fonoassorbenti, ma mi ha detto che l’isolamento della parete divisoria potrà avere risultati soltanto limitati. Ho chiesto al mio vicino di risolvere insieme il problema, ma lui non è interessato, tra l’altro dalla mia abitazione non gli giunge nessun fastidio!

La mia domanda è a questo punto questa: il rumore di calpestio che mi perviene deve essere limitato ai sensi dell’ art 844 cc, e quindi rientrare entro i 5/3 db, oppure in quanto generatesi da una attività normale rientra nel rumore di fondo e quindi io lo devo sopportare e mettermi il cuore in pace (quest'ultima è la tesi del mio avvocato).

E inoltre, ove si decidesse di agire in giudizio e richiedere una consulenza tecnica di ufficio il Giudice può disporre una prova di detto volume di calpestio nella abitazione del mio vicino, oppure il CTU dovrebbe eseguire l’accertamento unicamente dalla mia parte cercando di “ricostruire” il volume che a me perviene, magari attendendo che il vicino faccia rumore?

Le sono infinitamente grato per la sua cortesia.

 

Antonio L.

» la risposta dell'esperto

 

...vivi e lascia vivere

22.10.2011

Egregio dott. Brugola,

abito in una villetta trifamiliare, ho una batteria acustica nel mio garage che è confinante col il garage di uno dei 2 vicini (vicino2),il cui garage confina successivamente con il loro salotto, tanto per capirci (vicino uno: salotto – muro comune – io: salotto – garage – muro comune – vicino 2: garage – salotto) in linea orizzontale questo è lo schema.

Suono per circa 20 minuti o mezz'ora, giusto il tempo di provare una canzoni 2 o 3 volte, 2-3 giorni circa alla settimana non di più, in una fascia d’orario che va dalle 17:30 alle 19. la domenica non suono mai. Inoltre in caso il vicino2 mi chieda di non suonare perché i figli devono studiare o altro, io lo accontento e non suono per correttezza. Aggiungo che è solo lui a lamentarsi di ciò, infatti il vicino1 (a contatto) cui ho chiesto se c’erano problemi, non si lamenta, e gli altri vicini non dicono nulla.

Questo vicino inoltre si lamenta spesso per ogni cosa, che va dal parcheggio a quando ascolto musica a volumi non esagerati alle 5 del pomeriggio in agosto. Minaccia di andare per avvocati, in merito agli elementi che vi ho fornito, in un'ipotetica causa come andrebbe a finire? Aggiungo inoltre che sto insonorizzando il garage ma, questi lavori richiedono denaro e tempo per essere fatti bene.

 

Gregorio A.

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Come isolarsi dai rumori del vicino

03.10.2011

Egregio dott. Brugola,

ho urgente bisogno di un suo consiglio. Abito in un condominio vecchissimo sopraelevato in 2 tempi, il mio appartamento in pietra e solaio in cannizzo, il piano sopra di me e l'ultimo in cemento.

Il solaio sopra noi terribilmente rumoroso dal calpestio, era stato smontato per ristrutturazione e noi abbiamo pagato l'isolamento consigliatoci da "tecnici" ma abbiamo buttato 17 milioni di lire ed il rumore persiste, dicono perché non è stato posizionato bene.

Non basta, al terzo e ultimo piano una famiglia con 4 bambini a cui è impossibile parlare civilmente. I rumori sono rimbombo, calpestio trascinamento, creda non ne possiamo più quindi, siccome ci sto rimettendo la salute ho nuovamente interpellato una ditta di insonorizzazione di Torino la quale mi garantisce di attutire il rumore almeno al 70-80%. Smonterebbero il solaio esistente, creando una controsoffittatura ad alto isolamento acustico (dicono loro) con la tecnica delle masse flottanti?!

 

Anna B.

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Da abitazione immersa nel verde ad abitazione immersa nel traffico

10.09.2011

Egregio dott. Brugola,

da circa due anni abbiamo acquistato e viviamo in un quartiere residenziale di Roma noto per essere, o almeno essere stato, silenzioso e tranquillo, circondato dal verde, quindi anche non economico. Purtroppo con nostro enorme stupore, pur abitando al quarto piano, il rumore da traffico si avverte in modo incessante giorno e notte. Le nostre finestre affacciano su un viale che abbiamo poi scoperto essere trafficato pesantemente: scooter, moto, motorini, camion, autobus, etc. Inoltre la sosta selvaggia e l'assenza di vigili urbani peggiorano notevolmente la situazione diurna poiché il perenne ed insistente utilizzo di clacson delle auto è uno stillicidio.

Consideri che essendo una libera professionista mi capita spesso di dover lavorare in casa e le assicuro che pur chiudendo tutte le finestre ed utilizzando i tappi anti-rumore (che uso anche per dormire), il rumore continuo, che poco si attenua con gli infissi chiusi, mi crea uno stress ed un affaticamento mentale notevole, con conseguenze sulla salute che già inizio a notare.

Di notte, non migliorando la situazione, siamo costretti a dormire con le finestre di casa chiuse e ad azionare i condizionatori tutta la notte per l'intero periodo estivo poiché, pur essendo il nostro appartamento ben areato, è impossibile dormire con le finestre aperte. Da ciò ne consegue un aggravio economico. Il rumore da traffico fa spesso vibrare gli infissi e passa anche attraverso il materasso, quando non si utilizza il guanciale.

Mi sono rivolta ad un comitato di quartiere che si occupa anche di inquinamento acustico, chiedendo di raccogliere firme e fare una petizione al comune per richiedere l'intervento dell'ARPA. Mi è stato risposto che sarà molto difficile ottenere qualcosa dal momento che qualche anno fa presentarono la stessa problematica alla giunta allora in carica e la soluzione fu rimuovere i sanpietrini dal manto stradale ed asfaltare. Intervento che non ha ovviamente risolto il problema che ha a che vedere principalmente con il volume del traffico ma anche con le inadempienze della polizia municipale.

La mia situazione arreca alla sottoscritta un doppio danno, il più importante relativo alla salute, ma anche economico. Ora le chiedo, quali armi legali ha un cittadino per potersi difendere nei confronti di un comune che non fa assolutamente nulla per proteggere la salute dei suoi cittadini? Esiste un fondamento, in questo caso specifico, per chiedere un risarcimento danni al comune o al municipio di appartenenza?

Mi sono informata per la sostituzione degli infissi, peraltro fatti restaurare di recente e provvisti di doppio vetro. Il preventivo per infissi adatti a zone altamente trafficate ammonta a circa 2.500 Euro ad infisso (io ne dovrei sostituire 5). Una cifra non indifferente.

E' possibile richiedere ed ottenere un contributo al comune per l'installazione di infissi idonei? Le chiedo questo perché il comune, laddove concede permessi a costruire abitazioni in prossimità di raccordo, autostrade, tangenziali, etc., spende anche denaro pubblico per installare quegli orrendi pannelli fonoassorbenti, proprio perché si costruisce dove non si dovrebbe. Allora poiché nel mio caso si tratta di uno stabile costruito decenni prima che si sviluppasse una situazione come questa (il viale di cui le parlo era un prato verdeggiante), non dovrebbe il comune intervenire anche economicamente e trovare una soluzione?

 

Cordiali saluti.

 

Ludivica

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Venezia da città dei sogni ai sonni rubati

08.09.2011

Egregio dott. Brugola,

qualche anno fa ho scelto di vivere a Venezia, una città magnifica e per molti aspetti scomoda. Ho deciso che conveniva pagare una città molto cara per avere in cambio una qualità di vita superiore alla media, garantita soprattutto dal silenzio e dalla quiete. Da qualche tempo la situazione è drasticamente peggiorata.

Nella zona in cui abito l'Amministrazione comunale ha concesso il vicino Campo San Giacomo da l'Orio (una piazza) a diverse manifestazioni pubbliche: durante Carnevale, per sagre organizzate da associazioni private, ora perfino per le feste dei partiti politici. Queste manifestazioni durano 8-9 giorni, si cucina all'aperto e soprattutto fanno musica amplificata fino alle 23-24 di notte. La folla utilizza le strette strade attorno alla piazza come latrina pubblica. Gli schiamazzi continuano fino a notte fonda. Consideri che si tratta di pieno centro storico e densamente abitato.

Ogni rimostranza della cittadinanza si è dimostrata inutile. Il comitato dei cittadini ha chiesto un incontro con l'Amministrazione, le forze dell'ordine non intervengono, l'ARPA non interviene poiché gli organizzatori di queste manifestazioni hanno ottenuto autorizzazioni in deroga a ogni limite, anche acustico.

So che il sindaco, in questo caso Giorgio Orsoni, è responsabile in materia di igiene e sanità pubbliche, e a lui compete l'obbligo di porre rimedi al fenomeno di inquinamento acustico o nel contrastarlo.

E' possibile salvaguardare in qualche modo i diritti alla quiete della cittadinanza?

 

La ringrazio. Cordialmente.

 

Andrea P.

» la risposta dell'esperto

 

Quando il gelataio non ne vuol proprio sapere di ridurre i rumori

31.08.2011

Egregio dott. Brugola,

nel mese di maggio 2011 hanno inaugurato l’esercizio commerciale (gelateria con annesso laboratorio). Il locale e l’annesso laboratorio sono allocati nel condominio “all’interno del quale, al primo piano, si trova anche l’appartamento di mia proprietà, La sottoscritta abita nel suddetto appartamento con l’intera famiglia, formata da tre figli tutti minori. Con l’avvento dell’esercizio commerciale la tranquillità e la serenità della nostra famiglia sono stati completamente sconvolti, con notevoli conseguenze, sia nei confronti di noi adulti, sia nei confronti dei nostri figli minori. Infatti, il gelataio per far funzionare il suo laboratorio di produzione artigianale di gelato, pur disponendo di due sistemi di refrigerazione, uno ad acqua che non emette alcun rumore ed uno meccanico che, al contrario, produce un rumore assordante, mette in funzione sempre (24 ore su 24 e sette giorni su sette in quanto il locale non prevede giorni di chiusura) solo quest’ultimo, cioè il sistema rumoroso, infischiandosene altamente sia del regolamento condominiale (che è di tipo contrattuale) che prevede il silenzio assoluto dalle ore 23,00 alle ore 7,00 del mattino e sia del regolamento di Polizia Locale del Comune, che prevede anch’esso il silenzio assoluto dalle ore 22,00 alle ore 8,00 del mattino. In presenza di questo problema, ho intrapreso tutte le iniziative possibili per addivenire ad una soluzione pacifica della controversia ed esattamente:

inviando al domicilio di questo commerciante, una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (che il gelataio non ha mai ritirato, per cui è ritornata indietro) nella quale lo invitavo ad avere con la sottoscritta e con tutti i condomini, rapporti di buon vicinato, tant’è che in quella occasione non contestavo neanche il fatto che praticasse l’attività di laboratorio rumorosa nelle ore diurne, ma esigevo soltanto, come è lecito che sia, che mi lasciasse riposare almeno la notte.

Contestualmente, mi sono rivolta all’amministratore del condominio, ed ho inoltrato un esposto denuncia al Comune settore ambiente ed ecologia, al Comando dei Vigili Urbani, Settore polizia commerciale ed annonaria, all’ARPA .In tutti questi esposti inviati, a tutt’oggi, non vi è stata nessuna risposta, fatta eccezione la nota del Comune - Settore ecologia ed ambiente, per informi di aver iniziato l’azione amministrativa, e dell’ARPA che mi informava di non poter intervenire se la richiesta non viene fatta dal settore ecologia del comune di residenza. Nel frattempo il commerciante continua imperterrito la sua attività all’interno del suo esercizio commerciale, utilizzando 24 ore su 24 e sette giorni su sette il sistema di refrigerazione rumoroso che impedisce a noi adulti e ai miei figli minori anche di dormire la notte, con tutte le conseguenze che poi si riverberano nella giornata lavorativa che si deve affrontare il giorno dopo.

In conseguenza della perdita di sonno notturno al quale sono costretta ormai da due mesi, la sottoscritta si è dovuta recarsi ben due volte al pronto soccorso “per una crisi nervosa, conseguenza del rumore prodotto dalla gelateria e uno dei nostri figli, sempre in conseguenza dei rumori provenienti dal locale sottostante e per la perdita di sonno notturno, ha cominciato ad accusare forti dolori di testa ed un comportamento “isterico” per i quali il pediatra, ha prescritto una visita specialistica in neuropsichiatria infantile per la quale sono in attesa di conoscere la data di effettuazione. Ed ancora, mia figlia che frequenta il penultimo anno del Liceo in conseguenza dei rumori provenienti dal locale sottostante ha concluso l’anno scolastico anticipatamente e ciò ha comportato un abbassamento dei voti finali, dovuto alle assenze maturate ,pregiudicando anche la promozione della ragazza alla classe successiva, comunque conseguita solo perché l’andamento scolastico generale, durante tutto l’anno era stato più che soddisfacente.

Le ragioni della sottoscritta, sono state portate anche dall’amministratore del condominio, anche nell’assemblea condominiale alla quale erano presenti oltre al gelataio il proprietario del suo locale. In questa sede il sig gelataio ha ammesso di usare il sistema di refrigerazione rumoroso al posto di quello ad acqua, che non emette alcun rumore, facendosi scudo del fatto che quest’ultimo comporta un notevole consumo di acqua. Tutti i condomini presenti nell’assemblea hanno fatto rilevare al signore che l’eccessivo consumo di acqua per esercitare la sua attività, senza emettere rumori, sebbene comporti per lui un eccessivo consumo di acqua con i relativi costi, non è un problema del condominio che già preesisteva prima che lui aprisse l’attività commerciale e lo hanno invitato a trovare altre soluzioni, non ultima quella di trasferire l’attività in altro luogo e di conservare solo l’attività di vendita del gelato.

In seguito a queste dichiarazioni dei condomini il sig. ha letteralmente minacciato tutti i presenti ei la sottoscritta, in particolare, che da quel momento in poi avrebbe usato, per la sua attività, solo il sistema di refrigerazione rumoroso 24 ore su 24 e sette giorni su sette, perché non gli sembrava giusto che dovesse sopportare tante spese, per il consumo dell’acqua che richiede il sistema di refrigerazione silenzioso.

Il maresciallo dei Carabinieri che guidava la pattuglia ha constatato di persona il rumore assordante che proveniva dal laboratorio del sig. quell’ora aveva chiuso il locale, ma manteneva in attività il laboratorio rumoroso e dal mio appartamento lo ha chiamato all’utenza telefonica della sua abitazione, , invitandolo a venire presso il suo locale a spegnere immediatamente l’impianto rumoroso.

Il sig. ha ottemperato all’invito del maresciallo dei Carabinieri fattogli ma già dal giorno dopo ha continuato la sua attività usando i macchinari rumorosi al massimo e costringendo la sottoscritta e tutta la famiglia a vivere in uno stato di agitazione continua. Lo stesso sig., quindi, non solo è venuto meno all’impegno solenne preso nei confronti di tutti i condomini nell’assemblea ma successivamente all’intervento del 112 dei Carabinieri, si è comportato in modo difforme rispetto a quanto gli era stato intimato continuando a non usare il sistema ad acqua per la sua attività e che, a parere della sottoscritta, è l’unico sistema per il quale lo stesso gelataio è autorizzato, perché è difficile pensare che una pubblica amministrazione possa autorizzare una simile attività rumorosa nel contesto di un condominio nel quale per oltre 30 anni ha operato un negozio in cui si vendevano solo materiale di pelletteria.

Non so più cosa fare nelle more che tutta la faccenda venga risolta nelle opportune sedi giudiziarie, ma intanto continuo a non dormire la notte. La prego di darmi un consiglio ed intanto la ringrazio per l’attenzione.

 

Ada S.

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Volo in elicottero con un bambino

08.08.2011

Egregio dott. Brugola,

avrei un quesito che forse solo Lei potrebbe chiarire: vorrei sapere a che età (giorni/mesi) esattamente si può trasportare un neonato in elicottero nonché su aerei ultraleggeri.

Sono mamma di una bambina di 26 giorni, il mio compagno pilota elicotteri ed aerei tipo cessna e sta insistendo per portare in volo la piccola (soprattutto in elicottero). Sto cercando sul web informazioni precise per tutelare la salute di nostra figlia ma non riesco a trovarle.

L'altitudine può essere controllata (voleremo a 500/1000 piedi max) ma penso che il vero problema possa essere il rumore, visto che sarebbe difficile proteggerla con cuffie (ha ancora le ossa del cranio aperte e morbide e non volevo costringerle...ma anche questo non so se è giusto o una mia inutile preoccupazione!).

La ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di una Sua gentile risposta. Con i migliori saluti.

 

Federica M.

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Strada infernale

19.07.2011

Egregio dott. Brugola,

mi affido alla sua competenza e gentilezza dato che ho letto molte delle risposte date a noi "poveri" cittadini "snervati"!

Vivo con la mia famiglia da circa 6 anni in un paesino di circa 1.200 abitanti in una casetta a circa 300 metri dal centro del paese ed a non più di 5-6 metri da una strada urbana (limite di 50 km/h che nessuno rispetta) a dir poco "infernale".

Il traffico, sia leggero che pesante, è divenuto ormai insostenibile sia di giorno che di notte ed è aumentato nel corso degli anni in modo esponenziale. Risulta praticamente impossibile lasciare le finestre aperte,l'audio della TV risulta impercettibile ed occorre sgolarsi anche solo per parlare tranquillamente in casa,questa situazione si protrae praticamente tutto il giorno placandosi lievemente durante l'ora di pranzo 12-13. La notte poi è una "giostra" di camion impazziti che,forti del fatto che la strada è sgombra e priva di qualunque sistema per il rilevamento della velocità,si sentono in diritto di accelerare e frenare senza ritegno alcuno. Il rumore notturno è talmente forte che i vetri della porta-fiestra della camera da letto tremano,a volte (forse per la velocità ed il peso degli autotreni) l'intero letto trema ed anche i soprammobili!

Sono arrivato al punto di chiudermi in casa di giorno e di dover usare dei tappi acustici durante la notte per riuscire a riposare almeno un po',visto che la mole di camion a partire dalle 3-4 del mattino diventa insostenibile, sono arrivato a contarne anche 60 (sessanta!!) all'ora!

Sono sull'orlo di una crisi nervosa,la prego mi aiuti... possibile che il comune non possa intervenire in qualche modo? Possibile che (come mi disse il sindaco) non si possano installare degli "autovelox"? possibile che non si possano installare dei semplici dissuasori di velocità? non risolverebbero il problema, ma farebbero ridurre la velocità e di conseguenza il rumore. Mi sento impotente e stanco di questa situazione che appare senza soluzione.

Anticipatamente ringrazio e saluto cordialmente,buon lavoro.

 

Marco

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Oratorio parrocchiale

19.07.2011

Egregio dott. Brugola,

da qualche anno siamo sottoposti a continuo disturbo da parte dell'Oratorio del mio paese che purtroppo confina con il giardino della mia abitazione.

Nel corso dell'anno, spesso di domenica, utilizzano megafono e musica a volume ingiustificatamente alto per intrattenere i ragazzi che si recano in oratorio: gli orari sono quelli pomeridiano dalle 14 in avanti.

Il peggio arriva in estate. Alla fine della scuola, metà giugno circa fino a metà luglio, è attivo l'Oratorio feriale e circa 200 bambini di ogni età e altrettanti "giovani" intrattenitori hanno la meglio sul nostro riposo e quiete. Tutto il giorno usano musiche e soprattutto megafoni spesso a sproposito e comunque ad un volume almeno il doppio di quello che potrebbe necessitare.

Il fatto è che l'anno scorso mia madre è stata colpita da ictus e questo le dice già quale tipo di problematica noi stiamo affrontando: non riesce a riposare di pomeriggio e tutto il giorno si è disturbati da musiche e rumori vari che, alle volte ci impediscono di sentire quel che si dice in casa.

Se ci vogliamo mettere anche gli spettacoli musicali che, è vero che terminano entro le 23.30 come stabilito sempre e comunque accompagnati da rumori assordanti, ma se una persona non sta bene e volesse dormire alle 21.30?

C'è anche il problema del campetto di calcio dal quale mi arrivano in giardino tonnellate di palloni che, ahimè, superano la rete e mi arrivano in casa. Mi sento veramente impotente perché avendo già scritto al parroco, e responsabile dell'oratorio non ho comunque risolto nulla se non sentirmi addirittura dalla parte del torto perché loro "lo fanno per i nostri bambini…"

Ne uscirò mai? Grazie per la pazienza e mi dica se ho qualche speranza di risolvere la cosa prima dell'estate prossima.

Cordiali saluti.

 

Estatissima 2011

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Vivere vicino a un locale rumoroso

13.07.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

mi chiamo Antonella. Abito in un paesino di circa mille abitanti in provincia di Lecce. Nella piazza del paese si trova una struttura privata adibita allo svolgimento di ricevimenti, riporto testualmente quanto indicato sul sito internet dedicato: "Nella piazza centrale dell’antico paesino si affaccia l’austero Castello, dimora storica tra le più eleganti e prestigiose dell’entroterra salentino ...attraverso ampie vetrate ad arco, si accede alle sale da ricevimento del palazzo ...al romantico giardino d’inverno, allo spazio esterno dove piacevoli sentieri invitano a passeggiare immersi nella quiete... Il castello è il luogo ideale per ricevimenti e soggiorni indimenticabili nel cuore del Salento...Diviso in due grandi appartamenti, dispone in tutto di 20 posti letto e, nel totale rispetto del suo fascino e della sua storia…Il Castello, con le grandi terrazze e il magnifico giardino all’italiana, garantisce ai suoi ospiti la massima tranquillità e privacy".

Peccato che tale meraviglia, di proprietà privata, si trovi appunto nel centro del paese e in occasione dei ricevimenti all’aperto “nel romantico giardino d’inverno”, “la quiete” per tutti gli abitanti del paesino diventa un ricordo lontano! Infatti i ricevimenti, gestiti di volta in volta da ditte diverse di catering, iniziano solitamente in prima serata e si protraggono sino alle 02.00/03.00 del mattino solitamente con l’erogazione di musica ad altissimo volume con l’assoluta mancanza di buon senso civico e rispetto da parte dei gestori per tutta la popolazione.

La musica prodotta solitamente è nei limiti accettabili durante la prima parte del ricevimento in prima serata, mentre diventa insostenibile solitamente dalle 23.00 in poi sino a oltre le 02.00/03.00 di notte). Già qualche anno fa è stato presentato un esposto (firmato da una parte sostanziale della popolazione) indirizzato alla Procura della Repubblica ed al Sindaco, senza ottenere alcun risultato!

Di volta in volta viene richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine che solitamente non intervengono ed anzi a seguito delle insistenti richieste rispondono che tanto loro non possono fare nulla e che il problema è nostro! Quindi ogni volta non mi resta che alzarmi dal letto a notte fonda e andare a “discutere” con i responsabili al fine di ottenere ( non sempre!) almeno l’abbassamento del volume!

Da alcuni giorni, sempre a mezzo raccolta firme, è stato nuovamente segnalato il problema al Sindaco e siamo ancora in attesa di vedere qualche risultato positivo!

Le porgo i miei migliori saluti.

 

Antonella

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Altro che "bottega del caffè"!

06.07.2011

Egregio dott. Brugola,

le scrivo per avere una consulenza tecnica. In breve ecco il nostro problema:

Abbiamo un bar sotto casa che è nato come semplice "bottega del caffè" per poi evolversi in locale anche notturno, in cui vengono fatte feste con musica a volte anche con Dj ed inoltre tutte le sere giocano a calcetto, creando fortissimi rumori nel nostro appartamento. Preciso che il locale ha la sola licenza (ho fatto una verifica) di somministrazione di bevande.

Abbiamo più volte parlato con la proprietaria per proporle di insonorizzare il locale e di cercare di rispettare i condomini, infatti il problema non è solo il nostro ma di altri abitanti del palazzo.

A questo punto abbiamo deciso di procedere per vie legali e amministrative. Ho chiesto all'amministratore di far fare una diffida dal legale e la denuncia presso la ASL visto che non ha i permessi e licenza per cucinare.

Però vorrei anche procedere sul fronte dell'inquinamento acustico, e credo che il primo step sia fare una rilevazione, corretto?

Lei cosa mi suggerisce?

 

Enrica.F.

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Non sempre baita vuol dire natura

09.06.2011

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo M.C. e sono dalla Provincia di Verona. Mi permetto di disturbarla avendo molto apprezzato in rete la chiarezza delle Sue risposte in merito al problema degli schiamazzi.

Il mio problema è il seguente. Abito in un paese in provincia di Verona piuttosto tranquillo. Purtroppo vicino al mio condominio da circa tre anni è stata costruita una struttura detta "Baita Alpina". Io abito in quel luogo solo da un anno. Si tratta, da quel che comprendo, di un circolo privato, infatti l'accesso non è per tutti, che sta però con frequenza sempre maggiore organizzando feste pomeridiane di ragazzini che, sia all'interno che all'esterno della struttura, schiamazzano quasi tutti i giorni, rendendo di fatto impossibile per ore (15,00/19,00 ma a volte il disturbo è anche prima) l'ascolto della televisione e un dialogo pacato.

La zona è chiaramente residenziale (a fianco di un asilo nido e di condomini) e quando il Comune o chi per esso decise la costruzione della baita ci fu, mi viene detto, una raccolta di firme per bloccare la faccenda, ma senza esito. Fino all'anno scorso, mi dicono i vicini, le feste pomeridiane erano relativamente poche e il fenomeno tollerabile, ma da aprile di quest'anno questi incontro rumorosi si sono moltiplicati. Il disturbo per alcuni di noi inizia già verso le 13,30, quando arrivano i genitori carichi di vivande, poi, a partire dalla 15/15,30 esplodono i ragazzini sia dentro che fuori in giardino, con ore di sonno impedite al pomeriggio, televisione che non si può ascoltare e quant'altro. Le feste veramente alpine sono poche, ma qualche volta disturbano anche quelle, tra l'altro ben oltre gli orari normalmente autorizzati. Non Le dico la condizione di un vicino che, oltre al rumore, si trova spesso invaso dai palloni dei ragazzini, con danni seri all'orto.

Ci stiamo organizzando. Non siamo soli, anche se le famiglie apertamente disturbate sono 4/5/6, a causa della struttura della zona. I vigili urbani, ma anche il Sindaco, ammettono a parole il problema e mi hanno anche prospettato l'idea di transennare parte del fondo, ma a nostro avviso, la questione non si risolverebbe in questo modo. Comunque, a distanza di settimane, la transennatura non è stata realizzata. Non escludo, ma non ne sono sicuro, che ci sia un aspetto di redditività economica per il Comune o per gli Alpini con queste feste. Tra l'altro i vigili mi hanno accennato ad una definizione della struttura in termini di "centro di aggregazione comunale" (altro che Baita Alpina...)

Siamo persone ragionevoli, cerchiamo un compromesso (magari individuare alcune giornate nell'ambito delle quali la struttura non può essere utilizzata per alcuna funzione). Di fatto sarebbe sufficiente tornare all'uso più rispettoso dell'impianto che c'era fino all'anno scorso, ma abbiamo l'impressione che facciano orecchie da mercante. I vigili sostengono che la faccenda della feste andrà a sparire con la chiusura delle scuole, ma noi non siamo troppo convinti di questo ragionamento: anche fosse vero, dovremmo concludere che per oltre due mesi all'anno (senza contare settembre) dobbiamo sentire urlare per ore? Aggiungo che alcuni di noi fanno lavori piuttosto pesanti o studiano: la perdita di ore di sonno e di tranquillità è in questo caso un danno anche pericoloso. Può darci un aiutino?

Grazie di cuore.

 

M.C.

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Condizionatori attività commerciale

05.06.2011

Gentilissimo ingegnere,

dal 1 maggio dello scorso anno sono entrati in funzione due condizionatori di grande portata a servizio dei laboratori e del bar-pasticceria in funzione notte e giorno che ci hanno reso insostenibile il quotidiano.

Tramite l’amministratore si inviava al comune raccomandata a.r. che la riceveva il 7 giugno con cui si chiedeva verifica immissioni tramite A.R.P.A..

Il comune richiedeva alla ditta scheda impatto acustico e la pasticceria risponde chiedendo istanza di proroga per produrla proroga fissata al 30 settembre.

La pasticceria in merito chiedeva proroga di sei mesi tramite lettera datata 30 settembre lettera in cui si dichiara che gli impianti necessitano di opere di revisione, che nel periodo estivo non è stato possibile reperire idonei insonorizzatori, che poi l’impianto a quella data non era più utilizzato.

L’amministrazione con lettera del 12/10 accettava la proroga di sei mesi, era in attesa e richiedeva documentazione di impatto acustico.

Di tutto ciò nulla di formale all’amministratore, che come tutti noi ha aspettato le verifiche dell’ARPA.

Sottolineo come inoltre la dichiarazione del tecnico risulti falsa visto che gli impianti sono stati accesi fino al 28 di novembre.

Mi sono attivata nel mese di febbraio per sapere cosa di tale pratica e per accedere gli atti. Nel frattempo nulla è stato mai fatto ai condizionatori. Scaduti i termini l’amministrazione comunale interpellata dice di aver dimenticato la pratica e comunque intima alla pasticceria, che nel frattempo i primi di aprile ha riacceso gli impianti riproponendo il solito rumore, di mettersi a norma entro il 7 maggio. Gli unici interventi fatti un pannello su uno del condizionatori e una tavola di legno sempre sopra ad uno di essi nessuna documentazione di impatto acustico ad oggi 30/05. Vista l’incompetenza del mio amministratore lo scorso giovedì mi reco presso gli uffici che gestiscono la pratica i quali mi dicono che ora si è in attesa di una ordinanza del sindaco.

Io ho incubi sento sempre suoni, sono in uno stato di ansia di giorno e di notte, quando torno dal lavoro ho paura di entrare a casa perché so di sentire tali rumori. La situazione è condivisa dagli altri condomini che però per l’eta’ non possono muoversi per rimuoverla. Stessa situazione di una famiglia che vive sopra ai condizionatori ma che essendo in uno stabile senza ancora l’amministratore non sa cosa fare. Ho parlato con l’ARPA ma mi dicono che se il comune non li convoca non vengono nemmeno se li paghiamo come richiesta autonoma dal procedimento. Abbiamo pregato l’amministratore di intimare all’amministrazione comunale di provvedere prima di un esposto in Procura.

Le ultime notizie sono le seguenti, si parla di ordinanza che il sindaco è in procinto di emanare.

L’attività commerciale ha risposto, ad ulteriori inviti a sanare la posizione, che sta provvedendo al risanamento acustico, assolutamente falso perché nulla si sta facendo se non spegnere di notte, e che dopo dieci giorni dalla proroga ancora richiesta, e siamo al 7 giugno, emetterà relazione impatto acustico.

E’ possibile che dopo un anno non ci sia possibilità di soluzione, è possibile che tale attività non abbia avuto nessuna multa e che possa operare senza la scheda di impatto acustico e rovinarci l’esistenza per gran parte dell’anno.

Come facciamo a far venire l’ARPA e quindi ad evitare le spese di una perizia di un nostro tecnico, la nostra controparte deve essere avvisata se ci sarà mai una verifica ARPA, le macchine hanno vari rumori a seconda della temperatura esterna se vengono a fare le verifiche li devono mandare al massimo e ora che ne hanno da 10 giorni fermata una la devono comunque misurare; quali sono i criteri ci valutazione dei limiti?

La ringraziamo per tutti i consigli che potrà darci.

 

F.M.

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Il rumore dei condizionatori dello studio dentistico

31.05.2011

Gentile dottor Brugola, ho un grosso problema, davanti alla mia casa in un condominio interno dove non si sentono rumori di fondo, uno studio di dentisti compresa una piccola sala operatoria hanno istallato sopra il loro tetto, che si trova praticamente a pari delle mie finestre di camera, 4 grosse unità esterne di pompe di calore più un compressore che generano un rumore forte dalle 7 di mattina alle 8 di sera, quando rimangono lì per la notte hanno tentato di lasciarli accesi ma sotto mia sollecitudine li spengono alle 21 e 30.

A chi mi posso rivolgere per fare delle rilevazioni acustiche? Senza poi calcolare anche il calore che provocano durante il periodo estivo. Spero che Lei mi possa aiutare sono veramente disperata visto che loro non ascoltano le mie inutili lamentele fatte tra l altro sempre con molta gentilezza.

La saluto cordialmente e aspetto una sua preziosa risposta.

 

Francesca

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Un locale pubblico rumoroso deve rispettare anche specifici limiti di orario?

24.05.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

le sottopongo un problema analogo ad altri, sollevati in questo forum. Viviamo in un complesso residenziale di villette a schiera, lontani dalla citta' e (come si sperava) dai frastuoni dei grossi centri urbani. Abbiamo la "fortuna" di avere, nel nostro vicinato, un locale pubblico adibito a circolo sportivo, ma anche ristorazione e musica di intrattenimento.

Per la verita', fino ad un paio di anni fa, la convivenza con questa struttura, sia pure rumorosa, e' stata relativamente tranquilla e, devo dire, con un buon senso civico e rispetto da parte dei gestori. La musica prodotta era sempre nei limiti dell'accettabilita', tipicamente soft, e sempre in orari ragionevoli (per esempio, mai nel pomeriggio presto, e difficilmente, salvo particolari feste o celebrazioni, oltre le 24).

Da un paio di anni, la gestione dello stesso locale e' cambiata. La struttura si e' trasformata in sala da ballo, una rumorosa sala da ballo. A parte il disturbo da volume e dal tipo di musica stessa (martellante), quello che anche si sta verificando e' un continuo sforamento degli orari "oggettivamente consentiti", per esempio, alle 3 del pomeriggio della domenica e oltre le 2 di notte.

Vedendo le sue utilissime risposte a domande simili, ci stiamo muovendo, a livello condominiale, attraverso esposti al nostro Comune, la richiesta della visura di tutte le autorizzazioni, eventuali rilievi fonometrici A.R.P.A, etc. Eventualmente, ricorreremo anche all'assistenza di un legale.

Le chiedo in questa lettera una informazione precisa. Da quanto ho capito, i rilievi fonometrici ARPA si riferiscono al livelli di emissione in decibel, seguendo limiti precisati dalla legge. Vorrei capire se, indipendentemente dai livelli di emissione, esistono delle leggi (nazionali, oppure regionali o locali) che vincolino o vietino l'emissione sonora musicale in particolari ore della giornata, ad esempio nelle prime ore del pomeriggio. A dirla in maniera spicciola, sin da piccolo mi e' stato detto che non si fa "baccano" fino alle 5 del pomeriggio. Spero che questo simpatico ricordo della mia infanzia sia presente in una precisa legge.

La ringrazio sentitamente per un qualsiasi suo commento e Le porgo i miei migliori saluti.

 

Alberto - Provincia di Bari

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Come proteggersi dal rumore del treno

23.05.2011

Buona sera ing. Marcello Brugola,

in relazione alle risposte da Lei riportate in questa rubrica, volevo un parere sulla mia situazione che le andrò a spiegare.

Ho acquistato un abitazione (complesso villette a schiera) costruite a circa 20 metri dai binari di una ferrovia locale, praticamente ci separa solo una strada a doppio senso di circolazione.

Qui transitano dei treni di 2/3 carrozze mediamente, ogni 45 minuti dalle ore 06:00 alle 23:30 circa sottolineando che in direzione del complesso delle nostre abitazioni si trova anche il semaforo per le coincidenze in stazione. Quindi oltre ad avere "credo" il fastidio del passaggio ogni 45 minuti dobbiamo a volte sopportarlo sino al verde semaforico. Inoltre, le confermo che non esiste o esistito a oggi niente che ci ripari dal rumore.

La ringrazio anticipatamente della sua disponibilità ad ascoltarmi.

 

Michele G.

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Rumori del vicinato

19.05.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

le pongo una questione piuttosto diffusa a giudicare dalle lettere che riceve su tale argomento.

Circa un anno e mezzo fa l’appartamento posto sopra il nostro all'ultimo piano è stato venduto ed è stato oggetto di profonda ristrutturazione, comprensiva di intero rifacimento dei pavimenti, con l’asportazione del pavimento preesistente e la presumibile posa di parquet: nostro malgrado, causa l’allagamento del nostro bagno a seguito dei lavori di ristrutturazione (caratterizzati da uso costante di martello pneumatico e scarico di masserizie non con montacarichi esterno ma tramite ascensore condominiale), abbiamo potuto constatare di persona quanto sopra affermato.

E’ da oltre un anno che subiamo continui rumori molesti provenienti dal piano superiore, rumori che sono perfettamente distinguibili: l’utilizzo di scarpe con i tacchi, il gioco con la palla sul pavimento, le corse ininterrotte da un lato all’altro della casa, gli spostamenti di mobili a qualunque ora del giorno e della notte, insomma una serie di comportamenti che ci hanno più volte spinto a segnalare, sempre in maniera pacata, ai diretti interessati la natura del disagio da noi provato, chiedendo di recarsi presso il nostro appartamento per rendersi conto direttamente del disagio arrecato.

Purtroppo l’unica risposta ottenuta è stata la rivendicazione di essere lasciati liberi di fare in casa propria quanto si vuole, intimando di “non molestare” (questo è stato esattamente il termine usato) ulteriormente con le nostre lamentele.

Naturalmente l'amministratore, che non sapeva niente dei lavori, neppure segnalati con avviso sul portone di ingresso, non ha preso alcuna posizione, o meglio ha avallato le spiegazioni dei proprietari che hanno un bambino piccolo che poveretto fa rumori normali durante le normali fasce di ammissibilità (invece il bambino corre anche alle 23.30); infine alla domanda dell'amministratore da noi suggerita relativa alla pavimentazione che non aveva mantenuto l'originario isolamento acustico, i proprietari hanno mentito affermando che non avevano affatto divelto i pavimenti di marmo (e allora il martello pneumatico ?), ma avevano soltanto posato il parquet sopra l'originario pavimento; in sintesi il mix è costituito da mancanza di corretto isolamento acustico, maleducazione e arroganza dei proprietari, oltre ad affermazioni lontane dal vero, più rumori e vibrazioni che il mio compagno non riesce ad evitare di sentire neppure mettendo i tappi nelle orecchie per dormire....

Il danno alla salute è già presente ma la strada da percorrere è difficile.

 

Inquilina disperata

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Rumori dal supermercato

18.05.2011

Buongiorno, Vi scrivo da Sulmona (AQ) e Vi chiedo cortesemente info sulla mia problematica.

Lo scorso anno ho acquistato un appartamento in un residence condominiale al 3° piano, condominio al cui piano terra c'è un supermercato. Residence costruito 5 anni fa.

Sia io che altri condomini siamo quotidianamente disturbati a partire dalle 6 del mattino dal rumore prodotto dai carrelli del magazzino, rumore che si percuote sulle mura e sul pavimento dei nostri appartamenti impedendoci di riposare; rumori che perdurano fino quasi alle 21,00 di sera.

Il mio sospetto è che la pavimentazione del supermercato, fatta di mattonelle singole, al passaggio dei roller è un "trum trum" continuo non siano a norma. Inoltre le operazioni di scarico del supermercato vengono effettuate sia la mattina dalle 5 sia nelle prime ore del pomeriggio dalle 12 alle 15,00. Riposare è davvero difficile. Segnalazioni tutte fatte al nostro amministratore che nulla attua per regolarizzare la vita condominiale.

Posso tutelarmi in qualche modo? Posso richiedere al costruttore delle certificazioni acustiche? La pavimentazione del supermercato o la sua controsoffittatura deve avere delle caratteristiche ben precise?

Ringraziandovi anticipatamente per l'attenzione, attendo fiducioso una Sua valutazione.

 

Giuseppe C.

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Livelli di rumore elevato nell'ambiente di lavoro

17.05.2011

Gentile dott. Brugola,

il mio problema - rimanendo sempre in tema di rumore - a differenza di quelli riportati nel forum, è ambientato nel posto di lavoro e spero che anche in questo caso Lei possa darmi una mano. Io sono un tecnico radar e per anni ho lavorato su macchine rumorose (da 80 dB, fino a 104 dB di rumore), valori convalidati anche dalle misure effettuate da me e per conto dei vari clienti proprietari dei radar di cui sopra. Oggi purtroppo proprio per la lunga esposizione al rumore mi ritrovo a soffrire di problemi all’udito i quali mi hanno costretto a chiedere all’azienda per cui lavoro una revisione della mansione. La risposta dell’azienda è stata l’apertura di un contenzioso senza fine che mi sta portando ad attivare una azione legale per il riconoscimento.

Come è prevedibile e alla luce del contenzioso suddetto, oggi l’azienda si dichiara conforme alle normative relative all’emissione di rumore, pur non avendo mai fatto dei rilievi/misure e/o azioni preventive nello specifico. E per questo Le chiedo: considerando che parliamo di ambienti di lavoro e per giunta ambienti militari, a chi mi posso rivolgere o cosa posso fare per dare evidenza ai reali valori di rumore generati dalle macchine che produce la mia azienda e sulle quali ho lavorato per anni?

In attesa di un suo cortese riscontro, ringrazio anticipatamente e saluto.

 

Massimo L.

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Il bar sotto caso rende insopportabile la vita nel condominio

07.05.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

sono Nicoleta e abito in un piccolo paesino della provincia di Como, sono qui a chiederle un consiglio, non sapendo più a chi rivolgerci, siamo arrivati ad un punto di esasperazione totale.

Noi abitiamo in un piccolo condominio dove al piano terra, proprio sotto di noi, c’è un bar aperto tutti i giorni fino alle due di notte. Noi dal 2009 abbiamo presentato un esposto al comune per un possibile inquinamento acustico ed abbiamo più volte richiesto l’intervento del Arpa. Ma L’arpa non esce se in comune non li da l’autorizzazione. E ad oggi non sappiamo più cosa fare, questo bar non ha nemmeno l’impianto acustico però nessuno viene a controllare evitano tutti di parlare di questo. Noi siamo costretti di subire tutto questo fino ad oggi e non finisce qui. Noi per rivolgerci ad un legale abbiamo bisogno di "prove certe" quelle del tecnico dell'Arpa che vale molto, abbiamo provato a contattare anche un tecnico privato, ma anche lui sentendo di questo bar ha subito detto che non ci può aiutare non so come mai, l’ho sentito molto agitato. Lui continuava a darmi dei consigli di rivolgermi al comune, arpa ecc. ma abbiamo già fatto tutto ciò possibile, anche con le firme dei vicini. Secondo me c’è qualcosa sotto. Il comune dice che c’è una legge regionale che fa stare aperti ai bar nei condomini e che loro non possono far nulla. Noi non riusciamo dal 2009 riposare tranquillamente. Tutti noi 4 la mia famiglia ci svegliamo la mattina presto per andare a lavorare.

Siamo esausti e non sappiamo più cosa fare, spero tanto in un suo consiglio. Forse siamo screditati perché siamo rumeni da 8 anni in Italia. Siamo in regola e paghiamo un benedetto mutuo della casa che non c’è la possiamo neanche godere in pace per questo bar. Le chiedo Aiuto!

Mille grazie in anticipo e spero di avere sue notizie presto. Questo bar è molto rumoroso, con ragazzi maleducati, si sentono voci risate, e tutto di più poi le macchine sotto le finestre a sbattere le porte fino alle due di notte e nessuno fa niente!

 

Nicoleta

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Notturno fiorentino

26.04.2011

Gentile dott. Brugola,

purtroppo abito nel centro storico di Firenze sopra un locale che recentemente da tranquilla pizzeria si è trasformato in locale da aperitivo notturno, gestito da operatori molto facoltosi legati al mondo del calcio.

Io cerco di mantenere relazioni civili ma non è facile. Quando mi hanno chiesto di fare rilevazioni acustiche per la relazione da presentare in comune io ho accettato facendo venire un testimone di mia fiducia.

Gli ingegneri preposti, gentilissimi e competenti, hanno proceduto alle misurazioni, in presenza anche di uno dei gestori e non si percepiva alcun suono anche a impianto acceso a volume a dir loro massimo (sono scesa giù a controllare). Io mi sono stupita ma loro hanno detto che l'impianto stereo di altissima qualità era disegnato proprio in modo da ottenere bassissimo impatto acustico. Ho chiesto anche di procedere a misurazioni con la porta del locale aperta (quella immediatamente sotto la mia camera dove avvenivano le misurazioni) e non cambiava niente. Inizialmente non volevano aprire la porta dicendo che comunque tale apertura, dato il condizionamento, non era prevista.

Ovviamente, dopo l'apertura la musica si sentiva eccome e la porta del locale ora rimane costantemente aperta cosi' che sotto la finestra oltre a musica e agli schiamazzi di circa 200 persone che invadono il marciapiede c'è anche una colonna di fumo e puzza che se apro la finestra anche un istante mi entra in casa. Hanno anche posizionato sedie sul marciapiede per facilitare la fruizione dello spazio pubblico.

Ho chiamato subito gli ingegneri che hanno fatto la misurazione e mi hanno detto che la musica non si deve sentire....chiaramente comunque la relazione consegnata è un falso. Cosa posso fare?

Se protesto la musica la abbassano...devo continuare a farlo ogni notte? Lo so che c'è chi è messo peggio di me ma ora che arriva l'estate sarò costretta a installare un condizionatore con elemento solo interno e a prendere un valium ogni volta che mi devo far largo tra signori e signorine chiaramente ricchi e felici e, probabilmente, senza bisogno di lavorare almeno al mattino.

Mi hanno offerto di "staccarmi un assegno" per farmi passare il malumore, ma io i loro soldi non li voglio.

 

Chiara T.

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Rumore di un depuratore e di una fabbrica

08.04.2011

Egregio dott. Brugola,

mi trovo in un paio di situazioni relativamente alle quali gradirei chiederle qualche consiglio.

1. La mia abitazione principale è collocata a circa 800 metri in linea d'aria da un depuratore, nella terraferma veneziana, giusto di fronte alla laguna. Il depuratore utilizza dei potenti motori per immettere (credo) aria nei fanghi sottoposti a fitodepurazione. Detti motori funzionano continuamente, anche se pare che i regimi varino a seconda della piovosità e forse di diversi cicli "produttivi".
Sta di fatto che si percepisce chiaramente un fastidioso rumore (paragonabile al motore di camion a qualche decina di metri di distanza), non costante nell'intensità, ma presente in maniera fastidiosa quasi ogni giorno, in particolare la sera quando il rumore ambientale è più basso.

Ho contattato l'Ufficio Ambiente del Comune di Venezia, che mi ha suggerito di scrivere un esposto. Desidero quindi chiederle se ci sia qualcosa di particolarmente importante da sottolineare nel mio esposto, oltre chiaramente ad una descrizione precisa del fenomeno (ho trovato vari modelli di esposto in rete, non so se ce ne siano di migliori di altri).

2. Sono comproprietario di una vecchia casa di montagna (costruita all'inizio del '900, quando attorno non c'era nulla). Con gli anni, oltre ad altre abitazioni, nelle vicinanze è stata costruita una fabbrica, che dopo anni di inattività fin dalla sua costruzione, è stata di recente riattivata. Il ciclo produttivo prevede un'attività continuativa, che produce parecchio rumore; di notte e nei fine settimana il rumore principale smette, ma subentrano degli "sfiati" e dei fischi periodici che, anche vista la vicinanza, disturbano il riposo e la permanenza in casa. I rumori sono aggravati dal fatto che spesso le finestre della fabbrica vengono lasciate aperte. Si è tentato un contatto con la proprietà senza esito positivo. A questo punto pensavo ad un esposto al sindaco. Anche in questo caso, le chiedo se ci sia qualche particolare punto da sottolineare, anche tenendo conto che il comune non è zonizzato; da notare inoltre che gli altri residenti, pur infastiditi dal rumore (fino a spostare la camera da letto) non sono intenzionati a far nulla per il "quieto vivere".

Le faccio i miei complimenti per la sua opera importantissima su un tema così poco considerato, ringraziandola per l'attenzione.

Cordiali saluti.

 

Matteo B.

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Progetto di riqualificazione di piazza dei Navigatori a Roma

11.02.2011

Gentile dott. Brugola,

abito a Roma a piazza dei Navigatori, lungo la via Cristoforo Colombo, che è un’”autostrada urbana” a 5 corsie per senso di marcia, dove transitano certamente più di 3.000.000 di veicoli l’anno.

In corrispondenza della piazza é previsto dal Comune, connesso un’enorme intervento di edilizia privata (circa 150.000 mc di nuove costruzioni!!!!) vincolato ad un Accordo di Programma del 2001 tra Comune e Privati, un progetto di Riqualificazione Urbana che, inizialmente prevedeva l’interramento della via Colombo nel tratto in questione: tale versione del progetto avrebbe ovviamente risolto anche i problemi di inquinamento acustico.

Con il passare degli anni, per motivi non chiari su cui il Comune è reticente (c’è stato un sevizio anche su REPORT), sembrerebbe abolito l’interramento della Colombo e sembrerebbe invece prevista la realizzazione di due sottopassi trasversali, lasciando inalterato, anzi aumentando, il traffico di superficie (anche in seguito ai nuovi insediamenti) e così rumore e smog.

Il nostro condominio (il palazzo a M prospiciente la piazza dove abitano più di 1500 persone) ha fatto redigere uno studio acustico da un tecnico abilitato che ha evidenziato il superamento dei limite di legge notturni: le indagini preliminari eseguite mettono in luce che l’edificio residenziale risulta esposto a livelli di rumore stradale che nel periodo notturno, in entrambi i punti di misura P1 e P2, eccedono di circa 4 dB(A) i limiti normativi. Poiché, sebbene ingegnere, io non sono un’esperta del settore, tali eccedenze non mi sembrano un granché (a parte il rumore reale!!). E’ così?

Inoltre, per il punto di misura P1 la sorgente è la via C. Colombo, che nel PGTU è classificata come “strada interquartiere” perché ha ogni tanto intersezioni semaforiche, e quindi, corrispondendo alla categoria Da secondo il DPR 142/04, origina eccedenze di solo 4 dB(A)!!!. Ma se la C. Colombo fosse classificabile nello studio acustico come Db, le eccedenze sarebbero molto superiori.

Domanda: la categoria della strada del DPR 142/04, non può determinarsi anche facendo riferimento ai flussi veicolari? Consideri che la C. Colombo ha in transito nelle ore di punta, come risulta dal Piano Strategico del Traffico del Comune di Roma (2009), più di 10.000 veicoli l’ora, pari a quelli dell’A24! (se si considera una media anche di solo 1.000 veicoli l’ora nell’arco della giornata, il volume annuale sarebbe di più di 8.000.000 di veicoli)

I tecnici che hanno redatto lo studio acustico dichiarano peraltro che, probabilmente i punti di misura non son stati neanche i più sfavorevoli, ma soprattutto non abbiamo monitorato le aree verdi della piazza: tra i ricettori (oggetto di mitigazione per legge), oltre agli edifici (residenziali) rientrano anche “aree naturalistiche vincolate, parchi pubblici ed aree esterne destinate ad attività ricreative ed allo svolgimento della vita sociale della collettività” (art. 1 comma 1 lett. L del DPR 142/04). Sbaglio? Ritiene utile ampliare lo studio anche in tal senso?

Abbiamo indirizzato una lettera al Comune per iniziare a interloquire con questa istituzione allegando lo studio acustico. Vorremmo però contemporaneamente chiedere l’intervento dell’ARPA per verificare (e al limite ampliare) lo studio acustico già redatto e procedere inoltre a misurazioni dell’inquinamento dell’aria nella zona della piazza lungo via Colombo.

E’ possibile? Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo necessariamente passare per un esposto al Comune? Soprattutto, secondo Lei, abbiamo chance per chiedere che si realizzi ancora l’interramento della Colombo?

Ci dia qualche consiglio. Nei prossimi giorni credo saremo ricevuti dal Comune.

Grazie anticipatamente.

 

Letizia B.

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Una caldaia troppo rumorosa

08.03.2011

Buongiorno dott. Brugola,

ho letto i Suoi interventi e vorrei, se possibile, sottoporle il seguente problema.

Abbiamo da poco comprato casa e l’abbiamo ristrutturata ponendo la caldaia da interno (perché non abbiamo il balcone) sul muro maestro che confina con una vicina, la quale ha posizionata la camera da letto proprio al di là del muro. Il muro maestro è di 7 cm e lei si lamenta che la caldaia (tra l’altro posizionata esattamente dove era quella del precedente proprietario) fa un rumore, a sua detta, intollerabile. Le preciso che prima della ristrutturazione lì era posizionata la caldaia e la doccia e già all’epoca la signora si lamentava con il precedente proprietario, senza poter fare nulla. Questi appartamenti sono del 1950 e sia il mio sia quello della signora sono stati ristrutturati.

Vorrei chiederle cosa posso fare per ovviare al problema e se sono nel torto. Purtroppo la caldaia non ci serve solo per riscaldare l’ambiente ma anche per scaldare l’acqua e fare la doccia la mattina. Ora questo non è possibile perché è già capitato che suonasse alla nostra porta alle 6.30 e ci intimasse di spegnere perché non riusciva a dormire. Dobbiamo chiamare l’ASL per fare i rilievi?

La ringrazio molto per la Sua risposta. Cordiali saluti.

 

Silvia S.

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Autorizzazione trattamenti musicali al pubblico esercizio (bar) sotto l'abitazione!

21.02.2011

Egregio dott. Brugola,

vivo a Bologna in un palazzo molto vecchio con porticato e corte interna, composto da alcune abitazioni, uffici e varie attività commerciali. Una di queste attività è per la precisione un bar che, con la deroga di orario di chiusura alle 3.00 del giorno dopo e l'autorizzazione ai trattamenti musicali, tutti i weekend si trasforma in una mini discoteca di latino-americano. Ovviamente la mia abitazione rimane proprio sopra a tale bar ed è la più coinvolta e sottoposta al rumore provocato dall'attività svolta dal locale.

A Giugno incontro il titolare dell'esercizio il quale, a seguito di mie richieste di contenere un po’ il rumore provocato dai clienti e dalla musica, mi sventola le sue autorizzazioni in viso e mi dice:"Ho le autorizzazioni, faccio quello che mi pare". Da quel momento in poi, il bar è diventato la mia ossessione!

Leggendo le esperienze analoghe alla mia e seguendo le vostre indicazioni, con un legale, effettuo degli accessi agli atti per verificare le autorizzazioni del bar ed il modo in cui sono state ottenute.

A fine Novembre, scopro che nella relazione di impatto acustico, i titolari del bar dichiarano al tecnico "competente" che in tutto lo stabile non vi sono abitazioni. Può benissimo immaginare dove e come siano state fatte le misure fonometriche e quale esito abbiano avuto!

A questo punto invio un esposto a tutte le autorità competenti allegando visure storiche del catasto delle varie abitazioni presenti nello stabile.

Nel momento in cui le scrivo, l'ARPA ha tolto il suo parere favorevole ed il Comune ha notificato al titolare del bar l'avvio del procedimento di revoca dell'autorizzazione dei trattamenti musicali, dandogli cinque giorni di tempo per depositare un'eventuale memoria difensiva.

Per quanto sono riuscito a sapere, le possibilità che non venga effettuata la revoca sono prossime allo zero in quanto tutta l'autorizzazione ha continui richiami alla relazione viziata. Mi aspetto però il colpo di scena, anche perché il bar senza la musica è destinato a chiudere e sicuramente venderanno cara la pelle.

Il motivo per cui le scrivo è, a questo punto della mia storia e a fronte di un'eventuale ordinanza di revoca, capire quante possibilità avrà (ed in che tempi) il bar di riottenere l'autorizzazione per la musica, facendo una nuova domanda in comune e presentando una relazione di impatto acustico debitamente redatta.

Nel caso venissi contattato dal titolare o da un suo tecnico per effettuare le misure presso la mia abitazione, mi conviene concedere l'accesso o lasciarli alla porta lasciandogli solo ipotizzare quanto rumore percepisco? Fino ad oggi, la propagazione infrastrutturale del rumore dava l'impressione di avere uno stereo acceso nella camera accanto!

In ultimo, nel caso dovesse riottenere l'autorizzazione ed io avessi ancora disturbo, oltre a presentare a questo punto una relazione tecnica di parte "con misure vere", cosa mi consiglia di fare per risolvere in tempi brevi il problema, visti anche i precedenti?

La ringrazio.

 

Enrico

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Locale pubblico rumoroso sostenuto dalle autorità comunali

04.02.2011

Egregio dott. Brugola,

abbiamo letto tutti i suoi pareri pubblicati su questo sito relativi a problematiche causate dalla presenza di locali pubblici ubicati sotto appartamenti residenziali e ci è stato utilissimo per avere spunti riguardo azioni da intraprendere. Abbiamo un paio di quesiti da porle.
Innanzitutto Le riassumiamo quanto segue:

viviamo a Vimodrone, un tranquillissimo paesino alle porte di Milano, dove tutti gli esercizi pubblici non esercitano la loro attività oltre le h. 21:00. Abbiamo acquistato un appartamento in un condominio sito nel centro del paese ed esattamente nella piazza comunale, dove oltre al comune risiede anche la Polizia Locale. Purtroppo, ad eccezione del nostro piccolo condominio, composto da una decina di appartamenti e sette villette, non vi è nessun altra residenza privata.

A Maggio del 2010, due piani sotto il nostro appartamento, è stato aperto un locale pubblico, che ci era stato spacciato dal proprietario e dal comune come caffetteria/tavola fredda. Dal giorno dell'inaugurazione del locale abbiamo iniziato ad avere grossi problemi causati dagli schiamazzi incessanti che siamo stati costretti a subire dalle 5:30 alle 02:00 del giorno successivo. Le problematiche sono le usuali che abbiamo trovato descritte nel suo sito, cioè gente che urla a tutte ore del giorno fino a notte inoltrata, compresi i proprietari ed il personale del bar, sedie e tavoli che vengono trascinati a qualsiasi ora, porte interne al condominio che vengono sbattute per ben 19 ore consecutive, etc. Da notare che il locale ha una cantina al piano interrato non collegata con una scala interna al locale bar. Questa cantina viene utilizzata per preparare il cibo (anche caldo) che viene servito ai clienti e quindi c'è un costante passaggio del personale del locale attraverso le scale e l'ascensore condominiale per trasportare cibo (non coperto), bottiglie, scatolame, avanzi e quant'altro provocando rumori per lo sbattimento delle due porte d'ingresso alla cantina-cucina posta al piano interrato ed al locale posto al piano terreno.

In Novembre 2010 abbiamo anche fatto esposto all'ASL poiché la cantina è sprovvista di canne fumarie e le puzze che pervadono le scale del condominio sono nauseanti, ma purtroppo non abbiamo ancora visto il loro intervento.

Abbiamo fatto ben 4 esposti protocollati al comune di Vimodrone per evidenziare i grossi problemi di inquinamento acustico, oltre che d'igiene, ed abbiamo anche inviato numerose e-mail e avuto due colloqui con il sindaco per denunciare i nostri disagi. Da Maggio a Ottobre del 2010 abbiamo dormito al massimo 4 ore per notte e la nostra bambina di 10 anni ha iniziato ad avere problemi seri che non ha mai riscontrato dal momento della nascita. Inutile dire che il comune ha sempre asserito che le autorizzazioni concesse al locale sono del tutto pertinenti. Non importa se il bar funge da "locale notturno" all'interno di un piccolo condominio dove a pochi centimetri di altezza ci sono degli appartamenti. Non importa se il locale non è stato insonorizzato adeguatamente, tanto che l'appartamento posto al primo piano sente il vociare continuo degli avventori e i bassi incessanti della musica.

Ora siamo esasperati, anche a causa del comportamento delle autorità comunali, che hanno dato seguito a solo due dei nostri esposti con risposte assolutamente evasive ed inaccettabili. E' chiaro che stanno supportando l'attività svolta dal bar e che sono perfettamente consapevoli di recare disturbo solo ad un limitatissimo numero di cittadini di cui se ne fregano completamente. Infatti la maggioranza dei condomini sono amici intimi del proprietario del bar, oltre che commercianti e quindi sostenuti dal comune, e altri sono intimoriti dalle continue minacce che il proprietario fa a noi e ai pochi condomini che osano contestarlo.

Oggi abbiamo chiesto al comune di consegnarci la documentazione relativa all'impatto previsionale acustico che il proprietario avrebbe dovuto fornire insieme alla sua richiesta di licenza apertura locale. Poiché avevamo già menzionato in uno dei nostri primi esposti, e si risale a Giugno 2010, la questione relativa a tale documentazione ed il comune aveva evitato di rispondere al nostro quesito, abbiamo il sentore che questa dichiarazione non esista. Inoltre, quando abbiamo fatto richiesta, ci è stato detto che la documentazione poteva essere consegnata al privato cittadino solo dietro autorizzazione del tecnico competente.

I nostri quesiti sono i seguenti:

- Il comune si può rifiutare di consegnare ai privati cittadini che ne fanno richiesta, la documentazione relativa all'impatto previsionale acustico che accompagna la richiesta di apertura di un locale pubblico?

- Qualora il comune accettasse di consegnarci tale documentazione, come possiamo accertarci che non sia stata alterata per favorire gli interessi del commerciante e che sia conforme a quanto richiesto dalle leggi regionali?

 

La ringraziamo anticipatamente.

 

Renata M./Massimo S.

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L'insopportabile rumore prodotto dal cantiere del passante ferroviario di Torino

26.01.2011

Egregio dott. Brugola,

Le scrivo a nome di numerosi residenti che, come me, non sanno più cosa fare e non possono permettersi un isolamento acustico in uno stabile d'epoca.

Sono un residente di Corso Principe Oddone a Torino dove da ben 8 anni soffriamo la presenza del più grande cantiere della città ovvero il passante ferroviario. Questo cantiere, oltre ai molteplici disagi che provoca (polveri che si alzano, Cromo Esavalente che penetra nelle falde dell'acqua), inizia d'inverno alle 06.00 di mattina per terminare alle 22.00, d'estate dalle 04.00 fino anche alle 23.00 sollevando un continuo inquinamento acustico prodotto dalle varie trivelle, escavatrici e martelli pneumatici. Ogni sei mesi viene un ingegnere a prendere delle misurazioni da una vicina di casa il quale ha ammesso essere dipendente dell'azienda appaltatrice e di fare in modo che gli operai producano minor rumore quando lui effettua il sopraluogo.

L'anno scorso abbiamo fatto un esposto all'Arpa che hanno messo un microfono sul balcone per una settimana. Anche il tecnico dell'ente ha ammesso che i limiti di decibel del cantiere sono fuori norma, ma che oltre a sanzioni non possono fare altro in quanto l'opera è troppo "importante". Dicono di non poterci neanche installare i doppi vetri perché il problema non è di tipo 24h/24h. In ogni caso non siamo mai venuti a conoscenza dei risultati di queste misurazioni.

La notte non riusciamo a dormire, durante il giorno non possiamo rimanere in casa, lo stress si fa sentire in vari modi nello stabile: emicranie, gastriti, depressioni.

Le scrivo questa mail per chiederle cosa possiamo fare, ringraziandola in anticipo.

 

Davide T.

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Rumorosità gruppi frigo ENEL - Viale Italia a Sesto San Giovanni - Milano (MI)

24.01.2011

Egregio dott. Brugola,

la ringrazio infinitamente per la possibilità che offre, almeno riusciamo ad esporre i nostri casi. Abito in prossimità di un fabbricato in locazione all'Enel, in zona Marelli a Sesto San Giovanni, la proprietà è una real-estate con sede a Roma. Il fabbricato ha 8 piani è ad uso uffici e ha al suo interno il CED, da quanto ho capito di rilevanza nazionale. La zona è prevalentemente ad uso terziario, ma vi sono molte abitazioni, la maggior parte delle quali esistenti da tempi antecedenti la costruzione dell'edificio dell'Enel, risalente a 10 anni fa circa.

Da circa 2 anni sulla copertura del fabbricato incriminato sono stati posizionati dei macchinari (penso gruppi frigo) che sviluppano un rumore notevole, specialmente nelle ore serali, notturne e nei fine settimana, ovvero quando il traffico veicolare su Viale Italia diminuisce. Il rumore si propaga in tutta la zona e si avverte anche a distanze impensabili.

Un condominio ha presentato un esposto, senza il quale il Comune quasi si rifiutava di avviare qualsiasi procedura, sebbene il Sindaco avesse già ricevuto una delegazione spontanea di cittadini. Successivamente il Comune ha contattato l'ARPA, sono state effettuate le rilevazioni, presumo anche a macchine spente, dato che le ultime informazioni in possesso di noi cittadini dicevano che ARPA ha avuto persino problemi a far spegnere i macchinari per soli 15-20 minuti, in modo da poter rilevare il rumore di fondo e non solo quello ambientale (che in prima battuta avevano già rilevato).Il Comune ha pubblicato una nota sul forum, strumento con cui informa i cittadini, scrivendo quanto le riporto testualmente.

Dopo aver effettuato le rilevazioni, il 13 maggio 2010 ARPA ha chiesto al Comune di richiedere ad Enel una documentazione aggiuntiva:

- una valutazione di impatto acustico relativa agli impianti;

- la certificazione attestante la classificazione di impianti a ciclo continuo;

- la data di installazione e messa in servizio dei nuovi gruppi installati;

Il 10 giugno 2010 il Comune ha inviato una raccomandata ad Enel servizi e alla proprietà dell'immobile (la Torre Sgr) invitando a produrre entro 45 giorni la documentazione richiesta, necessaria per il completamento della pratica da parte di ARPA.

Nella raccomandata si legge, tra l'altro, che: all'esito della valutazione di ARPA, in caso di superamento del valore limite di immissione e/o differenziale, la proprietà e il locatario avranno, per le rispettive competenze e responsabilità, l'onere della definizione di un piano di bonifica acustica.

Tutte belle parole scritte in data 15.06.2010, poi il nulla, nessuno ci ha mai comunicato i valori registrati, o altro.

Di fatto il rumore è costante e penetra nelle abitazioni, tenendoci compagnia 24/24h, provocando enorme disturbo e stress specialmente quando si vorrebbe dormire. Il rumore è avvertibile in tutta la zona e al piano stradale sembra inverosimile che ENEL possa non curarsi di un disturbo cosi evidente. Penso che ogni dipendente che lavora li dentro sia consapevole della cosa, diversamente sarebbero tutti degli audiolesi.

C'è anche un asilo infantile, confinante proprio con la sorgente rumorosa.

Io ho dei serramenti discreti ma non performanti, penso con un livello di fonoassorbenza prossimo ai 32-34 dB, ma le frequenze mi entrano in casa ugualmente e sto seriamente pensando di sostituire il tutto per arrivare almeno a 42 dB. Comunque gli infissi ogni tanto vanno aperti e in estate il problema sarebbe più o meno lo stesso.

Prima di farlo, gradirei una suo parere in merito al caso gruppi frigo ENEL di viale Italia 26 a Sesto San Giovanni. Non sto parlando dell'ultimo artigiano senza risorse economiche, ma di un'azienda che parla costantemente di sostenibilità ambientale e poi rovina le notti all'intero circondario.

La ringrazio e complimenti per la sua grande competenza e serietà.

 

Paolo

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Da un convento dedicato alla quiete ad uno dedicato al frastuono

20.01.2011

Salve dottore, mi chiamo Stefano e scrivo da Caserta. Anche io come molti altri lettori abito nelle immediate adiacenze di un locale pubblico. Questo locale è nel pieno centro storico di Caserta ed è stato aperto nell'estate del 2008. L'aggravante è che si tratta di un locale aperto in un ex convento/chiostro di suore di proprietà del Comune il quale lo ha concesso in fitto dietro, l'obbligo da parte dei gestori, della totale restaurazione dell'immobile. Si tratta di un locale di svariate centinaia di metri quadri come interni ma quel che è peggio è che tale locale è dotato di un giardino di circa 700 metri quadri dove insiste la maggior parte dell'attività di intrattenimento pubblico. Intrattenimento caratterizzato da musica che inizia circa alle 22,30 per finire alle tre del mattino. Una cosa davvero indicibile ed indescrivibile. Inutile dire che abbiamo cercato di fare qualunque cosa. Inizialmente andammo a parlare con l'assessore competente del comune di Caserta il quale ci promise che si sarebbe interessato del problema. Poi andammo a parlare col sindaco. Dopo di che, visto che nulla accadeva, decidemmo di depositare alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere un esposto firmato da quasi cento persone (tutti i residenti che subivano i disturbi di questo locale pubblico) e inviammo l'esposto per conoscenza a tutti gli organi pubblici, nessuno escluso compresi NAS, Prefetto e Questore. Esposto corredato anche di perizie fonometriche che puntualmente rivelavano il superamento dei livelli di decibel previsti dalla Legge! Infatti dovemmo fare queste perizie a spese nostre in quanto l'Arpac veniva a fare i rilievi acustici per verificare l'inquinamento acustico ma puntualmente la musica del locale non suonava (ne deducemmo che forse c'era qualcuno che informava i proprietari del locale delle verifiche dell'Arpac).

Non sto qui a dirle anche che decine e decine sono gli articoli scritti dai giornali locali che si sono interessati al nostro caso. Ho addirittura chiamato il numero amico del Ministero della Pubblica Amministrazione. Insomma, per non farla lunga dopo circa due anni non solo non abbiamo ottenuto nulla ma il problema si è addirittura aggravato in quanto al locale in questione ne ha aperto un secondo che è la perfetta fotocopia del primo creandoci un raddoppio del problema. Insomma dopo oltre due anni e mezzo noi siamo davvero esausti. Anche adesso, mentre molto velocemente le scrivo questa lettera (ed anzi mi scuso per errori e quant'altro), la musica impazza in un modo allucinante e siamo solo a giovedì, le lascio immaginare cosa accade nei fine settimana! Non le dico poi cosa significa per noi la primavera e l'estate con centinaia e centinaia di persone che affollano il locale e la musica che suona a mille.

Il problema è che quasi tutti non vogliono fare causa in quanto non vogliono spendere soldi ed inoltre non vogliono esporsi nei confronti di questo locale e di chi lo gestisce in quanto si dice siano persone poco raccomandabili. Ma veramente non possiamo fare nulla? Sarebbe bastato che il Sindaco emanasse un'ordinanza e facesse rispettare le leggi sull'inquinamento acustico. Inoltre Caserta è dotata di un piano di zonizzazione acustica ma che viene puntualmente, almeno nel nostro caso, disatteso.

Mi può dire in merito qualche parola di conforto. Ci può indicare una strada che forse, prima di ogni azione legale non so poi adesso quanto utile, noi potremmo percorrere? Un'azione legare, dopo circa due anni e mezzo dall'inizio del disturbo ritiene che possa produrre gli effetti sperati?

Cordiali saluti e buon lavoro.

 

Stefano

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Motociclisti indisciplinati lungo la S.P. n. 1

31.12.2010

Egregio dott. Brugola,

Le scrivo in relazione al mio caso al fine di ottenere quella competente consulenza che, purtroppo, non riesco ad avere dai professionisti interpellati in Liguria; io risiedo in una piccola frazione del comune di Deiva Marina, attraversata dalla S.P. n. 1 del Passo del Bracco, punto di confine tra le province di Genova e La Spezia.

Da alcuni anni un'attività di ristorazione, ma sopratutto bar, funge da catalizzatore durante i week end per gli amanti dei motocicli di grossa cilindrata. Gli stessi, palesemente incuranti degli abitanti delle poche abitazioni prospicienti la strada provinciale attigue al Bar, rumoreggiano per ore ed ore durante tutto il sabato e la domenica, un vero e proprio tormento che è stato oggetto di ripetute segnalazioni alla proprietà della strada, le Amministrazioni di Genova e La Spezia. Nulla ad oggi è stato fatto e, dal prossimo 01 febbraio, la strada tornerà ad essere amministrata e gestita da Anas, rischiando di vedere peggiorare ulteriormente le cose, non essendo Anas dotata di un proprio organismo di Polizia.

Il problema fondamentalmente verte su 2 questioni: le moto entrano nel piccolo centro abitato a forte velocità, spesso stridendo le gomme in partenza o arresto del veicolo, sicuramente violando le norme del Codice della Strada; i motocicli, terminata la loro corsa, vengono parcheggiati sulla sede stradale, in palese violazione dell'art. 158 comma 1 lettera C e D, comma 2 lettera B ed N. I motoveicoli in stazionamento sulla strada arrivano ad essere anche 300, su una superficie di carreggiata non superiore ai 100 metri lineari.

E' evidente che i rumori prodotti dai motocicli, che per'altro spesso sono equipaggiati di silenziatori non omologati, che suonano i segnalatori acustici per i saluti di rito, che stridono le gomme da fermi sul posto (burning out), etc. sono infernali e rendono la qualità della vita estremamente ridotta.

Le chiedo se ci sono spazi per agire nei confronti di:

1. Motociclisti indisciplinati;

2. Ente proprietario della strada;

3. Regione Liguria, amministrazioni provinciali, comuni;

4. Ministero dell'Ambiente/salute/infrastrutture.

E le eventuali misure da adottare nei confronti dei titolari del Bar, che nulla fanno per arginare i "bikers" più scalmanati.

In attesa di un Suo gradito riscontro, porgo cordiali saluti.

 

G.S.

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Abitare sopra un locale pubblico

10.12.2010

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo Roberta e sono disperata. Purtroppo abito con la mia famiglia sopra un locale pubblico fracassone in centro storico a Voghera (PV).

Chi non sperimenta una situazione di questo genere non può immaginare cosa si prova. Oltre a dovermi subire gli schiamazzi notturni fuori dal locale sono costretta a sorbirmi anche quelli all’interno del locale. Nel week end la musica, erogata senza il permesso in licenza, fa tremare le bottiglie sul tavolo e ci impedisce di dormire, perché continua sino a notte fonda. Il rumore delle sedie strisciate continuamente sul pavimento ci logora i nervi.

Abitiamo in questa casa da trent’anni e da ormai 3 la vita è diventata impossibile. Quello che mi stupisce maggiormente è la totale assenza di tutela del cittadino da parte delle Forze dell’Ordine. Avevo segnalato questo problema all’ex Sindaco, il quale aveva emesso a suo tempo due ordinanze, completamente ignorate. Ho segnalato il problema all’attuale Sindaco ma nulla è cambiato. Ho segnalato il problema alla Polizia Locale i quali mi hanno consigliato, in via confidenziale, di traslocare. Ho segnalato il problema ai Carabinieri che, due anni fa, mi hanno assicurato di farmi avere notizie dopo aver interrogato gli altri condomini. In procura esiste una pratica contro questi schiamazzi notturni ma non ho idea di dove si sia arenata.

L’ARPA ha appurato che il rumore supera di molto i decibel consentiti per legge e il proprietario è stato costretto ad insonorizzare il locale (il permesso era stato dato SENZA l’insonorizzazione) ma, giudicando dal rumore, penso sia stata fatta solo una contro soffittatura: comunque l’ARPA si è dileguata senza, per ora, venire a fare i dovuti controlli.

Ho segnalato il problema all’amministratore del condominio dove vivo il quale mi ha assicurato che avrebbe contattato i Carabinieri: pensavo che esistessero delle norme condominiali contro i vicini rumorosi ma è probabile che in questo palazzo non vengano applicate.

Ora, dopo 3 anni e nessuna tutela continuo ad assumere psicofarmaci per dormire (o ad usare i tappi per le orecchie) e sto cercando un altro appartamento per trasferirmi con la famiglia, cosa non facile perché abito vicino alla stazione e sono pendolare.

Avevamo anche pensato di rivolgerci ad un avvocato, ma sono spese che non ci possiamo permettere di affrontare.

 

Roberta

» la risposta dell'esperto

 

Abitare sopra un locale pubblico

10.12.2010

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo Roberta e sono disperata. Purtroppo abito con la mia famiglia sopra un locale pubblico fracassone in centro storico a Voghera (PV).

Chi non sperimenta una situazione di questo genere non può immaginare cosa si prova. Oltre a dovermi subire gli schiamazzi notturni fuori dal locale sono costretta a sorbirmi anche quelli all’interno del locale. Nel week end la musica, erogata senza il permesso in licenza, fa tremare le bottiglie sul tavolo e ci impedisce di dormire, perché continua sino a notte fonda. Il rumore delle sedie strisciate continuamente sul pavimento ci logora i nervi.

Abitiamo in questa casa da trent’anni e da ormai 3 la vita è diventata impossibile. Quello che mi stupisce maggiormente è la totale assenza di tutela del cittadino da parte delle Forze dell’Ordine. Avevo segnalato questo problema all’ex Sindaco, il quale aveva emesso a suo tempo due ordinanze, completamente ignorate. Ho segnalato il problema all’attuale Sindaco ma nulla è cambiato. Ho segnalato il problema alla Polizia Locale i quali mi hanno consigliato, in via confidenziale, di traslocare. Ho segnalato il problema ai Carabinieri che, due anni fa, mi hanno assicurato di farmi avere notizie dopo aver interrogato gli altri condomini. In procura esiste una pratica contro questi schiamazzi notturni ma non ho idea di dove si sia arenata.

L’ARPA ha appurato che il rumore supera di molto i decibel consentiti per legge e il proprietario è stato costretto ad insonorizzare il locale (il permesso era stato dato SENZA l’insonorizzazione) ma, giudicando dal rumore, penso sia stata fatta solo una contro soffittatura: comunque l’ARPA si è dileguata senza, per ora, venire a fare i dovuti controlli.

Ho segnalato il problema all’amministratore del condominio dove vivo il quale mi ha assicurato che avrebbe contattato i Carabinieri: pensavo che esistessero delle norme condominiali contro i vicini rumorosi ma è probabile che in questo palazzo non vengano applicate.

Ora, dopo 3 anni e nessuna tutela continuo ad assumere psicofarmaci per dormire (o ad usare i tappi per le orecchie) e sto cercando un altro appartamento per trasferirmi con la famiglia, cosa non facile perché abito vicino alla stazione e sono pendolare.

Avevamo anche pensato di rivolgerci ad un avvocato, ma sono spese che non ci possiamo permettere di affrontare.

 

Roberta

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Ma le leggi sono uguali per tutti?

02.12.2010

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo Rosario e vivo a Reggio-Emilia ho già letto una sua risposta inerente al disturbo da sala prove sotto casa e confortato dalla sua risposta, che poteva essere una soluzione al mio problema, ho seguito alla lettera il suo consiglio.

Ho chiamato l'A.R.P.A. per i rilevamenti fonometrici quando però mi hanno contattato mi hanno precisato che i limiti di tollerabilità o meglio i criteri di applicabilità sono diversi a seconda dei casi, in altre parole mi spiegava che è vero che ci sono leggi che tutelano il diritto alla salute e al riposo ma è anche vero che alla stessa maniera ci sono articoli e commi che contrastano questi leggi/diritti a favore di attività che generano disturbo creando così situazioni paradossali, tipo: i valori di tollerabilità rilevati da attività notturne tipo bar, sala prove, discoteche, ristoranti, attività commerciali in genere, sono diversi in quanto legati ad attività commerciali specifiche quindi tollerabili se invece gli stessi valori rilevati sono prodotti dal vicino di casa diventano intollerabili.

La domanda mi nasce spontanea: ma la leggi sono o non sono uguali per tutti?

A me sembra incredibile che il rumore prodotto dal vicino viene rilevato dannoso insopportabile per l'orecchio umano e lo stesso rumore generato da attività commerciali diventa magicamente tollerante!

In attesa di una sua risposta in merito porgo distinti saluti.

 

Rosario

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Rumori molesti dalla sala giochi sotto casa

11.11.2010

Gent.mo dott. Brugola,

Le scrivo per chiederle consiglio sulla mia situazione. Ormai da un anno e mezzo non si vive più, a causa dei rumori molesti provenienti da una sala giochi che ha aperto sotto il mio condominio.

Risiedo al secondo piano di un condominio composto da 4 palazzine in pieno centro storico, nella via parallela al corso principale di una piccola cittadina della riviera marchigiana.

Il piano terra dello stabile è riservato ad alcuni esercizi commerciali, essendo di ampia metratura, tra cui una libreria, una cartolibreria e lo studio privato di una pediatra. Tutti questi locali e i portoni delle palazzine si affacciano sulla galleria comune. Lo spazio ora occupato dalla sala giochi, grande circa 200 mq, fino a qualche tempo fa era di proprietà del costruttore del condominio stesso, il quale per tanti anni lo ha adibito a sede del Circolo Cittadino, poi ha venduto ad un artigiano della zona che, subito dopo l'acquisto lo ha locato ai titolari della sala giochi.

Durante i lavori di sistemazione del locale, avvenuto in tempi rapidissimi, nonostante vari condomini avessero cercato di sapere che cosa stesse aprendo, sia il locatario che il conduttore hanno taciuto sulla natura dell'esercizio che stava per aprire. Senza renderlo noto alle riunioni di condominio né all'Amministratore, hanno fatto tutto alla chetichella, certi che se noi condomini lo avessimo saputo avremmo scatenato una sommossa!!!! Dopo qualche giorno, l'amara sorpresa: l'apertura della sala giochi!!!!!

Da quel momento in poi vivere nel condominio e nella via è stato impossibile!

I giochi che si trovano all'interno della sala giochi sono di "ultima generazione", a dire del titolare, e sono parecchio rumorosi. Tra essi un simulatore di chitarra elettrica ("Guitar Hero"), un simulatore di batteria, un pugiball, numerosi flipper ed altri.

Sospettiamo che non abbiano provveduto all'insonorizzazione del locale, dato che in qualunque posto del mio appartamento ci si posizioni, tremano i muri e si sente la musica. Basti pensare che la mia bimba di sei mesi si sveglia di soprassalto quando sotto fanno certi giochi e anche per noi adulti è impossibile pensare di dormire finché la sala giochi non chiude. I giochi sono appoggiati sui muri della tromba delle scale e, come se non bastasse, il tipo lascia sempre lucernai, finestre e porte aperte. Ma in questo modo non cade il principio di insonorizzazione (supponendo che i lavori siano fatti "a regola d'arte", come dice il titolare)?

Sia io e mio marito che l'Amministratore di condominio e gli altri condomini gli abbiamo chiesto più volte di chiudere le porte, ma si è sempre rifiutato adducendo la scusa che con le porte chiuse perderebbe parte della clientela perché sembrerebbe chiuso. Impossibile, dato che la sua musica si sente per tutta la via e anche dal condominio vicino!

Possiamo costringerlo in qualche modo a chiudere le porte, per cercare almeno di attutire un po' il rumore?

Per tutta l'estate siamo stati costretti ad uscire con una bimba così piccola pur di riposare un pò i timpani e farla dormire. Anche adesso, in inverno, il sabato sera rientrare a casa prima delle 1.30 del mattino è impossibile. Più di una volta è stato chiesto di mostrarci la documentazione dei lavori di insonorizzazione (tra l'altro tutte autocertificazioni!), ma fino ad ora hanno fatto orecchie da mercante.

Inoltre, non ha mai esposto gli orari di apertura del suo locale, quindi non ha orari da rispettare! Ogni giorno apre e chiude in orari diversi. Più o meno (in base alla nostra esperienza) gli orari che fa sono i seguenti:

INVERNO:

lun-gio: dalle 15.30 alle 20.30

ven: dalle 15.30 alle 24

sab: dalle 15.30 alle 2 del mattino

dom: dalle 15.30 alle 23

ESTATE:

tutti i giorni dalle 15.30 a oltranza!!!!

Non fanno pausa per la cena e non hanno un giorno di chiusura settimanale.... ma è possibile?

Abbiamo cercato di informarci in comune all'Ufficio sugli orari che dovrebbero fare, ma ci hanno risposto che non hanno orari da rispettare: il nostro comune non ha un regolamento, sono essi stessi che ogni inizio del mese dovrebbero consegnare gli orari che andranno a fare. Invece loro, furbescamente, li consegnano il mese dopo! In questa maniera, anche ad un eventuale controllo della Polizia Municipale, non risulterebbero colpevoli di non rispettare gli orari!

La clientela del locale è composta quasi esclusivamente da ragazzini e teen ager, che stazionano per ore sotto la galleria. Fumano sigarette, mangiano e lasciano i rifiuti in terra, imbrattano i muri, diventati indecenti, sputano, urlano e bestemmiano in continuazione. Giocano a pallone con il pallone o con delle lattine vuote a qualsiasi ora del giorno e della notte, usando come porte i portoni di ingresso. Più di una volta sono stati beccati fumare canne o a fare sconcerie. Molestano i passanti e prendono a male parole i vecchietti che frequentano il vicino Circolo degli Anziani. A chi li ha ripresi o ha chiesto loro di smettere di infastidire, hanno risposto insultando e gridando. Anche i furti di biciclette sono all'ordine del giorno. Parcheggiare la propria auto sotto casa è diventato impossibile: i posti auto sono sempre occupati dai motorini, e anche quando si riesce a trovare un posto libero, c'è il rischio di trovare la propria auto devastata.

Senza contare che, essendo frequentato da tale tipologia di clientela, la galleria è diventata uno dei luoghi di spaccio preferiti.

I nostri garage sono regolarmente usati dai ragazzi come bagni pubblici per i loro bisogni corporali e, essendo nascosti e bui, anche come posto ideale per bucarsi. Siringhe ed occorrente sono sparsi ovunque.

Spesso noi residenti siamo stati costretti a richiedere l'intervento delle Forze dell'Ordine per cercare un po' di tranquillità.

Tutto il rione è stravolto da questa situazione. Lo scorso anno era stato fatto un esposto al comune per cercare di risolvere questa situazione. Non avendo avuto risposta, nè essendo stati presi provvedimenti, quest'anno è stato rinnovato l'esposto, che abbiamo sottoscritto in 107. Dai primi di settembre, ancora non si è mosso nulla. Che cosa possiamo fare per risolvere questa situazione insostenibile?

Possiamo fare qualcosa per far chiudere la sala giochi?

Siamo veramente stanchi, soprattutto noi che abitiamo proprio qui sopra. Sperando in una sua risposta, La ringrazio.

 

Federica

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Vicina con disturbi gravi del comportamento

07.10.2010

Gent.mo dott. Brugola,

Le scrivo per segnalarle un problema che si protrae da mesi e per il quale Le chiedo gentilmente un Suo parere.

L’alloggio in cui vivo dal 2006 confina con due unità abitative, una appartenente alla mia scala (con affaccio su pubblica via) l’altra appartenente alla seconda scala (con affaccio su piazza).

Il problema riguarda i rumori molesti che provengono dall’abitazione con affaccio su piazza, occupata da una Signora (locatario) di cui non conosco le generalità.

Il primo episodio, denunciato sia al proprietario sia ai Consiglieri della mia scala, risale al mese di marzo 2010 (trattasi del primo episodio che posso segnalare poiché nei precedenti mesi di gennaio e febbraio, non ero presente nell’alloggio poiché in fase di parziale ristrutturazione. Da quanto risulta, l’inquilina ha preso affitto a partire dal nuovo anno).

In tale occasione, per una trentina di minuti, rumori molesti (urla, ululati animaleschi, tonfi e imprecazioni con minaccia di suicidio) si udivano perfettamente dalla cucina (lato cortile del palazzo) del mio appartamento.

Ho segnalato nell’immediato il fatto ai Consiglieri di scala ed il giorno seguente alla famiglia con alloggio sul mio stesso ballatoio: entrambi però non avevano “assistito” allo spiacevole episodio perché si trovavano nelle camere con affaccio su via e non sul lato cortile.

Ritenendo l’episodio grave, il giorno seguente mi sono attivata per mettermi in contatto con il proprietario, il quale, alla mia descrizione dei fatti, ha – con tono infastidito – liquidato il problema dicendo che forse si trattava di una conversazione telefonica. Non era assolutamente questo il caso. Per la privacy, non mi ha fornito le generalità dell’occupante e mi ha detto che se proprio volevo potevo mettere un biglietto (dai toni gentili) nella buca delle lettere (il cognome del proprietario compariva ancora sia sulla citofoniera sia sulla buca delle lettere). Da parte Sua, non sarebbe intervenuto.

Gli episodi si sono ripetuti: urla disumane per la semplice caduta di un oggetto piuttosto che per l’abbaiare di un cane (una mia collega, mia ospite, ha chiaramente udito le urla generate probabilmente da un semplice “bau”).

Nella notte tra il 1° ed il 2 giugno, la signora, intorno all’una, ha dato in escandescenze, forse perché infastidita dallo scambio di saluti di un gruppo di persone stazionante sul marciapiede antistante una vecchia locanda che affaccia sulla piazzetta.

La signora dopo aver, in camera da letto, urlato come un animale in rabbia, incurante dei miei tentativi (pugni alla parete) di riportarla al silenzio, ha alzato rumorosamente la saracinesca e ha minacciato e imprecato contro le persone che si stavano accomiatando.

Lo sfogo della signora è continuato poi in camera da letto.

Ho segnalato questo episodio anche al Consigliere della scala a cui appartiene questa Signora, il quale confermava di avere sentito dei rumori ma li aveva associati ad un animale di grossa taglia. Mi ha dissuaso da presentarmi da sola alla porta di quest’individuo poiché aveva avuto in passato occasione di vedere una figura maschile, dall’aspetto poco rassicurante, accompagnarsi con la donna.

L’ultimo episodio risale allo scorso sabato (02 ottobre 2010): in questo caso testimone è stato mio fratello. Io mi trovavo all’estero.

A partire dalle ore 11.00 e per circa mezz’ora, è stato disturbato da urla agghiaccianti, ululati animaleschi, tonfi, frasi indecifrabili, incurante dei tentativi messi in atto da mio fratello di riportarla al silenzio.

La situazione è diventata insostenibile: l’affittuaria ha indubbiamente dei problemi comportamentali gravi che stanno pregiudicando seriamente la serenità di vita (ed il sonno) di coloro che hanno la sfortuna di avere camere (cucina e camera da letto) confinanti.

In base alla sua esperienza, può servire una segnalazione ai vigili urbani o alle forze dell’ordine o all’assistente sociale? In questo caso, siamo indubbiamente in presenza di una persona che non arreca disturbo per semplice inciviltà ma perché ha dei disturbi di natura – presumo – nervosa o più. Ho fatto denuncia scritta all’Amministratore del Condominio che mi ha garantito un Suo intervento telefonico al proprietario e mi ha consigliato di porre la questione in occasione della prossima Assemblea ordinaria (nel’immediato non è in programma).
Nel frattempo – tenuto conto che il problema persiste e vista la gravità degli episodi non può migliorare – posso intraprendere altre azioni?

Le invio i miei più cordiali saluti e la ringrazio anticipatamente se potrà consigliarmi una strada percorribile per cercare di risolvere la situazione.

 

S. Favotto

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L'ascensore del condominio è troppo rumoroso

04.10.2010

Egregio dott. Brugola,

abito da circa un anno al sesto piano di uno stabile di sette (più terrazza) a Roma. L'ascensore (nuovo) dello stabile passa attraverso l'appartamento (nello specifico i tre lati dell'ascensore passano per il mio ingresso, corridoio e la mia camera da letto), provocando un rumore notevole sia al passaggio di ogni piano che all'apertura delle porte. Inoltre essendo la cabina motore poco sopra di noi, si sente anche un rumore simile alla centrifuga di una lavatrice ogni volta che l'ascensore viene messo in funzione.

Non siamo gli unici inquilini che sentono il rumore (che spesso ci tiene svegli la notte, con il quale è difficile addormentarsi e che ci sveglia non appena il sonno si fa più leggero), tuttavia gli inquilini del settimo piano sono solo degli affittuari e quindi apparentemente senza nessuna voce in capitolo.

Ci è stato suggerito dall'amministratore di provvedere da soli e a nostre spese a creare delle pareti fonoassorbenti sui tre lati all'interno dell'abitazione, tuttavia l'esperto che ho contattato mi ha assicurato che non avrebbe senso farlo solamente sui tre lati del mio appartamento perché per eliminare il rumore (o magari renderlo semplicemente più sopportabile) sarebbe necessario insonorizzare l'intera tromba dell'ascensore.

L'amministratore mi ha detto che non c'è modo che il condominio accetti di pagare questi lavori e che, di conseguenza, dobbiamo "abituarci" al rumore. E' davvero così? Devo accettare che l'ascensore mi tenga sveglia perché il palazzo non è stato costruito in modo degno e quindi farmi "cacciare" da casa mia dall'ascensore e dal condominio che non vuole porre rimedio o ho qualche diritto?

Grazie mille per i suoi preziosi consigli.

 

Claudia G.

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Fontana rumorosa

28.09.2010

Gent.mo dott. Brugola,

abito da molti anni in un comune dell’hinterland milanese. Da qualche tempo, nel mio e negli altri comuni del circondario, le amministrazioni hanno costruito molte fontane, collocandole nelle piazze o nelle rotatorie stradali.

Sventuratamente una di queste è stata posizionata proprio a pochi metri dall’edificio in cui abito (al 6° piano). Il rumore prodotto dai getti d’acqua è assolutamente insopportabile, sembra di essere di fianco a una cascata. E’ talmente forte che d’estate a finestre aperte è difficile persino ascoltare la televisione, se non alzando al massimo il volume. Viene disattivata dalle 22,30 alle 7, ma in ogni caso rimane il problema delle ore diurne, in cui è impossibile riposare, studiare, rilassarsi ecc.. Da anni protesto inutilmente con il comune. Cosa posso fare?

Le invio i miei più cordiali saluti e la ringrazio anticipatamente se potrà consigliarmi una strada percorribile per cercare di risolvere la situazione.

 

G.P.

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Vicina di casa con musica a tutto volume tutto il giorno e tutta la notte

11.07.2010

Egregio dott. Marcello Brugola,

le scrivo perché ormai non sappiamo più che fare con una vicina di casa che tiene a tutto volume del giorno e della notte la musica a tutto volume... è sempre ubriaca e la sentiamo cantare e applaudire da sola durante questi concerti privati che tiene in camera sua, camera che confina esattamente con la mia e con quella dei vicini che le abitano sopra e sotto. Nonostante le buone maniere iniziali (va avanti da una vita), ci viene risposto con minacce insulti vari e incremento del disturbo come ripicca.

Il palazzo in cui abito è un palazzo del comune, abbiamo fatto sia la lettera di reclamo, sia una denuncia alla polizia, che però ormai alle nostre chiamate non viene nemmeno più, poiché conoscono il soggetto che ha più denunce e reati a suo carico che capelli in testa.

Volevo sapere chi posso chiamare visto che comunque il volume è talmente elevato da disturbare anche la villetta che ci sta di fronte! Si può considerare come inquinamento acustico?

La ringrazio per l'attenzione, attendo una sua sollecita risposta. Con i migliori saluti.

 

n.d.

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La danza entra in scena allo stadio

27.06.2010

Egregio dott. Marcello Brugola,

sono residente a Napoli, patria della scarsa legalità. Il primo attore della illegalità è, ovviamente, l'Ente Comune. Allo stadio Collana, al quartiere Vomero, ogni anno si aprono, per tutto il mese di giugno le manifestazioni legate alla fine dei corsi di danza. Tutte le scuole di danza (che ovviamente negli altri mesi guadagnano in altre strutture) approfittano della pista per dar libero sfogo al suono. La struttura della pista (murature perimetrali e gradinate) è tale da far convogliare il suono verso la mia abitazione.

Risultato? Tutto il mese dalle ore 16.00 alle ore 22.00 chiusi in casa al caldo per diminuire la sensazione di fastidio (aggiunga che per norma regionale, nella zona, non è possibile installare condizionatori se non quelli del tipo "unico", rumorosissimi). Ma non è finita.

Terminate le danze del mese di giugno si aprono quelle di luglio ed agosto. La pista è data in uso ad una scuola di ballo liscio privata (pare con partecipazione societaria della figlia del direttore della struttura). Per mia fortuna (sic!) dopo liti (sempre civili), dopo quattro anni di mail a tutti gli uffici comunali, le serate sono diventate da sette alla settimana (dalle ore 21,00 alle ore 24,00) ad una alla settimana. Ora Le spiego perché ho asserito che il primo a non far caso alla legalità è il proprio comune.

Nel 1998 è stato approvato il piano di zonizzazione acustica e nella stesso è previsto, per manifestazioni superiori a 3 giorni (come nel caso in esame) una formale autorizzazione del servizio progettazione e valutazione ambientale rilasciata sulla scorta di una relazione di impatto acustico, ovviamente la relazione non esiste.

Mi può consigliare cosa fare tenendo conto che ho interpellato le forze dell'ordine (che si sono dette incompetenti), la circoscrizione, il Sindaco (al quale ho inviato, per protesta, la mia tessera elettorale. Senza ovviamente ottenere alcun riscontro).

La saluto e ringrazio anticipatamente.

 

L.D.

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L'intervento dell'Organo di Controllo non ha sollevato il disturbato dalla sofferenza

03.06.2010

Egregio dott. Marcello Brugola,

le scrivo ancora una volta approfittando della sua gentilezza e della sua professionalità. Nella mia ultima comunicazione del 06.11.2009 le raccontai che il sindaco della mia città e l'ARPA si disinteressavano delle mie insistenti richieste d'intervento. Dopo ennesime richieste e velate minacce di un probabile intervento legale, sono venuti i tecnici dell'ARPA a casa mia. Sottolineo che giorni prima del rilevamento i due falegnami si sono liberati di alcuni macchinari, essendo stati avvisati della data del rilevamento dai vigili urbani. Il giorno del rilevamento i due falegnami non hanno azionato i macchinari che di solito azionano e non hanno emesso il solito frastuono assordante che emettono quotidianamente.

Dopo questa invasione inutile di tecnici e di vigili urbani a casa mia, stanca delle numerose ore in cui si è svolta una sorta di “messa in scena” (in cui era palese che i vigili urbani non avessero la funzione di controllare la veridicità del rilevamento, ma piuttosto di favorire i due falegnami non facendo azionare tutti i macchinari e non facendo lavorare il legno) ho stupidamente firmato le carte, che per me non avevano nessun valore! Avrei dovuto invece buttar fuori casa tutta quella gente venuta a prendermi in giro, ma la mia educazione mi ha impedito di comportarmi così. Sotto la mia firma ho però scritto che i rumori emessi durante quelle ore di rilevamento non erano nemmeno una piccola parte dei rumori che quotidianamente vengono emessi dalle due falegnamerie. Il discorso è così finito... Né l'ARPA, né il sindaco, né nessuno si è degnato di comunicarmi che dai risultati del rilevamento risulta che i due falegnami possono tranquillamente continuare a fare i loro comodi emettendo rumori intollerabili. Difatti la realtà adesso è questa: a tutte le ore emettono rumori assordanti.

Qualche domenica fa, dopo una notte insonne a causa di fortissime emicranie, ho perso la pazienza quando verso le 9 del mattino le mie orecchie stavano esplodendo a causa dei forti rumori, così ho chiamato i carabinieri. Immediatamente i rumori sono cessati e da allora la domenica non fanno più rumore (almeno per ora), però il resto della settimana è un inferno.

Mi sono rivolta ad un avvocato, chiedendo consigli, però non mi ha chiarito un mio dilemma, che vorrei esporLe: dinanzi alla legge non ha nessuna valenza la sofferenza di una persona disabile, portatrice di handicap, malata cronica progressiva? Ha importanza primaria il rilevamento effettuato da un macchinario (tra l'altro in un rilevamento non obiettivo) oppure può avere valenza, anche minima, la percezione soggettiva di una persona malata (ma anche delle persone sane) di un rumore che supera il livello di tollerabilità umana?

Mi scuso se mi sono dilungata, ma sono davvero esasperata e mi sembra di aver trovato persino un avvocato che va contro i miei interessi e che non riuscirà a darmi nessun aiuto. La prego di volermi indicare una normativa che possa essere dalla mia parte.

La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.

 

S.R.

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Quando è il Comune a far rumore 2

24.05.2010

Egregio Ing. Brugola,

ho letto la sua risposta alla lettera di un lettore dal titolo "Quando è il Comune a far rumore". Visto e considerato che anche nel mio Comune si vive una situazione analoga, ho seguito in suo consiglio ed ho richiesto di avere accesso alla documentazione relativa alla Valutazione di Impatto Acustico. Il responsabile del Comune mi ha semplicemente mostrato la delibera della Giunta affermando che per le manifestazioni temporanee è sufficiente un'autorizzazione in deroga alle norme di zonizzazione acustica e non serve nessuna V.I.A. come sembra sia previsto dalla legge 447/95, art. 8 dalla L.R. 13/2001, art.8 e dalla delibera della GR Lombardia n. VII/8313 del 8/3/2002 nonché dalla DGR 17/5/04, n.VII/17516. Ho fatto anche notare che che i livelli di emissione sonora ammessi in deroga (70dB) erano sistematicamente ignorati (oltre 10dB) come da misure fatte effettuare a nostre spese l'estate scorsa da un tecnico abilitato dotato di idonea strumentazione. Anche gli orari erano quasi sempre sforati di 15 o 20 minuti. L'impressione è che all'Amministrazione non importi nulla delle proteste di una ventina di famiglie e del rispetto delle regole che essa stessa emana. Ogni anno la situazione peggiora, non ci resta che la Magistratura per la risoluzione dei nostri problemi.

Possiamo denunciare l'Amministrazione per la mancanza della V.I.A., omissione di atti d'Ufficio? Anche per i mancati controlli possiamo denunciare appunto l'omissione e di conseguenza il concorso in disturbo della pubblica quiete? Vorremmo un suo parere.

Ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti.

 

G.S.

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Attività agricole vicino a casa

06.05.2010

Buonasera dott. Brugola,

volevo complimentarmi per l'ottimo sito e per le risposte professionali ed esaustive da Lei concesse.

Vengo al dunque per un Suo parere.

Mio padre abita in una palazzina unifamiliare e confina con un attività agricola che ha al suo attivo alcuni trattori per l'aratura dei campi. Il rumore provocato dai trattori con motore acceso è insopportabile sopratutto in primavera ed estate a tutte le ore del giorno e della notte.

Da più di dieci anni, inviti verbali al vicino poi lettere anche al sindaco, ma niente da fare i trattori sono sempre li che fanno rumore.

Le chiedo gentilmente quali sono le strade per cercare di risolvere questo problema.

 

Davide De Iulio

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Affiancamento di una nuovo binario ferroviario ad un'infrastruttura esistente

06.05.2010

Gentile ing. Brugola le scrivo per esporle il mio problema:

abito in campagna, l'abitazione è situata a pochi metri dai binari ferroviari. Da qualche anno è stato creato il secondo binario, intensificando così il passaggio dei treni tra cui anche quelli ad alta velocità creando un fastidioso rumore e fastidiosissime vibrazioni.

Il mio oltre ad essere un problema acustico è anche un problema di sicurezza, poiché il muretto a secco che separa i binari dalla strada(larga 3 metri) confinante la mia abitazione non è più alto di 1 metro.

Cosa posso fare per risolvere questo duplice problema? E' possibile fare richiesta alle Ferrovie dello Stato di Pannelli acustici che farebbero anche da barriera protettiva? Se si a chi mi devo rivolgere? A chi intestare un eventuale lettera?

La ringrazio anticipatamente...distinti saluti.

 

Giovanni D.

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La sala prove sotto casa è insopportabile

20.04.2010

Gent.mo dott. Brugola,

mi chiamo Michele Marino e abito a Milano, le scrivo per chiederle un consiglio. Abito in un condominio al piano terra in un appartamento che affacciandosi su una strada chiusa era silenzioso, ma da qualche mese hanno aperto nel seminterrato (sopra il mio appartamento) una sala prova adibita a musica hard rock ed heavy metal, e nonostante i proprietari dicono di aver provveduto a tutti i lavori di insonorizzazione, sento in sottofondo i bassi che a volte fanno tremare anche il pavimento.

Mi hanno consigliato di chiamare asl per fare una rilevazione dei decibel ma non credo che il rumore prodotto sia adatto a questo tipo di rilevazione, essendo un rumore tipico di basso in sottofondo ma che a lungo andare diventa veramente fastidioso e provoca mal di testa e nervosismo.

Ho la possibilità di far valere le mie ragioni, o devo rassegnarmi?

Grazie per la gentile risposta che vorrà darmi.

 

Marino Michele

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Concertini svolti senza il rispetto dei limiti di rumore

20.04.2010

Egregio ing. Brugola,

lo scorso anno da metà maggio a metà settembre, il venerdì, sabato e domenica dalle 22.00 fino alla 1.00/1.30 (se facciamo intervenire i Carabinieri altrimenti proseguono) nel centro sportivo comunale di fronte alla mia abitazione (in zona residenziale mista) hanno iniziato intrattenimenti musicali da parte di DJ improvvisati che propongono musica House utilizzando una consolle, con permesso ottenuto con una DIA dal Comune che è il proprietario e subappalta la struttura.

Nella DIA presentata al Comune, il gestore autocertificava che non avrebbe superato i limiti previsti dal criterio differenziale come previsto dall’art. 2 comma 2 del D.P.C.M. 01/03/91 e art. 9 del regolamento d’applicazione dei limiti massimi del rumore, presentando una rilevazione fonometrica misurata in 4 diverse zone all’interno e all’esterno della struttura utilizzando lo strumento “Phonic mod. PAAZ”.

La pressione sonora rilevata era compresa tra 50 e 70 dB alle 11.30 e tra 52 e 60 dB alle 12.30 (il tecnico ha chiesto di entrare nella casa di una signora anziana che non sapendo cosa volesse non gli ha permesso l’ingresso) mentre non era presente nessuna rilevazione dalle 22.00 alla 1.00 periodo in cui effettivamente funzionano a pieno regime i diffusori acustici.

Il mese successivo dall’inizio degli intrattenimenti, dopo aver raccolto più di 80 firme di residenti nella zona, abbiamo presentato esposto al Sindaco per l’elevato volume dell’impianto acustico.

Inviata la richiesta, l’ARPA interveniva circa due mesi dopo, applicando il differenziale D.P.C.M. 14/11/97 per l’interno delle abitazioni e riscontrando che il limite era abbondantemente superato.

Ricevuto il verbale dell’ARPA, il Sindaco emanò l’ordinanza al gestore con l’ingiunzione di provvedere entro 2 giorni agli interventi per garantire il rientro nei parametri delle emissioni sonore.

Il gestore presentò una contro osservazione attraverso un legale che dichiarava illegittimo il verbale dell’ARPA in quanto il Comune non aveva mai approvato un piano d’azzonamento acustico del territorio, trattando l’argomento solo con delibera consigliare e quindi continuò come se nulla fosse accaduto fino al 15 settembre data di chiusura della stagione estiva (ma il Sindaco non avrebbe dovuto inviare all’ARPA la contro ordinanza ricevuta dal legale del gestore?).

Con l’approssimarsi della prossima stagione estiva abbiamo chiesto un incontro col Sindaco che ci riceverà sabato 24 aprile e Le saremmo grati se per quella data riuscisse a fornirci un parere con argomenti da presentare per riuscire a bloccare l'attività.

Ringraziando per il servizio che svolge a sostegno della collettività cordialmente La saluto.

 

Maurizio G.

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Le dichiarazioni non corrispondono ai fatti

01.04.2010

Gent.mo dott. Brugola,

abito a Genova e il mio problema è rappresentato dalla musica ad altissimo volume proveniente dal bar sottostante, con casse posizionate anche all’esterno del locale. Il bar resta aperto ogni sera (musica compresa!) ben oltre le 02,00, ora in cui dovrebbe invece chiudere, come da licenza.

Le domando innanzitutto se e a chi è possibile chiedere il rispetto dell’orario di chiusura, e quali siano le sanzioni che è lecito richiedere. Inoltre, dalla lettura di tutta la documentazione depositata presso il Comune dal gestore, mi hanno colpito due passaggi.

Il primo: nel documento “dichiarazione sostitutiva di nulla osta acustico con relazione di tecnico in acustica”, ”il sottoscritto dichiara che per l’attività che si intende esercitare non è prevista l’installazione e l’uso di sistemi di riproduzione sonora in esterno”.

Il secondo: nel documento avente ad oggetto “Legge n.447/1995 – impatto acustico per nuova attività produttiva” (raccomandata A.R.) si afferma che “per quanto contenuto nella documentazione pervenuta…nulla osta in merito all’esercizio dell’attività in argomento a condizione che la stessa sia realizzata …operando una limitazione meccanica sulle manopole del volume dell’impianto stereo in modo che al massimo siano emessi i livelli ipotizzati dal T.C.A.A; della predetta limitazione dovrà essere data notizia allo scrivente nel settore entro 90 giorni dalla data del presente atto”.

Queste affermazioni scritte sono vincolanti? A chi posso chiederne il rispetto e l’applicazione?

 

Sperando in una Sua risposta, La ringrazio anticipatamente.

 

Roberto R.

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Lo svuotamento dei bidoni della spazzatura

30.03.2010

Gent.mo dott. Brugola,

abito a Milano in Via Castelvetro (zona Sempione) e ogni lunedì mattina alle 6, dieci minuti in più o meno, vengo svegliato dal frastuono provocato dagli addetti dell'AMSA che svuotano i bidoni dei vetri. La mia camera da letto è posta sulla strada, finestre con doppio vetro, secondo piano.

Volevo sapere che cosa posso fare per risolvere questo problema che, ho verificato con qualche ricerca su internet, affligge parecchi cittadini milanesi. Ho già letto il sito del comune di Milano nel quale vengono descritte le funzioni dell'Ufficio Inquinamento Acustico che però non ha competenza su lavaggio strade e raccolta rifiuti.

La ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

 

Nicola N.

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Il mio appartamento è situato sopra una pizzeria

13.03.2010

Caro dott. Brugola,

le scrivo per avere un suo parere riguardo la situazione che mi trovo a vivere da ben 4 anni, da quando cioè ho acquistato un bilocale la cui camera da letto è posta sopra la cucina di un bar pizzeria ristorante.

Mi era stato assicurato che non avrei avuto alcun problema ma così non è stato, infatti non sono tanto i rumori dei macchinari (lavastoviglie, forno...) quanto lo schiamazzo e il vociare del locale stesso che arrecano disturbo durante le ore notturne. Sento praticamente anche i discorsi stessi dei clienti come se fossero accanto al mio letto per non parlare delle canzoni che intonano durante feste, compleanni etc.

Il regolamento condominiale dice che dopo le 22 non si deve arrecare disturbo tuttavia l'esercizio chiaramente chiude ben dopo la mezzanotte, il mio amministratore di condominio ha liquidato il tutto con lettere di richiamo al proprietario ma la cosa chiaramente non dipende neanche da lui quanto dal fatto che qualsiasi rumore viene comunque percepito benissimo soprattutto nel silenzio notturno della casa.

Spero possa consigliarmi sul da farsi. Grazie.

 

Marta Magnaterra

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Intraprendere un'azione legale nei confronti di un esercizio pubblico

23.02.2010

Gentile dott. Brugola,

chiedo ancora una volta i suoi preziosissimi consigli.

Abito in provincia di Firenze, mi accingo a intraprendere un'azione Civile nei confronti del locale posto sotto il mio appartamento. Sono in possesso della misurazione dell'ARPAT in cui si rileva che il rumore provocato dal locale ha superato i limiti previsti per legge "cito testualmente dalla Relazione ARPAT - Il valore d'immissione differenziale della sorgente disturbante a finestre chiuse è pari a 5.8 e pertanto superiore al limite imposto di 2.8 d.B(A) - Misurazione effettuata dopo le ore 22.00-.

Da più parti leggo che per intraprendere un'azione contro il locale disturbante devo avere l'ausilio di un Tecnico Specializzato in acustica e di un buon legale. Considerando che sono già in possesso della misurazione dell'ARPAT effettuata nel mese di novembre 2009, le chiedo devo comunque rivolgermi ad un Tecnico Specializzato?

Considerando che il disturbo sta provocando in tutta la mia famiglia gravi problemi di salute, le chiedo: per un eventuale risarcimento è sufficiente la perizia Medico Legale con allegata relazione di altro specialista in psichiatria forense e di eventuali dichiarazioni testimoniali?

Sperando in una Sua considerazione, aspetto i suoi indispensabili consigli e nell'attesa la ringrazio vivamente per la sua cordialità e disponibilità.

 

G.D.

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L'inaspettata sorpresa del bar

23.02.2010

Gentile dott. Brugola,

sono a scriverLe in quanto, vista la Sua competenza, avrei bisogno di un consiglio su cosa fare.

Circa due anni fa ho acquistato un bilocale (dopo anni di sacrifici ed accollandomi un mutuo di 30 anni); tale bilocale ha la finestra della camera da letto che da su una strada dove è collocato un bar. Ovviamente mi era stato assicurato che tale locale non disturbava, sono passata più volte prima di fare l'acquisto e così mi sembrava.

Ora mi ritrovo a vivere un incubo iniziato l'estate scorsa. Tale locale infatti è dotato di area esterna con relativi tavolini ai quali tutte le sere dal periodo primaverile a quello autunnale giovani e meno giovani stazionano giocando a carte, urlando, facendo dei veri e propri schiamazzi fino almeno a mezza notte (durante il w.e. oltre..); considerando che io lavoro tutto il giorno e mi alzo alle 6.40 desidererei andare a letto verso le 10.30-11.00 ma la cosa ovviamente non possibile.

Recentemente tale bar ha cambiato gestione ed è arrivata una compagnia di ragazzi giovani e sbandati (già conosciuti dalle forze dell'ordine) che tutti i venerdì e sabato notte non ci permettono di riposare fino alla 1.30-2.00 di notte. (non oso immaginare come sarà la prossima estate).

Premesso che il bar rispetta i seguenti orari. 6.30 - 2.00 io Le chiedo se comunque sarebbe possibile far qualcosa per lo meno per far cessare gli schiamazzi che sono veramente fastidiosi. Sabato scorso nel cuore della notte mi sono permessa di chiamare il gestore chiedendo se poteva gentilmente invitare i suoi avventori a moderare i toni ma mi è stato risposto che quello è un locale pubblico e che lui non ha nessuna responsabilità.

La informo inoltre che ad inizio anno siamo andati dal Sindaco con un gruppo di abitanti disperati, il quale ci ha promesso che avrebbe parlato per lo meno con il gestore per cercare di aiutarci ma dopo la risposta maleducata che ho ricevuto sabato non credo abbia fatto nulla. Abbiamo anche problemi con le macchine parcheggiate con il motore acceso sotto le finestre, e su questo tratto di strada c'è divieto di sosta e fermata ma i vigili non passano mai nella via.

Spero Lei mi sappia dare qualche dritta su come comportarmi, lo so che la soluzione sarebbe vendere e cambiare casa ma dopo aver fatto questo investimento non ho più la possibilità economica di cambiare.

La ringrazio anticipatamente per il consiglio che vorrà darmi. Le porgo i miei più cordiali saluti.

 

Roberta Bolzoni

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Un bar che non dovrebbe esistere

22.02.2010

Ing. Brugola volevo chiedere un parere circa l’apertura di un bar di fronte casa.

Ho, anzi, abbiamo un problema io e il mio vicino di casa, abitando in una villa bifamigliare. Da circa otto mesi è stato aperto un bar di fronte casa nostra, dove, apparentemente è una villa di circa 90 mq. Il terreno perimetrale non esiste, ma tutto il terreno per una distanza dal confine mt. 5, di fatto e un lastrico solare fuoriuscente dalla quota “Zero “ di circa 1 metro, dove il piano interrato è una autorimessa, il bar utilizza questa area con presenza di tavolini, proprio sul lastrico solare esattamente al confine della nostra villa, essendo questo piano allo stesso livello del pavimento del Bar.

Tutto questo spazio a livello del pavimento del locale (già accatastato come attività commerciale di tipo Uffici, magazzini di vendita e attività artigianale, tutto corrispondendo al PRG del Comune) è stato rilasciato una licenza di somministrazione, in contrasto con il PRG stesso (forse impugnabile).

La presenza di tavolini al confine crea veri disagi oltre al disturbo della quiete pubblica.

Tutte le parete del locare sono in vetro, costruito proprio per esercitare una vendita di autoveicoli, attività svolta prima dell’apertura del BAR . Naturalmente può immaginare i rumori che si sentono sia a porte chiuse che aperte, a parere nostro le pareti non sono idonee a ricevere un’attività di somministrazione, ma solo quelle sopra descritte risultante da PRG del Comune.

La domanda che noi chiediamo come parere dell’esperto:

1. I tavolini possono essere collocati sul citato lastrico che è retrostante al locale e antistante alla nostra villa? (5 metri dal confine)

2. I rumori provocati dall’attività possono essere contestati? (da una visione degli atti amministrativi il Bar ha presenta una dichiarazione di impatto acustica al Comune, ipotizzando un certo rumore con un certo numero di persone sia dentro che fuori, in dB, solo sulla carta (ma non a locale avviato) di appena sotto la soglia 60 db su 65 db consentiti.

Le misurazione sono state fatte da una ditta autorizzata, presentate dopo l’apertura del Bar. Apertura del Bar il 14.5.2009, presentazione della valutazione acustica il 28.5.2009 da parte del titolare della licenza.

Confidiamo in una sua collaborazione. Distinti saluti.

 

Giovanni Bucci

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Lo scrupolo non è mai troppo

12.02.2010

Gentile Dottore Brugola,

vivo in una villetta a schiera per cui ho due vicini di casa. Mio marito, chitarrista, ha insonorizzato una tavernetta nella quale mio figlio, batterista PER HOBBY, ha inserito una batteria. La batteria viene suonata mezz'oretta al giorno (non tutti i giorni) in orari LECITI : mai la sera dopo le 21 e mai le mattine e primo pomeriggio.

La mia vicina, persona molto intollerante (non posso in questa sede descrivere le sue lamentele per tutto: barbeque, gatto, ecc.) si lamenta (mi ha fatto arrivare un appunto dall'amministratore di condominio a me e a tutti gli atri proprietari delle villette) descrivendo la situazione con enorme falsità, ovvero dichiara che la batteria viene suonata continuamente (mio figlio lavora come designer fuori casa...)e in orari sbagliati, ecc.

Io, per scrupolo, ho anche chiesto all'altro vicino laterale/diretto se sente fastidio dal suono della batteria e questo mi ha risposto che non solo si sente poco (la taverna è insonorizzata) ma anche per poco tempo (mezz'ora appunto al massimo) e in orari assolutamente non fastidiosi. Ha inoltre affermato di essere disposto a TESTIMONIARE di fronte a chiunque questo parere. Tenga conto che invece la vicina che si lamenta possiede un cane di grande taglia che non solo circola nel giardino condominiale spesso libero, ma abbaia per ore e ore in giardino, e soprattutto d'estate è veramente insopportabile. Non ci siamo mai lamentati perché siamo convinti che tra condomini ci debba essere anche un minimo di ragionevolezza nel tollerare i reciproci difetti quando questi non superano una soglia ritenuta sopportabile.

E' questo il punto...la soggettività di quello che viene ritenuto sopportabile. Mi chiedo: la mia vicina che afferma il falso DEVE PROVARE in qualche modo quello che sostiene??

La ringrazio molto del consiglio che vorrà darmi.

 

Anna G.

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In attesa di una situazione definitiva

18.01.2010

Gentile Dott. Brugola,

a distanza di un anno le torno a scrivere. Premesso che la mia casa esisteva già da anni prima che la zona fosse destinata a diventare zona artigianale, da qualche tempo si è insediata a fianco della mia abitazione un'attività che nel corso degli anni ha installato oltre a un compressore due condizionatori: uno che usa per il raffrescamento estivo e uno che funziona durante tutto l'anno perché essendo a pompa di calore viene utilizzato anche per riscaldare il fabbricato.

Dopo due esposti e numerose chiamate all'ufficio ambiente del mio comune sono riuscita a far venire l'ARPA a fare i rilievi fonometrici.

Da tali rilievi è risultato che l'azienda supera (e non di poco) i limiti fonometrici sia diurni che notturni. Il comune ha emesso un ordinanza firmata dal tecnico competente che impone all'azienda di provvedere ad effettuare una bonifica su tutti gli impianti confinanti con la mia abitazione. Il risultato è che non solo l'azienda non ha attuato nulla di quello che doveva fare ma che nell'unico impianto che ha provveduto ad insonorizzare, dopo diversi mesi, ha "manomesso" il box staccando i pannelli e lasciandoli semplicemente appoggiati vanificando completamente la sua funzione.

A questo punto io non so più cosa fare visto che neanche l'intervento di ARPA e comune hanno portato a dei risultati. Mi consiglia di rivolgermi ad un avvocato? Chi mi può tutelare dopo che è stato dimostrato il superamento dei limiti se l'azienda non ha nessuna intenzione di rispettare i regolamenti?

Grazie mille per quelli che saranno i suoi preziosi consigli.

 

Foglia S.

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Il disturbo causato dalla pendola del vicino

11.01.2010

Chiarissimo dottore,

il condomino a fianco del mio appartamento ha un orologio-pendola molto vecchio (dice 200 anni) appeso alla parete divisoria con la camera dove dormo. Batte tutte le ore del giorno e della notte e con un tocco anche la mezz'ora. Facile capire che ad ogni scadere dell'ora e mezz'ora la sveglia è assicurata. Fortunatamente essendo un appartamento delle vacanze non sempre è abitato.

Ad un incontro pacifico dove chiedevo di risolvere in modo civile la cosa mi sono sentito rispondere: la pendola è vecchia e deve assolutamente funzionare, in fin dei conti vengo tre volte l'anno, non posso spostarla, non fa eccessivo rumore e poi la "colpa" è della parete che non ripara adeguatamente dai rumori se la disturba si coibenti la parete, adesso la spengo per consentirle di fare i lavori ma alla prossima primavera la riapro.

Al momento dopo tre notti insonni facevo presente che avrei foderato la parete e finalmente ricominciavo a riposare. Tuttavia:
se la parete non ha le caratteristiche fonoassorbenti, come da lui asserito, perché intervenire su un lato solo? E se fosse, non è compito dei proprietari, ognuno per la sua parte, portare la parete nei limiti? Chi e cosa stabilisce un tale intervento? E comunque non è che malgrado l'inserimento di pannelli alla fine non si risolva un bel niente?

Cercavo un accordo di vivere civile ma, per quanto mi sembra intuire, il condomino ha palesato il più completo disinteresse alla cosa.

In più parti consigliano di rivolgermi al Giudice di Pace ed intraprendere causa civile ai sensi dell'art. 844 del C.C. Le chiedo, confidando nella sua autorevolezza, qual è il suo consiglio? Quale iter devo intraprendere? Grato di un cenno di riscontro.

P.S. Il condominio è degli anni 80; il regolamento condominiale non prevede niente circa i rumori.

 

Mario Rosa

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Quando i venditori ambulanti possono diventare un problema

10.01.2010

Gentile dott. Brugola,

abito nel comune di Afragola (NA). Da anni tutti gli abitanti di questo rione popolare dove vivo siamo costretti a sopportare un frastuono causato dai venditori ambulanti dalle 8 di mattina fino alle 8 di sera. Questi soggetti maleducati e arroganti usano in modo sproporzionato gli apparati acustici per attrarre l'attenzione di chi è chiuso in casa. Il mio appartamento si trova al sesto piano eppure alle 8,00 di mattina la sveglia mi arriva con una violenza enorme da un tipo che vende cornetti tramezzini graffe e pizzette, e dire che questo tipo come quasi tutti i venditori ambulanti che girano in questo rione è sprovvisto di licenza ambulante e anche di quella sanitaria, pensate che con quelle mani luride che usa per guidare per toccare i soldi le usa anche per toccare cibi praticamente cotti e pronti da mangiare, questo è solo uno dei tanti.

Più volte ho segnalato il fatto alle autorità comunali sia online che telefonicamente ma la risposta è: indifferenza totale! Forse questi venditori sono protetti perché probabilmente sono parenti oppure amici di qualche personaggio molto influente di questo comune; oppure qui la civiltà deve ancora arrivare, o forse io vivo nella terra di nessuno e non l'ho sapevo.

Può darsi che un giorno qualcuno si sveglia male scende in strada e venga alle mani con uno di questi venditori. Il giornale cosa dirà in quella occasione: una tragedia annunciata che si poteva evitare? Spero solo che quel giorno io non sono uno dei protagonisti.

 

Vincenzo Cormio

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Rumore eccessivo dissuasore (dosso in gomma)

26.11.2009

Gentile dott. Brugola,

abito in un edificio confinante con una via comunale. La via, nonostante sia una via secondaria interna in un piccolo comune, è abbastanza trafficata da auto e camion che spesso transitano a velocità molto maggiori rispetto ai 50 km/h del limite previsto. Fino alla scorsa estate però il rumore era tutto sommato accettabile.

La scorsa estate il comune ha pensato bene di mettere un dissuasore (dosso di gomma) a metà via con l’obbiettivo di obbligare le auto/camion a rallentare ed il dissuasore è stato messo davanti a casa mia.

Il problema è che il dissuasore oltre ad essere poco efficace in quanto molte auto/camion non rallentano comunque è anche molto rumoroso. Ogni passaggio di auto e soprattutto di camion sopra il dissuasore provoca l’emissione di forti rumori. Da quando è stato messo è praticamente impossibile tenere le finestre aperte.

Ho già esposto il problema al Sindaco del Comune ed ho anche raccolto delle firme con i vicini di casa per chiedere la rimozione del dissuasore. Per il momento però il dissuasore è ancora li.

Le chiedo un cortese consiglio su quali passi fare per ottenere la rimozione del dissuasore, ringraziando anticipatamente per la sua cortesia e per i consigli che vorrà offrirmi.

 

Andrea Visconi

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Il tram un disagio per la città di Genova

26.11.2009

Siamo esasperati dall'inquinamento acustico prodotto dallo sferragliare dei TRAM. E' un problema di tutta la città ed in particolare nel nostro incrocio Corso Colombo, Viale Gorizia, viale Coni Zugna , Piazza Cantore e si estende fino alla Stazione di Porta Genova.

Anche se abbiamo effettuato ripetute segnalazioni (al comune all'ATM alle zone di competenza) ed inviato esposti, non abbiamo ricevuto delle risposte soddisfacenti. La situazione è veramente di grande disagio, perché anche i tram più nuovi stridono e sferragliano, sembra di vivere in una stazione ferroviaria, anzi in un'acciaieria.

Il Comitato Colombo, Coni Zugna, Gorizia, Cantore, Porta Genova.

 

Giovanna Barilli

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Una situazione davvero insopportabile. Dopo un anno nulla è cambiato

06.11.2009

Egregio dott. Marcello Brugola,

le scrivo una seconda volta a distanza di un anno, con la speranza di ricevere ancora una volta i suoi consigli preziosissimi e altamente professionali.

Un anno fa le descrissi la mia situazione:

"Io sono una disabile, affetta da malattia grave e cronica. Da dicembre (2007) mi sono trasferita in una casa, in cui il piano terra è di facilissimo accesso per me, in quanto è sullo stesso piano della strada. Ho scelto di acquistare questa casa anche perché è dotata di una veranda, che mi permette di stare un po' fuori, visto che sono sempre in casa. Non ho fatto i conti però con il "vicinato". Infatti davanti la mia abitazione, dall'altro lato della strada, vi sono due falegnamerie. Mi avevano detto che stavano per chiudere, perché entrambi i proprietari sono in pensione, invece lavorano tutto il giorno dalla mattina alla sera, anche fino alle 20.00, facendo rumori assordanti tutto il giorno, emettendo polveri irrespirabili..."

A distanza di un anno le cose (ovviamente?) non sono cambiate di una virgola, nonostante abbia scritto parecchie volte al Sindaco del mio Comune e all'Arpa.

All'ultima raccomandata inviata ho ricevuto una risposta per iscritto da un architetto del Comune che afferma che è stata inoltrata la richiesta all'Arpa della mia provincia e che devo rimanere in attesa. E' passato un anno e dell'Arpa neanche l'ombra.

Visto che le mie condizioni fisiche sono peggiorate e che, avendo una malattia grave, non riesco più a tollerare questi rumori assordanti (che spaccano i timpani anche a chi non ha problemi di salute) che cosa mi resta da tentare? Intanto sto cercando una casa in affitto, lontana da questa inciviltà, anche se, avendo una miseria di pensione INPS (250 Euro al mese), non so proprio come posso sostenere tutte queste spese.

Forse dovrei denunciare dai carabinieri e dalla polizia (praticamente ogni giorno) che i rumori sono assordanti? Forse chiamare i vigili urbani? Denunciare anche il Sindaco, che ha dimostrato di essere davvero una persona insensibile ed anche abbastanza strafottente? Mi conviene rivolgermi ad un avvocato? In questo caso (non considerando i problemi economici) andrò pure contro al Sindaco, perché avrebbe dovuto essere lui il garante della salute dei cittadini, o no?

Come vede sono molto confusa e molto esasperata. Per me fare anche i gesti della quotidianità è molto difficile e non so proprio come fare per risolvere questa tortura. Purtroppo vivere in un contesto di gente incivile (ho anche il vicino che martella a tutte le ore del giorno) complica molto le cose. Ho tentato di discuterne civilmente, ma la parola civiltà rappresenta solo un'utopia.

La ringrazio anticipatamente per la sua cortesia e per i consigli che vorrà offrirmi.

Cordiali saluti.

 

Sofia Ricci

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La presenza del pub rende la vita del vicinato un calvario

01.11.2009

Le scrivo perché sono arrivata veramente alla disperazione più totale a causa del pub vicino casa mia, abbiamo un muro in comune e io abito al piano di sopra mentre il pub incollato alla mia casa.

Il problema principale che rende impossibile la vita tranquilla nella propria casa è la musica altissima che si sente in tutta la casa vibrazioni fortissime anche del pavimento musica che continua fino a tarda notte spesso il gestore chiude il pub ma resta dentro con amici e quindi con musica alta.

Il secondo problema sono i clienti che restano davanti urlano e creano un chiasso veramente insostenibile, spesso e volentieri sono fonte di pericolo per il traffico, io per prima ho rischiato più volte di travolgere i clienti che si spintonano fino in mezzo alla strada; pericolo fortissimo visto che siamo in piena curva e per quanto uno viaggi lentamente ritrovarsi le persone davanti alla macchina all'improvviso.

Inoltre, le macchine parcheggiano in doppia fila e creano spesso frenate degli altre macchine che passano per evitare incidenti questo sempre in una via molto stretta e in curva, lasciano le bottiglie di vetro in mezzo alla strada e 2 volte mi è capitato di beccare 2 clienti ad urinare sui gradini dell'ingresso nella mia casa poco lontana dal pub.

Dopo varie chiamate delle forze dell'ordine dei miei vicini sono stati gentilmente invitati a non richiamare visto che la persona era sempre la stessa che chiamava. E' stata una raccolta firme di tutto il vicinato portata in comune ma che non ha avuto esito di nessun tipo. Io ho paura di mettermi di persona a denunciare o fare causa al gestore perché ho paura di eventuali vendette, ho forti ragioni di temere per la mia incolumità.

Vi chiedo cosa potrei fare e come potrei muovermi senza doverci mettere per forza il mio nome
la mia vita è diventata un inferno e parlarci umanamente non ha avuto risultati se non con aria infastidita una risposta io ho la concessione del comune. Mi chiedo se la concessione viene data per l'esercizio di una attività ma non è un'autorizzazione al disturbo della quiete pubblica.

La ringrazio. (PS: abito in provincia di Milano).

 

n.d.

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I bambini dei vicini di casa sono insopportabili

27.10.2009

Gentile dott. Brugola,

abbiamo acquistato un appartamento di 8 unità, 4 per piano, da 3 anni. Sopra di noi abita una famiglia con tre bambini di 7, 5 e 3 anni. Anticipando che in media ogni 10 minuti c'è qualcosa che cade, batte, striscia o urla, ai quali però ci potremmo anche abituare, quello che non sopportiamo più è quando corrono. Prendendo ad esempio una giornata dalle 08.00 alle 20.30, a parte le ore di silenzio dalle 14.00 alle 16.00 e dopo le 20.00 perché vanno a letto (fortunatamente), in qualsiasi momento possono correre e andare avanti anche per ore, soprattutto all'inizio, creando un rimbombo continuo e fastidioso, tanto da non poter neanche parlare tra di noi, ascoltare la televisione o studiare visto che abbiamo una figlia di 5^ elementare. Soprattutto all'inizio, perché poi a forza di dirglielo, prima in maniera gentile, poi facendo gli arrabbiati, coinvolgendo anche l'amministratore, non salutandoli più, un po' si sono calmati.

Il problema è che, si calmano per un periodo dopo che andiamo a brontolare, ma poco dopo, ritorna tutto come all'inizio. Ai nostri brontolii ci rispondono che non è ora del silenzio, che non li possono legare e che vivendo in un condominio dobbiamo tollerare. Adesso dopo 2 anni di rimbombi anche solo 5 minuti di corse ci fanno arrabbiare.

E' mai possibile che assolutamente non possiamo avere aiuto da nessuno, che gli faccia capire che, comunque siano bambini, non possono farli correre o battere come se abitassero da soli, tanto più che sotto gli abitano delle persone e non degli animali.

La ringrazio della risposta.

 

Nicoletta Camporese

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Il rumore della caldaia all'interno dell'appartamento

20.10.2009

Gentile dott. Brugola,

ho comperato ad Agosto un appartamento in una piccola palazzina in un tranquillo paese fuori Milano. Tutto bene sino a pochi giorni fa quando è stata accesa la caldaia centralizzata per il riscaldamento dei vari appartamenti.

L'appartamento si trova a piano terra ed è dotato di taverna. Il locale caldaia si trova esattamente sotto il mio appartamento ed è confinante con la taverna.

Dal momento dell'accensione della caldaia si è presentato nel mio appartamento un fastidiosissimo rumore di fondo, che si avverte soprattutto nelle ore serali e notturne, determinato dalle pompe per la circolazione dell'acqua.

Si tratta di un rumore di fondo continuo, non forte, ma con la presenza di toni insopportabili. Di notte sono costretto a dormire con i tappi nelle orecchie.

Il rumore si propaga all'interno dell'appartamento e sembra provenire direttamente dal pavimento. Ho subito avvertito il costruttore e sono molto preoccupato della situazione.

Le chiedo un cortese consiglio su quali passi è necessario fare per tutelare i miei interessi e per trovare una soluzione tecnica al problema. La ringrazio.

Cordiali saluti.


Andrea Lucchi

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Gli schiamazzi dei bambini di una scuola elementare

20.10.2009

La mia casa confina con una scuola elementare, lo scorso anno la direttrice ha avuto la felice idea di trasformare il cortile in un parco giochi, anche se noi non eravamo d'accordo, ha installato uno scivolo, un altalena ed altri giochini. Nonostante la nostra insistenza lei ha fatto come voleva (premetto che le finestre della camera da letto mia e di mia figlia, e la cucina anche se sono più alte si affacciano sul cortile giochi).

Le maestre per il bene dei bambini mettono i giochini mobili (casette bruchi scivoli piccoli) nella zona più riparata sotto le mie finestre per la mia gioia. Non si può nemmeno parlare al telefono figurarsi riposare e senza nemmeno una pausa perché fanno a turno tutte le classi.

Ho fatto diverse lamentele col dirigente senza nessun risultato, sentendomi dire, che essendo una scuola sono autorizzati a fare schiamazzare i bambini anche negli orari di riposo. Non riesco a darmi pace e chiedo se tutto questo è lecito.


Concetta Franzoni

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Il suono delle campane

19.10.2009

Gentile Dott. Brugola,

ormai sono due anni che io e mia moglie viviamo nella nostra casa in un paesino nel quale c'è una chiesa a circa 50 metri da casa nostra.

Le campane sono diventate per me, ma soprattutto per mia moglie, un vero e proprio incubo! Oltre a suonare 24h/24 le ore e le mezz'ore la domenica dalle 7.30 alle 12 ogni quarto d'ora, suonano a festa con un livello acustico talmente forte che nemmeno con le finestre chiuse (doppi vetri) e il televisore a tutto volume si riesce a coprire il suono delle campane!

La domenica è per noi l'unico giorno di riposo ma purtroppo non riusciamo più a dormire, nemmeno con i tappi antirumore.

Siamo una coppia giovane, tolleriamo tutto, musica, feste di paese, cani che abbaiano, ma dopo 2 anni di domeniche insonni proprio non ce la facciamo più, non sappiamo proprio cosa fare visto che ne il comune ne la curia nemmeno ci ascolta.

E possibile sapere cosa possiamo fare?


Ermes Coduri

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Rumorosità provocata dall'unità interna dell'impianto di condizionamento

15.10.2009

Gentile Dott. Brugola,

nel 2008 venivano istallate nel mio appartamento due unità da 18000 btu per il condizionamento canalizzato del soggiorno e delle 3 camere da letto.

All'accensione delle macchine venne subito da me lamentata una elevata rumorosità provocata dalle ventole degli split interni.

Dopo inutili tentativi di risoluzione del problema nel 2009 viene richiesta al tribunale di Roma la nomina di un CTU per la rilevazione delle emissioni sonore. I rilievi sono stati effettuati a luglio 2009 sul rumore emesso da una sola unità perché la seconda (soggiorno) non funziona dal giugno 2008.

I risultati dei rilievi fonometrici sono i seguenti: 44 dB(A) camera da letto 1 – 41 dB(A) camera da letto 2 – La macchina esce dalla casa dichiarando 38 dB(A).

Il tecnico precisa che “l’emissione di rumore di condizionatore all’interno dei locali non ha un limite prestabilito per legge, ad eccezione degli ambienti di lavoro. Si potrebbe dunque parlare di valori medi di impianti all’interno delle abitazioni che istallazioni similari sono compresi tra 35 e 41 dB(A) cadauna che equivalgono a 38 – 44 dB(A) per due unità, in linea con quanto rilevato strumentalmente”.

I valori di riferimento sono: 38+3 = 41, perché secondo lui il valore dichiarato dalla casa va maggiorato di 3 dB(A) per la presenza di 2 macchine ma, ovviamente per sua stessa ammissione ne abbiamo potuta accendere solo una, o quelli del DPCM 1/3/1991 sull’inquinamento acustico che dichiara 50 dB(A) notturni esterni per zona III dove noi risediamo.

Volevo sapere se le conclusioni del CTU sono giuste e se nel mio caso possono essere prese in considerazione normative più attuali e forse anche più specifiche come il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 recante “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.

Attendo fiduciosa una Sua risposta e La ringrazio in anticipo per il Suo gentilissimo interessamento.


Anastasia Piccoli

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Il doppio dramma della malattia

06.10.2009

Gentile Dott. Brugola,

purtroppo il nostro caso sta causando danni ben più gravi di quanto ci aspettassimo, dato che la perdita del sonno si sta traducendo in effettivi problemi di salute e perdita della concentrazione mettendo a rischio anche il nostro lavoro.

Da qualche mese io e la mia compagna abitiamo in affitto in un condominio all’interno di un residence molto popolato. Abbiamo arredato casa senza sospettare quanto sarebbe successo. Nessuno (né il padrone di casa, né il portinaio, né l’amministratore, né i condomini) ci aveva infatti avvertito del fatto che l’appartamento “confinante” con il nostro è occupato da un’anziana signora con problemi mentali. La signora è ferma in un vano che è adiacente alla nostra stanza da letto.

Inizialmente i lamenti continui ci hanno fatto rinunciare al sonno pomeridiano anche in orari “protetti”, ma capendo la situazione drammatica vissuta dalla famiglia abbiamo tollerato. Ma ultimamente malgrado gli sporadici interventi dei parenti e della badante, i lamenti, le urla, le frasi ossessive, le drammatiche richieste di aiuto, si ripetono senza alcuna sosta anche di notte, spesso anche fino al mattino. Devo sottolineare che il suono è fortissimo e ininterrotto anche per 5-6 ore di fila e che almeno due notti a settimana rinunciamo letteralmente a dormire.

Abbiamo provato “con le buone” a spiegare il problema ai vicini, chiedendo cortesemente di cercare una soluzione che vada oltre la semplice "camomilla serale", o semplicemente di spostare la signora in un’altra stanza, dato che è costantemente sdraiata a pochi centimetri dal nostro capezzale. La risposta è stata un secco “no”, il suggerimento di spostare la nostra stanza da letto (cosa impossibile adesso a causa di difficoltà economiche, ma che probabilmente neppure risolverebbe il problema data l’entità dei suoni), e addirittura la richiesta di non lamentarci data la “situazione tragica”.

Abbiamo preferito non rivolgerci all’amministratore o alle forze dell’ordine proprio perché solidali con il loro problema, ma paradossalmente è stata la famiglia della signora a rivolgersi all’amministratore quando una notte, esasperati da mesi di insonnia, ci siamo permessi di “battere” sulla parete in segno di protesta dato che dopo ore di urla nessuno (familiari o badante) era intervenuto.

Ormai passiamo per i classici cattivi e insensibili, ma il problema sta producendo reazioni cliniche anche al di qua della parete incriminata (insonnia ormai cronica, tremori, problemi di memorizzazione, emicranie, alopecia, perdita di equilibrio, ecc.).

Eravamo convinti che il buon senso portasse ad un’unica semplice soluzione: lo spostamento o l’insonorizzazione della camera della signora. Ma siamo additati come cinici e liquidati con un “dovete capire la situazione”.

Cosa possiamo fare? Avremmo preferito evitare gli scontri, ma è una questione di salute.


G&M

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Rumori e cattivi odori da depuratore

02.10.2009

Gentile dott. Marcello Brugola,

a febbraio 2008 ho acquistato alcuni opifici confinanti con la statale 16 Bis a Bisceglie in provincia di Bari per trasferire la mia attività dopo 37 anni da Modugno sempre in provincia di Bari.

La mia attività consiste in una fabbrica di lampadari con assemblaggio dei vari componenti e non produciamo alcun rumore che possa infastidire i vicini. Gli opifici da me acquistati sono a schiera e quindi confinanti con altre aziende.

Ho trovato già un terribile problema, infatti di fronte a noi, dall'altro lato della statale, esiste un depuratore che emana degli odori insopportabili sino a sentirsi male, tutti i giorni a tutte le ore è impossibile resistere. Ho fatto varie segnalazioni ed una emittente televisiva locale Telenorba è venuta sul posto, ha constatato il problema, ha mandato in onda il mio reclamo e quello dei vicini e anche tante altre segnalazioni al Comune, alla Provincia, alla Regione sono tutte andate nel vuoto più assoluto.

Dal mese di agosto si è aggiunto un altro grandissimo problema di natura acustica, accanto al mio opificio una ditta ha preso in affitto l'opificio confinante che produce rumori assordanti dalla mattina alle 07.00 ed anche prima a volte e sino alla sera anche sino alle 20.30 con un intervallo al massimo di 30 minuti alle 13.00 e non sempre staccano per mezz'ora.

Vorrei cortesemente essere consigliato sul come posso comportarmi, quali leggi mi cautelano, a chi mi posso rivolgere e se ho possibilità di risolvere i due grandissimi problemi.

Attendo fiducioso una Sua risposta. La ringrazio per il Suo gentilissimo interessamento salutandoLa con tanta stima, da diverso tempo la leggo su questo sito, complimenti comunque.


Marcello Maurizio

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Il "solito" pub sotto casa

01.10.2009

Caro dott. Brugola,

complimenti, non di prassi, per il sito che ho scoperto casualmente e che mi ha dato molte informazioni, in maniera chiara. Le espongo comunque il mio problema.

Il (solito) pub che si è insediato sotto casa (abito al primo piano) e che mette musica fino alle 02.00 di notte tutti i giorni.

Prima dell'apertura il proprietario ha fatto fare una rilevazione da un tecnico. Ricordo chiaramente - ero presente - che allora non comprendevamo nemmeno se il cd di prova fosse acceso o no. Adesso invece sento distintamente la musica ed in particolare i suoni bassi, cosa che disturba moltissimo i miei tentativi di addormentarmi. Per non parlare dei rumori per sistemare sedie e tavoli ma quelli almeno, per quanto perniciosi, avvengono solo alle 2:00 ovvero all'orario di chiusura e sono di durata limitata.

Abito a Roma, e vorrei sapere come comportarmi. Mi conviene far effettuare prima una rilevazione da un mio tecnico e poi diffidare la proprietà? E in caso affermativo, che costi può avere tale rilevazione ?

Abito in zona pedonale, con un discreto schiamazzo di fondo dei frequentatori dei numerosi locali, ma il rumore più insopportabile è proprio quello dei bassi della musica: devo chiedere una qualche rilevazione particolare?

A quale autorità devo rivolgermi ? Finora ho sopportato, protestando civilmente ma con nessun risultato (abbassano per mezz'ora e poi rialzano il volume), adesso sono deciso ad andare fino in fondo in tutte le sedi: me lo da un consiglio sull'iter da adottare?

Grazie in anticipo, continuerò a leggervi sul sito.

P.S. Il regolamento di condominio, contrattuale, vieta di diffondere musica ad alto volume dopo le ore 22:00 che è esattamente l'ora in cui loro iniziano con la musica.


Francesco Campione

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Quando è il comune che fa rumore

08.09.2009

Quest'estate mi sono ritrovato un palco a 20 metri da casa, a Marina di Castagneto Carducci, dove il comitato turistico ha organizzato spettacoli di vario genere (una trentina da fine Giugno a fine Agosto), tra cui alcuni musicali (uno o due a settimana) fino alle 23:30 e talvolta fino alle 02:00 antimeridiane con musica da discoteca (in casa a finestre chiuse il rumore esterno sovrastava la televisione).

Inutili le proteste per il livello eccessivo del volume inoltrate ai vigili urbani che si sono limitati a confermare la presenza agli atti della deroga, inutile la protesta con il comitato stesso che ritiene di agire nell'interesse generale (ma è formato solo da operatori commerciali e/o turistici), inutile il contatto con il sindaco che ritiene che il sacrificio di una ventina di famiglie (proprietarie delle case nella vicinanza del palco) sia un giusto prezzo, in barba alla presenza di anziani, bambini e semplici persone che magari il giorno dopo devono lavorare.

Come nota di colore ricordo che il comune, quest'anno, ha pure proibito l'uso dei tagliaerba tra le 13:00 e le 16:00 per tutelare il riposo, salvo poi autorizzare lo spazzamento meccanizzato alle 07:00 del mattino con soffiatori.

Ci siamo organizzati in un comitato e a fine Agosto abbiamo inviato una diffida (corredata da una trentina di firme) al sindaco per violazione dell'art 659 del codice penale (non della legge sul rumore). Il comitato turistico ne è stato informato e ha organizzato un raccolta di firme tra i turisti per difendere le loro iniziative.

Nessuno ha mai fatto una misura, quelle fatte con iPhone davano valori tra i 70 e 80 dB già a 30 metri di distanza.

La disputa sarà lunga.

Mi chiedo se il comune che autorizza in deroga certe manifestazioni, di cui magari è sponsor, non sia in conflitto di interessi.


Alessandro Ciucci

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L'attività di un ristorante insopportabile

19.08.2009

Possiedo un appartamento estivo (lo comprò mio padre nel 1965) situato a San Benedetto del Tronto (AP) situato a piano terra sul lato nord-ovest (per intenderci la parte opposta alla facciata principale della palazzina, quella che da sulla strada, ovvero lato est) con un terrazzone di circa 25 mq.

Successivamente, verso la prima metà degli anni '70 hanno costruito a fianco un hotel, un edificio di tre piani. Lo spazio tra le due costruzioni non supera gli 8-10 metri.

Il problema è dato dalle cucine dell'hotel che sono adiacenti alle mie finestre dove è situata la camera da letto e tra preparazione, pranzo-cena, pulizie il rumore è continuo dalle 7 di mattina fino alle 10 di sera, intervallato da brevi momenti di inattività tra le 10 e le 12, tra le 15.30 e le 17.30. Premetto che lavorano (per ovvi motivi) sempre con le finestre aperte e non mancano urla di richiamo e comunque vociare tra i vari dipendenti oltre a rumore di piatti e posate (oltre a rumori tipo: mannaia che batte sul tagliere per ricavare costolette dal pezzo intero di carne: come un martello pneumatico). Tutto ciò è aggravato dall'unità esterna di un condizionatore che serve a raffreddare tutta la lobby (reception, bar, ristorante) unità di marca "MITSUBISHI" che, ho controllato, è fuori catalogo da più di 15 anni, e produce un ronzio insopportabile specie nelle ore dei pasti quando mangiamo in terrazzo.

Come se ciò non bastasse, l' hotel è fornito di un passo carraio con un vialetto di accesso che si aggira sui lati sud e ovest (quindi fin sotto le finestre) che viene utilizzato a mo' di deposito, anche di rifiuti, oltre che all'accesso dei vari mezzi che arrivano con le merci per rifornire la cucina (ovviamente alle 7 di mattina).

Lascio alla Vostra immaginazione i rumori e il vociare sostenuto che si generano. Naturalmente il passo carraio è fornito di un cancello che ogni volta che viene chiuso a mano (essendo sprovvisto di un sistema automatico o perlomeno di smorzamento).


Roberto Giacomucci

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Inquinamento acustico e luminoso su territorio privato

30.07.2009

Da quasi due anni vivo in un condominio a Milano, nel quale vi è la sede di una sala prove musicale.

Il condominio è composto da ingresso con passo carraio, disimpegno coperto con le scale per raggiungere i vari appartamenti e più avanti un cortile all'aperto completamente circondato dalla struttura del condominio stesso e dei condomini adiacenti, creando come una gigantesca cassa di risonanza. In questo cortile è situato il mio appartamento, con porta d'ingresso e finestre direttamente "a vista", e di fronte a poco più di soli 5-6 metri c'è il suddetto stabile comprendente la sala prove.

A differenza di quanto si possa subito pensare, non è l'inquinamento acustico provocato dalle prove musicali che arreca disturbo, in quanto tutto sommato la sala prove è sufficientemente insonorizzata da non arrecare un vero e proprio disturbo. Il problema è di natura umana, non tecnica.

La sala prove è aperta tutti i giorni, comprendendo la domenica, dal primo pomeriggio (beati i proprietari che non devono svegliarsi alle 7 di mattina per andare a lavorare), fino a notte fonda, spesso anche fino alle 2.30 del mattino (qualche notte fa alle 3.45 era ancora aperta...). Questo comporta un via-vai senza sosta di clienti, più esattamente definibili "individui senza rispetto del prossimo", che non tengono affatto conto di trovarsi in un condominio privato ad uso abitativo. Non solo quando entrano ed escono dalla sala, ma come se non bastasse si fermano a sostare praticamente sotto la mia finestra a fumare (sporcando il cortile) e parlare nella maggior parte dei casi a voce alta, con schiamazzi e forti risate.

Spesso è accaduto che addirittura i proprietari e lo staff erano i protagonisti di tali vicende, a volte ai limiti dell'incredibile (una sera alle 00.30 qualcuno si è messo a fare bricolage in cortile scartavetrando un'asse di legno). Costoro inoltre parcheggiano i propri mezzi nel cortile, e ciò comporta una moltitudine di forti rumori durante le operazioni di mobilitazione. Quando vengono chiuse le saracinesche della sala prove (ben 4), posso garantire che nel mezzo del silenzio della notte, è come se stesse avvenendo un terremoto. Ribadisco che tutto questo avviene dalle 22 alle 2.30 / 3.00, come se fossero le 17.00 del pomeriggio.

Inoltre sulla parete della sala prove sono installati due grandi tubi di neon ad alta luminosità che illuminano a giorno tutto il cortile 24 ore su 24, irradiando completamente il mio appartamento e la stanza in cui dormo (o meglio cerco di dormire). So che esistono delle norme a riguardo, ed ovviamente in questo caso non vengono rispettate.

Come se tutto ciò non bastasse, ci sono diverse famiglie che arrecano disturbo in orari notturni, soprattutto nello stabile adiacente (che però come citavo in precedenza ha il cortile in comune al mio). Trattasi di uno stabile multietnico in cui vivono anche molte persone in uno stesso appartamento, presumibilmente illegalmente.

A proposito di illegalità, aprirei una breve parentesi; ieri notte, non riuscendo a prendere sonno, sono uscito a prendere un pò d'aria ed ho notato dei loschissimi movimenti che farebbero pensare chiunque trattarsi di racket di prostituzione, e spaccio di stupefacenti. A proposito di ciò informerò di certo le forze dell'ordine, sempre che già non ne siano al corrente, adottando un'imbarazzante omertà. Chiusa parentesi "illegalità".

Parlando con qualcuno, ho notato che sono uno dei pochi inquilini che soffre di tutto questo, forse perché la maggior parte degli abitanti è proprio la causa? Rassegnazione? Depressione da stress?

Tornando al discorso della sala prove, quasi ogni notte mi ritrovo a dover scendere dal letto, in mutande, ed uscire in cortile per cercare di far capire a questi individui che a neanche 10 metri ci sono persone che dormono, in quanto la mattina seguente devono andare a lavorare. Ed una volta mi sono sentito dire dal proprietario della sala prove: "Ma và, non ci credo che stavi dormendo a quest'ora! - Ma cosa vuoi, è solo mezzanotte!"... e via dicendo. Appunto, mezzanotte... Non credevo alle mie orecchie.

Da quel giorno ovviamente ho preso posizione e non voglio averci più nessun tipo di contatto. Nel contempo non intendo rassegnarmi. Non riesco più a vivere in questo modo, ed ho la certezza di essere nel giusto.


Alberto

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10 giorni di concerto sotto casa!

24.06.2009

Abito a Bussero, un paesino in provincia di Milano. Il mio appartamento di trova sul vialone principale del paese e, purtroppo, di fronte ad un campo sportivo. Dico purtroppo non a causa dello sport che si pratica (il calcio) ma perché ogni anno, lo spazio erboso comunale adiacente al capo sportivo, viene utilizzato per ogni sorta di feste paesane: feste popolari, luna-park, concerti musicali giovanili!

Il nostro palazzo è proprio a 50 metri di fronte e vi lascio immaginare che è come avere la festa in casa. Il massimo si raggiunge a giugno con i 10 giorni di rock festival giovanile. Audio altissimo stile concerto San Siro di Milano sino le 24, schiamazzi che procedono anche sino le 3 di notte!

Vorrei farvi capire il disagio che si crea nelle nostre case considerando che come me, ci sono famiglie con bambini piccoli (io ne possiedo 2 di 2 mesi e 4 anni). Quest'ultimi non riesco ad addormentarsi e stanchi dal sonno si innervosiscono, piangono e passiamo interminabili serate chiuse in casa (con 26 gradi fuori) cercando di attutire i rumori.

Ovviamente in casa non si riesce a comunicare tantomeno a riposare, andando a lavorare il mattino seguente, stravolti!

Termino facendo notare che il paese è attorniato da ettari di campagna anche demaniale, ma il comune preferisce concedere questo spazio perché situato al centro del paese, quindi comodo da raggiungere (forse per i famigliari e amici del sindaco e giunta comunale!!!).

Come procedere? Fare querela? abbiamo qualche diritto le 24 famiglie che vi abitano di fronte?


Giovanni Malieni

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Delle vicine insopportabili

10.06.2009

Cosa fare quando si hanno vicini che la parola "rispetto per la comune convivenza" non sanno neanche come si scrive?

Abito a Mentana da ormai 18 anni. Ho sempre ritenuto che fosse un paesino tranquillo, ma la quiete latita da ben tre anni. Si, perché tre anni fa si sono disgraziatamente trasferite nella via nella quale abitiamo noi (Via Sabina) due "gentili signore", madre e figlia, che evidentemente non hanno mai avuto familiarità con le parole "rispetto" e/o "educazione".

Già dalla precedente abitazione portavano un cagnolino piccolo, che non sarebbe neanche stato un problema per nessuno (dato che non si vede e non si sente), se non fosse che poi hanno pensato bene di adottare altri 5/6 cani trovatelli che non mancano di abbaiare ad ogni ora del giorno e della notte, causando disagio ai residenti più anziani (inteso come "persone che vivono da più tempo",e soprattutto anziane d'età). Dopo varie insistenze,siamo riusciti a convincerle a mettere almeno 3 dei cani più "molesti" dentro casa nelle ore notturne e il pomeriggio...cosa che è durata poco, visto che spesso si "dimenticano" di farli entrare.

La cosa più sconvolgente, è che le "signore", che risiedono in un'abitazione dotata, come le altre, di citofono e campanello alla porta, ogni volta che ritornano, per avvertire chi è in casa, suonano il clacson. Non gli basta suonarlo una volta, lo suonano ripetutamente. E questo si ripete sia alle 13,00/ 13,30, sia alle 20,00/20,30... quando la gente NORMALE è a casa e si vuole rilassare.

Il culmine si è raggiunto ieri sera, quando un "gentilissimo signore" amico della figlia di questa vicina molesta, è venuto a prendere la "gentile signorina", strombazzando il clacson a tutto spiano, neanche stesse facendo un concerto (per la cronaca...con il clacson ha replicato il suono di un nuovo messaggio arrivato al cellulare...e non era il classico "bip bip-bip bip", ma la versione più lunga, purtroppo). Dato che la "signorina" era restia dal farsi vedere, ha pensato bene di replicare la sinfonia, tanto è vero che si è affacciata praticamente tutta via Sabina. Da specificare l'orario: erano le 22,00 circa.

Ora...sono un paio di estati che io e la mia famiglia siamo impossibilitati a muoverci, e da ben due estati viviamo in questo disagio. Anche se è un disagio che purtroppo viviamo tutto l'anno. Dato che mi sono stancata, e con me tutti gli altri vicini, di questi rumori molesti, dato che prima che si stabilissero qui le "gentili signore" era una via più che tranquilla, vorrei sapere se si può procedere ad una denuncia, e se si, a chi eventualmente ci si può rivolgere, se una denuncia ai carabinieri và bene, o se bisogna rivolgersi anche al sindaco.

Purtroppo con il dialogo c'è poco da fare, le signore, quando gli si fa notare che sono "un po troppo rumorose", si straniscono anche...come se fossero padrone della strada!!!

Perdonate la lettera prolissa,e grazie anticipatamente.


Lucrezia Fioravanti

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Il rumore del teatro non è destinato a cessare

06.06.2009

Buon giorno, vivo a Pisa e confino con un cinema teatro con bar incluso e da circa 6 anni lotto con queste persone in quanto il rumore prodotto da suddetto locale spesso non permette nemmeno l'ascolto della televisione, radio o il normale parlare delle famiglia.

Anni fa ho fatto ripetuti esposti al comune, ASL e ARPAT che hanno prodotto poco o niente in quanto il teatro e ancora aperto e produce sempre più rumore facendo spettacoli e concerti rock.

Circa 3 anni fa e intervenuta ARPAT e ha fatto delle rilevazioni a sorpresa durante lo spettacolo e ha rilevato un rumore differenziale superiore di ben 5 volte al normale, ha eseguito la sanzione e inviato documenti al comune, il quale ha fatto riaprire il teatro con alcune limitazioni: obbligo del limitatore (che nessuno ha mai piombato) e divieto di montaggio di strumenti e amplificatori esterni che emettano emissioni non controllate.

Il teatro ha eseguito in casa mia ad aprile 2009 le sue valutazioni con macchinari e personale esperto dicendo e promettendo le contromisure del caso. Aggiungo che il teatro è privo di qualsiasi impianto di insonorizzazione e che mai nessun tecnico del comune o ARPAT ha mai verificato l'uso improprio del limitatore che poi dovrebbe essere stato tarato in base alle valutazioni dei tecnici del teatro.

Ho chiesto l'intervento del proprietario del locale (in questo caso il rettore del seminario di Pisa), e ho telefonato varie volte al direttore del teatro che come risposta mi ha mandato una diffida del suo avvocato a non parlare più col rettore a non telefonare più e a non intraprendere nessun discorso con enti locali che sarebbe considerato come diffamazione.

Allora mi chiedo dopo 6 anni come si possa far smettere questo disagio che porta moglie e bambino a non riposare ne la notte ne il giorno (periodo nel quale si effettua prove degli spettacoli). Gli spettacoli vanno dalle 22 alle 24 e alle volte pure oltre, mi viene detto che la valutazione ARPAT non e più valida anche se le condizioni interne non sono cambiate in niente. Possibile che nessuno possa far terminare le emissioni che produce?


Francesco Giannettoni

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La musica a tutto volume del disco bar

24.05.2009

Cortesi Amici,

siamo una giovane coppia che abita nel centro storico di Cagliari e gestisce un bed and breakfast. Nel nostro stesso palazzo, esattamente due piani sotto la nostra casa, è stato aperto un locale che si definisce "caffè, sala da the, ristorante" ma che dal mese di maggio ha iniziato l'attività di vero e proprio disco bar con deejay all'aperto nelle notti del giovedì, venerdì e sabato a partire dalle ore 23/24. Ne segue un intasamento del traffico conseguente allo stazionamento di auto e svariate decine di avventori fuori del locale che concorrono con schiamazzi e strombazzamenti di clacson a rovinarci il riposo notturno.

Abbiamo chiesto, prima al gestore d'interrompere tale molestia che ci troviamo a subire con i nostri ospiti che spesso partono la mattina successiva, ricevendo un'arrogante rifiuto, poi, l'intervento della Polizia Municipale che ha eseguito ben tre verbali.

La Municipale ci ha anche confermato che la concessione del Comune prevede la diffusione esterna nel plateatico del locale, di musica "soft" sino le 24 con silenzio assoluto dopo tale orario sino alla chiusura obbligatoria alle 2.

Assieme ad altri cittadini abitanti nel rione, abbiamo presentato un esposto al Comune allegando ben 30 firme! Ora, poiché la situazione continua: figuriamoci che appena i Vigili se ne vanno la "musica" viene riaccesa sino anche le 2:30, vorremmo sapere perché non vi sia stata ancora la chiusura o comunque l'interruzione dell'attività di questo locale, o forse c'è altro che possiamo fare?

Grazie anticipatamente per la risposta, un cordiale saluto e complimenti per questo portale che ci è stato di notevole aiuto.


Michele Bertoni

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Strada urbana con ciottolato

22.05.2009

Salve, da metà novembre scorso vivo a Mantova in una casa in affitto posizionata in una via abbastanza centrale parallela a una arteria di circonvallazione e alla Ferrovia. Stranamente queste due vie di traffico non nuocciono alla tollerabilità del rumore. La strada dove si trova la casa dove vivo però si. Trattasi di una strada con pavimentazione ciottolata, a senso unico ma con una corsia preferenziale in direzione opposta che dovrebbe essere utilizzata solo da mezzi pubblici, di soccorso e forze dell'ordine oltre che eventuali autorizzati (disabili, ecc..).

I problemi di questa strada che ho segnalato più volte alla polizia locale sono i seguenti:

1) Anche se non posso verificare personalmente con strumenti "autorizzati" le macchine che passano nella corsia a senso unico vanno troppo veloci, se non per eccesso di velocità almeno per la pavimentazione stradale che essendo ciottolata provoca grandi rumori. Si tenga presente anche che non essendo asfaltata, la pavimentazione è abbastanza irregolare per cui sono presenti dossi e cunette che nel passaggio provocano anche rumore non solo per i ciottoli in se quanto per l'ondeggiamento del mezzo conseguente.

2) Talvolta pur essendo strada urbana si assiste ad auto che sorpassano a forte velocità anche se non consentito.

3) Si assiste anche, soprattutto nelle ore notturne, a macchine veramente al di sopra del limite poiché meno trafficata.

4) Gli autobus non sono esenti da questi discorsi sebbene usino la corsia a loro riservata, se non devono fermarsi alla fermata vicino a casa mia proseguono aumentando la velocità. Sottolineo che tali autobus sono di tipo vecchio cioè a gasolio, cosa che provoca ancora più rumore dovuto all'accelerazione.

5) Molto spesso il traffico è superiore al normale e si assiste ad un uso improprio o presunto tale della corsia preferenziale. Tale sospetto è stato confermato dalla polizia locale (vedi sotto nelle risposte ricevute).

6) In 2 punti di questa strada ci sono bidoni per immondizia e vetro/alluminio (equidistanti più o meno dalla mia abitazione circa 200 m) che vengono vuotati sempre a orari mattinieri che vanno dalle 5 alle 6.

7) Ogni mattina passa il mezzo di pulizia stradale che fa parecchio rumore nel pulire il ciottolato con le spazzole.

8) Dato l'elevato traffico e l'utilizzo di autobus a gasolio anziché elettrici l'inquinamento della via non è trascurabile e spesso ci costringe a chiudere le finestre con tutte le conseguenze del caso. Mi sembra di vivere in un bunker. Capisco d'inverno, ma ci stiamo avvicinando alla stagione estiva e non voglio morire soffocato!

Si tenga presente anche che questa via si trova proprio parallela ad una arteria principale che a mio avviso sarebbe da utilizzare al posto della via in questione. La mia abitazione si trova affacciata a questa strada ed è al primo piano.

Alle mie lamentele non ho mai ricevuto risposta da parte delle polizia locale. Solo quando ho inviato mail direttamente a sindaco, assessore della viabilità e assessore dei trasporti ho visto  dalla sera stessa la presenza della polizia locale e tale presenza è durata dalla mattina (ore 8) alla sera (ore 7) per 10 giorni, tuttavia il loro compito è stato solo quello di controllare l'utilizzo della corsia preferenziale e parlando con loro sembra che abbiano fermato una media di 7/8 persone all'ora (si facciano i conti per il numero di ore e il numero di giorni...). Nessun provvedimento risolutorio è stato preso e ancora il problema persiste. Io, mia moglie e il mio bimbo di 3 anni non riusciamo più a riposare decentemente.

Volevo sapere cosa potrei fare (controlli, solleciti, vie legali, ecc...) per poter avere una risposta da parte del comune/azienda dei trasporti/azienda di pulizia strade/polizia locale.

Le mie proposte sono sempre state bocciate o rimaste inascoltate come la deviazione del traffico, la conversione della via in zona a traffico limitato, l'installazione di rallentatori, sebbene nella maggioranza dei casi siano stati ampiamente giustificati anche dal punto di vista logistico.

Vi prego ditemi qualcosa di confortante perché stiamo a stento sopportando la situazione ed essendo appena trasferiti non abbiamo la possibilità economica di effettuare un altro trasloco.


Daniele Bizzarri

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Clacson a Cavoretto

22.05.2009

Desidero segnalare una situazione che va via via peggiorando in Strada dei Ronchi a Torino, nel zona di Cavoretto.

Gli automobilisti che transitano utilizzano costantemente e ripetutamente il clacson sin dalle primissime ore del mattino, nessuno ormai rispetta il divieto di utilizzare segnalatori acustici.

Nella stagione calda è ancora peggio poiché uscendo all'aperto e tenendo aperte le finestre si sentono ovviamente ancora di più. Mi rendo conto che se le persone avessero più buon senso e rispetto non avrebbero la necessità di strombazzare per passare, basterebbe solo avere una attimo di pazienza...ma la situazione è alquanto insostenibile soprattutto se ci si volesse rilassare all'aria aperta in contemplazione dei soli suoni della natura!


Daniela

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Un rumore di ignota origine

28.04.2009

Sono stato interpellato da una famiglia disperata perché ossessionata da mesi da un rumore all'interno della propria abitazione. Parlo di ossessione perché il rumore continuo, anche se di piccola intensità, è continuo, notte e giorno, 24 ore su 24, sempre con la stessa frequenza, sempre con lo stesso volume, di notte e di giorno. Certamente di giorno è fastidioso ma di notte, quando tutto il resto tace, si fa sentire di più e diventa insopportabile.

Il livello è basso: c'è fra i loro amici chi lo sente, alcuni non sono riusciti a sentirlo ma per loro, che ormai non pensano ad altro, non è proprio più sopportabile. Mi hanno detto che potrebbero pensare anche di cambiare casa anche se l'hanno costruita da poco e ci abitano con i loro due bambini.

Si tratta di un'abitazione monofamiliare con giardino nei quattro lati. Il rumore all'esterno non è percettibile ne è presente nelle villette circostanti.

E' presente all'interno dell'abitazione, in modo percettibilmente uguale in tutte le stanze della casa, poste a piano terra e a primo piano; nella camera dei ragazzi hanno l'impressione di percepirlo un pò di più.

Non varia anche isolando tutti gli impianti: staccando l'interruttore generale dell'impianto elettrico, chiudendo impianto del gas e dell'acqua che hanno contatori sulla recinzione esterna al giardino.

Non ci sono impianti tecnologici pubblici se non all'esterno della recinzione esterna (illuminazione pubblica, acqua e gas). Non ci sono linee elettriche aeree; inoltre il rumore non è udibile se non all'interno della casa.

Mi sto organizzando per effettuare di notte un'analisi in frequenza per cercare indizi sulla possibile natura della fonte ma è solo un tentativo.

Mi rivolgo a tutti i destinatari della presente confidando in una indicazione circa la possibile fonte del rumore in questione e, eventualmente, una soluzione tecnologica.

Cordialmente.


Roberto Pulcinelli

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I bambini che giocano al pallone

08.04.2009

Abito in una frazione di un paesino montano. Nella piazzetta davanti alla chiesa vicino alla mia casa giornalmente bambini giocano a pallone creando non poco disturbo essendo le case tutte intorno alla piazza. Il pallone crea un rimbombo molto fastidioso tanto che non si può stare ne con le finestre aperte ne chiuse, non si riesce neppure a sentire la tv. I bambini con altri giochi non danno nessun fastidio, solo quelli che giocano al pallone. E' possibile fare qualcosa?


Seraiocco Leonia

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La vicina di casa camiciaia

04.04.2009

Forse è la seconda volta che vi scrivo. Il mio problema è una vicina di casa che fa la camiciaia, ha installato nel suo balcone un piccolo laboratorio di camicie, lavora conto terzi, tutta la settimana, compresa la domenica. Il rumore è terribile anche perché oltre al rumore ci sono le vibrazioni, usa una macchina professionale, ed il rumore è ad intermittenza, dalla mattina fino alla sera. Ho provato a parlare ma per tutta risposta mi ha preso a parolacce. Abito in una casa popolare e non c'è amministratore. Cosa posso fare?


Stefania La Croce

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La musica della piadineria fa rimbombare l'appartamento

02.04.2009

Mia Mamma vive da 30 anni in un appartamento a Milano e da 15 anni che ha ristrutturato l'appartamento sostituendo infissi (doppi), tubazioni e pavimenti, ovviamente le solette sono ancora quelle del tipo vecchi a "cannette".

E' da 2/3 anni che sotto di lei vi è una piadineria e solamente da 5/6 mesi a questa parte mia mamma sente un rimbombo di musica.

Il negozio ha spostato le casse dell'impianto musicale da parete a soffitto creando un abbassamento e mettendoci queste casse della "radio" nel controsoffitto.

La cosa "strana" è che non sempre e non con tutta la musica si sente il rimbombo, a mio avviso è il posizionamento delle casse, ma il titolare dell'attività nega il fatto che c'è qualcosa che non va e da della "pazza" o fantasiosa a mia mamma.

L'amministratore dice che la prassi è lunga e sinceramente non so cosa intende. Cosa può fare mia mamma per non farsi venire l'esaurimento e per risolvere il problema?


Silvia Perabò

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Vivere con la musica della sala fitness

26.03.2009

Vivo al primo piano in una palazzina. Sotto di me hanno aperto una palestra. In particolare hanno la sala fitness proprio sotto il mio soggiorno. Sistematicamente tra le 19 e le 21 (ma a volte anche oltre tale orario) fanno lezione e a me sembra di avere la musica direttamente in casa, specialmente i bassi che fanno rimbombare il pavimento. I tentativi di composizione bonaria a nulla sono valsi. Tra l'altro ho appurato che ha fatto solo un'insonorizzazione "fai da te", con comuni pannelli credo di polistirolo, senza alcuno studio. Che posso fare? Attendo con ansia qualche indicazione.


Roberto Pastore

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Il bar sotto casa è diventato insopportabile

16.03.2009

Sotto al mio appartamento, vi è un bar che osserva il seguente orario 05.00-01.00. Al momento dell'apertura e chiusura con l'innalzamento delle varie serrande in ferro che vengono battute in modo violento sulla struttura dell'edificio causando grosso spavento ai bambini che hanno la camera proprio sopra le serrande. Inoltre, dopo le ore 22.00, l'uso del gioco del biliardo causa fastidiosi rumori e gli avventori presenti all'interno, ubriachi, provocano schiamazzi e forti urla.

Nell'ultimo periodo mi sono accorta di essere molto nervosa, avere repentini cambi d'umore, tachicardia, vuoti di stomaco, in particolare quando si avvicinano le ore 22.30. Faccio presente che i vicini che sono conoscenti, amici, parenti e cugini vari del gestore e del proprietario del bar, inspiegabilmente non accusano nessun disturbo da parte del locale e dunque mi ritrovo la sola ad accusare .

Parlando con un pubblico ufficiale, mi è stato sconsigliato di rivolgermi ad un legale per tutelare e difendere i miei diritti in quanto l'iter sarebbe molto lungo e costoso e, probabilmente, con causa persa. Per quanto sopra esposto chiedo un Vostro consiglio, visti i suddetti elementi, con un buon legale specializzato nel problema avrei possibilità di "GIUSTIZIA"? Vi ringrazio anticipatamente e attendo fiducioso una Vostra risposta.


Maria Priolo

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Quando l'attività di un bar è fuori controllo

09.03.2009

Da circa un anno abito sopra un bar che osserva il seguente orario 05.00-01.00, senza riposo settimanale. I clienti del locale dopo le ore 22.30 iniziano la danza con forti urla e schiamazzi senza nessuna educazione e rispetto per il prossimo, inoltre al momento dell'apertura e della chiusura del locale le serrande (che sono cinque) provocano grossi urti alla struttura dell'edificio causando disturbo e spavento in particolare ai bambini che si trovano proprio con la camera sopra due delle serrande, considerando che le stesse vengono chiuse a distanza di orario fra di loro (Esempio: due alle 23.00 una alle 24.00 e le altre due al momento della chiusura totale del locale). Contattato il proprietario (che non è il gestore del bar) facendogli presente il problema, lo stesso mi assicurava che in primavera doveva eseguire dei lavori e che interveniva anche sulle serrande. Se in quel periodo il problema non mi fosse risolto, chiedo gentilmente un consiglio come potrei regolarmi per poter porre fine a questo incubo. Nell'ultimo periodo sto accusando dei problemi di salute: nel momento che sento i suddetti rumori, attacchi di panico, forti vuoti di stomaco, stati d'ansia e il cuore a mille. Sto cercando un Bravo legale (in Firenze) che si occupi principalmente di questi problemi per potermi rivolgere per una eventuale azione legale ma finora con esito negativo.

Nel ringraziarvi per la vostra disponibilità e collaborazione nel consigliare e aiutare persone con questi grossi problemi vi saluto cordialmente.


G.D.

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Il Gran Premio di F1 di Monza non avrà più problemi di rumore

03.03.2009

È stato approvato infatti dal Parlamento un emendamento al decreto ambiente del Ministro Prestigiacomo, che modifica la disciplina sulle emissioni rumorose.

Negli scorsi anni molti residenti nelle vicinanze dell’ autodromo di Monza avevano avviato azioni legali per l’eccessivo rumore proprio durante le gare. Nel nuovo testo di legge si dice che “le emissioni acustiche andranno valutate tenendo conto delle priorità della destinazione d’uso” della fonte da cui provengono. La norma sarà dunque applicata anche a impianti industriali e di altro genere. “È stato risolto definitivamente il problema non solo dell’autodromo di Monza ma anche degli altri impianti sportivi di tuta Italia” ha detto il deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi che insieme al senatore Cesarini Monti è stato presentatore della proposta.

Ho trovato sul quotidiano "La Repubblica" questo breve articolo. Vorrei un giudizio sulle possibilità che restano ai cittadini di difendersi contro i rumori.


Giovanni Stefanini

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Vivere Vicino alla FI-PI-LI

25.02.2009

La nostra abitazione fa parte di una lottizzazione con concessione edilizia del 1998 che comprende circa altri 40 appartamenti. Le abitazioni si trovano adiacenti alla FI-PI-LI, strada di Grande Comunicazione che collega Firenze a Livorno.

Il motivo di questa lettera nasce proprio dal disagio che il rumore, per la vicinanza (circa 50 mt) alla S.G.C, genera alle nostre abitazioni. Le costruzioni sono state ultimate ormai da un bel po’ di anni e mi domando come mai non è stato ancora messo in regola l’inquinamento acustico.

Circa 1 anno fa abbiamo preso contatti con la Regione Toscana, richiedendo informazioni per l’installazione di barriere fonoassorbenti (in effetti si tratterebbe di sanare un tratto di strada che sarà a malapena 40 mt), ma senza alcun esito e o risposta concreta. In effetti ci è stato risposto con un elenco di leggi e decreti che regolano il risanamento acustico della regione Toscana ecc..ecc.. e ci è stato anche detto che per l’anno 2008 sarebbero stati stanziati dei fondi proprio per il risanamento acustico della zona.

Non avendo avuto risposte concrete dalla Regione abbiamo preso contatto anche con ARPAT Toscana, ci hanno ascoltato, ma ci è stato detto che non è possibile che ci sia così tanto rumore in quella zona, dal momento che era stata monitorata con alcuni rilevamenti a CAMPIONE, e quindi loro non potevano fare molto.

Infine abbiamo preso contatti (e-mail) direttamente con il presidente della Provincia Toscana, il quale si è informato sulla questione e in effetti ci ha confermato quanto avevamo già saputo e in più ci ha detto che la Regione ha stanziato dei fondi ma che la nostra zona è in priorità bassa e l'intervento non è previsto né per il 2009 né per il 2010. L'unico modo per far cambiare idea alla Regione è far fare un rilevamento dell'inquinamento acustico in loco e dimostrare che i numeri che risulteranno non sono sicuramente quelli dichiarati da Arpat nella graduatoria, risultanti infatti da soli rilevamenti a campione. Posso garantire che il rumore dei tir è veramente costante
Tra l’altro si tratterebbe di sanare un tratto che sarà circa 30-40 mt in quanto dopo le barriere sono già presenti per abitazioni “vecchie”, quindi mi domando se le barriere erano già state installate probabilmente è perché quel tratto è soggetto ad inquinamento acustico fuori dai limiti.

Come possiamo fare per richiedere un rilevamento dell'inquinamento acustico? Dobbiamo andare per vie legali? E poi chi di chi è la responsabilità della Regione o della Provincia? Vi ringrazio in anticipo per i consigli e le informazioni che mi invierete.


Silvia Biagi

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Lo strano corso della Giustizia

21.02.2009

Vorrei far conoscere la mia esperienza personale in relazione alla giurisprudenza che pone forti interrogativi sulla tutela dei cittadini dall'inquinamento acustico che l'orientamento della magistratura ha da sempre in passato accordato. Mi piacerebbe conoscere l'opinione del dott. Marcello Brugola.

Due sentenze di primo grado che mi riguardano sono state decise del Tribunale di Parma da un giovane giudice di prima nomina, tale Ulisse Forziati. Nel merito:

1° Sentenza: Dall'anno 2000 al 2002 due bar distanti fra loro circa 50 mt. hanno ottenuto licenze per piano bar pomeriggio e sera per 5 mesi continuativi suonando costantemente sopra i limiti imposti. Di conseguenza abbiamo ottenuto 12 verbali Arpa con gli abusi accertati a cui sono seguite a carico dei bar 9 sanzioni amministrative, 3 diffide all'adeguamento dei limiti e 5 sospensioni della licenza, con abusi accertati da Arpa quali la rimozione di limitatori di potenza ed organizzazione di schiamazzi per alterare la determinazione del rumore di fondo da parte dei baristi. Purtroppo continuando negli anni l'intollerabile disturbo mi sono rivolto alla magistratura per tutelare i diritti della mia famiglia e, sulla base delle prove sopra indicate, il Tribunale di Parma nel 2002 ha emesso un'ordinanza di cessazione immediata della audizioni musicali ex art. 700 poiché eccedenti la normale tollerabilità, confermandola qualche mese dopo dal Collegio Magistrati di Parma con dovizia di particolari.

Successivamente la causa civile è andata avanti ed il Giudice ha nominato una CTU per quantificare il danno che avevamo subito e che in effetti è stato valutato. Con il passare del tempo, però, il destino ha voluto che vi sia stato un avvicendamento in questo tribunale e la decisine di primo grado del nuovo giovane giudice è andata incredibilmente a nostro sfavore. Infatti si sostiene che noi avremmo dovuto, per ottenere la liquidazione del danno, domostrare con fonometrie Arpa il superamento dei limiti per ogni serata dei 5 mesi licenziati!!!! Va detto che, fra gli atti del processo, sono presenti ben due lettere Arpa in cui si afferma che il massimo di interventi da parte loro era di 2 all'anno, quindi un privato cittadino, come il nostro caso che chiedevamo più fonometrie, è impossibilitato ad ottenerle stante che Arpa, organo di legge proposto, non le effettua.

In breve, non 1 ma 12 verbali Arpa, abusi conclamati dei bar, tra cui suonare senza licenza persino al di fuori dei 5 mesi continuativi di licenza,costante e sistematico superamento dei limiti,quattro giudici dello stesso Tribunale di Parma che hanno valutato questi stessi fatti in maniera opposta come è logico pensare rispetto al completo diniego del diritto alla quiete in ambiente abitativo che questo giovane giudice ha sentenziato.

 

Ma, se mai fosse possibile, la seconda è, a mio avviso, ancora più allucinante:

2° Sentenza: Nel 2002 e 2003 di fronte alla mia abitazione in centro città, oltre ai bar sopraccitati, un'altra società oggi posta in liquidazione, ha organizzato alcuni spettacoli rumorosi per circa un mese in tutto. Anche in questo caso il volume era insostenibile al punto che anche negozianti della zona si erano lamentati con lettere al comune, visto che una di queste manifestazioni è durata 16 giorni per 14 ore al giorno. Abbiamo anche in questo caso ottenuto dei rilievi fonometrici Arpa che hanno evidenziato una pressione sonora che arrivava fino ad 80 dB(A) a filo di facciata e superava dai 6 a 10 volte la normale tollerabilità. Tutto ciò è stato verbalizzato. Ci siamo, anche in questo caso, rivolti alla magistratura per tutelare i nostri diritti chiedendo esclusivamente la protezione per legge all'interno delle nostre abitazioni.

Ebbene, lo stesso giudice del caso precedente, ha ammesso e citato in sentenza gli abusi commessi a nostro sfavore con tanto di verbali Arpa inconfutabili, però ha affermato che per essere intollerabili le immissioni non devono solo superare i limiti, come in effetti è stato e nettamente, ma devono durare nel tempo e dato che queste licenze erano di soli 30 giorni in tutto, secondo lui non abbiamo diritto ad alcuna tutela al punto che abbiamo perso la causa e siamo stati condannati al pagamento delle spese!!! Per questo giudice il fatto che la mia famiglia, fra le altre, abbia subito per 16 giorni dalle 10 di mattina a mezzanotte delle immissioni acustiche in casa di quasi 70 dB(A) non comporta alcun abuso da parte di chi le ha prodotte, anzi l'errore è stato mio che, a fronte di verbali ufficiali di superamento dei limiti di legge, ne ho chiesto la reale applicazione.

A questo punto mi chiedo che senso abbiano le fonometrie. Queste dovrebbero servire a certificare un dato tecnico incontrovertibile e se questo supera quanto afferma il legislatore, chi deve applicare la legge non fa altro che sanzionare il trasgressore. Ebbene questo giudice afferma con questa sentenza l'esatto contrario e chi ne subisce le conseguenze siamo noi cittadini che a questo punto non abbiamo nessuna tutela su cui contare.

Sono in grado di produrre l'intera documentazione relativa a quanto ho affermato.

Ringrazio per l'attenzione.


Pietro Barral

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Il pianoforte del vicino

13.02.2009

Gentile Redazione,

i miei più sinceri complimenti per queste pagine web, per un argomento tanto importante quanto spesso, purtroppo, sottovalutato.

Dunque, ho un vicino che suona il pianoforte di mestiere e nonostante abbiamo entrambi due terratetti (il suo è anche più grande del mio e posto in angolo) questi si rifiuta di prendere provvedimenti per insonorizzare il suo piano, e non ne vuole sapere neanche di allontanarlo dalla parete confinante. Dice di aver già fatto un insonorizzazione, ma a me non sembra affatto sufficiente dal momento che è percepibile praticamente ovunque, su tre piani. Non che il rumore sia assordante, ma rappresenta comunque una fonte di disturbo dal momento che mediamente viene prodotto per più di otto ore al giorno fino alle otto di sera e a volte nel primo pomeriggio, quando vorrei riposare.

Dopo qualche inconcludente sfuriata, ho pensato di chiamare l'ARPA, ma mi hanno detto che non si occupano di queste questioni private. Ora, vorrei sapere se ci fosse qualche possibile soluzione al mio problema prima di ricorrere a un giudice di pace. Probabilmente il mio vicino supera di più di 3 decibel i rumori esterni, e da qualche parte ho letto che questo limite per legge non può essere superato.

E ancora: in caso dovessi per forza ricorrere all'avvocato, avrei qualche possibilità di riuscita?


Leonida Girgenti

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Le novità normative in materia di requisiti acustici degli edifici

08.02.2009

Dott. Brugola,

siamo un gruppo di condomini e abitiamo in un condominio di nuova costruzione consegnato nel luglio 2007, a maggioranza proprietari tranne 3 unità abitative ancora in possesso del costruttore. Sono stati eseguiti degli accertamenti da parte di tecnici sia di parte del costruttore che nostra. I parametri consentiti dalla legge sono stati ampiamente superati a detta di entrambi.

Siamo venuti a sapere tramite un architetto che sta per essere approvato un nuovo decreto legge, il quale andrà a sospendere tutte le sanzioni e provvedimenti a carico dei costruttori. Le risulta che tale decreto sia in atto? Se sì, possiamo fare qualcosa per poterci tutelare nei confronti del costruttore in modo tale che adempi ai suoi doveri? Premetto che il condominio non ha mai dichiarato di volersi far liquidare il danno ma vuole che il costruttore faccia interventi in modo tale che possa garantirne i risultati in qualità di isolamento acustico.

Nell'attesa di una sua risposta le porgiamo i nostri saluti più cordiali saluti.


Maurizio Benvenuti

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Quali azioni possono essere intraprese per sanare il disturbo lamentato da un asilo?

07.02.2009

L'asilo nido frequentato da mia figlia (privato ma convenzionato col Comune) si affaccia su una strada di quartiere che da un paio di anni a questa parte, a causa dell'istituzione di un senso unico su una delle principali vie di accesso alla città, è divenuta una delle principali vie di uscita dalla città.

L'asilo è al primo piano di una palazzina con giardino, e durante la bella stagione ovviamente i bambini giocano in giardino. Peccato che il muretto perimetrale del giardino confini direttamente con questa strada divenuta ormai sovraccarica di traffico (con relative emissioni di smog oltre che di rumore).

Dal momento che l'asilo era preesistente alla deviazione di traffico che ha causato l'aumento del rumore e dello smog, quali sono gli adempimenti di legge che il Comune avrebbe dovuto mettere in atto per tutelare l'asilo nido? Conviene pretendere l'installazione delle barriere antirumore (che però non risolverebbero il problema smog) oppure si può chiedere una deviazione del traffico su una parallela (ve ne è una idonea, più larga e meno vicina ad abitazioni)? E se il luogo è divenuto irrimediabilmente inidoneo ad ospitare l'asilo, esiste un diritto al risarcimento del danno o al trasferimento in altra sede? E' possibile minacciare una richiesta di danni fisici per l'esposizione quotidiana dei bambini al rumore oltre i limiti?


Silvia Scozzafava

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La verifica del limite differenziale

31.01.2009

Premesso che vivo in una zona a prevalenza industriale, da gennaio l'azienda che confina con la mia abitazione ha installato un altro impianto di condizionamento a pompa di calore che funziona durante tutto l'arco della giornata sabato e domenica inclusi. Ho telefonato in comune per presentare un esposto e per ora ho ottenuto che l'impianto venga spenta durante le ore notturne perché non rispettava i limiti differenziali, mentre durante il giorno in base alla perizia fonometrica fatta da un tecnico dell'azienda dicono che risulta a norma. In realtà durante le ore lavorative avendo altre aziende confinanti che hanno installato impianti di aspirazione piuttosto rumorosi il condizionatore forse rispetta i limiti differenziali cosa che non accade certamente durante i fine settimana quando tutte le aziende sono chiuse e quindi godiamo di una grande tranquillità. Ho richiesto un intervento di Arpa anche perché durante il periodo estivo l'azienda mette in funzione un altro condizionatore. Chiedevo se Arpa durante i controlli considera anche se l'impianto rimane acceso nei week-end.


Simona Neri

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Un caso da incubo

19.01.2009

Vivo da qualche mese in un contesto che racchiuderebbe a mio avviso tutta una serie di abusi che hanno reso la nostra sopravvivenza un caso da incubo.

Noi abbiamo acquistato casa inserita in un borgo formato da due palazzine adiacenti divise da una piazzetta comune, in una delle due palazzine e contenuto un bar. Premettendo che i costruttori, i proprietari del 70% del condominio, gestori e proprietari del bar sono la stessa cosa si verifica quanto segue:

Orari insubordinati a qualsiasi regolamento comunale o condominiale che sia;

Musica utilizzata senza rispetto alcuno;

Gli avventori ubriachi che urlano a tutte le ore interni ed esterni;

Tre calcetti Balilla esterni da impazzire ad ogni ora;

Occupazione della piazzetta a scopo di lucro con concerti e banchetti;

Abbiamo informato il Sindaco tramite l'invio di tre lettere raccomandate, abbiamo inviato una lettera raccomandata ai gestori del bar intimando un'azione legale previa rimozione dei calcio balilla.

Nel primo caso indifferenza totale, nel secondo di tutta risposta volume e feste aumentate.

Ho gia trasferito il tutto al nostro legale, ma nel frattempo vista, data la sua esperienza volevo qualche consiglio per un'azione da privato cittadino nei confronti del sindaco e Amministrazione.


Dir.Gen. Apogia Hotels

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A Perugia un nuovo minimetrò, ma che rumore! Parte seconda

01.01.2009

Ho letto ed apprezzato sia la mail della signora Silvana Giuli del 28.11.2008, sia le sua risposta del 18.12.2008, particolarmente interessante là dove ha suggerito i percorsi da intraprendere a difesa delle emissioni sonore del minimetrò di Perugia.

Per ora, come Ella ha appreso, un gruppo di cittadini ha fatto ricorso al TAR contro una zonizzazione del territorio che ha avuto come unico obiettivo quello di legalizzare emissioni sonore (quelle del minimetrò) fuori dalla grazia di Dio, senza peraltro riuscirci appieno dal momento che, di notte, esse superano abbondantemente il limite dei 55 dB(A).

Uno dei punti del ricorso al TAR ha riguardato la non applicazione, nel PZA del territorio, del criterio differenziale. Il Comune di Perugia ritiene infatti che il minimetrò, denominato più correttamente impianto di risalita a fune, anche se non rientra nella elencazione dei mezzi di trasporto di cui all'art. 2, comma c) della Legge 26 ottobre 1995, n. 447, è pur sempre una infrastruttura viaria e, in quanto tale, non si applicherebbe il suddetto criterio differenziale, proprio in virtù dell'art. 4 della stessa Legge n. 447/1995.

I Ricorrenti ritengono invece come l'applicazione o meno del criterio differenziale derivi da come si caratterizzano le emissioni sonore stesse. Nel caso delle infrastrutture elencate nella Legge n. 447/1995, le emissioni sonore sono infatti contraddistinte da brevi periodi, anche se di forte intensità, mentre , nel caso dell'impianto a fune, si ha una emissione sonora continua( non meno di 14 ore/giorno) che rende legittima l'applicazione del criterio differenziale.

La posta in gioco è alta perché, con il criterio differenziale, il minimetrò diventerebbe irrecuperabile acusticamente, se non a prezzo di importanti e costose opere di bonifica.

Anche se Ella, nella sua risposta alla signora Giuli, ha richiamato chiaramente la necessità di rispetto del criterio differenziale, la pregherei di voler dare il suo parere in merito ai due modi di vedere delle parti, ovvero la non applicazione del criterio differenziale per il Comune, la sua applicazione invece per i ricorrenti.

Cordialmente e grazie in anticipo per il contributo che potrà dare.


Giovanni Paparelli

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I problemi di coloro che vivono vicino ad una strada

29.12.2008

Da qualche mese mi sono trasferito con la famiglia in un appartamento che si trova a pochi metri (circa 4-5) da una strada urbana in salita che collega la città di Trento ad un paese vicino.

Nonostante vi sia il limite dei 50 km/h, e vi sia anche un passaggio pedonale proprio di fronte alla mia palazzina, tutti i veicoli (automobili, autobus, moto, trattori, ecc.) transitano regolarmente a velocità oltre il limite, e soprattutto in salita utilizzano marce basse (2a e 3a) con relativo aumento del rumore.

Dalle 6 del mattino alle 9 di sera è impossibile tenere le finestre aperte per il rumore causato dal continuo passaggio dei veicoli. Nelle ore di punta, soprattutto al mattino, si formano code con un aumento dell’ inquinamento da gas di scarico che si percepisce all’olfatto.

La notte i veicoli trovano la strada libera e passano ad alta velocità, ed il rumore aumenta. Anche con le finestre chiuse il rumore è snervante. Stiamo pensando di installare finestre antirumore ma siamo in affitto ed il proprietario della casa non è disposto a contribuire. Questa primavera dovremo sicuramente installare l’aria condizionata, sempre a spese nostre, altrimenti sarà impossibile resistere.

La palazzina é stata costruita 25 anni fa, prima che la strada venisse sistemata definitivamente dal Comune ed adibita ad arteria di comunicazione. In ogni caso il traffico in quegli anni era una frazione dell’attuale.

Esiste una legge che ci permetta di richiedere al Comune l’installazione di barriere antirumore?


Ivana Trentini

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Le esercitazioni dei complessini musicali hanno i suoi problemi

28.12.2008

Alla redazione volevo gentilmente illustrare un problema, che da un anno mi tormenta e non c'è modo di uscirne fuori! La mia situazione è la seguente.

A 10 metri da casa mia c'è una vecchia struttura che per decenni è stata utilizzata come Asilo,ed è di proprietà del Comune. Attualmente, tale struttura è abbandonata! Sennonché il Sindaco, ha avuto la brillante idea di dare la disponibilità (a parole e sapendo che non è lecito per tanti motivi da me illustrati di seguito!) a 5 persone, componenti un "gruppo musicale", di recarsi presso questo stabilimento tutte le volte che hanno bisogno di fare le cosiddette "prove prima di esibirsi"!

Premetto che:

1) E' stato accertato che questo stabilimento non è idoneo allo svolgimento di tale attività, in quanto non dispone dei requisiti previsti dalla legge in materia di Inquinamento acustico, venendo a mancare elementi fondamentali quali l'impianto di insonorizzazione ecc...

2) Queste persone non hanno mai chiesto e ottenuto il nulla osta dalla SIAE per avere il permesso di suonare fino alla Mezzanotte (24:00), ed ancora non possiedono l'autorizzazione scritta del Sindaco per poter usufruire del locale.

3) Queste 5 persone, per 3 volte a settimana si recano nello stabilimento per provare, oltrepassando l'ora prevista dalla legge (le 22:00), finendo verso la mezzanotte (24:00).

Nonostante i continui reclami rivolti al Sindaco in primis, passando per il Gruppo musicale e finendo con le Guardie comunali (vigili), a distanza di un anno le cose nono sono cambiate.

Vi scrivo affinché mi possiate aiutare, dicendomi come devo agire! C'è un rimedio a tutto ciò, posso evitare di denunciare il Sindaco, e se decidessi di farlo a che cosa vado incontro? C'è un'alternativa?

Attendo con ansia notizie dall'esperto.


Carlo Manna

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Vivere vicino ad un cementificio

24.12.2008

Gentile redazione, sono residente da più di un anno nel comune di Cittiglio, provincia di Varese.
Vi scrivo alle 2:05 del mattino perché come al solito, almeno da un anno a questa parte, cioè da quando vivo nel comune di Cittiglio le mie notti sono spesso insonni.

La mia abitazione si trova a circa 800 metri dallo stabilimento Colacem del comune di Caravate (un cementificio). Il cementificio in questione emette un rumore molto forte 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, rumore che mi impedisce, come anche a molti altri, di poter dormire senza l'uso di tappi per le orecchie o sonniferi.

La mia vita è decisamente peggiorata per questo pesante problema. Non trovo possibile che una tale situazione debba andare avanti senza che nessuno "alzi la voce".

A questo punto cosa dovrei fare? a quali organismi rivolgermi? in che modo? Purtroppo l'amministrazione non si dimostra molto propensa ad affrontare il problema, ovviamente ben noto.

Grazie per la cortese attenzione e attendo fiducioso una riposta in merito a questa questione.


Paolo Guaiti

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Quando la valutazione del consulente tecnico del Tribunale compromette l'esito di un contenzioso

10.12.2008

Gentile redazione, premesso che mi trovo in una ingiusta situazione, che prima di attivare la tutela Giudiziaria facevo esperire una consulenza tecnica di parte (C.T.P.) con il risultato del supero sia dei criteri differenziali che comparativi, e oggi ho "vinto" una consulenza tecnica d'ufficio (C.T.U.) nella quale la determinazione della liceità dell'immissione è stata valutata rilevando LAF95 per il fondo e LA95 per l'immissione, ma ignorando le componenti tonali rilevate (ISO 1996 e o la ISO 266 anche la 2003 seppur modifichi le isotoniche prevedono tutte e sempre la penalizzazione per le componenti tonali), con il risultato, assurdo, che il C.T.U. esprima secondo il criterio differenziale il supero dei limiti con la rilevazione delle componenti tonali, ma invece secondo la tollerabilità (moncata delle tonali) vi sia il rispetto.

Ora mi ritrovo, cornuto e mazziato, con il ricorso 700 c.p.c. respinto, condanna alle spese della parte resistente, oltre alle mie spese e legali, C.T.P. e C.T.U., e con il mio bel rumore nella camera da letto, prospettiva ricorso in cassazione (il ricorso per altri motivi giuridici è stato deciso in sede di reclamo al tribunale), o insonorizzare la stanza.

La protesta è, che essendo il C.T.U. non un novellino (e non faccio nomi in quanto C.T.U. e C.T.P. sono personaggi più o meno noti nel vostro ambiente scientifico), emergerebbe che l'utilizzo di questa tollerabilità "moncata" sia strumentale al fine di far provocare una pronuncia in cassazione che specifici in dettaglio i criteri da seguire o opti per l omologazione civilistica delle norme amministrative o quant'altro: tutto ciò è IMMORALE, che avvenga a spese di chi subisca immissione rumorose, per affermare correnti di pensiero o quant'altro, tali questioni vanno risolte nelle sedi della comunità scientifica e non a spese dei cittadini nei processi, il C.T.U. percepisce i compensi (e non sono pochi) ed ha il dovere etico morale di assicurare la certezza delle metodologie di rilevamento in ossequio alla certezza del diritto dato il nesso diretto tra risultanze della C.T.U. ed esito del contenzioso, almeno tali guerre se dovete farle evitatele almeno nei procedimenti ex 700 c.p.c., il consolidamento lo si fa nelle corti di merito e non in Cassazione che non è il legislatore, avete consolidato voi le metodologie nelle corti di merito non è che la Cassazione si sia inventata la normale tollerabilità basandosi sulla ISO 1996 autonomamente.

Ora visto che, sono stato strumentalizzato per motivi a me estranei, se almeno forniate supporto tecnico-scientifico (cosa vado a scrivere nel ricorso per far capire ai Giudici di Cassazione una intera metodologia tecnica sottostante al criterio di tollerabilità, e che tale ricorso non sia un semplice tentativo pretestuoso solo perché "non piace " il risultato, come spiego componenti tonali distanze di frequenze-curve isotoniche, col rischio che me lo dichiarino inammissibile, visto che devo motivare il ricorso per falsa applicazione dell'art. 844 c.c.) e contributo alle spese del ricorso in cassazione, che si può perdere comportando la condanna alle spese.


Rodolfo Prenesti

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A Perugia un nuovo minimetrò, ma che rumore!

28.11.2008

Abito con la mia famiglia a Perugia, dove il 29 gennaio è stato inaugurato un "nuovo" mezzo di trasporto: il cosiddetto minimetrò. Si tratta di un impianto a fune che trasporta delle navette e che funziona dalle sette di mattina alle nove di sera.

Fin dall'inizio, anzi già da prima della sua inaugurazione, il problema del rumore è stato il principale problema di questo mezzo di trasporto che attraversa una parte della città, ma la nostra amministrazione non ha mai posto un efficace rimedio nonostante esposti, denunce al Noe e proteste varie.

Il problema, in effetti, è per chi come noi abita lungo il percorso. Già da un'ora prima dell'apertura e un'ora prima della chiusura siamo sottoposti ad un rumore continuo e monotono causato dallo scorrere della fune e che entra nelle nostre case sfiorando continuamente i limiti consentiti. Veramente i limiti consentiti sono superati almeno 5 volte ogni due minuti dall'arrivo e dalle partenze delle navette nella stazione (vedi Arpa Umbria). Non solo, i lavori di manutenzione avvengono sempre di notte spesso ad impianto acceso per cui veniamo continuamente svegliati.

La domanda è: che fare? Veramente il Comune una soluzione l'ha trovata nel luglio scorso: non riuscendo ad abbattere il rumore ha approvato un piano di zonizzazione in cui attribuisce alle zone attigue al percorso una "fascia superiore" (la quarta per l'esattezza) ignorando persino la presenza di scuole e decidendo che per noi, che abitiamo lungo la linea del minimetrò, non vale la norma relativa ai livelli differenziali.

Mentre le azioni legali (come il ricorso al TAR contro il piano di zonizzazione acustica fatto da un Comitato di cittadini) continuano, io continuo a vivere nella mia casa come in una specie di incubo. Questo rumore, del tutto identico a quello di una funivia, mi impedisce di rilassarmi, di riposare e di concentrarmi. Quando sono stanca vorrei non dover far ritorno a casa (casa mia!!).

Ora, dopo un certo periodo che vivo questo grande disagio, comincio a svegliarmi di notte e a sentire il rumore dell'impianto che funziona anche se è spento, come una specie di persecuzione. Comincio ad essere disperata!! Posso fare qualche cosa a livello individuare ed esigere un risarcimento? In questo momento, un risarcimento per me è quello di avere a disposizione una casa come quella di prima, dove regnava il silenzio, dove arrivavano sì dei rumori (si tratta sempre di una città) ma non così insidiosi e fastidiosi.


Silvana Giuli

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Accertamento dell'ARPA preannunciato al controllato

15.11.2008

Gentilissimo Dottore,

abitiamo accanto a un ristorante, bar che ha aperto circa un anno fa.

All'inizio tutto bene, poi è iniziata un'attività di feste con musica altissima prodotta da un DJ, senza il minimo rispetto di orari, con il coinvolgimento fuori dal locale di un gran numero di giovani chiassosi fino a tarda notte, le 2 e anche oltre. Questi eventi sono occasionali, 2 3 o 4 volte al mese nei fine settimana ma sono pesantissimi.

Dopo un'estate insopportabile si è attivata una raccolta di firme indirizzata al sindaco e diverse autorità che ha avuto come esito un colloquio in comune con i responsabili del ristorante bar che avverrà nei prossimi giorni e un controllo dell'ARPA, anche questo immagino che sarà effettuato prossimamente.

Il controllo dell'ARPA è stato preannunciato tramite una comunicazione a diverse autorità, al capolista della raccolta firme e anche al gestore del ristorante, bar.

Il gestore del bar naturalmente, avvisato del futuro accertamento dell'ARPA ha già provveduto a ridurre il volume della musica, apporre cartelli invitando i clienti a non disturbare e non sostare davanti al locale. Certamente in queste condizioni il controllo dell'ARPA accerterà che il locale non produce alcun disturbo e che l'attività si svolge nel rispetto delle regole.

Ci domandiamo che senso abbia fare l'accertamento di un'attività che produce disturbo con musica, il cui volume può essere alzato e abbassato in qualsiasi momento, avvisando il responsabile in pompa magna dell'imminente accertamento. E' una normale prassi?


Marco

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...una precisazione

Ho preso visione della lettera e l'avviso al controllato è in realtà una comunicazione che il Comune (non l'ARPA ) ha inviato a tutti gli interessati, compreso il controllato, comunicando l'avvio del procedimento da parte dell'ARPA, ai sensi della legge 241/90, quindi un'azione sicuramente pertinente.

L'ARPA, che si è messa già in contatto con diverse persone firmatarie dell'esposto, con grande tempismo, interverrà a sorpresa su richiesta del capolista in qualsiasi momento, anche tra qualche tempo, visto che il controllato, messo sull'avviso, ha già provveduto a limitare il disturbo.
Questo avviso di controllo ha avuto una grandissima efficacia.

Devo sottolineare la grande professionalità e sensibilità al problema da parte dell'ARPA.

 

 

Vivere vicino ad un discount

06.11.2008

Da circa 1 anno è nato un discount davanti a casa mia. Il mio problema è il continuo e improvviso rumore provocato dal lancio delle pedane a terra.

Dopo l'invito a poggiarle delicatamente il risultato è stato un notevole peggioramento della situazione. Vorrei aggiungere che non posso più spalancare la porta della mia stanza perché come visuale ho i clienti del supermercato che fanno la spesa (dal momento che la loro porta di vetro del retro si affaccia proprio di fronte alla mia porta).

Lavoro di sera, la mattina vado a scuola e di pomeriggio non posso più dormire; e non potendo più aprire la porta posso utilizzare soltanto la luce elettrica in pieno giorno.

E' possibile che non esista nessun tipo di tutela?


Sara Sarmiento

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Van bene le misure, ma quando ai fatti

03.11.2008

Scrivo in merito al rumore emesso dalle macchine di trattamento aria poste sul tetto di un edificio costruito di recente nella città di Brescia e impiegato come centro fitness. I rumori emessi sono continui per tutto l'arco della giornata 06.00:22.00 Sabato e Domenica inclusi.

Le prime misurazioni del Comune di Brescia, Ufficio Ambiente ed ecologia, hanno rilevato un valore di 49 dBA. Queste misurazioni sono state subito contestate in quanto non eseguite correttamente.

Una seconda misurazione effettuata dalla società che ha installato le macchine, ha rilevato ~53 dBA. Presente alla seconda misurazione c'era anche il Responsabile dell'Ufficio Ambiente ed ecologia del comune di Brescia il quale ha dichiarato di voler aprire una nuova procedura di accertamento.

Dopo 20 giorni dalla presentazione di un nuovo esposto, nonostante numerosi solleciti, il Comune non ha ancora programmato la nuova misurazione affermando di aver già comunicato al soggetto disturbante di provvedere alla messa in norma ritenendo questa richiesta esaustiva.

E' dunque lecito pretendere che il Comune effettui una nuova misura che accerti l'attuale stato ambientale ed eventualmente chiedere che venga emessa una ordinanza al fine di mettere gli impianti in condizione di accettabilità? Così come, è corretto che il Comune di Brescia a fronte di un esposto, non intervenga con misurazioni proprie ufficiali?


Maurizio Spiniello

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Il tempo passa ma la situazione non cambia

20.10.2008

Gentile dottore,

ho letto numerose lettere che descrivono casi simile a quello che sto vivendo.

Disturbata da anni dai motori dei refrigeratori del negozio attiguo alla mia abitazione, in data 4 aprile 2008 ho fatto un esposto al Comune in cui vivo. Le garantisco che da sempre ho cercato un dialogo con i negozianti in questione, senza ottenere il benché minimo risultato.

Ho ricevuto la visita dell'ARPA in data 2 luglio 2008 ed i rilievi fonometrici hanno rilevato un eccesso di rumore di ben 12 dB. Il Comune ha redatto un'ordinanza imponendo una bonifica da effettuarsi entro il 30 settembre 2008 (come vede i tempi si sono dilatati di molto).

Ad oggi, 20 ottobre 2008, non è stata messa in atto nessuna opera di bonifica ed il Comune mi risponde che si deve aspettare un ulteriore controllo dell'ARPA in presenza dell'avvocato dei signori negozianti, che continuano indisturbati la loro attività.

Vorrei solo sapere per quanto tempo io debba ancora aspettare di risolvere il problema. Il mio rammarico è che una situazione verificata da un organo competente come "fuori legge" rimanga inalterata e che non venga effettuato nessun intervento per porre fine ad un inferno continuo.

La ringrazio per la sua gentilezza.


Simona Morone

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Una situazione davvero insopportabile

06.10.2008

Sono una disabile, affetta da malattia grave e cronica. Da dicembre mi sono trasferita in una casa, in cui il piano terra è di facilissimo accesso per me, in quanto è sullo stesso piano della strada.

Ho scelto di acquistare questa casa anche perché è dotata di una veranda che mi permette di stare un po' fuori, visto che sono sempre in casa. Non ho fatto i conti però con il "vicinato". Infatti davanti la mia abitazione, dall'altro lato della strada, vi sono due falegnamerie. Mi avevano detto che stavano per chiudere, perché entrambi i proprietari sono in pensione, invece lavorano tutto il giorno dalla mattina alla sera, anche fino alle 20.00, facendo rumori assordanti tutto il giorno, emettendo polveri irrespirabili.

Neanche nel mese di agosto si sono fermati dal lavorare ed anche l'estate l'ho passata chiusa nelle mie quattro mura domestiche, col mal di testa e i timpani che scoppiano (ho i doppi vetri alle finestre e tenendole chiuse, riesco a trovare un po' di silenzio, anche se certi rumori si avvertono anche a finestre e porte chiuse!).

Dietro la mia casa invece hanno iniziato ad edificare degli appartamenti e a casa mia non ho più un luogo, uno spazio, un centimetro in cui io possa riposare un po' e stare tranquilla.

Vorrei sapere a chi posso rivolgermi e cosa posso fare per poter vivere un po' in pace, visto che la malattia già di per se stessa non mi da tregua. Quali leggi tutelano la mia situazione e le attività di falegnameria?

Mi scuso se mi sono dilungata e se chiedo informazioni complesse, ma ho davvero bisogno di aiuto. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che mi dedicherete.


Sofia Ricci

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Una considerazione su come vanno concesse le autorizzazioni ai pubblici esercizi

03.10.2008

Vorrei fare una considerazione all'esperto. Ma come? Noi cittadini disturbati da schiamazzi e rumori musicali con disck-jockey che parla a tutto volume, provenienti da un locale che fa una festa ancora a quest'ora (00.30) e noi dovremmo armarci di pazienza, andare al Comune e vedere se questi, fino a che ora gli ha dato il permesso di fare baccano? Ma dove siamo, veramente, signor esperto?

La cosa più logica sarebbe dare, tranne qualche periodo estivo, ma non più di 20/30 giorni, il permesso di suonare o cantare, in mezzo a case, fabbricati, edifici, insomma, nel centro abitato, non più che fino alle 22.30-23.30.

La gente deve andare a dormire per andare a lavorare o no? Dove sta scritto che si deve restare sbarrati in casa, con condizionatori o senza? Io ho chiamato i carabinieri alle 23.50 e mi hanno assicurato che avrebbero fatto abbassare il volume. Macché! Sono le 00.45 e si continua imperterriti ed io, dovendo alzarmi alle 05.30, non riesco ancora ad addormentarmi. Qui si deve cambiare la legge.

Un locale che funge da pizzeria, ristorante e sala ricevimenti, in mezzo a centri abitati deve avere orari particolari; se vogliono orari oltre le 23.30 (anche 24.00) non gli devono dare le licenze. Che gestiscano o si costruiscano, anche per questo scopo, i locali fuori città.

Anticipatamente ringraziandola per una sua eventuale replica, le invio cordiali saluti.


Pasquale Sergi

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Disagio reiterato nel tempo e mai risolto

24.09.2008

Scrivo la mia lettera perché, dopo anni, sono esausto di subire rumori provenienti da un locale disco bar sotto la mia casa nel centro storico di Ostuni (BR).

Da anni io e mia madre siamo costretti a vivere, soprattutto in estate, ma anche durante gli altri periodi dell'anno, con rumori veramente insopportabili provenienti da un locale sotto casa, con musica, nonché con un condizionatore sotto il balcone che rimane acceso tutta la notte d'estate.

Il problema persiste dal 2004 anno di apertura del locale, e dopo tanti esposti con denunce e altri mezzi il locale dopo venti giorni ha riaperto perché riuscii a farlo sequestrare.

Qui il problema e che la signora che gestisce il locale è di una maleducazione inaudita e se si chiama la polizia una volta andata via aumenta il suono. L'ARPA di brindisi è stata chiamata due volte la prima volta caso strano tutto calmo improvvisamente, la seconda volta, la persona che fece il rilievo nonostante il rumore, disse che bisognava partire da da un livello alto e che c'erano anche altri bar nonostante il rumore era insopportabile. Alla fine anche la beffa.

Quindi le leggi ci saranno, ma come si fa se non si riesce a fare una rilevazione perché il soggetto che gestisce il locale probabilmente riesce a tamponare tutti i provvedimenti che in passato ho fatto.

Se cortesemente mi potete suggerire qualcosa altrimenti prima poi con sommo dispiacere sarò costretto a vendere l'abitazione antica di famiglia perché credetemi è brutto dover subire i rumori ma ancor più brutto quando cerchi nelle autorità un aiuto e queste rimangono impassibili chissà per quale motivo.

Il problema che nel centro storico di Ostuni in estate è veramente impossibile dormire di notte specie in alcuni punti ma l'amministrazione è sorda a tale problema.


Giulio Petraroli

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Un'area per le feste vicino a casa

14.09.2008

Abito in una palazzina di 6 appartamenti nella zona adiacente l'area feste comunale. Tale zona è stata adibita a questo scopo nell'anno in cui è stato rilasciato il permesso per la costruzione dell'immobile (anno 2004).

Nel primo anno in cui abbiamo abitato, le feste avevano una durata limitata, sia in termini di giorni che di eventi. Con il passare delle stagioni, gli appuntamenti sono sempre più frequenti infatti, oltre alle numerose feste campestri, è stato aggiunto anche il luna park.

I disagi che dobbiamo subire sono numerosi, ma l'aspetto che crea maggior fastidio è di carattere acustico: schiamazzi, musica ad alto volume fino a mezzanotte inoltrata, e con il luna park anche nelle ore diurne.

Nonostante le numerose segnalazioni agli enti preposti il problema sussiste, e temiamo possa allargarsi, in quanto il comune avendo un ritorno economico elevato, sta promuovendo attraverso il proprio sito l'area in questione.


Massimiliano Mattavelli

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Il negozio sotto casa e ...un'altra musica

13.09.2008

Abito in un appartamento a Monza che si trova sopra un negozio di abbigliamento. Durante il giorno, dalle 9 alle 19, sono costretta ad ascoltare la musica proveniente dal negozio e qualche volta i discorsi delle commesse che devono urlare per potersi parlare. Quando c'è silenzio si sentono distintamente le voci e la musica della radio. Sembra qualcosa di sopportabile, ma in realtà per chi deve studiare e ha bisogno di silenzio è molto fastidioso. Chiedere alle commesse di abbassare il volume non è servito a niente perché dopo poco veniva rialzato nuovamente.


Claudia Vinci

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Quando i ragazzi sono lasciati senza controllo

29.08.2008

Scrivo a nome di 4 famiglie confinanti con un Oratorio. Fino a circa 8 mesi fa non abbiamo avuto mai alcun problema con le attività che il Parroco teneva perché alle 19:30 chiudeva il tutto.

Viviamo in un piccolo paese e la struttura prima citata è praticamente un cortile, con una stanza. Le n/s abitazioni hanno i muri confinanti con la corte e le finestre delle camere da letto vi si affacciano.

A Gennaio di quest'anno la struttura è stata presa in gestione dal Comune. E' stata data la chiave di accesso a un gruppo di ragazzi che va dai 12 ai 20 anni. Questi giovani sono quindi da soli senza alcun adulto che li controlla e senza alcuna regola. Entrano/escono quando vogliono. Giocano, urlano, sentono la musica ad alto volume, lanciano oggetti, battono mani e piedi sui tavolini, dicono parolacce e altro... Tra l'altro non hanno nemmeno un bagno funzionante e quindi assistiamo anche a disdicevoli episodi...

Mi sono rivolto al Sindaco con una lettera firmata da noi tutti dove denunciavamo il fatto ma non è servito a nulla se non a solo false promesse. I Carabinieri mi hanno detto che verificheranno la situazione ma non sono mai venuti nelle abitazioni. Siamo costretti a stare con le finestre chiuse dalle 17:00 a notte inoltrata ma anche con i doppi vetri sentiamo gli schiamazzi.

Cosa possiamo fare? Può la Diocesi concedere in uso lo spazio al Comune e quest'ultimo dare in gestione il tutto senza fare le verifiche dell'eventuale disturbo della quiete? Abbiamo la possibilità di richiedere al Comune stesso una verifica fonometrica? Ci sono degli obblighi che il comune dovrebbe seguire?

Vi ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti.


Robibaro Bruno

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...finalmente una buona notizia

25.11.2008

Nel mese di Agosto di quest'anno avevo portato alla Vostra attenzione il problema dei ragazzi lasciati senza controllo in un Oratorio preso in gestione dal Comune.

Il Vescovo, conosciuti i fatti (in quanto contattato personalmente), ha immediatamente preso provvedimenti imponendo l'uso dei locali per solo 3 ore (15.00/18.00) e con la presenza di un adulto.

Il Comune purtroppo si è dimostrato completamente assente ed arrogante nei nostri confronti.
Sicuramente, noi confinanti, siamo stati, in questo caso, fortunati in quanto abbiamo avuto un interlocutore moralmente ineccepibile che ha capito il problema e quindi non abbiamo avuto la necessità di proseguire con azioni legali che, visto le nostre leggi, chissà dove ci avrebbero portato.

Vi ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti

 

 

Gli avventori del bar sono troppo chiassosi

23.08.2008

Ho, anzi, abbiamo in diversi un problema di questo genere: da circa 8 mesi ha aperto un bar di fronte al condominio dove abito ed aveva esposto orari dove si indicava l'ora di chiusura alle 20.00. In realtà, il bar arrivava a chiudere anche alle 2 con gli avventori che, complice la bella stagione, si attardavano seduti ai tavoli esterni sotto un porticato a discutere a volte anche animatamente.

A questo punto gli amministratori dei condomini adiacenti, compreso quello dove abito, hanno predisposto una lettera di protesta indirizzata alla circoscrizione Ovest di Brescia.

L'unico effetto ottenuto è quello che il proprietario del bar ha corretto a biro l'ora di chiusura del bar alle 2.

Da rilevare che il porticato amplifica ulteriormente i toni. Ah, sotto il porticato oltre al bar c'è anche una pizzeria.

A questo punto Vi chiedo:

1) non esiste un limite di orario oltre il quale si deve rispettare il silenzio e quindi il sacrosanto diritto al riposo dei residenti? (in questa zona poi non vi sono fabbriche o attività rumorose ed è quindi prettamente residenziale)

2) i tavoli esterni sono sistemanti sotto un porticato che in pratica è un passaggio pedonale (e prima che il bar e la pizzeria se ne impossessassero erano destinati a questo scopo) per l'accesso ad un condominio (quello di fronte al mio). Come si fa a sapere se i locali menzionati hanno diritto a sfruttare commercialmente questi spazi?

3) Ma gli orari di apertura e chiusura possono essere modificati con tanta repentina facilità?

4) In molti vorremmo tornare a riposare a finestre aperte d'estate e non a dormire solo dopo le 2, cosa possiamo fare?

Grazie.


Roberto Filippini

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La campagna in festa

20.08.2008

Ho una casa in campagna, nel viterbese, dove la mia famiglia trascorre il fine settimana e le vacanze estive. Recentemente è stato aperto sulla stessa strada, ma ad oltre 100 metri di distanza, un bed and breakfast.

Quest'estate il suddetto b&b ha spesso disturbato le nostre serate con feste serali con musica a tutto volume, chiaramente udibile anche se ci sono altre case tra noi e loro. Non sappiamo se hanno il permesso per tenere tali feste, che a volte si sono protratte fino all'una di notte, con successivo andirivieni di automobili.

Siamo tutti disperati: si va in campagna per sfuggire al rumore della città e non si riesce a dormire!

Cosa possiamo fare? Quali permessi dovrebbero avere e quali obblighi (oltre a quelli di civiltà e rispetto...) hanno?

Grazie.


n.d.

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Il rumore dimenticato della metropolitana

31.07.2008

A Cologno Monzese è presente una grave situazione di inquinamento acustico da tantissimi anni causa la metropolitana! Passa vicinissima alle abitazioni a forte velocità anche a mezzanotte e durante il giorno non si riesce neanche a parlare al telefono o sentire la televisione con le finestre chiuse, figuriamoci in estate!

Sono stati sostituiti i giunti dei binari ma è servito a ben poco: ci vorrebbero delle barriere antirumore e qualche altro intervento efficace. Il colmo è che le barriere vengono messe dove passano strade trafficate dove il rumore è 100 volte inferiore e non qui: una vergogna ed in più si deve fare il prolungamento per Vimercate con un aumento dei passaggi! Saluti.


n.d.

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Rumore di motore per condizionatore e centralina

31.07.2008

Gentile Dottore,

vorrei esporle un mio dubbio riguardo alla correttezza degli impianti del mio vicino.

Noi abitiamo in aperta campagna, in una vecchia cascina di ca. 100 anni. La casa di fronte a noi (oltre a queste due case non c'è nulla nel raggio di un paio di km) è stata da poco ristrutturata (cantiere di 3 anni e mezzo con tutti i disagi connessi e di cui noi non ci siamo lamentati per educazione). Ebbene, il ns. unico vicino nella sua dolce dimora ha spazio da vendere. Terreni tutt'intorno, su ogni lato. A nord ha fatto costruire piscina, campo da calcio, da tennis, a est ha un bosco e a ovest ha l'entrata. Noi ci troviamo a sud, divisi dalla strada e dal nostro cortile.

Ora, lui ha installato la sua centralina Enel (un casotto di ca. 10 mq) sul suo lato della strada di fronte a casa nostra, all'interno del suo cortile, dal nostro lato, ha installato una torretta con un motore enorme per il condizionamento (a spanne le dimensioni del motore direi sono di 2m ca.).

Ebbene, questa torretta ha due lati in muratura (caso strano dal lato della sua casa) e 2 aperti con griglia, caso strano verso di noi e a est.

Nel bellissimo silenzio della campagna noi ormai odiamo il continuo ronzio del condizionatore e nella pace assordante della notte ciò ci obbliga a tenere chiuse le ns. finestre.

Ci sono passi che possiamo intraprendere per il nostro unico e maleducato vicino?


Daniela

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Quanto può disturbare il rumore di un ristorante

23.07.2008

Abito in centro storico a Piacenza in una casa che ha di fronte a 8 metri una pizzeria e un ristorante, quest’ultimo ha avuto dal comune di Piacenza l’autorizzazione per poter occupare da aprile fine a fine settembre lo spazio che normalmente è adibito al carico scarico merci con un plateatico per poter far consumare ai clienti in strada.

Dalle ore 21.00 alle ore 1.30 di tutti i giorni gli avventori del locale disturbano la quiete delle mie ore di riposo con vociare ad alta voce, schiamazzi di ogni genere e mentre i proprietari del ristorante contribuiscono con i loro rumori posate piatti bicchieri e nei periodi estivi con urla e gavettoni.

Da qualche tempo hanno una cassa acustica che produce la musica per gli avventori del ristorante.

Per anni abbiamo sopportato accettando le scuse dei proprietari dei due locali ogniqualvolta si sono verificati schiamazzi. Abbiamo cercato di sensibilizzare i gestori dei due locali ma senza nessun risultato, anzi con gli anni il rumore è aumentato sempre più.

Io non ne posso più di non poter dormire a casa mia quando voglio e data la mancanza di un sonno regolare da qualche tempo sono molto irascibile e ho continui mal di testa. Abbiamo deciso di coalizzare tutti i residenti della stessa strada per presentare un esposto al Questore. È corretto?


Gianluigi De Pasquale

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Disagio degli abitanti vicini a ditte che lavorano ferro

14.07.2008

Abito in una zona nuova dove sono state costruite molte case. A poco distanza (ci divide solo la strada) c’è la zona artigianale o industriale (non so con certezza come sia urbanizzata) con la presenza di una ditta di raccolta e lavorazione di ferro. Quando siamo andati ad abitare lì, l’attività era poca (quasi irrilevante), ora da circa due anni (fortunatamente per i titolari e sfortunatamente per noi) è aumentata in maniera esorbitante. Lavorano “lanciando” con il macchinario chiamato ragno grandi quantità di rottami provocando grandi rumori e soprattutto alzano molta polvere. Iniziano a lavorare alle 6-6,30 del mattino fino alle ore 12-12,30 della mattina e ricominciano alle 14-14,30 del pomeriggio fino alle 18-18,30 (quanto va bene). Questa lavorazione dura dal lunedì al venerdì per tutte le ore che ho scritto e il sabato, generalmente, solo nelle ore di mattina. Lavorano non solo col ragno ma anche con altri macchinari poiché fanno anche lavoro di pressatura. Si sente un forte odore di ferro e quando si passeggia lungo la pista pedonale (che affianca la ditta e costeggia la strada) oltre a sentire un forte odore di ferrame spesso si è inondati da fumi e polveri che escono dalla ditta.

Abbiamo più volte segnalato all’ARPA questo problema (con raccolta di firme) ma ci continuano a dire che sta tutto in regola, fanno i sopralluoghi e non trovano nulla di irregolare.

Poco tempo fa passavo di lì e all’improvviso sono stata inondata da polvere marrone che usciva dalla ditta, mi sono recata al Pronto soccorso dell’ospedale e mi hanno iniettato per via endovena una fiala di flebocortid in 100 cc. di fisiologica oltre a 1 cp. di antistaminico e Ventolin per aerosol perché aveva una forte crisi di asma.

Le sarei grata se mi aiutasse a capire se questo comportamento è lecito, se queste ditte hanno degli obblighi per quanto riguarda la rumorosità e le polveri, se è giusto che una ditta che fa queste lavorazioni sia operativa vicino ad abitazioni, zone adibite al verde pubblico e piste pedonali e ciclabili e che cosa può fare il comune per risolvere queste problematiche (anche se secondo tutti gli organi di controllo dicono che la ditta è in regola).

Distinti saluti.


Lina B.

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Traffico in centro abitativo

14.07.2008

Gent.le Redazione,

Vi scrivo per sottoporvi un problema di inquinamento acustico. Vivo in una zona periferica di Roma (quartiere Aurelio, zona Forte Boccea) ad un piano terra con un piccolo giardino. La strada confinante risulta essere molto trafficata, soprattutto di giorno (dalle 7:30 alle 20:00) ma anche nelle ore serali almeno fino alle 2:00 AM. Le macchine che procedono per questa strada, arrivano a velocità sostenuta per decelerare improvvisamente all'incrocio proprio in prossimità della mia abitazione causando forti rumori e vibrazioni. Molte volte si verificano anche incidenti dovuti al non rispetto della segnaletica (STOP). Si verificano molte volte code, con i conducenti, impazienti della fila, azionano il clacson.

Vi porto a conoscenza del mio problema per chiedere aiuto in quanto sono costretto a non aprire le finestre a causa del forte rumore. Con le finestre chiuse i rumori rumori e le vibrazioni sono un po' attenuate ma sempre presenti. Capisco che la strada non possa essere chiusa ma almeno trasformata in strada residenziale e con dei dossi che porterebbero gli automobilisti a procedere lentamente. Infatti, questa strada viene usata per evitare il passaggio da quella principale, Via Boccea.

Ringrazio per l'attenzione. Cordiali Saluti.


Massimo M.

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Una festa di paese senza limiti di decibel

12.07.2008

Nel mio comune, Ospitaletto (BS), un parco comunale è stato attrezzato per feste popolari che si svolgono durante tutti i fine settimana estivi da metà giugno a metà settembre per 36/39 giorni in totale.

Il parco è situato in zona residenziale e le case più vicine si trovano a meno di 10 metri. Durante la festa un orchestra suona (ad un livello di volume demenziale, come si usa ora) fino a notte, impedendo il riposo alle persone che abitano nei dintorni.

Le proteste sono servite a ben poco anche perché l'amministrazione si fa pagare per l'utilizzo delle strutture.

Mi sono rivolto al difensore civico, dal quale sono riuscito solo a sapere che non è mai stata eseguito alcun controllo dall'ARPA.

E' evidente che le emissione sonore sono fuori legge, ma che cosa conviene fare?

- Obbligare il comune a far effettuare rilevazioni sonore dall'ARPA? E dopo?

- Inviare un esposto alla procura per disturbo della quiete pubblica dopo avere chiamato i vigili che dovrebbero disporre di un fonometro?

- Far effettuare una perizia di parte da un tecnico abilitato?

Nel mare di Internet ho pescato tantissime situazioni analoghe, migliaia di persone non vivono più durante l'estate per queste feste popolari.

E' possibile che le amministrazioni comunali possano infischiarsene così delle leggi che dovrebbero far rispettare? Ma in che Paese viviamo?

Grazie e cordiali saluti.


G. Stefanini

 

 

Un'estate troppo chiassona

10.07.2008

Abito a Marina di Cerveteri, sul litorale nord in provincia di Roma. Abito a 100 metri da un bar che ha messo tavolini all'aperto, con musica e orchestra con casse acustiche amplificate gigantesche.

Da giugno a settembre, tutte le sacrosante sere dalle 21.30 fino alle 01.30 di notte, sparano musica a volume altissimo, insopportabile, a 100 metri e con le finestre chiuse.

Io lavoro e mi alzo alle 5 di mattina e torno alle 5 di sera. Dato che è una località balneare e che non tutti come si pensa stanno in ferie da giugno a settembre, se non i disoccupati o i baby pensionati che lì risiedono e si trovano bene anche con il frastuono, tanto si alzano alle 10 di mattina e si possono permettere di andare a letto alle 2 e 3 di notte.

Finito lo strazio della musica del bar, tocca cibarsi le urla e schiamazzi dai ragazzi che parlano, bevono e ridono per strada.

Una famiglia sotto di me con 2 figlie grandi e disoccupate ridono e schiamazzano sulla terrazza, in preda ad alcol e droghe.

Per il chiasso del bar nessuno interviene, per quelli della strada neppure; per il chiasso dei condomini sotto di me, non sono bastati lamentele con l'amministratore, lettere di avvocati e, anche se chiamo i carabinieri, non vengono perché hanno cose più serie da pensare e non hanno pattuglie.

Quindi, uno che lavora non ha diritto al meritato riposo notturno anche se siamo in estate e al mare?


Depropis Giuseppe

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Una festa per alcuni, un supplizio per gli altri

07.07.2008

Insostenibile la situazione nel paese di Brusimpiano dove da Maggio fino ad Ottobre si svolge settimanalmente, 3 giorni su 7, una festa paesana nella piazza centrale che si affaccia al lago.

Il rumore generato da queste feste non permette a molti abitanti del paese di avere una vita normale e soprattutto a coloro che non godono di buona salute.

Queste feste ormai coprono quasi la metà dei giorni di un mese e si protraggono fino a tarda ora con notevoli strascichi dovuti a vociare ed urla notturne.

La località di Brusimpiano è davvero sconsigliata soprattutto ad anziani e bambini ma anche a tutte le persone che amano il giusto riposo e tranquillità. Nello stesso paese non si può contare su essenziali servizi ma sul rumore di certo si.

Grazie e cordiali saluti.


Alberto

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Abitazione con uno scarso isolamento acustico

01.07.2008

Ho acquistato un appartamento due anni fa. L'appartamento degli anni '70, era stato in parte ristrutturato, come tutto l'edificio, dal venditore (tubature per riscaldamento, mattonelle, caldaia, ecc.).

Dopo poco tempo mi sono reso conto che il muro di separazione col vicino è spesso quanto un mio muro interno tra una camera ed un'altra, allora ho provveduto ad isolarlo tutto con del materiale 'Ecorubber' (2000 euro di lavori).

Risolto al 70% il problema col vicino, rimane quello con l'altro vicino, del piano di spora. Praticamente siamo una grande famiglia, finché non vanno a letto non posso andarci neanch'io. L'isolamento degli scarichi del bagno e di tutte le tubature in genere, inesistenti, solaio pessimo, rimbomba tutto e si sente tutto.

Ora mi dicono che la soluzione è quella di isolare il soffitto controsoffittandolo ma perderei 20 Cm e 140€ a metro quadro, cifre pazzesche per le mie tasche. Potrei rifarmi sul venditore? Anche se sono già passati 2 anni? Grazie.


Andrea Fralliccia

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I cani del vicino

30.06.2008

Abito in una villetta bifamiliare ed il vicino ha costruito, a due metri dalla dalla camera da letto dei miei figli, uno spazio delimitato da griglie di ferro di due metri per due dove da anni vivono costantemente minimo tre cani di taglia media, oltre i cuccioli che nascono continuamente.

Doppio è il fastidio procurato da questi animali che, oltre a guaire ed abbaiare giorno e notte, emanano costanti esalazioni maleodoranti che inquinano la mia casa, tant'è che siamo costretti, anche in piena estate, a tenere le finestre chiuse.

Nonostante aver più volte manifestato le mie doglianze, questa famiglia spregevolmente continua a mantenere questa situazione.

Vorrei conoscere quali azioni posso intraprendere per risolvere il problema.


Salvatore Rippa

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Schiamazzi dei bambini sulla strada

22.06.2008

Vorrei esporvi il mio problema e vorrei mi aiutaste a trovare una situazione.

Vivo in un paesino di provincia di circa 15.000 abitanti (un comune siciliano). Da quando si sono chiuse le scuole elementari e medie nella stradina in cui abito (la strada è all'interno del paese, non in periferia) si riuniscono a giocare dalle 8.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 21 gruppi di ragazzini, dai 14 ai 18 elementi, di età compresa tra 7 e 11 anni. Giocano a pallone e poiché litigano tra loro sono sempre gridando per tutta la mattinata.

I ragazzini che abitano nella mia strada sono solo 3, mentre gli altri sono tutti fuori quartiere. A soli 50 metri dalla mia strada c'e' una villetta comunale, la quale, anche se piccola, potrebbe ospitarli tranquillamente visto che è nata per i bambini; infatti, ci sono giostrine, altalene, insomma là lo spazio per loro non manca e sopratutto non darebbero fastidio a nessuno.

Ho provato a parlare con alcuni genitori dei bambini, ma tutti mi dicono che devono giocare, non vogliono proprio mandarli alla villetta.

Sono uno studente che si alza la mattina alle 7 per studiare e, a causa dei loro schiamazzi, è dal 10 giugno che sono costretto a studiare di notte e cercare di dormire di giorno, perchè è impossibile concentrarsi con loro.

Adesso vorrei chiedervi cosa posso fare? Ho consultato il codice penale e l'articolo 659 comma uno credo mi dia ragione, ma sono tutti minorenni,cosa posso fare? A chi mi devo rivolgere?

Grazie per una vostra risposta.


Paolo

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Notizie dal Comune di Bergamo

19.06.2008

Abito in un antico borgo di Bergamo. Il cortile interno del nostro condominio appartiene al ristorante sito di fronte alla mia abitazione. D'estate il ristorante svolgeva la sua attività anche nel cortile, ovviamente disturbando non poco noi, residenti.

Nel 2004 abbiamo invitato una agenzia che si occupa dell'inquinamento acustico a rilevare il disturbo acustico differenziale all'interno del nostro cortile dal mio appartamento. Il nostro avvocato ha presentato l'esposto al Comune di Bergamo allegando i risultato rilevato, superiore di 5 volte consentite dalla legge. Il Comune ha provveduto di cessare l'attività esterna del ristorante, visto che non era neanche autorizzata.

Da quest'anno il ristorante ha cominciato svolgere l'attività esterna di nuovo, in più accendendo anche la musica fino la tarda notte. Stamattina ho telefonato all'ufficio annonario di Bergamo per avere delle spiegazioni in merito e mi è stato detto che il ristorante scrivendo al Capo dello Stato ha ottenuto il permesso per l'attività esterna e che rilevamento che è stato eseguito nel 2004 non ha nessun valore giudiziario, perché eseguito da una società privata e non da ARPA. Preciso che il tecnico che ha eseguito il rilevamento è in possesso della sua qualifica, riconosciuta con Decreto della Regione Lombardia.

Vorrei un parere del esperto se possibile in merito a questa situazione! Grazie.


Irina Bunina

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Come un giardino pubblico può diventare un incubo per il vicinato

17.06.2008

Voglio denunciare la situazione di disagio che stiamo vivendo, oramai, da parecchi anni e spero vivamente si possa fare qualcosa perché non possiamo contare sull'aiuto dell'amministrazione comunale, tanto meno della polizia.

In via Alfredo Spilotros a Palese, frazione di Bari, hanno realizzato un piccolo giardino a ridosso di un complesso residenziale. Quest'area era abbandonata e infestata da topi ma, in seguito ad insistenti richieste dei residenti, l'amministrazione comunale ha realizzato un bel giardinetto con alberi, fiori e giochi per bambini.

Purtroppo, questo lieto evento, in breve tempo si è trasformato in un incubo che viviamo ormai giornalmente.

Il giardino è il luogo di ritrovo di gruppi di ragazzi (che arrivano dai quartieri vicini, San Paolo, Enziteto Santo Spirito e i locali di Palese), meglio chiamarli vandali, che a tutte le ore del giorno (senza rispetto degli orari di silenzio) scorazzano con gli scooter (impennando, sgommando) al di fuori e all'interno del giardino; ci sono continui atti di vandalismo ed il bel giardino è stato abbandonato alla sporcizia (urinano lungo la recinzione e abbandonano i rifiuti) e al totale degrado, le piante e il prato stanno scomparendo.

Abbiamo presentato molti esposti all'amministrazione comunale (da più di 2 anni) segnalando il disagio che viviamo giornalmente. Regolarmente chiamiamo i vigili urbani e la polizia e non intervengono mai anzi ci esortano a rinchiuderci in casa perché non possono fare nulla..." sono ragazzi e non possiamo mandarli via, hanno il diritto di stare per strada".

Quando abbiamo comprato casa in questa zona residenziale lo abbiamo fatto principalmente per avere un pochino di pace e per avere un piccolo giardino.

Sono due anni che non abbiamo pace, il giardino privato che confina con il giardinetto pubblico non possiamo più utilizzarlo perché i vandali gridano, bestemmiano e ascoltano le musica a volume altissimo a tutte le ore del giorno senza rispetto per noi poveri residenti e gli scooter e le auto scorazzano a tutta velocità destreggiandosi in testa coda rumorosi.

Anche questa estate sarà un incubo. Rinchiusi in casa con il caldo, sperando che vadano via prima dell'una di notte, se siamo fortunati.

Si stava meglio prima con i topi. Viva l'Italia!


Domenica Nitti

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La batteria del vicino

12.06.2008

Help! Non ne posso più del mio vicino di casa! Abitiamo in due case divise solamente da un muro in comune.

L'anno scorso gli è venuto l'hobby della batteria e senza dire niente a nessuno a iniziato a suonare a tutte le ore del giorno!

All'inizio credevo di essere solo io a lamentarmi ma poi ho scoperto che parecchie persone del paese non sopportano il rumore, figuratevi come si sente in casa mia! Quando suona trema il tavolo della cucina e la finestra della camera! Vi sembra una cosa normale? Credo di no!

Sono già state fatte segnalazioni ai vigili ma non sono ancora venuti a controllare, ho provato anche a parlargli e a cercare degli accordi, mi ha detto che avrebbe insonorizzato la stanza ma non ha fatto nulla!

Cosa posso fare? A chi mi devo rivolgere? All'ASL, ai carabinieri...? Vi prego,aiutatemi, siamo tutti al limite della sopportazione!


Sara Simoni

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Inquilini che non rispettano gli orari del silenzio - responsabilità del proprietario?

10.06.2008

Pregiatissimo Dott. Brugola,

Le sottopongo l'ennesimo caso di difficile convivenza con inquilini rumorosi. Si tratta di 2 studenti cui il proprietario di un appartamento ha affittato il locale posto nel nostro stabile.

I giovani, che abitualmente dormono di giorno, iniziano puntualmente a disturbare verso le 22.45 della notte, invitano amici, entrano ed escono sbattendo porte e portoni, schiamazzano e spostano mobili fin verso le 03.00 (gli orari del silenzio vanno dalle 23 alle 08 e sono specificati dal regolamento condominiale).

Tutti gli occupanti dello stabile si sono lamentati da diversi mesi (abbiamo verbali di assemblea che lo attestano) e, esasperati, hanno firmato un esposto contro il proprietario: questi infatti incassa l'affitto e si disinteressa alle nostre legittime lamentele ed è più che mai responsabile poiché il regolamento condominiale lo ritiene obbligato a pretendere il rispetto delle norme di condominio da parte degli occupanti il suo appartamento.

Già mi aspetto forti rimostranze e vendette da parte degli studenti (cui abbiamo sempre permesso di riposare di giorno riducendo al minimo le nostre emissioni rumorose... ottenendo nulla in cambio!) ma confido che l'esposto permetta al proprietario di esercitare uno sfratto con giusta causa.

Abbiamo possibilità di liberarci di questo strazio e riprendere a vivere auspicando che il proprietario non affitti di nuovo a disturbatori del nostro legittimo riposo?


Sara Bergamini

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Dei vicini "esuberanti"

25.05.2008

Vi prego di aiutarmi, sono alla disperazione. Ho comprato una casa, primo piano in bifamiliare. Nell'appartamento sotto al mio vive in affitto una famiglia di incivili: babbo mamma e due "bambini". Urlano a qualsiasi ora del giorno e della notte, cantano dalla mattina alla sera, ignorando orari del riposo, continuano a urlare la sera dopo le 23, saltano la corda in casa, giocano a pallone.

Ho parlato con i genitori senza ottenere risultato, ho parlato con il proprietario di casa, senza risultato (ha detto che gli pagano l'affitto e non può fare niente).

Dopo quattro giorni di karaoke ininterrotto ho chiamato i carabinieri, niente. Due lettere dell'avvocato, ma loro continuano.

Non so a chi rivolgermi, non vorrei andare per vie legali, ho paura che facciano del male al mio cane. Io vado a lavorare, la sera vorrei dormire.

A luglio, dopo pranzo, il sabato o la domenica non vorrei essere costretta a scappare di casa perché non è possibile riposare perché loro devono cantare! E la televisione a tutto volume!

Come devo fare? Chi mi può aiutare?


Ilaria La Motta

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Il rumore prodotto dai cavi dell'elettricità

25.05.2008

Sono un architetto palermitano che ha comprato dei terreni vicino Termini Imerese dove sto costruendo delle ville bifamiliari.

La posizione panoramica consente di offrire a chi abiterà queste case, una vista mozza fiato sul golfo e sul mare. Purtroppo nella strada limitrofa ci sono dei pali dell'ENEL con dei cavi che producono un rumore insopportabile che disturba la quiete delle ville e che ovviamente allontana i possibili interessati all'acquisto delle case. Non so a chi rivolgermi per capire da cosa derivi questo rumore, cosa posso fare per evitarlo, isolarlo.

Per me è un forte motivo di stress sapere che i miei soldi e il mio impegno professionale per offrire un architettura di qualità, venga vanificato da questa situazione assurda.

Vi chiedo un consiglio tecnico e giuridico per risolvere la questione.


Martina Annaloro

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Lamentarsi non serve a nulla se non si attuano i necessari interventi

17.05.2008

Siamo sette famiglie che abbiamo la sventura di abitare vicino a un officina i cui macchinari emettono dei rumori assordanti e continui giorno e notte sette giorni su sette.

Dopo anni di civili rimostranze al titolare senza mai ottenere nulla, decidiamo di rivolgerci all'ufficio ambiente del comune di Novellara (RE). Anche li dopo varie insistenze il responsabile tramite ARPA rileva valori di rumore sopra la norma. Da li una multa di circa mille euro, poi più nulla.

Ricominciamo a lamentarci e, dopo varie sollecitazioni, abbiamo la promessa di interventi risolutori.

Dopo circa dieci mesi, sentendoci presi in giro, decidiamo di rivolgerci al sindaco, anche qui promesse di interventi risolutori con la presenza del titolare della ditta. Dopo un mese nessuna comunicazione al riguardo, torniamo a far presente la situazione, ma ancora una volta dal sindaco nessuna comunicazione, anzi totale latitanza. Noi, nel frattempo, continuiamo a non dormire la notte, ad essere infastiditi di giorno e nessuno sembra voler aiutarci a far valere un nostro diritto.

Tra le altre cose, questi rumori continui rimbombano nelle orecchie e provocano anche danni ai bambini che abbiamo. Cosa possiamo fare? A chi possiamo rivolgerci per risolvere questa situazione che si protrae da tanti anni? Grazie.


Barcellona Vincenzo

 

 

Un magazzino di merce alimentare vicino a casa

17.05.2008

Abito in un paese di campagna attraversato da una strada provinciale dove da qualche tempo si è insediato un magazzino di merce alimentare. La mia abitazione è proprio a confine con il suddetto stabile e abbiamo l'ingresso alla strada provinciale in comune.

Vi chiedo se è a norma di legge fare un carico scarico merci a 10 metri dalle mie finestre con il conseguente traffico di camion che inizino le loro danze alle 4,30 del mattino; se è a norma far sostare tir, all' interno della loro proprietà, nelle ore notturne con i frigo accesi sotto le mie finestre; se è a norma lasciare acceso il frigo (anche per diverse ore) di un camion mentre questo viene scaricato.

Cosa posso fare per far valere i miei diritti, considerato che né l'azienda né il Comune intendono risolvere questo grave e nocivo problema?


Massimo

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Se il bar fa troppo rumore basta alzare i limiti

12.05.2008

Buona sera a tutti. Abito in un piccolo comune nella Provincia di Brescia e, purtroppo, ho la sfortuna di abitare di fronte ad un bar che fa un rumore atroce.

Attualmente siamo nel bel mezzo di un processo dopo aver fatto analisi fonometriche con tecnici in acustica e dopo che l'ARPA ha fatto i suoi rilievi fonometrici. Risultato? Tutte le prove effettuate hanno evidenziato un rumore che supera di gran lunga quello attuato dalla zonizzazione acustica del comune.

Se non che, nel bel mezzo del processo, il Comune (la maggioranza di cui fa parte il fratello del proprietario del Bar in questione) ha deciso di cambiare la zonizzazione. La nostra abitazione è posta in zona residenziale e hanno accerchiato il bar con una fascia di colore grigio chiamata di festa, quindi si alzano i valori limite, assurdo! Questa è l'Italia. C'è qualcuno che mi può dare una mano per cortesia?


Paola Giulia

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Abitare in campagna sarebbe bellissimo se non fosse per...

10.05.2008

Buon giorno a tutti! Io ho una villetta in campagna poco distante dal paese ma vivo in città.

Ogni volta che decido di andare a passare un po' di tempo in relax in quella villetta il mio vicino, anche di domenica, e ultimamente anche il primo maggio, ara la terra, taglia l'erba, fa qualsiasi rumore insopportabile. Il suo campo è attaccato al mio.

Con le buone gli ho fatto capire che poteva scegliere giorni in cui io non c'ero, ma lui ora per dispetto fa qualsiasi rumore. Pianta ortaggi al confine e mi infastidisce con la sua presenza proprio vicino a casa mia. Per ultimo mette sostanze tossiche agli alberi confinanti e mi arriva in casa..... e molto altro. Ma ciò che mi infastidisce di più sono i rumori la domenica mattina, ma anche di pomeriggio.

Vorrei sapere se vi siano leggi che possono tutelarmi? Non solo contro i rumori in campagna sopratutto di domenica? Vi ringrazio di cuore.

Lorella Giannelli

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L'hobby del vicino non concilia con lo studio

29.04.2008

Sono disperata! Da questa estate il mio caro vicino di casa si è comprato una serie di strumenti utilizzati nelle segherie per farsi da solo dei mobili per metterli poi in casa! Non si ferma un attimo, lavora 24h su 24h tutti i giorni, sabato e domenica compresi! Gli ho detto di farla finita, che alla mattina alle 7 non può fare tutta questa confusione, di tutta risposta mi ha detto che se voglio dormire fino alle 11 devo andare in albergo, ma vi rendete conto a che punto arriva la stupidità umana? Sono andata dai carabinieri ma non è servito a niente, mi sono rivolta al comune ed ora aspetto notizie. Speriamo bene...

In bocca al lupo a tutti i disturbati dall'inquinamento acustico!

PS. Sto inoltre preparando la mia tesi ma con tutto il rumore che c'è non riesco a scrivere una frase di senso compiuto. HELP!!!

n.d.

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I nostri vicini sbattono la porta

21.04.2008

Abbiamo acquistato , quattro anni fa, una villetta quadrifamiliare immersa in un residence verde, proprio per una nostra precisa volontà di vivere in un luogo tranquillo e rilassante. E, invece, grazie ad uno dei nostri vicini, non è così, infatti, tutti i componenti della famiglia, ha l'incivile abitudine di sbattere la porta d'ingresso, non esagero, almeno un centinaio di volte al giorno d'estate, e un po' meno durante la stagione invernale. Premetto che l'abitazione degli incivili dispone di tre porte finestre che consentono l'uscita sul giardino, loro usano solo la porta d'ingresso e la sbattono per evitare che possano entrare i loro gatti, e questo a qualunque ora.

Vi saremmo molto grati se ci poteste consigliare come agire per risolvere questo stressante problema.!

Rossignoli Marina

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I nostri adorati vicini di casa

17.04.2008

Oggi sono veramente felice, perché ho scoperto di non essere sola. Nel 2001 dopo tanti sacrifici siamo riusciti ad acquistare una casa tutta nostra, c'era la possibilità di avere sia un 1° che un 2° piano, noi avendo un bimbo al tempo di circa 2 anni per non arrecare troppo disturbo a chi ci stava sotto decidemmo per il 1°.

Dopo qualche mese venne ad abitare su di noi una fantastica famiglia, composta da mamma papà e due bamboccioni. Il loro passatempo è quello di litigare di continuo a voce così alta da non riuscire a sentire la televisione.

La prima volta mio marito decise di chiedere, gentilmente, di abbassare il tono, ma la mamma rimase sconvolta e turbata perché la richiesta fu fatta tramite telefono.

La seconda volta, in occasione del santo natale, dopo aver trascorso una movimentata notte arrivò il momento più atteso "i regali" che meraviglia si regalarono uno stupendo karaoke, che naturalmente decisero di inaugurare la notte, la 1, le 2, le 3 erano felici alle 4 decisi di lamentarmi, ma neanche questa volta la mamma ci rimase tanto bene.

Conclusione, sono passati quasi 7 anni la mamma non si è più ripresa dall'affronto e per tutta risposta non ci saluta più, ma quello è il male minore. I rumori continuano fra urla, spostamenti di mobili, pulizie fatte con i tacchi a spillo.......GRAZIE GRAZIE DI CUORE!

Roberta Leonardi

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Disturbati la domenica da un gruppo musicale

30.03.2008

Gentili Signori,

abitiamo in un paese in provincia di Napoli. Ogni domenica un gruppo musicale inizia a suonare nella piazzetta situata alle spalle di casa nostra alle 7.00/8.00 a volume altissimo (siamo tappati in casa ed è come sentirli con le finestre aperte!) e non smettono fino alle 22.30/23.00, suonando ininterrottamente senza mai abbassare minimamente il volume (mentre vi scrivo esasperata dall'ennesima domenica trascorsa così sono le 21.10 e il "concerto" continua a tutto volume).

Lavoriamo un'intera settimana e vorremmo poter riposare in pace almeno la domenica, cosa che risulta impossibile in quanto veniamo puntualmente svegliati in modo più che brusco dalla musica assordante (sarebbe più corretto definirlo rumore in quanto più che cantare urlano), non c'è nemmeno modo di riposare il pomeriggio per i motivi di cui sopra, ne tanto meno è possibile poter fare normali attività quali leggere o guardare la tv.

Il disagio è addirittura esteso a chi viene a pranzo da noi o in visita la domenica visto che il rumore è tale da disturbare chiunque. A metà domenica siamo già stanchi, mal di testa, nervosismo e forte stress e per andare finalmente a dormire bisogna aspettare che questi educatissimi signori finiscano la loro esibizione...

Vorrei sapere se c'è un modo per tutelarci, a chi dobbiamo rivolgere la nostra protesta, possiamo fare una denuncia, è vero che ci sono ore di silenzio da rispettare? Se si quali sono?

Abbiamo chiamato i carabinieri i quali ci hanno detto di rivolgerci ai vigili urbani che ovviamente la domenica sono introvabili...

Qualcuno ci ha detto che queste manifestazioni sono organizzate dal comune! Parlando con altri vicini abbiamo saputo che il disagio è ovviamente non solo nostro ma purtroppo non tutti sono disposti a lottare per i propri diritti....

Vi ringrazio per il Vostro aiuto!

Federica

» la risposta dell'esperto

 

La batteria del vicino di casa

26.03.2008

Ho acquistato casa nell'agosto del 2007. Più grande, una stanza per mia figlia 4 anni e un piccolo studio per me! Che gioia, il tutto è durato fino al 18 Novembre che credo ricorderò per sempre. L'inquilino del piano di sopra suona la batteria! Il rumore è subito continuo e le sue esercitazioni vanno avanti in genere dalle 21.00 in poi. Proprio sotto c'è la camera da letto.

Il fine settimana poi, a volte si riunisce tutta band! La prima volta sono salito alle 23.45 dato che era già due ore che suonava (che resistenza tra l'altro) non mi ha nemmeno aperto la porta. Successivamente riesco a salire a casa, mi apre, si dimostra gentile, mi fa perfino vedere la sua batteria, io che non sono un tipo rissoso gli dico che può suonare ma abbia la decenza di finire alle 22,00!

Ieri è stata un'altra nottata di musica mia figlia e mia moglie dormono in salotto, l'amministratore dice che non può fare niente oltre la solita lettera e io sono uno straccio la mattina!

Ora ultima carta, cerco qualcuno che possa insonorizzare la mia stanza in modo da poter dormire, potete darmi qualche consiglio!

Marcello De Benedetto

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Impianto sportivo di tiro a volo

14.03.2008

Circa un anno e mezzo fa mi sono trasferito a vivere in un piccolissimo paese nelle vicinanze della città di Valenza (AL).

Casa di campagna, situazione apparentemente assolutamente tranquilla. Addirittura si pensi che il lato posteriore della casa è rappresentato da un piccolo bosco scosceso di acacie al di sotto del quale scorre il Po con il suo relativo parco naturalistico. Tutto bene tranne il fatto che una volta effettuato l'acquisto, fatti i necessari lavori di manutenzione e preso possesso dell'abitazione mi sono accorto di una realtà decisamente poco consona al luogo ossia la presenza di un impianto "sportivo" di tiro a volo ai margini del nucleo abitativo che effettua la sua attività spargendo il suo rumore per km e km nella zona circostante.

Il fastidio procurato è comunque rimasto nei limiti della sopportabilità (tenete conto che la mia distanza dal luogo di emissione è ben superiore al km in linea d'aria) fino a quest'inverno quando, non capisco bene il motivo, ha iniziato ad assumere frequenza e consistenza ben superiore alla solita.

Un esposto fatto al comune competente in data 11 gennaio non ha a tutt'oggi prodotto alcun risultato. La popolazione dopo una raccolta di firme che ha prodotto il nulla appare scoraggiata e demotivata.... che fare?

Grazie per la risposta.

Danilo Seregni

» la risposta dell'esperto

 

L'insopportabile rumore degli impianti del vicino di casa 2

08.03.2008

Con riferimento al titolo "l'insopportabile rumore degli impianti del vicino di casa" volevo far presente che tale "vicino" è un vero e proprio centro sportivo con molte palestre, 2 piscine di cui una semi-olimpionica e centro benessere. Il viavai di clienti è notevole (per mia sfortuna) la cui caldaia è grande come tutto il mio salone.

Gli impianti del centro non sono sottoposti MAI a manutenzione da parte di tecnici specializzati ma solo da parte di due sedicenti tali che fungono da factotum ma che sono tecnici come io sono chirurgo plastico.

Non ne posso proprio più.

M.Rosaria Roncaioli

 

 

Il rumore del vano ascensore

07.03.2008

Da circa 6 mesi vivo in un appartamento in Milano, Via Fornari 46: l'abitazione è sita in un condominio di costruzione fine anni 60.

Dopo la ristrutturazione edilizia, il locale cucina è adiacente al vano ascensore: il rumore provocato dal movimento verticale dell'ascensore in salita e discesa è chiaramente percepito sia di giorno che, naturalmente e soprattutto, durante la notte, anche dalla camera da letto.

Volevo presentare tale argomento in sede di prossima assemblea condominiale e mi domandavo se e come sia possibile richiedere l'intervento di un tecnico per la misurazione del rumore e la messa in sicurezza dell'impianto ascensore.

Arduino Francesco

» la risposta dell'esperto

 

Le grida del vicino

07.03.2008

Alla fine del 2005 io e mio marito siamo andati a vivere in una casa di nuova costruzione. Dato precedenti esperienze di rumori molesti di chi abitava sopra di noi, abbiamo deciso di prendere l'ultimo piano. Dopo circa un mese sono arrivati anche gli inquilini dell'appartamento sotto il nostro.

Purtroppo nella loro famiglia è presente una bambina handicappata che non parla ma grida continuamente e sbatte violentemente i piedi sulla sedia dove un destino crudele l'ha condannata. Sono trascorsi più di due anni e dopo un debole tentativo di convincere il padre a isolare acusticamente la camera da letto per permetterci almeno di dormire una notte senza interruzioni abbiamo continuato a vivere in queste condizioni in quanto bloccati dall'idea di costituire un problema in più a quelli che già questa famiglia deve quotidianamente affrontare.

La situazione è molto delicata. Mi rendo conto che chi non ha provato potrebbe condannarci di insensibilità ma noi non ce la facciamo davvero più. Le grida già alle prime ore del mattino sono sempre più forti e prolungate e i tappi di cera non sono più sufficienti. Abbiamo i nervi a pezzi e siamo sempre stanchi. Cosa è possibile fare?

Annamaria Fornaro

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L'insopportabile rumore degli impianti del vicino di casa

01.03.2008

Vivo in un appartamento sito al 4 piano a Roma. Lo stabile in cui vivo è stato costruito circa 40 anni fa da un "signore" che si è riservato una porzione del terrazzo condominiale (sopra la mia testa) per impiantarci una vasca di espansione per raffreddare il locale caldaia della sua palestra-piscina posta, ovviamente, a livello strada. Tale vasca è collegata alla caldaia da tubi interni ed esterni che entrano nel vero senso della parola nel mio appartamento.

Per 365 giorni l'anno per tutto il giorno e tutta la notte ho un rumore continuo, soprattutto nella camera da letto, che impedisce a me e mio marito di dormire e vivere in serenità. Per TUTTO l'appartamento si produce una vibrazione e nella stanza da letto, dove il rumore e la vibrazione sono più forti, sostandovi per qualche minuto viene la nausea.

Sono anni che cerco in tutti i modi di far porre rimedio a tale problema ma dai proprietari della piscina ho ricevuto solo il contentino di qualche giorno di pace.

Io sinceramente sto cominciando ad avere problemi fisici seri e talvolta il rumore e la vibrazione sono così stressanti che avrei voglia di buttarmi dalla finestra.

Vi prego datemi un aiuto consigliandomi a chi rivolgermi.

M.Rosaria Roncaioli

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Aeroporto Verona, manca la VIA

22.02.2008

Ora è confermato, all'Aeroporto di Verona, "manca" la Valutazione di Impatto Ambientale.

Dopo mesi e mesi che chiedo informazioni, a tutti gli Enti immaginabili e in tutte le sedi che potevano darmi delle eventuali risposte in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale alla quale, a mio avviso, avrebbe dovuto essere sottoposto l'AEROPORTO: Valerio Catullo di Verona, finalmente mi è arrivata una comunicazione "ufficiale e formale" da parte della Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale.

Di quanto mi è arrivato, per lettera normale, spedita da Roma il giorno 12 Febbraio 2008, ricopio solo tre righe:

"In conclusione e con riferimento alle richieste ed alle segnalazioni pervenute, si ritiene, sulla base di quanto osservato, che la struttura aeroportuale in questione deve essere soggetta alla procedura di VIA nazionale".

A quanto pare ora è "certificato" che l'Aeroporto Valerio Catullo si è ampliato "senza aver ottenuto" il Decreto di Compatibilità Ambientale.

Quindi adesso che si fa?

Beniamino Sandrini

» la risposta dell'esperto

sito web: http://vivicaselle.blogspot.com/2008/02/aeroporto-senza-via-e-adesso.html

 

Il rumore di un tratto di strada "fuori legge"

16.02.2008

Vivo in un appartamento lungo la statale Adriatica, una strada molto trafficata essendo una delle vie di principale percorrenza per attraversare la città (San Benedetto del Tronto).

Gran parte del traffico, durante il giorno, è dovuto alla viabilità interna, ma durante le ore notturne la stessa statale Adriatica è utilizzata dal traffico pesante in sostituzione dell'autostrada dato che quest'ultima è a pagamento.

Dato che nella ditta dove lavoro abbiamo un fonometro ho chiesto di poterlo utilizzare per misurare l'isolamento acustico del mio appartamento.

I risultati sono stati confortanti perché l'abbattimento acustico è di almeno 20dB (credo che sia nella norma); però meno confortanti sono stati i livelli di rumore esterni che si aggirano intorno a 60-70dB nelle ore notturne (in quelle diurne non ho fatto misure ma posso immaginare...).

Ora vi chiedo chi devo denunciare perché non viene rispettata la legge?

Da un recente regolamento comunale (piano di zonizzazione acustica) nel tratto di strada in questione le emissioni acustiche permesse dovrebbero essere 50-55dB (credo 50dB dato che la strada passa per il centro città, ma per sicurezza mi metto sul livello peggiore) che sarebbe un sogno.

Chi deve prendere provvedimenti (basta vietare il traffico pesante nelle ore notturne) affinché venga rispettata questa legge?

Il comune può vietare agli automezzi come Tir e Camion di attraversare la statale Adriatica? Rivolgo questa domanda perché l'estate scorsa ciò è stato fatto ma pare che il comune abbia dovuto contribuire economicamente ai costi autostradali dei camionisti.

Antonio Morelli

» la risposta dell'esperto

 

Il bagno del vicino di casa

14.12.2007

Dopo aver acquistato la casa, mi accorgo di avere il bagno del signore sopra di me, al primo piano, proprio sopra la mia camera da letto. Avendolo avvisato di ciò, e passato un periodo dove stava attento agli orari (quelli del riposo), in cui non apriva i rubinetti, per cui si poteva riposare, oggi purtroppo non più così. E' un turnista, perciò tira l'acqua alle 11,45 di notte e se sveglia tutti chi se ne frega. Idem alle 6 della mattina. Adesso devo fare qualcosa! Ringrazio per i suggerimenti e aiuti.

Mario Casula


 

 

Via Nizza a Torino fra cantieri e traffico

08.11.2007

Stamani mi sono svegliata di soprassalto credendo che fosse iniziata una guerra ...invece era solo il mio vicino di casa che credo stia buttando giù un muro. Mi sono detta: "ok sono le 9, può fare quello che vuole!". Ma ora che ha buttato giù il muro ha scoperto una passione irrefrenabile per il trapano.

Come se non bastasse stanno costruendo un palazzo proprio di fronte al mio e l'inizio dei lavori è avvenuto quasi in concomitanza con la fine della costruzione di un altro palazzo dietro il mio! Inoltre, io abito in un mini-appartamento su via Nizza che i torinesi sanno essere molto trafficata. Insomma, ogni giorno sono sottoposta al caos di automobilisti nevrotici, motorini taroccati, continui cantieri, autobus (c'è la fermata proprio sotto il mio balcone!)....Cosa posso fare?

Mai come oggi ho desiderato la quiete della campagna, ma non ho sicuramente i fondi per comprare una nuova casa. Per fortuna ho finito la scuola, ma vi assicuro che sotto esame è stato impossibile studiare qui.

Chiedo solo un po' di tranquillità!


 

 

La musica di un pub non ci fa dormire

21.10.2007

Da un anno la solita minestra, quando arriva il venerdì il sabato e la domenica io e mio marito non riusciamo a dormire. Un pub, poco distante da casa nostra, inizia alle 21 e fino alla 02 non smette di trasmettere musica a livelli altissimi, tanto che in camera da letto si riesce a distinguere la canzone che sta trasmettendo.

Il sindaco, interpellato varie volte, non riesce a gestire il problema, sa solo incassare l'affitto del locale alla fine del mese. Cosa possiamo fare dopo tante promesse? Non ne possiamo più, in quanto non è possibile nemmeno riposare dopo una dura settimana di lavoro, durante la quale ci si alza alle 5 del mattino, perché dobbiamo sopportare il rumore di un pub!

Se qualcuno, con lo stesso problema, lo avesse già risolto, ci farebbe un gran piacere a svelarci come si può fare...grazie!

Tiziana Betti


 

 

Disturbi prodotti dagli animali del vicino di casa

28.08.2007

Abito in un piccolo paese ed ho la sfortuna di avere, a poca distanza, una persona incivile (appartenente alle forze dell'ordine) che possiede circa 12 cani e numerose capre con al collo dei campanelli.

In estate, con il caldo, sono costretto ad aprire le finestre, ed è a questo punto che non si riesce più a dormire, a causa dei latrati dei cani e del suono dei campanelli delle capre.

Ho scritto a tutti: carabinieri, Sindaco, Procura, ecc. ...ma tutto continua come prima!


 

 

Suono delle campane

25.08.2007

Ogni domenica, dalle ore 08 alle ore 09, il parroco del mio paese, Belvedere di Siracusa (SR), fa suonare le campane a festa. Non credete che le abitudini della popolazione siano cambiate? A me piacerebbe dormire.

Ogni festa è buona per far suonare le campane dalla mattina alla sera. A questo si devono aggiungere anche i rintocchi dell’orologio, dalle ore 08 alle 24. E’ già stato condannato due volte, ma lui dice di essere intoccabile e, ogni volta, tutto riprende come prima.

Ad una famiglia, con un membro diversamente abile, ha risposto di cambiare casa.

Perché lo stato non riesce a tutelare i suoi cittadini?

Meomartini Daniela

 

 

Disagi prodotti dagli avventori di un Kebab

17.08.2007

Vorrei un consiglio riguardo a un disturbo di quiete pubblica che sto subendo da tre mesi a questa parte, cioè nei mesi estivi, a causa di un esercizio che vende Kebab, affianco a casa mia.

Durante le ore notturne gli avventori del locale disturbano la quiete delle mie ore di riposo, con sbattimento di portiere delle auto, vociare ad alta voce e schiamazzi di ogni genere.

L'iter che ho seguito è stato quello di avvisare i gestori, ma purtroppo o non mi capiscono (Pakistani) o fanno finta di nulla. Ho segnalato il mio problema alla polizia locale, con colloquio verbale, lettera scritta, raccolta di firme e ho anche coinvolto i carabinieri, ma purtroppo nulla, anche perché il comune mi ha detto che servono prove oggettive, che lo stesso comune non è in grado di accertare, poiché non ha agenti in servizio alle ore in cui si verificano i disagi (2.00 - 6.00).

Come ultima cosa ho anche scritto all'Usl della mia provincia (Mantova), denunciando sporcizia di ogni genere intorno alle case adiacenti al negozio, comprese urinate da parte degli avventori, contro i muri delle case, e denunciando pure il disturbo di quiete pubblica, ma per ora nessuna risposta.

Quello che chiedo è un consiglio per percorrere la strada giusta in modo da eliminare il disagio che mi impedisce di dormire. Inoltre, a chi altro rivolgermi, per far intervenire il mio comune (Ostiglia) in modo deciso, riducendo l'orario a tale esercizio che lo stesso comune definisce con licenza di artigiano?

Luca Oliani

 

 

La musica di un centro per anziani

29.07.2007

Abito in Largo Rodolfo Villani e la mia protesta è questa:

Nei pressi della mia abitazione c'è un centro anziani (questo dovrebbe essere) invece mi sembra una balera. Si inizia la sera verso le 5.30-6 e finisce alle 23.30 con la musica a tutto volume, tanto che non si riesce a dormire.

Inoltre, vorrei capire anziani a che età si diventa, considerato che vedo persone abbastanza giovani (non pensionati!) questi "grandi ballerini" forse non si rendono conto che c'è gente che la mattina si alza alle 6 per andare a lavorare anche quel signore che mette la musica forse non sa che disturba la quiete pubblica?

Perché non fanno un locale chiuso e si mettono dentro così non danno fastidio a nessuno?

 

 

Esposizione a elevati livelli di rumore sul luogo di lavoro

23.07.2007

Dal 20 settembre 2000 sono stato assunto con qualifica di operatore ecologico (addetto allo spazzamento manuale 2°liv.) presso l'A.S.I.A. Napoli, un'azienda, con oltre 2600 addetti. Questa azienda si occupa di igiene ambientale della città di Napoli, a tutt'oggi è soggetta a tantissime problematiche, che tutti sappiamo, un vero fallimento.

Nel febbraio del 2000 ho fatto richiesta di visita collegiale, essendo invalido al 60% riconosciuto dall'A.S.L. territoriale di competenza, con ipoacusia grave all'orecchio sx.

Nel maggio 2003, dopo continue pressioni fatte al responsabile della sicurezza aziendale, venivo invitato al presidio sanitario aziendale per la famosa visita. Senza approfonditi esami, il medico aziendale oralmente mi informava che non potevo essere predisposto a fonti rumorose oltre 80 decibel, inoltre venivo escluso dal turno di notte (una cretinata pura, il medico aziendale era già a conoscenza che usufruivo della legge 104/92, quindi se la poteva risparmiare, perché già avevo annullato la presenza notturna da un bel po’).

Tutt'oggi, chiedo al responsabile di servizio l'itinerario a me assegnato per 6 ore lavorative continue se è o meno idoneo alla mia patologia, nonostante che il mio stanziamento sia in una zona molto trafficata, dove esistono 4 ospedali (Cardarelli, Santobono, Monaldi, C.T.O.) e dove c'è un via vai di autoambulanze che, a sirene spietate, raggiungono i presidi ospedalieri. Vengo a conoscenza che l'azienda non è informata delle tabelle dell'inquinamento acustico, che posso fare? C'è qualcuno che mi può aiutare? Non accetto consigli da sindacalisti perché sono solo una frana.

Lucio Cerullo

 

 

Disturbi del vicinato

17.07.2007

Abito nel centro storico di un piccolo paese di montagna e da diversi anni, poiché la mia documentazione sul rumore inizia dal 2001, non riesco più a vivere tranquillamente, poiché il mio vicino di casa ritiene di avere il diritto di utilizzare lo spazio pubblico attorno a casa mia quale parco-giochi per i suoi due bambini.

Una volta provai a fargli le mie rimostranze, e come risposta ebbi che avrebbe dotato i suoi figli di biciclettine a ruote dure che avrebbero fatto ancora più rumore.

Così disse e così fece.

Questa situazione diventa insopportabile specialmente nei giorni festivi e nel periodo estivo poiché i citati bambini fanno da elemento aggregante per tutti gli altri.

E' chiaro che siamo in presenza di una situazione contemplata dall'articolo 659 del codice penale, ma purtroppo ogni reclamo presso la Pubblica Amministrazione, o qualsiasi altra prassi legale, verrebbe sicuramente condizionata dal fatto che il soggetto in questione, e la sua parentela, sono fortemente infiltrati nelle Pubbliche Istituzioni.

Sono arrivato al punto che nella stagione calda vado a dormire nella mia nuova casa rurale ancora in costruzione.

Ora però credo di aver trovato un rimedio supertecnologico. Navigando su Internet ho scoperto una Ditta inglese che produce un dispositivo ad ultrasuoni per allontanare i giovani rumorosi, che sembra abbiano un udito più sensibile degli adulti.

Vi sarei grato se poteste darmi un chiarimento circa la possibilità di un utilizzo legale di tale dispositivo in Italia, poiché non vorrei rischiare di passare da "parte lesa" a imputato.

Grazie e cordiali saluti.

 

 

Vicini disturbatori

10.07.2007

Anche questa notte è stata passata in bianco, perché? I miei vicini lasciano pascolare i propri figli per strada fino alle 2 di notte tra corse in bici e partitelle a pallone e, visto che ci sono, si fa anche un po’ di salotto tra i genitori ed il vicino, il quale continua a montare mobili e poi si chiacchiera in giardino, un po’ di riposo ci vuole. Sono veramente esausta, la mattina come tante altre persone mi alzo molto presto perché lavoro, a differenza del vicinato. Cosa posso fare?

Giuly

 

 

Uso del martello pneumatico

02.07.2007

Ho appena finito di parlare con un poliziotto municipale per la questione di un assordante rumore di martello pneumatico che subiamo dal 14 giugno senza tregua. Sotto casa si stanno facendo dei lavori di ristrutturazione per l'apertura di una pizzeria. Non ne possiamo più, mio figlio ed io siamo esasperati dalle 8.30 fino alle 17.30 per l'assordante e indescrivibile rumore del martello pneumatico. Ho la testa che mi scoppia, le orecchie fuse, nervosismo al massimo e in più le vibrazioni mi fanno sentire le gambe informicolite. Disperata, su internet ho trovato questa pagina:

 

Ordine pubblico

Cosa è

Nell'ambito delle attività di competenza della Polizia Municipale rientra la vigilanza per il mantenimento dell'ordine pubblico.

Come

Il cittadino può segnalare situazioni di disturbo, quali risse o disturbo della quiete pubblica, alla Polizia Municipale che interviene in funzione ausiliaria alla Pubblica Sicurezza.

Dove

Comando di Polizia Municipale, Palazzo Comunale, Piazza ******, 1 - Piano Terra Tel.*****- *******- 0578.******Fax. 0578.****** poliziamunicipale@comune.************.si.it

Quando

L'Ufficio è aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore 09.00 alle ore 13.00. In orari o giorni diversi è garantito il servizio attraverso la reperibilità degli operatori di P.M. al n. 0578.7*******.

Nell'avviso viene chiaramente specificato che, nel caso di disturbo alla quiete pubblica (e a me sembra che subire un rumore del genere è più che un disturbo ma una tortura alla quiete pubblica), è necessario rivolgersi alla polizia municipale. Così ho fatto, ma mi hanno detto di chiamare l'ASL. Così ho fatto, e l'ASL mi ha detto di chiamare la polizia municipale.

Chi devo chiamare? In un paese vicino per esempio dalle 14 alle 16 non si possono effettuare lavori che disturbano la quiete pubblica.

Mi chiedo, oltre ai tappi per le orecchie, cosa posso fare?


 

 

Avvisatore acustico presso stazione ferroviaria

18.06.2007

Negli ultimi tempi si è verificato che alle prime luci del mattino vengono effettuati dalla stazione del treno (non si tratta di RFI ma di altra società) numerosi annunci circa l’arrivo e la partenza dei treni che turbano la quiete ed il sonno del sottoscritto e di numerosi altri cittadini residenti anche nelle non immediate vicinanze.

Difatti io stesso ho raccolto numerose lamentele circa il volume e l’inappropriatezza di effettuare detti annunci nelle prime ore del mattino.

Ho effettuato dunque dei reclami al Call-Center della Società ricevendo ben due risposte per iscritto che il problema era stato risolto, tuttavia, passato qualche giorno, il problema si ripresentava in maniera del tutto improvvisa svegliando il sottoscritto e sua moglie che si trova oggi al sesto mese di gravidanza.

Ho dunque svolto delle indagini presso la stazione in parola ed ho riscontrato:

- Che l’impianto di diffusione sonora installato è vecchio, puntuale e non capillare;

- Che il personale addetto alla diffusione degli annunci non è al corrente di alcuna procedura per la taratura del volume minimo sufficiente e dunque regola la manopola secondo una propria interpretazione;

- Che il personale addetto alla diffusione degli annunci cambia quotidianamente e dunque non esiste un interlocutore fisso a cui raccomandarsi per mantenere il volume in una eventuale posizione concordata;

- Che nella stazione vengono effettuati dei cambi di marcia dei treni in transito proprio nelle prime ore del mattino in concomitanza con il flusso dei pendolari con gravi disagi per i viaggiatori, costretti a cambiare treno un volta giunto a Quarto e per i viaggiatori in attesa sulla banchina che non sanno su quale binario partirà il treno desiderato;

- Che il personale presente nella stazione riceve quotidianamente le lamentele dei viaggiatori per i sopraccitati motivi di disagio.

Che mi consigliate di fare?


Sergio Di Maria

 

 

Pista di pattinaggio

11.05.2007

Abito in una zona centrale della mia città. Sotto casa vi è una pista di pattinaggio, all'interno di una struttura di dopolavoro ferroviario "riservata ai soci", che in realtà è aperta a chiunque.

Da anni ormai siamo costretti a subire una fastidiosa musica in tutte le ore della giornata durante tutti i giorni della settimana. Più volte è stato richiesto l'intervento delle forze dell'ordine che puntualmente non si sono presentate. Più volte è stato chiesto ai responsabili della struttura di spegnere la musica, ma nonostante le rassicurazioni da parte loro, non è mai cambiato niente.

E' diventato un vero incubo dover subire ed essere costretti a vivere, lavorare, riposare con le imposte chiuse per alleviare (di poco) il fastidio causato.

Vorrei sapere cosa possiamo fare per poter far valere il nostro diritto di vivere tranquillamente a casa nostra. Grazie.

Cristina Niccoli

 

 

Fischi notturni ogni 4 secondi

29.04.2007

Da dieci giorni, a partire dalle 21 di sera, ogni 4 secondi sento un fischio, sembra quello di un uccello, ma è impossibile che avvenga sembra regolarmente ogni 4, dico 4, secondi, senza mai sbagliare. Logico che si tratti di un allarme difettato. Si tratta di inquinamento acustico e disturbo alla quiete pubblica anche perché se arriverà il caldo non so come faremo a dormire con le finestre aperte. Possibile che avvenga tutto questo?

Gaspari Deliana

 

 

Raccolta del vetro alle 6 del mattino

27.03.2007

Nel mio comune (Segrate) hanno sostituito le campane del vetro con bidoni per ogni condominio/villa collocati sotto le finestre lato strada.

La raccolta viene effettuata il martedì mattina a partire dalle ore 6 (nella mia via arrivano verso le 6.15-6.30). Trattandosi di vetro, lo svuotamento del bidone causa un baccano incredibile di vetri rotti che sveglia tutti.

Ho mandato una e.mail di protesta al comune ma mi è stato detto che da contratto con l'AMSA (che si occupa della raccolta) l'orario è dalle ore 6 per tutti i tipi di raccolta differenziata.

Il vetro non è un genere deperibile e inoltre la sua raccolta è molto rumorosa, per cui perché non in altri orari? Penso si tratti solo di volontà.

Che strumenti ho per cambiare le cose?

Grazie

 

Daria Cattelan

 

 

Ristorante fracassone

16.03.2007

Abito a Milano in un condominio che ha la sventura di avere il giardino che confina con le pareti di un ristorante brasiliano che tutte le sere ha una programmazione musicale con musica dal vivo.
Dalle 21.30 alle 00.00 (quando va bene perché nel week end vanno avanti anche oltre) non si riesce a dormire e nemmeno a guardare la televisione perché la musica è altissima e i bassi fanno vibrare i vetri.

Il gestore del locale promette da tempo di insonorizzare il locale (che per altro è predisposto per una leggera musica di sottofondo, non per una discoteca) ma non si vedono sviluppi.

Come condominio abbiamo già fatto un esposto alla ASL e al Comune oltre ad aver più volte chiamato i vigili che però non escono mai.

POTETE AIUTARCI A RISOLVERE QUESTO PROBLEMA?

Io non ne posso più di non poter dormire a casa mia quando voglio, ho fatto tanti sacrifici per comprare questa casa e ora ...

Grazie

» la risposta dell'esperto

Francesca Reina

 

Scuola di dance e fitness

15.02.2007

Egregi Signori, mi chiamo Maria Binetti e abito a Barletta. Desidero raccontare i forti disagi che stiamo avendo da circa 5 anni con una scuola dance è fitness che si è insediata nel 2001 accanto alla nostra palazzina. Sin dal primo giorno che si è insediata ha forvocato fastidio con rumori e inquinamento acustico. In principio abbiamo inviato una lettera di contestazione per il rumore, poi visto che si proseguiva con l'inquinamento acustico, nel 2002 abbiamo inoltrato un esposto al Comando P.S. Tramite il Comando di Polizia ci fu risposto che avrebbero eseguito dei lavori ma è passato un anno mezzo in cui abbiamo continuato a soffrire per rumori molesti, anche di domenica, per i quali abbiano inoltrato diverse chiamate alla polizia. Per conto, i soli lavori svolti sono stati quelli di pitturare le serrande e aggiungere un altro locale per un altro uso, rimanendo il solito problema dell'inquinamento.

Nel 2005 abbiamo mandato varie e-mail e lettere al Sindaco di Barletta il quale ci ha rassicurato  che avrebbero indagato, anche se questo non è mai accaduto, anzi la scuola di dance e fitness ha svolto la sua attività anche di domenica come se niente fosse.

Nell'agosto 2005 abbiamo presentato una denuncia con perizia, ma dopo un altro anno di inferno nel quale sono state inviate delle e-mail al Comune di protesta, per non aver attivato un adeguato controllo, ci è stato risposto ancora una volta da un dirigente che avrebbero indagato, un'altra beffa nei nostri confronti.

Inoltre, in casa con noi vive un malato di alzheimer, invalido al 100%. In tutti questi anni ci anno privato della possibilità di vivere con serenità nella nostra casa. Abbiamo fatto varie denuncie, senza che nessuna di queste venissero presa in considerazione, mentre la scuola dance e fitness ci fatto vivere in un inferno.

Scusate lo sfogo, ma nel 2006-'07abbiamo inviato un esposto alla Procura di Trani, dopo un colloquio con il Sindaco durante il quale ci ha promesso che avrebbe risolto il problema e dopo un intervento da parte di un vigile urbano che ha chiesto l'intervento dell'A.R.P.A.. Sono trascorsi 4 mesi, fra cui tre in silenzio, adesso si rincomincia di nuovo anche ad aprire la domenica, con la scusa di pulire la scuola o di fare delle foto al locale fino notte tardi.

A chi dobbiamo rivolgerci? Siamo stanchi e abbiamo paura di questa gente che in 5 anni ci anno fatto passare l'inferno. La legge non dovrebbe forse aiutare i deboli e i malati? Qui purtroppo non succede nulla, nonostante una denuncia con perizia tecnica, si continua a danneggiare la nostra vita e la tutela di un malato terminale, è una vergogna! Noi desideriamo che la scuola di dance e fitness venga posta in un luogo adatto. Mi chiedo come si possa dopo tre diffide e una alla Procura a distanza di 7 mesi mettere tutto in discussione? Cos'altro posso fare? Chiedo un vostro aiuto affinché il Comune sia responsabile dei disagi da noi accusati in oltre 6 anni specie per quel che riguarda il malato terminale. Vi prego, siamo stanchi datemi dei suggerimenti su come reagire a questo inferno. Grazie.

Binetti Maria

 

 

Serate musicali

18.08.2006

Abito a Pineto (Teramo) di fronte c'è l'Hotel Felicioni che ogni sera organizza serate musicali superando in modo vistoso i decibel consentiti dalla legge. Siamo in causa da circa dieci anni e abbiamo vinto perfino in cassazione, ma nessun organismo vigila su quanto disposto dal giudice e su quanto stabiliscono le normative sulla materia. Ieri sera è stata una serata terrificante! Cosa possiamo fare ? Dateci qualche consiglio!

Chi come me, vuole dormire, leggere, chiacchierare con amici, è "violentato" dal disinteresse di chi dovrebbe vigilare

VI PREGO AIUTATECI E FATE IN MODO CHE I DIRITTI SIANO RISPETTATI

Elisabetta Di Girolamo

» la risposta dell'esperto

 

Autolavaggio

07.07.2006

Siamo una famiglia composta da 5 persone. Per noi, quando arriva il periodo estivo diventa un incubo, ogni anno si ripropone sempre lo stesso problema, la causa è un autolavaggio di fronte casa nostra (a circa 10 metri), il rumore che emette è assordante in casa siamo costretti a parlare molto forte, dovremmo attutire il rumore tenendo tutto chiuso, ma si può in stata? Non sappiamo a chi rivolgerci, se qualcuno è in grado di aiutarci lo faccia.

Lucia Pagano

» la risposta dell'esperto

 

 

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Requisiti acustici ed energetici. L'involucro edilizio e la sostenibilità

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