scrivo la presente per avere idee più chiare se avviare una azione legale
contro i miei vicini.
Io ed il mio compagno abbiamo acquistato a gennaio del 2011 un appartamento
in un complesso con entrata a due famiglie. Purtroppo già dopo un paio di
mesi dall'acquisto ci siamo resi conto che i ns. vicini, abituati a vivere
in modo poco educato, non rispettano le normali regole di buona educazione.
Mi spiego meglio.
Abbiamo l'entrata in comune con portineria e il pianerottolo di entrata in
comune. La moglie del vicino ha un tono di voce acustico esagerato, io forse
solo quando grido ho lo stesso tono, e sempre TUTTI I GIORNI ospita la
sorella dalle 08 del mattino alle 18 di sera con relativa bambina al
seguito. E pure la sorella ha lo stesso timbro e tono di voce.
Tra
i rumori per spostamenti di sedie, mobili, grida, le risate urlate, lo
stereo acceso, io potrei fare il rendiconto della loro giornata perché dalla
nostra parte si sente tutto. Consideriamo pure che durante l'arco delle
giornate e sopratutto nei fine settimana hanno spesso e volentieri ospiti
che sono altrettanto rumorosi e la portineria ormai è un mix tra un circo,
una stazione e non so cosa altro. Inoltre per almeno 4/5 mesi all'anno
(suddivisi in due tranche) la famiglia ospita pure alcuni parenti di lei (è
brasiliana) quindi le lascio immaginare la confusione.
Il
fatto è che abbiamo si, reclamato tre volte per i rumori direttamente
suonando alla loro porta, e ora solo dopo le 22 (non sempre!!) i rumori
diminuiscono. E' sconfortante perché se gli fai presente i rumori ti
rispondono "Ma cosa facciamo di male?!? stiamo solo in compagnia!".
Proprio non capiscono.
Il
problema è che durante tutta l'intera giornata spesso e volentieri non si
riesce a stare nel nostro appartamento in modo tranquillo. Mettiamoci poi
che al giorno d'oggi le pareti sono di cartapesta. Se avessi bambini che
devono studiare purtroppo non riuscirebbero a stare concentrati e così pure
se io lavorassi in casa non riuscirei a sopportare un tale logorio mentale.
Anche con la televisione accesa sentiamo in continuazione le loro voci
starnazzanti. Il problema è che i rumori non sono tali da chiamare Polizia
Locale o Carabinieri perché sono in orari dalle 08 alle 22 ed esternamente
si sentono ma poco ma mi creda fisicamente ci stanno uccidendo.
E'
trascorso solo un anno dall'acquisto ma sto già pensando di vendere. A
differenza del mio compagno che non vuole dargliela vinta.
Le
chiedo sinceramente se vale la pena intentare una azione legale anche se,
guardando le esperienze raccontate in giro, sono alquanto demotivata. La
ringrazio in anticipo.
Claudia
Cari "amici" a 4 zampe
06.01.2012
Egregio dott. Brugola,
mi unisco innanzitutto ai numerosi ringraziamenti per l'ottimo servizio da
Lei fornito.
Le vorrei sottoporre il mio caso, che rappresenta un classico tra i rapporti
di buon vicinato: i cani.
Abito in affitto in un condominio di 12 famiglie in una zona centrale di
Varese. L'appartamento al piano terra è l'unico ad avere un giardino di
proprietà, che sarà all'incirca di 20-25 mq. I proprietari hanno diviso
questa sorta di giardino in due e, da una parte hanno messo i giochi dei
bambini, dall'altra 3 pastori maremmani adulti, cani da circa 50-60kg l'uno.
Come qualsiasi persona sana di mente può immaginare, chiudere 3 cani da
pastore costantemente in 10 metri quadri (in 7 mesi non glieli ho mai visti
portare fuori nemmeno una volta), non può che causare problemi. E infatti i
poveri animali non fanno altro che abbaiare in pratica dalla mattina alle 8
fino alla sera alle 20, quando finalmente i proprietari si degnano di
portarli in casa.
Oltre al normale fastidio i problemi fondamentali sono due: l'intensità del
rumore (quando abbaiano tutti e tre contemporaneamente mi tremano
letteralmente i vetri), e il fatto che, lavorando a turni, quando faccio il
turno di notte se riesco a dormire 1-2 ore al giorno è tanto. Sto infatti
rischiando, in un periodo come questo, di combinare qualche casino a lavoro
con tutte le conseguenze del caso (lavoro su impianti da decine di milioni
di euro).
Ho parlato con i proprietari,chiedendo se fosse possibile, solamente quando
faccio la notte, di tenere gli animali in case fino a mezzogiorno, in modo
da poter dormire almeno 5 ore (si tratta al massimo di 10 giorni al mese).
La risposta di queste civilissime persone è stata: "Sono problemi tuoi,
se non ti sta bene cambia casa".
Il colmo è che io sono disposto ad andarmene, ho già parlato con il
proprietario e ho dato la disdetta. Per non perdere i 1.200 euro di caparra,
sono però costretto a dare almeno 4 mesi di preavviso. Ho quindi chiesto ai
sensibili animalisti dei vicini se almeno per questi mesi fosse possibile
trovare una soluzione: stessa risposta di prima.
Mi sono già rivolto ad uno studio legale, ma come saprà bene anche Lei i
tempi della giustizia sono lunghi. Secondo Lei, esistono gli estremi per una
denuncia per disturbo della quiete pubblica (o per l'art. 844 del codice
civile)? Ho letto alcune cause passate, e pare proprio che ormai i cani
abbiano più diritti delle persone. Qualsiasi consiglio da parte Sua sarebbe
veramente utile.
Grazie per la cortese attenzione. Cordiali saluti.
in primis complimenti per questo servizio che con grande solidarietà e
professionalità accoglie disagi profondi di chi, come me è purtroppo oggetto
dello status di "ostaggio da rumore".
Abito al primo piano di un condominio collocato in una stecca di tre palazzi
identici e con una serie di locali commerciali collocati al piano terra.
Un
anno fa, circa, il locale situato sotto il mio appartamento prima adibito ad
attività commerciale e poi venduto, è stato adibito a "locale per eventi".
Feste di ogni genere hanno cominciato a susseguirsi prima con una frequenza
molto bassa e poi pian piano con una certa costanza. Nonostante le nostre
lamentele, il proprietario (tra l'altro proprietario di un'attività
commerciale ristorazione da asporto), ha continuato sino a quando non
abbiamo effettuato un esposto a Carabinieri, Polizia Municipale, Sindaco,
ASL, Vigili del Fuoco, Procura, Guardia di Finanza.
Quest'azione ha inibito il proprietario sino ad agosto scorso, momento in
cui si è dotato di una licenza per somministrazione di alimenti e bevande
(tipo B), di autorizzazioni varie ed ha eseguito alcuni lavori di
ristrutturazione all'interno dotandosi di un secondo bagno. Da quel momento
l'inferno.
Le
feste si susseguono con musica da discoteca riprodotta con strumenti
acustici molto potenti, tanto da farci tremare pavimenti e suppellettili per
non citare lo speaker che usando il microfono sembra trovarsi all'interno
dei nostri appartamenti. Alla musica si aggiunge il caos per strada, che gli
avventori generano all'ingresso e all'uscita proprio nel nostro vialetto
occupando gli spazi condominiali che questo locale condivide. La fascia
oraria in genere parte dalle 20.30 e si conclude tra le 23.30-00.00,
purtroppo per me che vivo proprio al di sopra la tortura si protrae oltre,
sino al termine delle pulizie varie e spostamenti di tavoli sedie e
quant'altro.
Abbiamo quindi chiesto a Carabinieri e Polizia Municipale di intervenire, ma
questi ultimi in particolare ci hanno dissuaso dicendoci che il proprietario
ha tutti i permessi necessari, in realtà noi abbiamo la relativa certezza
che abbia le necessarie amicizie per ottenere quello che vuole.
Credo possa immaginare il nostro stato d'animo e il nervosismo che questa
situazione genera, anche perché attendiamo con l'ansia continua che ogni
sera si possa verificare un evento che si traduce nell'impossibilità di
vivere normalmente la quotidianità dal cenare serenamente, guardare la TV
sino all'impossibilità di andare a letto in orari decenti.
Siamo molto sfiduciati considerando i primi esiti delle nostre azioni, ma
come e cosa possiamo fare per impedire il protrarsi si questa situazione?
da
anni sono in lotta contro l'inquinamento acustico a S.Benedetto del Tronto,
non solo come residente nel centro cittadino, dove si svolgono feste e
spettacoli che si avvalgono di musica amplificata con casse acustiche, ma
anche come Presidente di un comitato civico, nato per contrastare tale
problema. Sono anni che aspetto una risposta dal comune, riguardo la
richiesta di accesso agli atti autorizzativi delle feste suddette,anni che
denuncio alla magistratura, ma nessuno inquisisce per omissioni di atti
d’ufficio il comune.
Ho
fatto fare rilievi decibel, durante la Festa della Musica, nel 2008,
da cui si evinceva il superamento dei limiti decibel, ma ciò non è bastata a
sanzionare nessuno. A seguito di un mio esposto alla Procura di Ascoli
Piceno, è stata fatta un’indagine da cui sono emerse palesi violazioni di
legge da parte del comune, che autorizza le feste, senza chiedere la
relazione d’impatto acustico previsionale. Ebbene, il magistrato ha
archiviato tutto!
Ho
fatto opposizione e sono andata davanti al GIP, ma ciò non è bastato,
nessuno ha preso in considerazione quanto da me denunciato, praticamente i
fatti provati sono scomparsi, o meglio negati, ignorati. Come gridare a dei
sordi! Quindi: tutti assolti, tutti innocenti.
Ho
scritto una lettera di denuncia di tali vergognosi fatti al Procuratore Capo
della Procura presso la corte d’appello e al CSM, nessuno mi ha risposto. Il
comune e i vigili omissivi, la fanno sempre franca. Chi ci tutela, se alle
nostre lagnanze e proteste nessuno risponde?
Intanto, la nostra qualità della vita è decaduta e le nostre abitazioni sono
esposte a continue minacce di decibel a tutto volume....Farò l’ennesima
denuncia alla Procura e richiesta di controlli ai vigili, per le prossime
feste, ma temo che sarà ancora un altro buco nell’acqua.
Rumorosità compressore metano da distributore confinante
22.11.2011
Egregio Dottor Brugola,
innanzitutto la ringrazio veramente di questa possibilità che lei offre a
coloro che sono sottoposti a disturbi di questo tipo.
Abitiamo in un condominio confinante con un grosso distributore, che oltre
tutto ha un bar aperto 24 ore su 24 ed è meta quindi di varia umanità con
tutto quel che ne consegue per quanto riguarda i rumori. Ma la fonte di
rumore più fastidiosa e persistente, perché continua, è il compressore del
metano, che si trova proprio vicino al confine con la nostra proprietà,
esattamente a 14 metri in linea d'aria dal cancello dove tutti passano (che
gli abitanti sono circa 60, più eventuali altre persone di passaggio e che
passano minimo 2 volte). Il compressore fa molto rumore perché è stato
sostituito con un modello più grande ed essendo stato collocato nello stesso
box è stata tolta la porta e quindi è come se fosse all'aperto (un
rivenditore di questi box mi ha detto che la porta non è obbligatoria).
Ho
controllato con le misure antincendio (D.M. 28/06/2002) e la distanza fra il
compressore e la nostra proprietà sembra essere inferiore a quella
consentita: la distanza minima sarebbe 20 metri altrimenti è richiesto un
muro di cemento alto 2,5 metri e spesso 20 cm (oltretutto l'area del
distributore è per una piccola parte attraversata da linee elettriche, che
sarebbe proibito dai regolamenti antincendio), per me che scrivo e abito al
piano terra quella del muro potrebbe essere una soluzione antirumore ma non
lo sarebbe per quelli che stanno al primo e secondo piano.
Abbiamo comunque già fatto un esposto insieme ad altri condomini esposti
alla fonte del rumore, in seguito è venuta l'Arpat per effettuare le
misurazioni, con i seguenti risultati, in breve: Rumore ambientale Leq,
finestra aperta 55.8, rumore residuo Leq 53.8, perciò secondo questa
misurazione il rumore rientra nei limiti consentiti. Dopo un po' di tempo
dalla chiusura del procedimento, i gestori del distributore hanno fatto dei
lavori al compressore con un gran rumore che è durato due giorni, dopodiché
lo stesso ha ricominciato la sua attività che sembra essere ancora più
rumorosa di prima.
A
tutto questo si aggiungono i frequentatori notturni del bar (nei
finesettimana, spesso ubriachi che urlano e mettono la musica a tutto volume
in macchina), gli aspirapolvere per auto che sono anch'essi sul confine con
la nostra proprietà
Per
quanto riguarda il nostro appartamento, abitiamo al piano terra con giardino
e ci troviamo nell'impossibilità di fruire di quelli che dovrebbero esserne
i benefici, in quanto il mio giardino è molto più vicino al compressore, ma
secondo l'Arpat il giardino non ha un'importanza come ce l'ha appartamento
ai fini della misurazione. Personalmente amavo stare nel mio giardino,
invece adesso non riesco più a soggiornarvi e quindi mi sento danneggiata
anche economicamente.
Alla
luce di tutto questo, sarebbero tre le vie possibili da seguire: dobbiamo
chiedere una valutazione per livello di tolleranza? Chiedere una verifica
per rumorosità delle attività nel suo complesso? Procedere direttamente con
le verifiche dei vigili del fuoco per le distanze di sicurezza?
La
ringraziamo anticipatamente per il suo aiuto e le porgiamo cordiali saluti.
Le
scrivo in completa crisi nervosa, come potrà constatare, ad un orario
assolutamente particolare (sono le 3 di notte). Non perché io sia una
sonnambula ma perché, molto spesso soprattutto ultimamente, io non posso
dormire dall'1.30 alle 3.30 circa. Ma le spiego meglio.
Vivo
da sola in un monolocale che si affaccia su un ballatoio, nel centro di
Torino, quindi in un palazzo molto vecchio e tenuto non benissimo. Non
esistono quindi impianti d'insonorizzazione, le pareti sono vecchie e si
sente veramente tutto da una casa all'altra. Sul ballatoio si affacciano in
tutto quattro appartamenti, il mio è il penultimo di questi. L'ultimo che si
trova alla fine del ballatoio, quindi attiguo al mio, è abitato da un
ragazzo che frequenta il conservatorio. E se si limitasse a suonare il
piano, saremmo tutti più contenti.
In
realtà ci sono stati vari aspetti che mi hanno un attimo dato fastidio, a
partire dal lasciare costantemente libero il suo cane (che non è certo di
taglia piccola) o cani di suoi eventuali amici altrettanto grossi e
dall'aspetto minaccioso girare liberamente sul ballatoio. Ma in effetti la
cosa più fastidiosa è sicuramente l'abitudine di organizzare delle serate
con gli amici, una sorta di "rave party casalingo", che iniziano
puntualmente quasi ogni notte verso l'1.30, attaccando con musica
techno/house/minimal a tutto volume che mi fa addirittura tremare il
pavimento a causa dei bassi altissimi, e si protraggono appunto fino anche
alle 4 del mattino.
Se
durante il giorno la presenza di questo ragazzo è praticamente nulla, nel
senso che non da assolutamente fastidio, la notte diventa un tormento,
puntualmente dall'1.30 circa in poi. Quindi s'iniziano a sentire passi non
propriamente delicati, roba che cade a terra, mobili che vengono spostati,
urla, risate, poco fa mentre le scrivevo addirittura delle martellate... il
tutto condito dalla musica che è appunto un sottofondo costante. L'altra
sera si son addirittura dati al Karaoke, sempre verso le 2 di notte.
Il
ragazzo in questione sa benissimo che le pareti sono vecchie e non
attutiscono nessun rumore, visto che appena trasferitosi accanto è stato lui
stesso a dirmi di questo problema. Quindi suppongo che sia una semplice e
pura mancanza di rispetto, nonostante la consapevolezza dei problemi
acustici dello stabile.
A
questo punto, vorrei chiederle come agire. Non sono mai andata a lamentarmi
della cosa personalmente, principalmente perché il tutto avviene sempre a
notte fonda, e ripeto abitando da sola non mi sento tranquilla ad andarmi a
lamentare in una casa piena di gente a quest'ora. Oltretutto è davvero raro
che io lo incontri sul ballatoio, e quelle poche volte che succede sono
saluti fugaci e io mi dimentico di esporgli le mie lamentele.
Volevo dunque chiederle: potrei agire facendo presente la cosa
all'amministratore di condominio? Le mie lamentele sono abbastanza serie
perché l'amministratore mi dia retta e possa intervenire, o dovrei chiedere
prima pareri alle mie vicine di casa, creando magari una sorta di "coalizzazione"?
Mi sembra comunque assurdo che nessuno abbia ancora agito in questo senso,
visto che il rumore è assordante, e il genere di "musica" è fastidiosissimo.
Io lo sento più di tutti, ma sono sicura che anche gli altri lo possono
sentire.
AIUTO!...HELP!...SOS!...I miei timpani sono in ginocchio!
...mi perdoni questa apertura un po' sopra le righe...le scrivo per
sottoporre alla sua attenzione il mio problema, vivo in una casa
bi-familiare e da un paio di anni se non tre ho problemi acustici con il
vicino, generati dai suoi termoconvettori per il riscaldamento e dalla
caldaia a condensazione che ha installato l'anno scorso, caldaia i cui tubi
passano in una canna fumaria vicino alla mia, un bolide marca Ferrari...e
questa non è una battuta.
Il
disturbo sonoro è un "ombra" costante che si infila nelle nostre orecchie,
una persecuzione difficile da spiegare, un mostro vibratorio sonoro
intollerabile da me e dalle persone che abitano con me, 3 ore al mattino
dalle 07 alle 10, 3-4 ore il pomeriggio, fino al gran finale della serata a
volte anche fino alle 02 di notte. E' come se fossimo nella morsa di un
Diapason...oppure come se fossimo sempre in crociera, il rumore-vibrazione
ricorda anche se lontanamente il tipico e continuo rumore che si avverte su
di una nave da crociera di bassa lega.
Ho
tentato una via collaborativa ma siamo in Italia e in questo Paese non c'è
una cultura sana del contradditorio, anzi, dopo la mia lamentela e offerta
di collaborazione, mi hanno fatto notare che io suono il pianoforte (tenga
presente che prima di questo problema mi dicevano che a loro piaceva la
musica e non disturbavo, tra l'altro io suono raramente non facendolo di
professione, qualche ora di giorno, mai la sera dopo le 20.00).
Ho
contattato l'ARPA, ma le questioni civili come lei ben sa non le accolgono.
Come posso procedere? Esame fonometrico da privato e lettera dell'avvocato,
oppure è più opportuno mandare prima una diffida (così lessi su di un
articolo)? Potrebbero in una eventuale procedura legale avvalersi del
"jolly" pianoforte?
La
ringrazio anticipatamente per il suo servizio, la sua disponibilità, il suo
prezioso ascolto, auspicandomi una sua preziosa risposta.
Come persuadere il vicino ad isolare la propria abitazione
22.10.2011
Egregio dott. Brugola,
sottopongo alla Sua cortesia e competenza un quesito, al quale sono
interessato soprattutto, ahimè, al punto di vista legale.
Abito da qualche anno una villetta bifamiliare su due elevazioni costruita
negli anni '80 come alloggio per ufficiali di una base militare posta nelle
vicinanze. La tipologia costruttiva di detto immobile è quella di una
costruzione in pannelli prefabbricati di cemento armato, tipo un capannone
industriale.
Subito dopo l’acquisto della mia metà, prima di abitarla ho provveduto a
realizzare dei lavori che mi consentissero un confort acustico e termico
accettabile quali ad esempio coibentazione delle pareti esterne, svellimento
della pavimentazione esistente con realizzazione di massetto (non ce n’era,
solo un po’ di collante!!) e montaggio di parquet incollato al massetto,
vetrocamere, etc..
Recentemente è venuto ad abitare nell’altra metà una famiglia che invece non
ha eseguito nessun lavoro e abita la casa così come lasciata dai militari.
Il rumore di calpestio, che ha un timbro quasi metallico, è insopportabile,
non si riesce ad isolarsi neppure stando in casa con i tappi nelle orecchie,
ogni rumore da percussione o sfregamento di mobilia nel pavimento giunge
nella mia abitazione con un volume veramente notevole, sembra di vivere
tutti nella stessa casa, come una grande famiglia!
Ho
interpellato un installatore di materiali fono isolanti e fonoassorbenti, ma
mi ha detto che l’isolamento della parete divisoria potrà avere risultati
soltanto limitati. Ho chiesto al mio vicino di risolvere insieme il
problema, ma lui non è interessato, tra l’altro dalla mia abitazione non gli
giunge nessun fastidio!
La
mia domanda è a questo punto questa: il rumore di calpestio che mi perviene
deve essere limitato ai sensi dell’ art 844 cc, e quindi rientrare entro i
5/3 db, oppure in quanto generatesi da una attività normale rientra nel
rumore di fondo e quindi io lo devo sopportare e mettermi il cuore in pace
(quest'ultima è la tesi del mio avvocato).
E
inoltre, ove si decidesse di agire in giudizio e richiedere una consulenza
tecnica di ufficio il Giudice può disporre una prova di detto volume di
calpestio nella abitazione del mio vicino, oppure il CTU dovrebbe eseguire
l’accertamento unicamente dalla mia parte cercando di “ricostruire” il
volume che a me perviene, magari attendendo che il vicino faccia rumore?
abito in una villetta trifamiliare, ho una batteria acustica nel mio garage
che è confinante col il garage di uno dei 2 vicini (vicino2),il cui garage
confina successivamente con il loro salotto, tanto per capirci (vicino uno:
salotto – muro comune – io: salotto – garage – muro comune – vicino 2:
garage – salotto) in linea orizzontale questo è lo schema.
Suono per circa 20 minuti o mezz'ora, giusto il tempo di provare una canzoni
2 o 3 volte, 2-3 giorni circa alla settimana non di più, in una fascia
d’orario che va dalle 17:30 alle 19. la domenica non suono mai. Inoltre in
caso il vicino2 mi chieda di non suonare perché i figli devono studiare o
altro, io lo accontento e non suono per correttezza. Aggiungo che è solo lui
a lamentarsi di ciò, infatti il vicino1 (a contatto) cui ho chiesto se
c’erano problemi, non si lamenta, e gli altri vicini non dicono nulla.
Questo vicino inoltre si lamenta spesso per ogni cosa, che va dal parcheggio
a quando ascolto musica a volumi non esagerati alle 5 del pomeriggio in
agosto. Minaccia di andare per avvocati, in merito agli elementi che vi ho
fornito, in un'ipotetica causa come andrebbe a finire? Aggiungo inoltre che
sto insonorizzando il garage ma, questi lavori richiedono denaro e tempo per
essere fatti bene.
ho
urgente bisogno di un suo consiglio. Abito in un condominio vecchissimo
sopraelevato in 2 tempi, il mio appartamento in pietra e solaio in cannizzo,
il piano sopra di me e l'ultimo in cemento.
Il
solaio sopra noi terribilmente rumoroso dal calpestio, era stato smontato
per ristrutturazione e noi abbiamo pagato l'isolamento consigliatoci da
"tecnici" ma abbiamo buttato 17 milioni di lire ed il rumore persiste,
dicono perché non è stato posizionato bene.
Non
basta, al terzo e ultimo piano una famiglia con 4 bambini a cui è
impossibile parlare civilmente. I rumori sono rimbombo, calpestio
trascinamento, creda non ne possiamo più quindi, siccome ci sto rimettendo
la salute ho nuovamente interpellato una ditta di insonorizzazione di Torino
la quale mi garantisce di attutire il rumore almeno al 70-80%. Smonterebbero
il solaio esistente, creando una controsoffittatura ad alto isolamento
acustico (dicono loro) con la tecnica delle masse flottanti?!
Da abitazione immersa nel verde ad abitazione immersa nel
traffico
10.09.2011
Egregio dott. Brugola,
da
circa due anni abbiamo acquistato e viviamo in un quartiere residenziale di
Roma noto per essere, o almeno essere stato, silenzioso e tranquillo,
circondato dal verde, quindi anche non economico. Purtroppo con nostro
enorme stupore, pur abitando al quarto piano, il rumore da traffico si
avverte in modo incessante giorno e notte. Le nostre finestre affacciano su
un viale che abbiamo poi scoperto essere trafficato pesantemente: scooter,
moto, motorini, camion, autobus, etc. Inoltre la sosta selvaggia e l'assenza
di vigili urbani peggiorano notevolmente la situazione diurna poiché il
perenne ed insistente utilizzo di clacson delle auto è uno stillicidio.
Consideri che essendo una libera professionista mi capita spesso di dover
lavorare in casa e le assicuro che pur chiudendo tutte le finestre ed
utilizzando i tappi anti-rumore (che uso anche per dormire), il rumore
continuo, che poco si attenua con gli infissi chiusi, mi crea uno stress ed
un affaticamento mentale notevole, con conseguenze sulla salute che già
inizio a notare.
Di
notte, non migliorando la situazione, siamo costretti a dormire con le
finestre di casa chiuse e ad azionare i condizionatori tutta la notte per
l'intero periodo estivo poiché, pur essendo il nostro appartamento ben
areato, è impossibile dormire con le finestre aperte. Da ciò ne consegue un
aggravio economico. Il rumore da traffico fa spesso vibrare gli infissi e
passa anche attraverso il materasso, quando non si utilizza il guanciale.
Mi
sono rivolta ad un comitato di quartiere che si occupa anche di inquinamento
acustico, chiedendo di raccogliere firme e fare una petizione al comune per
richiedere l'intervento dell'ARPA. Mi è stato risposto che sarà molto
difficile ottenere qualcosa dal momento che qualche anno fa presentarono la
stessa problematica alla giunta allora in carica e la soluzione fu rimuovere
i sanpietrini dal manto stradale ed asfaltare. Intervento che non ha
ovviamente risolto il problema che ha a che vedere principalmente con il
volume del traffico ma anche con le inadempienze della polizia municipale.
La
mia situazione arreca alla sottoscritta un doppio danno, il più importante
relativo alla salute, ma anche economico. Ora le chiedo, quali armi legali
ha un cittadino per potersi difendere nei confronti di un comune che non fa
assolutamente nulla per proteggere la salute dei suoi cittadini? Esiste un
fondamento, in questo caso specifico, per chiedere un risarcimento danni al
comune o al municipio di appartenenza?
Mi
sono informata per la sostituzione degli infissi, peraltro fatti restaurare
di recente e provvisti di doppio vetro. Il preventivo per infissi adatti a
zone altamente trafficate ammonta a circa 2.500 Euro ad infisso (io ne
dovrei sostituire 5). Una cifra non indifferente.
E'
possibile richiedere ed ottenere un contributo al comune per l'installazione
di infissi idonei? Le chiedo questo perché il comune, laddove concede
permessi a costruire abitazioni in prossimità di raccordo, autostrade,
tangenziali, etc., spende anche denaro pubblico per installare quegli
orrendi pannelli fonoassorbenti, proprio perché si costruisce dove non si
dovrebbe. Allora poiché nel mio caso si tratta di uno stabile costruito
decenni prima che si sviluppasse una situazione come questa (il viale di cui
le parlo era un prato verdeggiante), non dovrebbe il comune intervenire
anche economicamente e trovare una soluzione?
qualche anno fa ho scelto di vivere a Venezia, una città magnifica e per
molti aspetti scomoda. Ho deciso che conveniva pagare una città molto cara
per avere in cambio una qualità di vita superiore alla media, garantita
soprattutto dal silenzio e dalla quiete. Da qualche tempo la situazione è
drasticamente peggiorata.
Nella zona in cui abito l'Amministrazione comunale ha concesso il vicino
Campo San Giacomo da l'Orio (una piazza) a diverse manifestazioni pubbliche:
durante Carnevale, per sagre organizzate da associazioni private, ora
perfino per le feste dei partiti politici. Queste manifestazioni durano 8-9
giorni, si cucina all'aperto e soprattutto fanno musica amplificata fino
alle 23-24 di notte. La folla utilizza le strette strade attorno alla piazza
come latrina pubblica. Gli schiamazzi continuano fino a notte fonda.
Consideri che si tratta di pieno centro storico e densamente abitato.
Ogni
rimostranza della cittadinanza si è dimostrata inutile. Il comitato dei
cittadini ha chiesto un incontro con l'Amministrazione, le forze dell'ordine
non intervengono, l'ARPA non interviene poiché gli organizzatori di queste
manifestazioni hanno ottenuto autorizzazioni in deroga a ogni limite, anche
acustico.
So
che il sindaco, in questo caso Giorgio Orsoni, è responsabile in materia di
igiene e sanità pubbliche, e a lui compete l'obbligo di porre rimedi al
fenomeno di inquinamento acustico o nel contrastarlo.
E'
possibile salvaguardare in qualche modo i diritti alla quiete della
cittadinanza?
Quando il gelataio non ne vuol proprio sapere di ridurre i
rumori
31.08.2011
Egregio dott. Brugola,
nel
mese di maggio 2011 hanno inaugurato l’esercizio commerciale (gelateria con
annesso laboratorio). Il locale e l’annesso laboratorio sono allocati nel
condominio “all’interno del quale, al primo piano, si trova anche
l’appartamento di mia proprietà, La sottoscritta abita nel suddetto
appartamento con l’intera famiglia, formata da tre figli tutti minori. Con
l’avvento dell’esercizio commerciale la tranquillità e la serenità della
nostra famiglia sono stati completamente sconvolti, con notevoli
conseguenze, sia nei confronti di noi adulti, sia nei confronti dei nostri
figli minori. Infatti, il gelataio per far funzionare il suo laboratorio di
produzione artigianale di gelato, pur disponendo di due sistemi di
refrigerazione, uno ad acqua che non emette alcun rumore ed uno meccanico
che, al contrario, produce un rumore assordante, mette in funzione sempre
(24 ore su 24 e sette giorni su sette in quanto il locale non prevede giorni
di chiusura) solo quest’ultimo, cioè il sistema rumoroso, infischiandosene
altamente sia del regolamento condominiale (che è di tipo contrattuale) che
prevede il silenzio assoluto dalle ore 23,00 alle ore 7,00 del mattino e sia
del regolamento di Polizia Locale del Comune, che prevede anch’esso il
silenzio assoluto dalle ore 22,00 alle ore 8,00 del mattino. In presenza di
questo problema, ho intrapreso tutte le iniziative possibili per addivenire
ad una soluzione pacifica della controversia ed esattamente:
inviando al domicilio di questo commerciante, una lettera raccomandata con
ricevuta di ritorno (che il gelataio non ha mai ritirato, per cui è
ritornata indietro) nella quale lo invitavo ad avere con la sottoscritta e
con tutti i condomini, rapporti di buon vicinato, tant’è che in quella
occasione non contestavo neanche il fatto che praticasse l’attività di
laboratorio rumorosa nelle ore diurne, ma esigevo soltanto, come è lecito
che sia, che mi lasciasse riposare almeno la notte.
Contestualmente, mi sono rivolta all’amministratore del condominio, ed ho
inoltrato un esposto denuncia al Comune settore ambiente ed ecologia, al
Comando dei Vigili Urbani, Settore polizia commerciale ed annonaria,
all’ARPA .In tutti questi esposti inviati, a tutt’oggi, non vi è stata
nessuna risposta, fatta eccezione la nota del Comune - Settore ecologia ed
ambiente, per informi di aver iniziato l’azione amministrativa, e dell’ARPA
che mi informava di non poter intervenire se la richiesta non viene fatta
dal settore ecologia del comune di residenza. Nel frattempo il commerciante
continua imperterrito la sua attività all’interno del suo esercizio
commerciale, utilizzando 24 ore su 24 e sette giorni su sette il sistema di
refrigerazione rumoroso che impedisce a noi adulti e ai miei figli minori
anche di dormire la notte, con tutte le conseguenze che poi si riverberano
nella giornata lavorativa che si deve affrontare il giorno dopo.
In
conseguenza della perdita di sonno notturno al quale sono costretta ormai da
due mesi, la sottoscritta si è dovuta recarsi ben due volte al pronto
soccorso “per una crisi nervosa, conseguenza del rumore prodotto dalla
gelateria e uno dei nostri figli, sempre in conseguenza dei rumori
provenienti dal locale sottostante e per la perdita di sonno notturno, ha
cominciato ad accusare forti dolori di testa ed un comportamento “isterico”
per i quali il pediatra, ha prescritto una visita specialistica in
neuropsichiatria infantile per la quale sono in attesa di conoscere la data
di effettuazione. Ed ancora, mia figlia che frequenta il penultimo anno del
Liceo in conseguenza dei rumori provenienti dal locale sottostante ha
concluso l’anno scolastico anticipatamente e ciò ha comportato un
abbassamento dei voti finali, dovuto alle assenze maturate ,pregiudicando
anche la promozione della ragazza alla classe successiva, comunque
conseguita solo perché l’andamento scolastico generale, durante tutto l’anno
era stato più che soddisfacente.
Le
ragioni della sottoscritta, sono state portate anche dall’amministratore del
condominio, anche nell’assemblea condominiale alla quale erano presenti
oltre al gelataio il proprietario del suo locale. In questa sede il sig
gelataio ha ammesso di usare il sistema di refrigerazione rumoroso al posto
di quello ad acqua, che non emette alcun rumore, facendosi scudo del fatto
che quest’ultimo comporta un notevole consumo di acqua. Tutti i condomini
presenti nell’assemblea hanno fatto rilevare al signore che l’eccessivo
consumo di acqua per esercitare la sua attività, senza emettere rumori,
sebbene comporti per lui un eccessivo consumo di acqua con i relativi costi,
non è un problema del condominio che già preesisteva prima che lui aprisse
l’attività commerciale e lo hanno invitato a trovare altre soluzioni, non
ultima quella di trasferire l’attività in altro luogo e di conservare solo
l’attività di vendita del gelato.
In
seguito a queste dichiarazioni dei condomini il sig. ha letteralmente
minacciato tutti i presenti ei la sottoscritta, in particolare, che da quel
momento in poi avrebbe usato, per la sua attività, solo il sistema di
refrigerazione rumoroso 24 ore su 24 e sette giorni su sette, perché non gli
sembrava giusto che dovesse sopportare tante spese, per il consumo
dell’acqua che richiede il sistema di refrigerazione silenzioso.
Il
maresciallo dei Carabinieri che guidava la pattuglia ha constatato di
persona il rumore assordante che proveniva dal laboratorio del sig.
quell’ora aveva chiuso il locale, ma manteneva in attività il laboratorio
rumoroso e dal mio appartamento lo ha chiamato all’utenza telefonica della
sua abitazione, , invitandolo a venire presso il suo locale a spegnere
immediatamente l’impianto rumoroso.
Il
sig. ha ottemperato all’invito del maresciallo dei Carabinieri fattogli ma
già dal giorno dopo ha continuato la sua attività usando i macchinari
rumorosi al massimo e costringendo la sottoscritta e tutta la famiglia a
vivere in uno stato di agitazione continua. Lo stesso sig., quindi, non solo
è venuto meno all’impegno solenne preso nei confronti di tutti i condomini
nell’assemblea ma successivamente all’intervento del 112 dei Carabinieri, si
è comportato in modo difforme rispetto a quanto gli era stato intimato
continuando a non usare il sistema ad acqua per la sua attività e che, a
parere della sottoscritta, è l’unico sistema per il quale lo stesso gelataio
è autorizzato, perché è difficile pensare che una pubblica amministrazione
possa autorizzare una simile attività rumorosa nel contesto di un condominio
nel quale per oltre 30 anni ha operato un negozio in cui si vendevano solo
materiale di pelletteria.
Non
so più cosa fare nelle more che tutta la faccenda venga risolta nelle
opportune sedi giudiziarie, ma intanto continuo a non dormire la notte. La
prego di darmi un consiglio ed intanto la ringrazio per l’attenzione.
avrei un quesito che forse solo Lei potrebbe chiarire: vorrei sapere a che
età (giorni/mesi) esattamente si può trasportare un neonato in elicottero
nonché su aerei ultraleggeri.
Sono
mamma di una bambina di 26 giorni, il mio compagno pilota elicotteri ed
aerei tipo cessna e sta insistendo per portare in volo la piccola
(soprattutto in elicottero). Sto cercando sul web informazioni precise per
tutelare la salute di nostra figlia ma non riesco a trovarle.
L'altitudine può essere controllata (voleremo a 500/1000 piedi max) ma penso
che il vero problema possa essere il rumore, visto che sarebbe difficile
proteggerla con cuffie (ha ancora le ossa del cranio aperte e morbide e non
volevo costringerle...ma anche questo non so se è giusto o una mia inutile
preoccupazione!).
La
ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di una Sua gentile risposta.
Con i migliori saluti.
mi
affido alla sua competenza e gentilezza dato che ho letto molte delle
risposte date a noi "poveri" cittadini "snervati"!
Vivo
con la mia famiglia da circa 6 anni in un paesino di circa 1.200 abitanti in
una casetta a circa 300 metri dal centro del paese ed a non più di 5-6 metri
da una strada urbana (limite di 50 km/h che nessuno rispetta) a dir poco
"infernale".
Il
traffico, sia leggero che pesante, è divenuto ormai insostenibile sia di
giorno che di notte ed è aumentato nel corso degli anni in modo
esponenziale. Risulta praticamente impossibile lasciare le finestre
aperte,l'audio della TV risulta impercettibile ed occorre sgolarsi anche
solo per parlare tranquillamente in casa,questa situazione si protrae
praticamente tutto il giorno placandosi lievemente durante l'ora di pranzo
12-13. La notte poi è una "giostra" di camion impazziti che,forti del fatto
che la strada è sgombra e priva di qualunque sistema per il rilevamento
della velocità,si sentono in diritto di accelerare e frenare senza ritegno
alcuno. Il rumore notturno è talmente forte che i vetri della porta-fiestra
della camera da letto tremano,a volte (forse per la velocità ed il peso
degli autotreni) l'intero letto trema ed anche i soprammobili!
Sono
arrivato al punto di chiudermi in casa di giorno e di dover usare dei tappi
acustici durante la notte per riuscire a riposare almeno un po',visto che la
mole di camion a partire dalle 3-4 del mattino diventa insostenibile, sono
arrivato a contarne anche 60 (sessanta!!) all'ora!
Sono
sull'orlo di una crisi nervosa,la prego mi aiuti... possibile che il comune
non possa intervenire in qualche modo? Possibile che (come mi disse il
sindaco) non si possano installare degli "autovelox"? possibile che non si
possano installare dei semplici dissuasori di velocità? non risolverebbero
il problema, ma farebbero ridurre la velocità e di conseguenza il rumore. Mi
sento impotente e stanco di questa situazione che appare senza soluzione.
Anticipatamente ringrazio e saluto cordialmente,buon lavoro.
da
qualche anno siamo sottoposti a continuo disturbo da parte dell'Oratorio del
mio paese che purtroppo confina con il giardino della mia abitazione.
Nel
corso dell'anno, spesso di domenica, utilizzano megafono e musica a volume
ingiustificatamente alto per intrattenere i ragazzi che si recano in
oratorio: gli orari sono quelli pomeridiano dalle 14 in avanti.
Il
peggio arriva in estate. Alla fine della scuola, metà giugno circa fino a
metà luglio, è attivo l'Oratorio feriale e circa 200 bambini di ogni età e
altrettanti "giovani" intrattenitori hanno la meglio sul nostro riposo e
quiete. Tutto il giorno usano musiche e soprattutto megafoni spesso a
sproposito e comunque ad un volume almeno il doppio di quello che potrebbe
necessitare.
Il
fatto è che l'anno scorso mia madre è stata colpita da ictus e questo le
dice già quale tipo di problematica noi stiamo affrontando: non riesce a
riposare di pomeriggio e tutto il giorno si è disturbati da musiche e rumori
vari che, alle volte ci impediscono di sentire quel che si dice in casa.
Se
ci vogliamo mettere anche gli spettacoli musicali che, è vero che terminano
entro le 23.30 come stabilito sempre e comunque accompagnati da rumori
assordanti, ma se una persona non sta bene e volesse dormire alle 21.30?
C'è
anche il problema del campetto di calcio dal quale mi arrivano in giardino
tonnellate di palloni che, ahimè, superano la rete e mi arrivano in casa. Mi
sento veramente impotente perché avendo già scritto al parroco, e
responsabile dell'oratorio non ho comunque risolto nulla se non sentirmi
addirittura dalla parte del torto perché loro "lo fanno per i nostri
bambini…"
Ne
uscirò mai? Grazie per la pazienza e mi dica se ho qualche speranza di
risolvere la cosa prima dell'estate prossima.
mi
chiamo Antonella. Abito in un paesino di circa mille abitanti in provincia
di Lecce. Nella piazza del paese si trova una struttura privata adibita allo
svolgimento di ricevimenti, riporto testualmente quanto indicato sul sito
internet dedicato: "Nella piazza centrale dell’antico paesino si affaccia
l’austero Castello, dimora storica tra le più eleganti e prestigiose
dell’entroterra salentino ...attraverso ampie vetrate ad arco, si accede
alle sale da ricevimento del palazzo ...al romantico giardino d’inverno,
allo spazio esterno dove piacevoli sentieri invitano a passeggiare immersi
nella quiete... Il castello è il luogo ideale per ricevimenti e soggiorni
indimenticabili nel cuore del Salento...Diviso in due grandi appartamenti,
dispone in tutto di 20 posti letto e, nel totale rispetto del suo fascino e
della sua storia…Il Castello, con le grandi terrazze e il magnifico giardino
all’italiana, garantisce ai suoi ospiti la massima tranquillità e privacy".
Peccato che tale meraviglia, di proprietà privata, si trovi appunto nel
centro del paese e in occasione dei ricevimenti all’aperto “nel romantico
giardino d’inverno”, “la quiete” per tutti gli abitanti del paesino diventa
un ricordo lontano! Infatti i ricevimenti, gestiti di volta in volta da
ditte diverse di catering, iniziano solitamente in prima serata e si
protraggono sino alle 02.00/03.00 del mattino solitamente con l’erogazione
di musica ad altissimo volume con l’assoluta mancanza di buon senso civico e
rispetto da parte dei gestori per tutta la popolazione.
La
musica prodotta solitamente è nei limiti accettabili durante la prima parte
del ricevimento in prima serata, mentre diventa insostenibile solitamente
dalle 23.00 in poi sino a oltre le 02.00/03.00 di notte). Già qualche anno
fa è stato presentato un esposto (firmato da una parte sostanziale della
popolazione) indirizzato alla Procura della Repubblica ed al Sindaco, senza
ottenere alcun risultato!
Di
volta in volta viene richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine che
solitamente non intervengono ed anzi a seguito delle insistenti richieste
rispondono che tanto loro non possono fare nulla e che il problema è nostro!
Quindi ogni volta non mi resta che alzarmi dal letto a notte fonda e andare
a “discutere” con i responsabili al fine di ottenere ( non sempre!) almeno
l’abbassamento del volume!
Da
alcuni giorni, sempre a mezzo raccolta firme, è stato nuovamente segnalato
il problema al Sindaco e siamo ancora in attesa di vedere qualche risultato
positivo!
le
scrivo per avere una consulenza tecnica. In breve ecco il nostro problema:
Abbiamo un bar sotto casa che è nato come semplice "bottega del caffè" per
poi evolversi in locale anche notturno, in cui vengono fatte feste con
musica a volte anche con Dj ed inoltre tutte le sere giocano a calcetto,
creando fortissimi rumori nel nostro appartamento. Preciso che il locale ha
la sola licenza (ho fatto una verifica) di somministrazione di bevande.
Abbiamo più volte parlato con la proprietaria per proporle di insonorizzare
il locale e di cercare di rispettare i condomini, infatti il problema non è
solo il nostro ma di altri abitanti del palazzo.
A
questo punto abbiamo deciso di procedere per vie legali e amministrative. Ho
chiesto all'amministratore di far fare una diffida dal legale e la denuncia
presso la ASL visto che non ha i permessi e licenza per cucinare.
Però
vorrei anche procedere sul fronte dell'inquinamento acustico, e credo che il
primo step sia fare una rilevazione, corretto?
mi chiamo M.C. e sono dalla Provincia di Verona. Mi permetto di disturbarla
avendo molto apprezzato in rete la chiarezza delle Sue risposte in merito al
problema degli schiamazzi.
Il mio problema è il seguente. Abito in un paese in provincia di Verona
piuttosto tranquillo. Purtroppo vicino al mio condominio da circa tre anni è
stata costruita una struttura detta "Baita Alpina". Io abito in quel luogo
solo da un anno. Si tratta, da quel che comprendo, di un circolo privato,
infatti l'accesso non è per tutti, che sta però con frequenza sempre
maggiore organizzando feste pomeridiane di ragazzini che, sia all'interno
che all'esterno della struttura, schiamazzano quasi tutti i giorni, rendendo
di fatto impossibile per ore (15,00/19,00 ma a volte il disturbo è anche
prima) l'ascolto della televisione e un dialogo pacato.
La zona è chiaramente residenziale (a fianco di un asilo nido e di
condomini) e quando il Comune o chi per esso decise la costruzione della
baita ci fu, mi viene detto, una raccolta di firme per bloccare la faccenda,
ma senza esito. Fino all'anno scorso, mi dicono i vicini, le feste
pomeridiane erano relativamente poche e il fenomeno tollerabile, ma da
aprile di quest'anno questi incontro rumorosi si sono moltiplicati. Il
disturbo per alcuni di noi inizia già verso le 13,30, quando arrivano i
genitori carichi di vivande, poi, a partire dalla 15/15,30 esplodono i
ragazzini sia dentro che fuori in giardino, con ore di sonno impedite al
pomeriggio, televisione che non si può ascoltare e quant'altro. Le feste
veramente alpine sono poche, ma qualche volta disturbano anche quelle, tra
l'altro ben oltre gli orari normalmente autorizzati. Non Le dico la
condizione di un vicino che, oltre al rumore, si trova spesso invaso dai
palloni dei ragazzini, con danni seri all'orto.
Ci stiamo organizzando. Non siamo soli, anche se le famiglie apertamente
disturbate sono 4/5/6, a causa della struttura della zona. I vigili urbani,
ma anche il Sindaco, ammettono a parole il problema e mi hanno anche
prospettato l'idea di transennare parte del fondo, ma a nostro avviso, la
questione non si risolverebbe in questo modo. Comunque, a distanza di
settimane, la transennatura non è stata realizzata. Non escludo, ma non ne
sono sicuro, che ci sia un aspetto di redditività economica per il Comune o
per gli Alpini con queste feste. Tra l'altro i vigili mi hanno accennato ad
una definizione della struttura in termini di "centro di aggregazione
comunale" (altro che Baita Alpina...)
Siamo persone ragionevoli, cerchiamo un compromesso (magari individuare
alcune giornate nell'ambito delle quali la struttura non può essere
utilizzata per alcuna funzione). Di fatto sarebbe sufficiente tornare
all'uso più rispettoso dell'impianto che c'era fino all'anno scorso, ma
abbiamo l'impressione che facciano orecchie da mercante. I vigili sostengono
che la faccenda della feste andrà a sparire con la chiusura delle scuole, ma
noi non siamo troppo convinti di questo ragionamento: anche fosse vero,
dovremmo concludere che per oltre due mesi all'anno (senza contare
settembre) dobbiamo sentire urlare per ore? Aggiungo che alcuni di noi fanno
lavori piuttosto pesanti o studiano: la perdita di ore di sonno e di
tranquillità è in questo caso un danno anche pericoloso. Può darci un
aiutino?
dal 1 maggio dello scorso anno sono entrati in funzione due condizionatori
di grande portata a servizio dei laboratori e del bar-pasticceria in
funzione notte e giorno che ci hanno reso insostenibile il quotidiano.
Tramite l’amministratore si inviava al comune raccomandata a.r. che la
riceveva il 7 giugno con cui si chiedeva verifica immissioni tramite
A.R.P.A..
Il comune richiedeva alla ditta scheda impatto acustico e la pasticceria
risponde chiedendo istanza di proroga per produrla proroga fissata al 30
settembre.
La pasticceria in merito chiedeva proroga di sei mesi tramite lettera datata
30 settembre lettera in cui si dichiara che gli impianti necessitano di
opere di revisione, che nel periodo estivo non è stato possibile reperire
idonei insonorizzatori, che poi l’impianto a quella data non era più
utilizzato.
L’amministrazione con lettera del 12/10 accettava la proroga di sei mesi,
era in attesa e richiedeva documentazione di impatto acustico.
Di tutto ciò nulla di formale all’amministratore, che come tutti noi ha
aspettato le verifiche dell’ARPA.
Sottolineo come inoltre la dichiarazione del tecnico risulti falsa visto che
gli impianti sono stati accesi fino al 28 di novembre.
Mi sono attivata nel mese di febbraio per sapere cosa di tale pratica e per
accedere gli atti. Nel frattempo nulla è stato mai fatto ai condizionatori.
Scaduti i termini l’amministrazione comunale interpellata dice di aver
dimenticato la pratica e comunque intima alla pasticceria, che nel frattempo
i primi di aprile ha riacceso gli impianti riproponendo il solito rumore, di
mettersi a norma entro il 7 maggio. Gli unici interventi fatti un pannello
su uno del condizionatori e una tavola di legno sempre sopra ad uno di essi
nessuna documentazione di impatto acustico ad oggi 30/05. Vista
l’incompetenza del mio amministratore lo scorso giovedì mi reco presso gli
uffici che gestiscono la pratica i quali mi dicono che ora si è in attesa di
una ordinanza del sindaco.
Io ho incubi sento sempre suoni, sono in uno stato di ansia di giorno e di
notte, quando torno dal lavoro ho paura di entrare a casa perché so di
sentire tali rumori. La situazione è condivisa dagli altri condomini che
però per l’eta’ non possono muoversi per rimuoverla. Stessa situazione di
una famiglia che vive sopra ai condizionatori ma che essendo in uno stabile
senza ancora l’amministratore non sa cosa fare. Ho parlato con l’ARPA ma mi
dicono che se il comune non li convoca non vengono nemmeno se li paghiamo
come richiesta autonoma dal procedimento. Abbiamo pregato l’amministratore
di intimare all’amministrazione comunale di provvedere prima di un esposto
in Procura.
Le ultime notizie sono le seguenti, si parla di ordinanza che il sindaco è
in procinto di emanare.
L’attività commerciale ha risposto, ad ulteriori inviti a sanare la
posizione, che sta provvedendo al risanamento acustico, assolutamente falso
perché nulla si sta facendo se non spegnere di notte, e che dopo dieci
giorni dalla proroga ancora richiesta, e siamo al 7 giugno, emetterà
relazione impatto acustico.
E’ possibile che dopo un anno non ci sia possibilità di soluzione, è
possibile che tale attività non abbia avuto nessuna multa e che possa
operare senza la scheda di impatto acustico e rovinarci l’esistenza per gran
parte dell’anno.
Come facciamo a far venire l’ARPA e quindi ad evitare le spese di una
perizia di un nostro tecnico, la nostra controparte deve essere avvisata se
ci sarà mai una verifica ARPA, le macchine hanno vari rumori a seconda della
temperatura esterna se vengono a fare le verifiche li devono mandare al
massimo e ora che ne hanno da 10 giorni fermata una la devono comunque
misurare; quali sono i criteri ci valutazione dei limiti?
La ringraziamo per tutti i consigli che potrà darci.
Il rumore dei condizionatori dello studio dentistico
31.05.2011
Gentile dottor Brugola, ho un grosso problema, davanti alla mia casa in un
condominio interno dove non si sentono rumori di fondo, uno studio di
dentisti compresa una piccola sala operatoria hanno istallato sopra il loro
tetto, che si trova praticamente a pari delle mie finestre di camera, 4
grosse unità esterne di pompe di calore più un compressore che generano un
rumore forte dalle 7 di mattina alle 8 di sera, quando rimangono lì per la
notte hanno tentato di lasciarli accesi ma sotto mia sollecitudine li
spengono alle 21 e 30.
A chi mi posso rivolgere per fare delle rilevazioni acustiche? Senza poi
calcolare anche il calore che provocano durante il periodo estivo. Spero che
Lei mi possa aiutare sono veramente disperata visto che loro non ascoltano
le mie inutili lamentele fatte tra l altro sempre con molta gentilezza.
La saluto cordialmente e aspetto una sua preziosa risposta.
Un locale pubblico rumoroso deve rispettare anche specifici
limiti di orario?
24.05.2011
Gentilissimo dott. Brugola,
le
sottopongo un problema analogo ad altri, sollevati in questo forum. Viviamo
in un complesso residenziale di villette a schiera, lontani dalla citta' e
(come si sperava) dai frastuoni dei grossi centri urbani. Abbiamo la
"fortuna" di avere, nel nostro vicinato, un locale pubblico adibito a
circolo sportivo, ma anche ristorazione e musica di intrattenimento.
Per
la verita', fino ad un paio di anni fa, la convivenza con questa struttura,
sia pure rumorosa, e' stata relativamente tranquilla e, devo dire, con un
buon senso civico e rispetto da parte dei gestori. La musica prodotta era
sempre nei limiti dell'accettabilita', tipicamente soft, e sempre in orari
ragionevoli (per esempio, mai nel pomeriggio presto, e difficilmente, salvo
particolari feste o celebrazioni, oltre le 24).
Da
un paio di anni, la gestione dello stesso locale e' cambiata. La struttura
si e' trasformata in sala da ballo, una rumorosa sala da ballo. A parte il
disturbo da volume e dal tipo di musica stessa (martellante), quello che
anche si sta verificando e' un continuo sforamento degli orari
"oggettivamente consentiti", per esempio, alle 3 del pomeriggio della
domenica e oltre le 2 di notte.
Vedendo le sue utilissime risposte a domande simili, ci stiamo muovendo, a
livello condominiale, attraverso esposti al nostro Comune, la richiesta
della visura di tutte le autorizzazioni, eventuali rilievi fonometrici
A.R.P.A, etc. Eventualmente, ricorreremo anche all'assistenza di un legale.
Le
chiedo in questa lettera una informazione precisa. Da quanto ho capito, i
rilievi fonometrici ARPA si riferiscono al livelli di emissione in decibel,
seguendo limiti precisati dalla legge. Vorrei capire se, indipendentemente
dai livelli di emissione, esistono delle leggi (nazionali, oppure regionali
o locali) che vincolino o vietino l'emissione sonora musicale in particolari
ore della giornata, ad esempio nelle prime ore del pomeriggio. A dirla in
maniera spicciola, sin da piccolo mi e' stato detto che non si fa "baccano"
fino alle 5 del pomeriggio. Spero che questo simpatico ricordo della mia
infanzia sia presente in una precisa legge.
La
ringrazio sentitamente per un qualsiasi suo commento e Le porgo i miei
migliori saluti.
in relazione alle risposte da Lei riportate in questa rubrica, volevo un
parere sulla mia situazione che le andrò a spiegare.
Ho acquistato un abitazione (complesso villette a schiera) costruite a circa
20 metri dai binari di una ferrovia locale, praticamente ci separa solo una
strada a doppio senso di circolazione.
Qui transitano dei treni di 2/3 carrozze mediamente, ogni 45 minuti dalle
ore 06:00 alle 23:30 circa sottolineando che in direzione del complesso
delle nostre abitazioni si trova anche il semaforo per le coincidenze in
stazione. Quindi oltre ad avere "credo" il fastidio del passaggio ogni 45
minuti dobbiamo a volte sopportarlo sino al verde semaforico. Inoltre, le
confermo che non esiste o esistito a oggi niente che ci ripari dal rumore.
La ringrazio anticipatamente della sua disponibilità ad ascoltarmi.
le
pongo una questione piuttosto diffusa a giudicare dalle lettere che riceve
su tale argomento.
Circa un anno e mezzo fa l’appartamento posto sopra il nostro all'ultimo
piano è stato venduto ed è stato oggetto di profonda ristrutturazione,
comprensiva di intero rifacimento dei pavimenti, con l’asportazione del
pavimento preesistente e la presumibile posa di parquet: nostro malgrado,
causa l’allagamento del nostro bagno a seguito dei lavori di
ristrutturazione (caratterizzati da uso costante di martello pneumatico e
scarico di masserizie non con montacarichi esterno ma tramite ascensore
condominiale), abbiamo potuto constatare di persona quanto sopra affermato.
E’
da oltre un anno che subiamo continui rumori molesti provenienti dal piano
superiore, rumori che sono perfettamente distinguibili: l’utilizzo di scarpe
con i tacchi, il gioco con la palla sul pavimento, le corse ininterrotte da
un lato all’altro della casa, gli spostamenti di mobili a qualunque ora del
giorno e della notte, insomma una serie di comportamenti che ci hanno più
volte spinto a segnalare, sempre in maniera pacata, ai diretti interessati
la natura del disagio da noi provato, chiedendo di recarsi presso il nostro
appartamento per rendersi conto direttamente del disagio arrecato.
Purtroppo l’unica risposta ottenuta è stata la rivendicazione di essere
lasciati liberi di fare in casa propria quanto si vuole, intimando di “non
molestare” (questo è stato esattamente il termine usato) ulteriormente con
le nostre lamentele.
Naturalmente l'amministratore, che non sapeva niente dei lavori, neppure
segnalati con avviso sul portone di ingresso, non ha preso alcuna posizione,
o meglio ha avallato le spiegazioni dei proprietari che hanno un bambino
piccolo che poveretto fa rumori normali durante le normali fasce di
ammissibilità (invece il bambino corre anche alle 23.30); infine alla
domanda dell'amministratore da noi suggerita relativa alla pavimentazione
che non aveva mantenuto l'originario isolamento acustico, i proprietari
hanno mentito affermando che non avevano affatto divelto i pavimenti di
marmo (e allora il martello pneumatico ?), ma avevano soltanto posato il
parquet sopra l'originario pavimento; in sintesi il mix è costituito da
mancanza di corretto isolamento acustico, maleducazione e arroganza dei
proprietari, oltre ad affermazioni lontane dal vero, più rumori e vibrazioni
che il mio compagno non riesce ad evitare di sentire neppure mettendo i
tappi nelle orecchie per dormire....
Il
danno alla salute è già presente ma la strada da percorrere è difficile.
Buongiorno, Vi scrivo da Sulmona (AQ) e Vi chiedo cortesemente info sulla
mia problematica.
Lo scorso anno ho acquistato un appartamento in un residence condominiale al
3° piano, condominio al cui piano terra c'è un supermercato. Residence
costruito 5 anni fa.
Sia io che altri condomini siamo quotidianamente disturbati a partire dalle
6 del mattino dal rumore prodotto dai carrelli del magazzino, rumore che si
percuote sulle mura e sul pavimento dei nostri appartamenti impedendoci di
riposare; rumori che perdurano fino quasi alle 21,00 di sera.
Il mio sospetto è che la pavimentazione del supermercato, fatta di
mattonelle singole, al passaggio dei roller è un "trum trum" continuo non
siano a norma. Inoltre le operazioni di scarico del supermercato vengono
effettuate sia la mattina dalle 5 sia nelle prime ore del pomeriggio dalle
12 alle 15,00. Riposare è davvero difficile. Segnalazioni tutte fatte al
nostro amministratore che nulla attua per regolarizzare la vita
condominiale.
Posso tutelarmi in qualche modo? Posso richiedere al costruttore delle
certificazioni acustiche? La pavimentazione del supermercato o la sua
controsoffittatura deve avere delle caratteristiche ben precise?
Ringraziandovi anticipatamente per l'attenzione, attendo fiducioso una Sua
valutazione.
il mio problema - rimanendo sempre in tema di rumore - a differenza di
quelli riportati nel forum, è ambientato nel posto di lavoro e spero che
anche in questo caso Lei possa darmi una mano. Io sono un tecnico radar e
per anni ho lavorato su macchine rumorose (da 80 dB, fino a 104 dB di
rumore), valori convalidati anche dalle misure effettuate da me e per conto
dei vari clienti proprietari dei radar di cui sopra. Oggi purtroppo proprio
per la lunga esposizione al rumore mi ritrovo a soffrire di problemi
all’udito i quali mi hanno costretto a chiedere all’azienda per cui lavoro
una revisione della mansione. La risposta dell’azienda è stata l’apertura di
un contenzioso senza fine che mi sta portando ad attivare una azione legale
per il riconoscimento.
Come è prevedibile e alla luce del contenzioso suddetto, oggi l’azienda si
dichiara conforme alle normative relative all’emissione di rumore, pur non
avendo mai fatto dei rilievi/misure e/o azioni preventive nello specifico. E
per questo Le chiedo: considerando che parliamo di ambienti di lavoro e per
giunta ambienti militari, a chi mi posso rivolgere o cosa posso fare per
dare evidenza ai reali valori di rumore generati dalle macchine che produce
la mia azienda e sulle quali ho lavorato per anni?
In attesa di un suo cortese riscontro, ringrazio anticipatamente e saluto.
Il bar sotto caso rende insopportabile la vita nel condominio
07.05.2011
Gentilissimo dott. Brugola,
sono
Nicoleta e abito in un piccolo paesino della provincia di Como, sono qui a
chiederle un consiglio, non sapendo più a chi rivolgerci, siamo arrivati ad
un punto di esasperazione totale.
Noi
abitiamo in un piccolo condominio dove al piano terra, proprio sotto di noi,
c’è un bar aperto tutti i giorni fino alle due di notte. Noi dal 2009
abbiamo presentato un esposto al comune per un possibile inquinamento
acustico ed abbiamo più volte richiesto l’intervento del Arpa. Ma L’arpa non
esce se in comune non li da l’autorizzazione. E ad oggi non sappiamo più
cosa fare, questo bar non ha nemmeno l’impianto acustico però nessuno viene
a controllare evitano tutti di parlare di questo. Noi siamo costretti di
subire tutto questo fino ad oggi e non finisce qui. Noi per rivolgerci ad un
legale abbiamo bisogno di "prove certe" quelle del tecnico dell'Arpa che
vale molto, abbiamo provato a contattare anche un tecnico privato, ma anche
lui sentendo di questo bar ha subito detto che non ci può aiutare non so
come mai, l’ho sentito molto agitato. Lui continuava a darmi dei consigli di
rivolgermi al comune, arpa ecc. ma abbiamo già fatto tutto ciò possibile,
anche con le firme dei vicini. Secondo me c’è qualcosa sotto. Il comune dice
che c’è una legge regionale che fa stare aperti ai bar nei condomini e che
loro non possono far nulla. Noi non riusciamo dal 2009 riposare
tranquillamente. Tutti noi 4 la mia famiglia ci svegliamo la mattina presto
per andare a lavorare.
Siamo esausti e non sappiamo più cosa fare, spero tanto in un suo consiglio.
Forse siamo screditati perché siamo rumeni da 8 anni in Italia. Siamo in
regola e paghiamo un benedetto mutuo della casa che non c’è la possiamo
neanche godere in pace per questo bar. Le chiedo Aiuto!
Mille grazie in anticipo e spero di avere sue notizie presto. Questo bar è
molto rumoroso, con ragazzi maleducati, si sentono voci risate, e tutto di
più poi le macchine sotto le finestre a sbattere le porte fino alle due di
notte e nessuno fa niente!
purtroppo abito nel centro storico di Firenze sopra un locale che
recentemente da tranquilla pizzeria si è trasformato in locale da aperitivo
notturno, gestito da operatori molto facoltosi legati al mondo del calcio.
Io
cerco di mantenere relazioni civili ma non è facile. Quando mi hanno chiesto
di fare rilevazioni acustiche per la relazione da presentare in comune io ho
accettato facendo venire un testimone di mia fiducia.
Gli
ingegneri preposti, gentilissimi e competenti, hanno proceduto alle
misurazioni, in presenza anche di uno dei gestori e non si percepiva alcun
suono anche a impianto acceso a volume a dir loro massimo (sono scesa giù a
controllare). Io mi sono stupita ma loro hanno detto che l'impianto stereo
di altissima qualità era disegnato proprio in modo da ottenere bassissimo
impatto acustico. Ho chiesto anche di procedere a misurazioni con la porta
del locale aperta (quella immediatamente sotto la mia camera dove avvenivano
le misurazioni) e non cambiava niente. Inizialmente non volevano aprire la
porta dicendo che comunque tale apertura, dato il condizionamento, non era
prevista.
Ovviamente, dopo l'apertura la musica si sentiva eccome e la porta del
locale ora rimane costantemente aperta cosi' che sotto la finestra oltre a
musica e agli schiamazzi di circa 200 persone che invadono il marciapiede
c'è anche una colonna di fumo e puzza che se apro la finestra anche un
istante mi entra in casa. Hanno anche posizionato sedie sul marciapiede per
facilitare la fruizione dello spazio pubblico.
Ho
chiamato subito gli ingegneri che hanno fatto la misurazione e mi hanno
detto che la musica non si deve sentire....chiaramente comunque la relazione
consegnata è un falso. Cosa posso fare?
Se
protesto la musica la abbassano...devo continuare a farlo ogni notte? Lo so
che c'è chi è messo peggio di me ma ora che arriva l'estate sarò costretta a
installare un condizionatore con elemento solo interno e a prendere un
valium ogni volta che mi devo far largo tra signori e signorine chiaramente
ricchi e felici e, probabilmente, senza bisogno di lavorare almeno al
mattino.
Mi
hanno offerto di "staccarmi un assegno" per farmi passare il malumore, ma io
i loro soldi non li voglio.
mi
trovo in un paio di situazioni relativamente alle quali gradirei chiederle
qualche consiglio.
1.
La mia abitazione principale è collocata a circa 800 metri in linea d'aria
da un depuratore, nella terraferma veneziana, giusto di fronte alla laguna.
Il depuratore utilizza dei potenti motori per immettere (credo) aria nei
fanghi sottoposti a fitodepurazione. Detti motori funzionano continuamente,
anche se pare che i regimi varino a seconda della piovosità e forse di
diversi cicli "produttivi".
Sta di fatto che si percepisce chiaramente un fastidioso rumore
(paragonabile al motore di camion a qualche decina di metri di distanza),
non costante nell'intensità, ma presente in maniera fastidiosa quasi ogni
giorno, in particolare la sera quando il rumore ambientale è più basso.
Ho
contattato l'Ufficio Ambiente del Comune di Venezia, che mi ha suggerito di
scrivere un esposto. Desidero quindi chiederle se ci sia qualcosa di
particolarmente importante da sottolineare nel mio esposto, oltre
chiaramente ad una descrizione precisa del fenomeno (ho trovato vari modelli
di esposto in rete, non so se ce ne siano di migliori di altri).
2.
Sono comproprietario di una vecchia casa di montagna (costruita all'inizio
del '900, quando attorno non c'era nulla). Con gli anni, oltre ad altre
abitazioni, nelle vicinanze è stata costruita una fabbrica, che dopo anni di
inattività fin dalla sua costruzione, è stata di recente riattivata. Il
ciclo produttivo prevede un'attività continuativa, che produce parecchio
rumore; di notte e nei fine settimana il rumore principale smette, ma
subentrano degli "sfiati" e dei fischi periodici che, anche vista la
vicinanza, disturbano il riposo e la permanenza in casa. I rumori sono
aggravati dal fatto che spesso le finestre della fabbrica vengono lasciate
aperte. Si è tentato un contatto con la proprietà senza esito positivo. A
questo punto pensavo ad un esposto al sindaco. Anche in questo caso, le
chiedo se ci sia qualche particolare punto da sottolineare, anche tenendo
conto che il comune non è zonizzato; da notare inoltre che gli altri
residenti, pur infastiditi dal rumore (fino a spostare la camera da letto)
non sono intenzionati a far nulla per il "quieto vivere".
Le
faccio i miei complimenti per la sua opera importantissima su un tema così
poco considerato, ringraziandola per l'attenzione.
Progetto di riqualificazione di piazza dei Navigatori a Roma
11.02.2011
Gentile dott. Brugola,
abito a Roma a piazza dei Navigatori, lungo la via Cristoforo Colombo, che è
un’”autostrada urbana” a 5 corsie per senso di marcia, dove transitano
certamente più di 3.000.000 di veicoli l’anno.
In
corrispondenza della piazza é previsto dal Comune, connesso un’enorme
intervento di edilizia privata (circa 150.000 mc di nuove costruzioni!!!!)
vincolato ad un Accordo di Programma del 2001 tra Comune e Privati, un
progetto di Riqualificazione Urbana che, inizialmente prevedeva
l’interramento della via Colombo nel tratto in questione: tale versione del
progetto avrebbe ovviamente risolto anche i problemi di inquinamento
acustico.
Con
il passare degli anni, per motivi non chiari su cui il Comune è reticente
(c’è stato un sevizio anche su REPORT), sembrerebbe abolito l’interramento
della Colombo e sembrerebbe invece prevista la realizzazione di due
sottopassi trasversali, lasciando inalterato, anzi aumentando, il traffico
di superficie (anche in seguito ai nuovi insediamenti) e così rumore e smog.
Il
nostro condominio (il palazzo a M prospiciente la piazza dove abitano più di
1500 persone) ha fatto redigere uno studio acustico da un tecnico abilitato
che ha evidenziato il superamento dei limite di legge notturni: le indagini
preliminari eseguite mettono in luce che l’edificio residenziale risulta
esposto a livelli di rumore stradale che nel periodo notturno, in entrambi i
punti di misura P1 e P2, eccedono di circa 4 dB(A) i limiti normativi.
Poiché, sebbene ingegnere, io non sono un’esperta del settore, tali
eccedenze non mi sembrano un granché (a parte il rumore reale!!). E’ così?
Inoltre, per il punto di misura P1 la sorgente è la via C. Colombo, che nel
PGTU è classificata come “strada interquartiere” perché ha ogni tanto
intersezioni semaforiche, e quindi, corrispondendo alla categoria Da secondo
il DPR 142/04, origina eccedenze di solo 4 dB(A)!!!. Ma se la C. Colombo
fosse classificabile nello studio acustico come Db, le eccedenze sarebbero
molto superiori.
Domanda: la categoria della strada del DPR 142/04, non può determinarsi
anche facendo riferimento ai flussi veicolari? Consideri che la C. Colombo
ha in transito nelle ore di punta, come risulta dal Piano Strategico del
Traffico del Comune di Roma (2009), più di 10.000 veicoli l’ora, pari a
quelli dell’A24! (se si considera una media anche di solo 1.000 veicoli
l’ora nell’arco della giornata, il volume annuale sarebbe di più di
8.000.000 di veicoli)
I
tecnici che hanno redatto lo studio acustico dichiarano peraltro che,
probabilmente i punti di misura non son stati neanche i più sfavorevoli, ma
soprattutto non abbiamo monitorato le aree verdi della piazza: tra i
ricettori (oggetto di mitigazione per legge), oltre agli edifici
(residenziali) rientrano anche “aree naturalistiche vincolate, parchi
pubblici ed aree esterne destinate ad attività ricreative ed allo
svolgimento della vita sociale della collettività” (art. 1 comma 1 lett.
L del DPR 142/04). Sbaglio? Ritiene utile ampliare lo studio anche in tal
senso?
Abbiamo indirizzato una lettera al Comune per iniziare a interloquire con
questa istituzione allegando lo studio acustico. Vorremmo però
contemporaneamente chiedere l’intervento dell’ARPA per verificare (e al
limite ampliare) lo studio acustico già redatto e procedere inoltre a
misurazioni dell’inquinamento dell’aria nella zona della piazza lungo via
Colombo.
E’
possibile? Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo necessariamente passare per un
esposto al Comune? Soprattutto, secondo Lei, abbiamo chance per chiedere che
si realizzi ancora l’interramento della Colombo?
Ci
dia qualche consiglio. Nei prossimi giorni credo saremo ricevuti dal Comune.
ho
letto i Suoi interventi e vorrei, se possibile, sottoporle il seguente
problema.
Abbiamo da poco comprato casa e l’abbiamo ristrutturata ponendo la caldaia
da interno (perché non abbiamo il balcone) sul muro maestro che confina con
una vicina, la quale ha posizionata la camera da letto proprio al di là del
muro. Il muro maestro è di 7 cm e lei si lamenta che la caldaia (tra l’altro
posizionata esattamente dove era quella del precedente proprietario) fa un
rumore, a sua detta, intollerabile. Le preciso che prima della
ristrutturazione lì era posizionata la caldaia e la doccia e già all’epoca
la signora si lamentava con il precedente proprietario, senza poter fare
nulla. Questi appartamenti sono del 1950 e sia il mio sia quello della
signora sono stati ristrutturati.
Vorrei chiederle cosa posso fare per ovviare al problema e se sono nel
torto. Purtroppo la caldaia non ci serve solo per riscaldare l’ambiente ma
anche per scaldare l’acqua e fare la doccia la mattina. Ora questo non è
possibile perché è già capitato che suonasse alla nostra porta alle 6.30 e
ci intimasse di spegnere perché non riusciva a dormire. Dobbiamo chiamare
l’ASL per fare i rilievi?
La
ringrazio molto per la Sua risposta. Cordiali saluti.
Autorizzazione trattamenti musicali al pubblico esercizio
(bar) sotto l'abitazione!
21.02.2011
Egregio dott. Brugola,
vivo
a Bologna in un palazzo molto vecchio con porticato e corte interna,
composto da alcune abitazioni, uffici e varie attività commerciali. Una di
queste attività è per la precisione un bar che, con la deroga di orario di
chiusura alle 3.00 del giorno dopo e l'autorizzazione ai trattamenti
musicali, tutti i weekend si trasforma in una mini discoteca di
latino-americano. Ovviamente la mia abitazione rimane proprio sopra a tale
bar ed è la più coinvolta e sottoposta al rumore provocato dall'attività
svolta dal locale.
A
Giugno incontro il titolare dell'esercizio il quale, a seguito di mie
richieste di contenere un po’ il rumore provocato dai clienti e dalla
musica, mi sventola le sue autorizzazioni in viso e mi dice:"Ho le
autorizzazioni, faccio quello che mi pare". Da quel momento in poi, il bar è
diventato la mia ossessione!
Leggendo le esperienze analoghe alla mia e seguendo le vostre indicazioni,
con un legale, effettuo degli accessi agli atti per verificare le
autorizzazioni del bar ed il modo in cui sono state ottenute.
A
fine Novembre, scopro che nella relazione di impatto acustico, i titolari
del bar dichiarano al tecnico "competente" che in tutto lo stabile non vi
sono abitazioni. Può benissimo immaginare dove e come siano state fatte le
misure fonometriche e quale esito abbiano avuto!
A
questo punto invio un esposto a tutte le autorità competenti allegando
visure storiche del catasto delle varie abitazioni presenti nello stabile.
Nel
momento in cui le scrivo, l'ARPA ha tolto il suo parere favorevole ed il
Comune ha notificato al titolare del bar l'avvio del procedimento di revoca
dell'autorizzazione dei trattamenti musicali, dandogli cinque giorni di
tempo per depositare un'eventuale memoria difensiva.
Per
quanto sono riuscito a sapere, le possibilità che non venga effettuata la
revoca sono prossime allo zero in quanto tutta l'autorizzazione ha continui
richiami alla relazione viziata. Mi aspetto però il colpo di scena, anche
perché il bar senza la musica è destinato a chiudere e sicuramente
venderanno cara la pelle.
Il
motivo per cui le scrivo è, a questo punto della mia storia e a fronte di
un'eventuale ordinanza di revoca, capire quante possibilità avrà (ed in che
tempi) il bar di riottenere l'autorizzazione per la musica, facendo una
nuova domanda in comune e presentando una relazione di impatto acustico
debitamente redatta.
Nel
caso venissi contattato dal titolare o da un suo tecnico per effettuare le
misure presso la mia abitazione, mi conviene concedere l'accesso o lasciarli
alla porta lasciandogli solo ipotizzare quanto rumore percepisco? Fino ad
oggi, la propagazione infrastrutturale del rumore dava l'impressione di
avere uno stereo acceso nella camera accanto!
In
ultimo, nel caso dovesse riottenere l'autorizzazione ed io avessi ancora
disturbo, oltre a presentare a questo punto una relazione tecnica di parte
"con misure vere", cosa mi consiglia di fare per risolvere in tempi brevi il
problema, visti anche i precedenti?
Locale pubblico rumoroso sostenuto dalle autorità comunali
04.02.2011
Egregio dott. Brugola,
abbiamo letto tutti i suoi pareri pubblicati su questo sito relativi a
problematiche causate dalla presenza di locali pubblici ubicati sotto
appartamenti residenziali e ci è stato utilissimo per avere spunti riguardo
azioni da intraprendere. Abbiamo un paio di quesiti da porle.
Innanzitutto Le riassumiamo quanto segue:
viviamo a Vimodrone, un tranquillissimo paesino alle porte di Milano, dove
tutti gli esercizi pubblici non esercitano la loro attività oltre le h.
21:00. Abbiamo acquistato un appartamento in un condominio sito nel centro
del paese ed esattamente nella piazza comunale, dove oltre al comune risiede
anche la Polizia Locale. Purtroppo, ad eccezione del nostro piccolo
condominio, composto da una decina di appartamenti e sette villette, non vi
è nessun altra residenza privata.
A
Maggio del 2010, due piani sotto il nostro appartamento, è stato aperto un
locale pubblico, che ci era stato spacciato dal proprietario e dal comune
come caffetteria/tavola fredda. Dal giorno dell'inaugurazione del locale
abbiamo iniziato ad avere grossi problemi causati dagli schiamazzi
incessanti che siamo stati costretti a subire dalle 5:30 alle 02:00 del
giorno successivo. Le problematiche sono le usuali che abbiamo trovato
descritte nel suo sito, cioè gente che urla a tutte ore del giorno fino a
notte inoltrata, compresi i proprietari ed il personale del bar, sedie e
tavoli che vengono trascinati a qualsiasi ora, porte interne al condominio
che vengono sbattute per ben 19 ore consecutive, etc. Da notare che il
locale ha una cantina al piano interrato non collegata con una scala interna
al locale bar. Questa cantina viene utilizzata per preparare il cibo (anche
caldo) che viene servito ai clienti e quindi c'è un costante passaggio del
personale del locale attraverso le scale e l'ascensore condominiale per
trasportare cibo (non coperto), bottiglie, scatolame, avanzi e quant'altro
provocando rumori per lo sbattimento delle due porte d'ingresso alla
cantina-cucina posta al piano interrato ed al locale posto al piano terreno.
In
Novembre 2010 abbiamo anche fatto esposto all'ASL poiché la cantina è
sprovvista di canne fumarie e le puzze che pervadono le scale del condominio
sono nauseanti, ma purtroppo non abbiamo ancora visto il loro intervento.
Abbiamo fatto ben 4 esposti protocollati al comune di Vimodrone per
evidenziare i grossi problemi di inquinamento acustico, oltre che d'igiene,
ed abbiamo anche inviato numerose e-mail e avuto due colloqui con il sindaco
per denunciare i nostri disagi. Da Maggio a Ottobre del 2010 abbiamo dormito
al massimo 4 ore per notte e la nostra bambina di 10 anni ha iniziato ad
avere problemi seri che non ha mai riscontrato dal momento della nascita.
Inutile dire che il comune ha sempre asserito che le autorizzazioni concesse
al locale sono del tutto pertinenti. Non importa se il bar funge da "locale
notturno" all'interno di un piccolo condominio dove a pochi centimetri di
altezza ci sono degli appartamenti. Non importa se il locale non è stato
insonorizzato adeguatamente, tanto che l'appartamento posto al primo piano
sente il vociare continuo degli avventori e i bassi incessanti della musica.
Ora
siamo esasperati, anche a causa del comportamento delle autorità comunali,
che hanno dato seguito a solo due dei nostri esposti con risposte
assolutamente evasive ed inaccettabili. E' chiaro che stanno supportando
l'attività svolta dal bar e che sono perfettamente consapevoli di recare
disturbo solo ad un limitatissimo numero di cittadini di cui se ne fregano
completamente. Infatti la maggioranza dei condomini sono amici intimi del
proprietario del bar, oltre che commercianti e quindi sostenuti dal comune,
e altri sono intimoriti dalle continue minacce che il proprietario fa a noi
e ai pochi condomini che osano contestarlo.
Oggi
abbiamo chiesto al comune di consegnarci la documentazione relativa
all'impatto previsionale acustico che il proprietario avrebbe dovuto fornire
insieme alla sua richiesta di licenza apertura locale. Poiché avevamo già
menzionato in uno dei nostri primi esposti, e si risale a Giugno 2010, la
questione relativa a tale documentazione ed il comune aveva evitato di
rispondere al nostro quesito, abbiamo il sentore che questa dichiarazione
non esista. Inoltre, quando abbiamo fatto richiesta, ci è stato detto che la
documentazione poteva essere consegnata al privato cittadino solo dietro
autorizzazione del tecnico competente.
I
nostri quesiti sono i seguenti:
- Il
comune si può rifiutare di consegnare ai privati cittadini che ne fanno
richiesta, la documentazione relativa all'impatto previsionale acustico che
accompagna la richiesta di apertura di un locale pubblico?
-
Qualora il comune accettasse di consegnarci tale documentazione, come
possiamo accertarci che non sia stata alterata per favorire gli interessi
del commerciante e che sia conforme a quanto richiesto dalle leggi
regionali?
L'insopportabile rumore prodotto dal cantiere del passante
ferroviario di Torino
26.01.2011
Egregio dott. Brugola,
Le scrivo a nome di numerosi residenti che, come me, non
sanno più cosa fare e non possono permettersi un isolamento acustico in uno
stabile d'epoca.
Sono un residente di Corso Principe Oddone a Torino dove da
ben 8 anni soffriamo la presenza del più grande cantiere della città ovvero
il passante ferroviario. Questo cantiere, oltre ai molteplici disagi che
provoca (polveri che si alzano, Cromo Esavalente che penetra nelle falde
dell'acqua), inizia d'inverno alle 06.00 di mattina per terminare alle
22.00, d'estate dalle 04.00 fino anche alle 23.00 sollevando un continuo
inquinamento acustico prodotto dalle varie trivelle, escavatrici e martelli
pneumatici. Ogni sei mesi viene un ingegnere a prendere delle misurazioni da
una vicina di casa il quale ha ammesso essere dipendente dell'azienda
appaltatrice e di fare in modo che gli operai producano minor rumore quando
lui effettua il sopraluogo.
L'anno scorso abbiamo fatto un esposto all'Arpa che hanno
messo un microfono sul balcone per una settimana. Anche il tecnico dell'ente
ha ammesso che i limiti di decibel del cantiere sono fuori norma, ma che
oltre a sanzioni non possono fare altro in quanto l'opera è troppo
"importante". Dicono di non poterci neanche installare i doppi vetri perché
il problema non è di tipo 24h/24h. In ogni caso non siamo mai venuti a
conoscenza dei risultati di queste misurazioni.
La notte non riusciamo a dormire, durante il giorno non
possiamo rimanere in casa, lo stress si fa sentire in vari modi nello
stabile: emicranie, gastriti, depressioni.
Le scrivo questa mail per chiederle cosa possiamo fare,
ringraziandola in anticipo.
Rumorosità gruppi frigo ENEL - Viale Italia a Sesto San
Giovanni - Milano (MI)
24.01.2011
Egregio dott. Brugola,
la ringrazio infinitamente per la possibilità che offre,
almeno riusciamo ad esporre i nostri casi. Abito in prossimità di un
fabbricato in locazione all'Enel, in zona Marelli a Sesto San Giovanni, la
proprietà è una real-estate con sede a Roma. Il fabbricato ha 8 piani è ad
uso uffici e ha al suo interno il CED, da quanto ho capito di rilevanza
nazionale. La zona è prevalentemente ad uso terziario, ma vi sono molte
abitazioni, la maggior parte delle quali esistenti da tempi antecedenti la
costruzione dell'edificio dell'Enel, risalente a 10 anni fa circa.
Da circa 2 anni sulla copertura del fabbricato incriminato
sono stati posizionati dei macchinari (penso gruppi frigo) che sviluppano un
rumore notevole, specialmente nelle ore serali, notturne e nei fine
settimana, ovvero quando il traffico veicolare su Viale Italia diminuisce.
Il rumore si propaga in tutta la zona e si avverte anche a distanze
impensabili.
Un condominio ha presentato un esposto, senza il quale il
Comune quasi si rifiutava di avviare qualsiasi procedura, sebbene il Sindaco
avesse già ricevuto una delegazione spontanea di cittadini. Successivamente
il Comune ha contattato l'ARPA, sono state effettuate le rilevazioni,
presumo anche a macchine spente, dato che le ultime informazioni in possesso
di noi cittadini dicevano che ARPA ha avuto persino problemi a far spegnere
i macchinari per soli 15-20 minuti, in modo da poter rilevare il rumore di
fondo e non solo quello ambientale (che in prima battuta avevano già
rilevato).Il Comune ha pubblicato una nota sul forum, strumento con cui
informa i cittadini, scrivendo quanto le riporto testualmente.
Dopo aver effettuato le rilevazioni, il 13 maggio 2010 ARPA
ha chiesto al Comune di richiedere ad Enel una documentazione aggiuntiva:
- una valutazione di impatto acustico relativa agli impianti;
- la certificazione attestante la classificazione di impianti
a ciclo continuo;
- la data di installazione e messa in servizio dei nuovi
gruppi installati;
Il 10 giugno 2010 il Comune ha inviato una raccomandata ad
Enel servizi e alla proprietà dell'immobile (la Torre Sgr) invitando a
produrre entro 45 giorni la documentazione richiesta, necessaria per il
completamento della pratica da parte di ARPA.
Nella raccomandata si legge, tra l'altro, che: all'esito
della valutazione di ARPA, in caso di superamento del valore limite di
immissione e/o differenziale, la proprietà e il locatario avranno, per le
rispettive competenze e responsabilità, l'onere della definizione di un
piano di bonifica acustica.
Tutte belle parole scritte in data 15.06.2010, poi il nulla,
nessuno ci ha mai comunicato i valori registrati, o altro.
Di fatto il rumore è costante e penetra nelle abitazioni,
tenendoci compagnia 24/24h, provocando enorme disturbo e stress specialmente
quando si vorrebbe dormire. Il rumore è avvertibile in tutta la zona e al
piano stradale sembra inverosimile che ENEL possa non curarsi di un disturbo
cosi evidente. Penso che ogni dipendente che lavora li dentro sia
consapevole della cosa, diversamente sarebbero tutti degli audiolesi.
C'è anche un asilo infantile, confinante proprio con la
sorgente rumorosa.
Io ho dei serramenti discreti ma non performanti, penso con
un livello di fonoassorbenza prossimo ai 32-34 dB, ma le frequenze mi
entrano in casa ugualmente e sto seriamente pensando di sostituire il tutto
per arrivare almeno a 42 dB. Comunque gli infissi ogni tanto vanno aperti e
in estate il problema sarebbe più o meno lo stesso.
Prima di farlo, gradirei una suo parere in merito al caso
gruppi frigo ENEL di viale Italia 26 a Sesto San Giovanni. Non sto parlando
dell'ultimo artigiano senza risorse economiche, ma di un'azienda che parla
costantemente di sostenibilità ambientale e poi rovina le notti all'intero
circondario.
La ringrazio e complimenti per la sua grande competenza e
serietà.
Da un convento dedicato alla quiete ad uno dedicato al
frastuono
20.01.2011
Salve dottore, mi chiamo Stefano e scrivo da Caserta. Anche
io come molti altri lettori abito nelle immediate adiacenze di un locale
pubblico. Questo locale è nel pieno centro storico di Caserta ed è stato
aperto nell'estate del 2008. L'aggravante è che si tratta di un locale
aperto in un ex convento/chiostro di suore di proprietà del Comune il quale
lo ha concesso in fitto dietro, l'obbligo da parte dei gestori, della totale
restaurazione dell'immobile. Si tratta di un locale di svariate centinaia di
metri quadri come interni ma quel che è peggio è che tale locale è dotato di
un giardino di circa 700 metri quadri dove insiste la maggior parte
dell'attività di intrattenimento pubblico. Intrattenimento caratterizzato da
musica che inizia circa alle 22,30 per finire alle tre del mattino. Una cosa
davvero indicibile ed indescrivibile. Inutile dire che abbiamo cercato di
fare qualunque cosa. Inizialmente andammo a parlare con l'assessore
competente del comune di Caserta il quale ci promise che si sarebbe
interessato del problema. Poi andammo a parlare col sindaco. Dopo di che,
visto che nulla accadeva, decidemmo di depositare alla Procura della
Repubblica di Santa Maria Capua Vetere un esposto firmato da quasi cento
persone (tutti i residenti che subivano i disturbi di questo locale
pubblico) e inviammo l'esposto per conoscenza a tutti gli organi pubblici,
nessuno escluso compresi NAS, Prefetto e Questore. Esposto corredato anche
di perizie fonometriche che puntualmente rivelavano il superamento dei
livelli di decibel previsti dalla Legge! Infatti dovemmo fare queste perizie
a spese nostre in quanto l'Arpac veniva a fare i rilievi acustici per
verificare l'inquinamento acustico ma puntualmente la musica del locale non
suonava (ne deducemmo che forse c'era qualcuno che informava i proprietari
del locale delle verifiche dell'Arpac).
Non sto qui a dirle anche che decine e decine sono gli
articoli scritti dai giornali locali che si sono interessati al nostro caso.
Ho addirittura chiamato il numero amico del Ministero della Pubblica
Amministrazione. Insomma, per non farla lunga dopo circa due anni non solo
non abbiamo ottenuto nulla ma il problema si è addirittura aggravato in
quanto al locale in questione ne ha aperto un secondo che è la perfetta
fotocopia del primo creandoci un raddoppio del problema. Insomma dopo oltre
due anni e mezzo noi siamo davvero esausti. Anche adesso, mentre molto
velocemente le scrivo questa lettera (ed anzi mi scuso per errori e
quant'altro), la musica impazza in un modo allucinante e siamo solo a
giovedì, le lascio immaginare cosa accade nei fine settimana! Non le dico
poi cosa significa per noi la primavera e l'estate con centinaia e centinaia
di persone che affollano il locale e la musica che suona a mille.
Il problema è che quasi tutti non vogliono fare causa in
quanto non vogliono spendere soldi ed inoltre non vogliono esporsi nei
confronti di questo locale e di chi lo gestisce in quanto si dice siano
persone poco raccomandabili. Ma veramente non possiamo fare nulla? Sarebbe
bastato che il Sindaco emanasse un'ordinanza e facesse rispettare le leggi
sull'inquinamento acustico. Inoltre Caserta è dotata di un piano di
zonizzazione acustica ma che viene puntualmente, almeno nel nostro caso,
disatteso.
Mi può dire in merito qualche parola di conforto. Ci può
indicare una strada che forse, prima di ogni azione legale non so poi adesso
quanto utile, noi potremmo percorrere? Un'azione legare, dopo circa due anni
e mezzo dall'inizio del disturbo ritiene che possa produrre gli effetti
sperati?
Le scrivo in relazione al mio caso al fine di ottenere quella
competente consulenza che, purtroppo, non riesco ad avere dai professionisti
interpellati in Liguria; io risiedo in una piccola frazione del comune di
Deiva Marina, attraversata dalla S.P. n. 1 del Passo del Bracco, punto di
confine tra le province di Genova e La Spezia.
Da alcuni anni un'attività di ristorazione, ma sopratutto
bar, funge da catalizzatore durante i week end per gli amanti dei motocicli
di grossa cilindrata. Gli stessi, palesemente incuranti degli abitanti delle
poche abitazioni prospicienti la strada provinciale attigue al Bar,
rumoreggiano per ore ed ore durante tutto il sabato e la domenica, un vero e
proprio tormento che è stato oggetto di ripetute segnalazioni alla proprietà
della strada, le Amministrazioni di Genova e La Spezia. Nulla ad oggi è
stato fatto e, dal prossimo 01 febbraio, la strada tornerà ad essere
amministrata e gestita da Anas, rischiando di vedere peggiorare
ulteriormente le cose, non essendo Anas dotata di un proprio organismo di
Polizia.
Il problema fondamentalmente verte su 2 questioni: le moto
entrano nel piccolo centro abitato a forte velocità, spesso stridendo le
gomme in partenza o arresto del veicolo, sicuramente violando le norme del
Codice della Strada; i motocicli, terminata la loro corsa, vengono
parcheggiati sulla sede stradale, in palese violazione dell'art. 158 comma 1
lettera C e D, comma 2 lettera B ed N. I motoveicoli in stazionamento sulla
strada arrivano ad essere anche 300, su una superficie di carreggiata non
superiore ai 100 metri lineari.
E' evidente che i rumori prodotti dai motocicli, che
per'altro spesso sono equipaggiati di silenziatori non omologati, che
suonano i segnalatori acustici per i saluti di rito, che stridono le gomme
da fermi sul posto (burning out), etc. sono infernali e rendono la qualità
della vita estremamente ridotta.
Le chiedo se ci sono spazi per agire nei confronti di:
1. Motociclisti indisciplinati;
2. Ente proprietario della strada;
3. Regione Liguria, amministrazioni provinciali, comuni;
4. Ministero dell'Ambiente/salute/infrastrutture.
E le eventuali misure da adottare nei confronti dei titolari
del Bar, che nulla fanno per arginare i "bikers" più scalmanati.
In attesa di un Suo gradito riscontro, porgo cordiali saluti.
mi chiamo Roberta e sono disperata. Purtroppo abito con la
mia famiglia sopra un locale pubblico fracassone in centro storico a Voghera
(PV).
Chi non sperimenta una situazione di questo genere non può
immaginare cosa si prova. Oltre a dovermi subire gli schiamazzi notturni
fuori dal locale sono costretta a sorbirmi anche quelli all’interno del
locale. Nel week end la musica, erogata senza il permesso in licenza, fa
tremare le bottiglie sul tavolo e ci impedisce di dormire, perché continua
sino a notte fonda. Il rumore delle sedie strisciate continuamente sul
pavimento ci logora i nervi.
Abitiamo in questa casa da trent’anni e da ormai 3 la vita è
diventata impossibile. Quello che mi stupisce maggiormente è la totale
assenza di tutela del cittadino da parte delle Forze dell’Ordine. Avevo
segnalato questo problema all’ex Sindaco, il quale aveva emesso a suo tempo
due ordinanze, completamente ignorate. Ho segnalato il problema all’attuale
Sindaco ma nulla è cambiato. Ho segnalato il problema alla Polizia Locale i
quali mi hanno consigliato, in via confidenziale, di traslocare. Ho
segnalato il problema ai Carabinieri che, due anni fa, mi hanno assicurato
di farmi avere notizie dopo aver interrogato gli altri condomini. In procura
esiste una pratica contro questi schiamazzi notturni ma non ho idea di dove
si sia arenata.
L’ARPA ha appurato che il rumore supera di molto i decibel
consentiti per legge e il proprietario è stato costretto ad insonorizzare il
locale (il permesso era stato dato SENZA l’insonorizzazione) ma, giudicando
dal rumore, penso sia stata fatta solo una contro soffittatura: comunque
l’ARPA si è dileguata senza, per ora, venire a fare i dovuti controlli.
Ho segnalato il problema all’amministratore del condominio
dove vivo il quale mi ha assicurato che avrebbe contattato i Carabinieri:
pensavo che esistessero delle norme condominiali contro i vicini rumorosi ma
è probabile che in questo palazzo non vengano applicate.
Ora, dopo 3 anni e nessuna tutela continuo ad assumere
psicofarmaci per dormire (o ad usare i tappi per le orecchie) e sto cercando
un altro appartamento per trasferirmi con la famiglia, cosa non facile
perché abito vicino alla stazione e sono pendolare.
Avevamo anche pensato di rivolgerci ad un avvocato, ma sono
spese che non ci possiamo permettere di affrontare.
mi chiamo Roberta e sono disperata. Purtroppo abito con la
mia famiglia sopra un locale pubblico fracassone in centro storico a Voghera
(PV).
Chi non sperimenta una situazione di questo genere non può
immaginare cosa si prova. Oltre a dovermi subire gli schiamazzi notturni
fuori dal locale sono costretta a sorbirmi anche quelli all’interno del
locale. Nel week end la musica, erogata senza il permesso in licenza, fa
tremare le bottiglie sul tavolo e ci impedisce di dormire, perché continua
sino a notte fonda. Il rumore delle sedie strisciate continuamente sul
pavimento ci logora i nervi.
Abitiamo in questa casa da trent’anni e da ormai 3 la vita è
diventata impossibile. Quello che mi stupisce maggiormente è la totale
assenza di tutela del cittadino da parte delle Forze dell’Ordine. Avevo
segnalato questo problema all’ex Sindaco, il quale aveva emesso a suo tempo
due ordinanze, completamente ignorate. Ho segnalato il problema all’attuale
Sindaco ma nulla è cambiato. Ho segnalato il problema alla Polizia Locale i
quali mi hanno consigliato, in via confidenziale, di traslocare. Ho
segnalato il problema ai Carabinieri che, due anni fa, mi hanno assicurato
di farmi avere notizie dopo aver interrogato gli altri condomini. In procura
esiste una pratica contro questi schiamazzi notturni ma non ho idea di dove
si sia arenata.
L’ARPA ha appurato che il rumore supera di molto i decibel
consentiti per legge e il proprietario è stato costretto ad insonorizzare il
locale (il permesso era stato dato SENZA l’insonorizzazione) ma, giudicando
dal rumore, penso sia stata fatta solo una contro soffittatura: comunque
l’ARPA si è dileguata senza, per ora, venire a fare i dovuti controlli.
Ho segnalato il problema all’amministratore del condominio
dove vivo il quale mi ha assicurato che avrebbe contattato i Carabinieri:
pensavo che esistessero delle norme condominiali contro i vicini rumorosi ma
è probabile che in questo palazzo non vengano applicate.
Ora, dopo 3 anni e nessuna tutela continuo ad assumere
psicofarmaci per dormire (o ad usare i tappi per le orecchie) e sto cercando
un altro appartamento per trasferirmi con la famiglia, cosa non facile
perché abito vicino alla stazione e sono pendolare.
Avevamo anche pensato di rivolgerci ad un avvocato, ma sono
spese che non ci possiamo permettere di affrontare.
mi chiamo Rosario e vivo a Reggio-Emilia ho già letto una sua
risposta inerente al disturbo da sala prove sotto casa e confortato dalla
sua risposta, che poteva essere una soluzione al mio problema, ho seguito
alla lettera il suo consiglio.
Ho chiamato l'A.R.P.A. per i rilevamenti fonometrici quando
però mi hanno contattato mi hanno precisato che i limiti di tollerabilità o
meglio i criteri di applicabilità sono diversi a seconda dei casi, in altre
parole mi spiegava che è vero che ci sono leggi che tutelano il diritto alla
salute e al riposo ma è anche vero che alla stessa maniera ci sono articoli
e commi che contrastano questi leggi/diritti a favore di attività che
generano disturbo creando così situazioni paradossali, tipo: i valori di
tollerabilità rilevati da attività notturne tipo bar, sala prove,
discoteche, ristoranti, attività commerciali in genere, sono diversi in
quanto legati ad attività commerciali specifiche quindi tollerabili se
invece gli stessi valori rilevati sono prodotti dal vicino di casa diventano
intollerabili.
La domanda mi nasce spontanea: ma la leggi sono o non sono
uguali per tutti?
A me sembra incredibile che il rumore prodotto dal vicino
viene rilevato dannoso insopportabile per l'orecchio umano e lo stesso
rumore generato da attività commerciali diventa magicamente tollerante!
In attesa di una sua risposta in merito porgo distinti saluti.
Le scrivo per chiederle consiglio sulla mia situazione. Ormai
da un anno e mezzo non si vive più, a causa dei rumori molesti provenienti
da una sala giochi che ha aperto sotto il mio condominio.
Risiedo al secondo piano di un condominio composto da 4
palazzine in pieno centro storico, nella via parallela al corso principale
di una piccola cittadina della riviera marchigiana.
Il piano terra dello stabile è riservato ad alcuni esercizi
commerciali, essendo di ampia metratura, tra cui una libreria, una
cartolibreria e lo studio privato di una pediatra. Tutti questi locali e i
portoni delle palazzine si affacciano sulla galleria comune. Lo spazio ora
occupato dalla sala giochi, grande circa 200 mq, fino a qualche tempo fa era
di proprietà del costruttore del condominio stesso, il quale per tanti anni
lo ha adibito a sede del Circolo Cittadino, poi ha venduto ad un artigiano
della zona che, subito dopo l'acquisto lo ha locato ai titolari della sala
giochi.
Durante i lavori di sistemazione del locale, avvenuto in
tempi rapidissimi, nonostante vari condomini avessero cercato di sapere che
cosa stesse aprendo, sia il locatario che il conduttore hanno taciuto sulla
natura dell'esercizio che stava per aprire. Senza renderlo noto alle
riunioni di condominio né all'Amministratore, hanno fatto tutto alla
chetichella, certi che se noi condomini lo avessimo saputo avremmo scatenato
una sommossa!!!! Dopo qualche giorno, l'amara sorpresa: l'apertura della
sala giochi!!!!!
Da quel momento in poi vivere nel condominio e nella via è
stato impossibile!
I giochi che si trovano all'interno della sala giochi sono di
"ultima generazione", a dire del titolare, e sono parecchio rumorosi. Tra
essi un simulatore di chitarra elettrica ("Guitar Hero"), un simulatore di
batteria, un pugiball, numerosi flipper ed altri.
Sospettiamo che non abbiano provveduto all'insonorizzazione
del locale, dato che in qualunque posto del mio appartamento ci si
posizioni, tremano i muri e si sente la musica. Basti pensare che la mia
bimba di sei mesi si sveglia di soprassalto quando sotto fanno certi giochi
e anche per noi adulti è impossibile pensare di dormire finché la sala
giochi non chiude. I giochi sono appoggiati sui muri della tromba delle
scale e, come se non bastasse, il tipo lascia sempre lucernai, finestre e
porte aperte. Ma in questo modo non cade il principio di insonorizzazione
(supponendo che i lavori siano fatti "a regola d'arte", come dice il
titolare)?
Sia io e mio marito che l'Amministratore di condominio e gli
altri condomini gli abbiamo chiesto più volte di chiudere le porte, ma si è
sempre rifiutato adducendo la scusa che con le porte chiuse perderebbe parte
della clientela perché sembrerebbe chiuso. Impossibile, dato che la sua
musica si sente per tutta la via e anche dal condominio vicino!
Possiamo costringerlo in qualche modo a chiudere le porte,
per cercare almeno di attutire un po' il rumore?
Per tutta l'estate siamo stati costretti ad uscire con una
bimba così piccola pur di riposare un pò i timpani e farla dormire. Anche
adesso, in inverno, il sabato sera rientrare a casa prima delle 1.30 del
mattino è impossibile. Più di una volta è stato chiesto di mostrarci la
documentazione dei lavori di insonorizzazione (tra l'altro tutte
autocertificazioni!), ma fino ad ora hanno fatto orecchie da mercante.
Inoltre, non ha mai esposto gli orari di apertura del suo
locale, quindi non ha orari da rispettare! Ogni giorno apre e chiude in
orari diversi. Più o meno (in base alla nostra esperienza) gli orari che fa
sono i seguenti:
INVERNO:
lun-gio: dalle 15.30 alle 20.30
ven: dalle 15.30 alle 24
sab: dalle 15.30 alle 2 del mattino
dom: dalle 15.30 alle 23
ESTATE:
tutti i giorni dalle 15.30 a oltranza!!!!
Non fanno pausa per la cena e non hanno un giorno di chiusura
settimanale.... ma è possibile?
Abbiamo cercato di informarci in comune all'Ufficio sugli
orari che dovrebbero fare, ma ci hanno risposto che non hanno orari da
rispettare: il nostro comune non ha un regolamento, sono essi stessi che
ogni inizio del mese dovrebbero consegnare gli orari che andranno a fare.
Invece loro, furbescamente, li consegnano il mese dopo! In questa maniera,
anche ad un eventuale controllo della Polizia Municipale, non risulterebbero
colpevoli di non rispettare gli orari!
La clientela del locale è composta quasi esclusivamente da
ragazzini e teen ager, che stazionano per ore sotto la galleria. Fumano
sigarette, mangiano e lasciano i rifiuti in terra, imbrattano i muri,
diventati indecenti, sputano, urlano e bestemmiano in continuazione. Giocano
a pallone con il pallone o con delle lattine vuote a qualsiasi ora del
giorno e della notte, usando come porte i portoni di ingresso. Più di una
volta sono stati beccati fumare canne o a fare sconcerie. Molestano i
passanti e prendono a male parole i vecchietti che frequentano il vicino
Circolo degli Anziani. A chi li ha ripresi o ha chiesto loro di smettere di
infastidire, hanno risposto insultando e gridando. Anche i furti di
biciclette sono all'ordine del giorno. Parcheggiare la propria auto sotto
casa è diventato impossibile: i posti auto sono sempre occupati dai
motorini, e anche quando si riesce a trovare un posto libero, c'è il rischio
di trovare la propria auto devastata.
Senza contare che, essendo frequentato da tale tipologia di
clientela, la galleria è diventata uno dei luoghi di spaccio preferiti.
I nostri garage sono regolarmente usati dai ragazzi come
bagni pubblici per i loro bisogni corporali e, essendo nascosti e bui, anche
come posto ideale per bucarsi. Siringhe ed occorrente sono sparsi ovunque.
Spesso noi residenti siamo stati costretti a richiedere
l'intervento delle Forze dell'Ordine per cercare un po' di tranquillità.
Tutto il rione è stravolto da questa situazione. Lo scorso
anno era stato fatto un esposto al comune per cercare di risolvere questa
situazione. Non avendo avuto risposta, nè essendo stati presi provvedimenti,
quest'anno è stato rinnovato l'esposto, che abbiamo sottoscritto in 107. Dai
primi di settembre, ancora non si è mosso nulla. Che cosa possiamo fare per
risolvere questa situazione insostenibile?
Possiamo fare qualcosa per far chiudere la sala giochi?
Siamo veramente stanchi, soprattutto noi che abitiamo proprio
qui sopra. Sperando in una sua risposta, La ringrazio.
Le scrivo per segnalarle un problema che si protrae da mesi e
per il quale Le chiedo gentilmente un Suo parere.
L’alloggio in cui vivo dal 2006 confina con due unità
abitative, una appartenente alla mia scala (con affaccio su pubblica via)
l’altra appartenente alla seconda scala (con affaccio su piazza).
Il problema riguarda i rumori molesti che provengono
dall’abitazione con affaccio su piazza, occupata da una Signora (locatario)
di cui non conosco le generalità.
Il primo episodio, denunciato sia al proprietario sia ai
Consiglieri della mia scala, risale al mese di marzo 2010 (trattasi del
primo episodio che posso segnalare poiché nei precedenti mesi di gennaio e
febbraio, non ero presente nell’alloggio poiché in fase di parziale
ristrutturazione. Da quanto risulta, l’inquilina ha preso affitto a partire
dal nuovo anno).
In tale occasione, per una trentina di minuti, rumori molesti
(urla, ululati animaleschi, tonfi e imprecazioni con minaccia di suicidio)
si udivano perfettamente dalla cucina (lato cortile del palazzo) del mio
appartamento.
Ho segnalato nell’immediato il fatto ai Consiglieri di scala
ed il giorno seguente alla famiglia con alloggio sul mio stesso ballatoio:
entrambi però non avevano “assistito” allo spiacevole episodio perché si
trovavano nelle camere con affaccio su via e non sul lato cortile.
Ritenendo l’episodio grave, il giorno seguente mi sono
attivata per mettermi in contatto con il proprietario, il quale, alla mia
descrizione dei fatti, ha – con tono infastidito – liquidato il problema
dicendo che forse si trattava di una conversazione telefonica. Non era
assolutamente questo il caso. Per la privacy, non mi ha fornito le
generalità dell’occupante e mi ha detto che se proprio volevo potevo mettere
un biglietto (dai toni gentili) nella buca delle lettere (il cognome del
proprietario compariva ancora sia sulla citofoniera sia sulla buca delle
lettere). Da parte Sua, non sarebbe intervenuto.
Gli episodi si sono ripetuti: urla disumane per la semplice
caduta di un oggetto piuttosto che per l’abbaiare di un cane (una mia
collega, mia ospite, ha chiaramente udito le urla generate probabilmente da
un semplice “bau”).
Nella notte tra il 1° ed il 2 giugno, la signora, intorno
all’una, ha dato in escandescenze, forse perché infastidita dallo scambio di
saluti di un gruppo di persone stazionante sul marciapiede antistante una
vecchia locanda che affaccia sulla piazzetta.
La signora dopo aver, in camera da letto, urlato come un
animale in rabbia, incurante dei miei tentativi (pugni alla parete) di
riportarla al silenzio, ha alzato rumorosamente la saracinesca e ha
minacciato e imprecato contro le persone che si stavano accomiatando.
Lo sfogo della signora è continuato poi in camera da letto.
Ho segnalato questo episodio anche al Consigliere della scala
a cui appartiene questa Signora, il quale confermava di avere sentito dei
rumori ma li aveva associati ad un animale di grossa taglia. Mi ha dissuaso
da presentarmi da sola alla porta di quest’individuo poiché aveva avuto in
passato occasione di vedere una figura maschile, dall’aspetto poco
rassicurante, accompagnarsi con la donna.
L’ultimo episodio risale allo scorso sabato (02 ottobre
2010): in questo caso testimone è stato mio fratello. Io mi trovavo
all’estero.
A partire dalle ore 11.00 e per circa mezz’ora, è stato
disturbato da urla agghiaccianti, ululati animaleschi, tonfi, frasi
indecifrabili, incurante dei tentativi messi in atto da mio fratello di
riportarla al silenzio.
La situazione è diventata insostenibile: l’affittuaria ha
indubbiamente dei problemi comportamentali gravi che stanno pregiudicando
seriamente la serenità di vita (ed il sonno) di coloro che hanno la sfortuna
di avere camere (cucina e camera da letto) confinanti.
In base alla sua esperienza, può servire una segnalazione ai
vigili urbani o alle forze dell’ordine o all’assistente sociale? In questo
caso, siamo indubbiamente in presenza di una persona che non arreca disturbo
per semplice inciviltà ma perché ha dei disturbi di natura – presumo –
nervosa o più. Ho fatto denuncia scritta all’Amministratore del Condominio
che mi ha garantito un Suo intervento telefonico al proprietario e mi ha
consigliato di porre la questione in occasione della prossima Assemblea
ordinaria (nel’immediato non è in programma).
Nel frattempo – tenuto conto che il problema persiste e vista la gravità
degli episodi non può migliorare – posso intraprendere altre azioni?
Le invio i miei più cordiali saluti e la ringrazio
anticipatamente se potrà consigliarmi una strada percorribile per cercare di
risolvere la situazione.
abito da circa un anno al sesto piano di uno stabile di sette
(più terrazza) a Roma. L'ascensore (nuovo) dello stabile passa attraverso
l'appartamento (nello specifico i tre lati dell'ascensore passano per il mio
ingresso, corridoio e la mia camera da letto), provocando un rumore notevole
sia al passaggio di ogni piano che all'apertura delle porte. Inoltre essendo
la cabina motore poco sopra di noi, si sente anche un rumore simile alla
centrifuga di una lavatrice ogni volta che l'ascensore viene messo in
funzione.
Non siamo gli unici inquilini che sentono il rumore (che
spesso ci tiene svegli la notte, con il quale è difficile addormentarsi e
che ci sveglia non appena il sonno si fa più leggero), tuttavia gli
inquilini del settimo piano sono solo degli affittuari e quindi
apparentemente senza nessuna voce in capitolo.
Ci è stato suggerito dall'amministratore di provvedere da
soli e a nostre spese a creare delle pareti fonoassorbenti sui tre lati
all'interno dell'abitazione, tuttavia l'esperto che ho contattato mi ha
assicurato che non avrebbe senso farlo solamente sui tre lati del mio
appartamento perché per eliminare il rumore (o magari renderlo semplicemente
più sopportabile) sarebbe necessario insonorizzare l'intera tromba
dell'ascensore.
L'amministratore mi ha detto che non c'è modo che il
condominio accetti di pagare questi lavori e che, di conseguenza, dobbiamo
"abituarci" al rumore. E' davvero così? Devo accettare che l'ascensore mi
tenga sveglia perché il palazzo non è stato costruito in modo degno e quindi
farmi "cacciare" da casa mia dall'ascensore e dal condominio che non vuole
porre rimedio o ho qualche diritto?
abito da molti anni in un comune dell’hinterland milanese. Da
qualche tempo, nel mio e negli altri comuni del circondario, le
amministrazioni hanno costruito molte fontane, collocandole nelle piazze o
nelle rotatorie stradali.
Sventuratamente una di queste è stata posizionata proprio a
pochi metri dall’edificio in cui abito (al 6° piano). Il rumore prodotto dai
getti d’acqua è assolutamente insopportabile, sembra di essere di fianco a
una cascata. E’ talmente forte che d’estate a finestre aperte è difficile
persino ascoltare la televisione, se non alzando al massimo il volume. Viene
disattivata dalle 22,30 alle 7, ma in ogni caso rimane il problema delle ore
diurne, in cui è impossibile riposare, studiare, rilassarsi ecc.. Da anni
protesto inutilmente con il comune. Cosa posso fare?
Le invio i miei più cordiali saluti e la ringrazio
anticipatamente se potrà consigliarmi una strada percorribile per cercare di
risolvere la situazione.
Vicina di casa con musica a tutto volume tutto il giorno e
tutta la notte
11.07.2010
Egregio dott. Marcello Brugola,
le scrivo perché ormai non sappiamo più che fare con una
vicina di casa che tiene a tutto volume del giorno e della notte la musica a
tutto volume... è sempre ubriaca e la sentiamo cantare e applaudire da sola
durante questi concerti privati che tiene in camera sua, camera che confina
esattamente con la mia e con quella dei vicini che le abitano sopra e sotto.
Nonostante le buone maniere iniziali (va avanti da una vita), ci viene
risposto con minacce insulti vari e incremento del disturbo come ripicca.
Il palazzo in cui abito è un palazzo del comune, abbiamo
fatto sia la lettera di reclamo, sia una denuncia alla polizia, che però
ormai alle nostre chiamate non viene nemmeno più, poiché conoscono il
soggetto che ha più denunce e reati a suo carico che capelli in testa.
Volevo sapere chi posso chiamare visto che comunque il volume
è talmente elevato da disturbare anche la villetta che ci sta di fronte! Si
può considerare come inquinamento acustico?
La ringrazio per l'attenzione, attendo una sua sollecita
risposta. Con i migliori saluti.
sono residente a Napoli, patria della scarsa legalità. Il
primo attore della illegalità è, ovviamente, l'Ente Comune. Allo stadio
Collana, al quartiere Vomero, ogni anno si aprono, per tutto il mese di
giugno le manifestazioni legate alla fine dei corsi di danza. Tutte le
scuole di danza (che ovviamente negli altri mesi guadagnano in altre
strutture) approfittano della pista per dar libero sfogo al suono. La
struttura della pista (murature perimetrali e gradinate) è tale da far
convogliare il suono verso la mia abitazione.
Risultato? Tutto il mese dalle ore 16.00 alle ore 22.00
chiusi in casa al caldo per diminuire la sensazione di fastidio (aggiunga
che per norma regionale, nella zona, non è possibile installare
condizionatori se non quelli del tipo "unico", rumorosissimi). Ma non è
finita.
Terminate le danze del mese di giugno si aprono quelle di
luglio ed agosto. La pista è data in uso ad una scuola di ballo liscio
privata (pare con partecipazione societaria della figlia del direttore della
struttura). Per mia fortuna (sic!) dopo liti (sempre civili), dopo quattro
anni di mail a tutti gli uffici comunali, le serate sono diventate da sette
alla settimana (dalle ore 21,00 alle ore 24,00) ad una alla settimana. Ora
Le spiego perché ho asserito che il primo a non far caso alla legalità è il
proprio comune.
Nel 1998 è stato approvato il piano di zonizzazione acustica
e nella stesso è previsto, per manifestazioni superiori a 3 giorni (come nel
caso in esame) una formale autorizzazione del servizio progettazione e
valutazione ambientale rilasciata sulla scorta di una relazione di impatto
acustico, ovviamente la relazione non esiste.
Mi può consigliare cosa fare tenendo conto che ho
interpellato le forze dell'ordine (che si sono dette incompetenti), la
circoscrizione, il Sindaco (al quale ho inviato, per protesta, la mia
tessera elettorale. Senza ovviamente ottenere alcun riscontro).
L'intervento dell'Organo di Controllo non ha sollevato il
disturbato dalla sofferenza
03.06.2010
Egregio dott. Marcello Brugola,
le scrivo ancora una volta approfittando della sua gentilezza
e della sua professionalità. Nella mia ultima comunicazione del 06.11.2009
le raccontai che il sindaco della mia città e l'ARPA si disinteressavano
delle mie insistenti richieste d'intervento. Dopo ennesime richieste e
velate minacce di un probabile intervento legale, sono venuti i tecnici
dell'ARPA a casa mia. Sottolineo che giorni prima del rilevamento i due
falegnami si sono liberati di alcuni macchinari, essendo stati avvisati
della data del rilevamento dai vigili urbani. Il giorno del rilevamento i
due falegnami non hanno azionato i macchinari che di solito azionano e non
hanno emesso il solito frastuono assordante che emettono quotidianamente.
Dopo questa invasione inutile di tecnici e di vigili urbani a
casa mia, stanca delle numerose ore in cui si è svolta una sorta di “messa
in scena” (in cui era palese che i vigili urbani non avessero la funzione di
controllare la veridicità del rilevamento, ma piuttosto di favorire i due
falegnami non facendo azionare tutti i macchinari e non facendo lavorare il
legno) ho stupidamente firmato le carte, che per me non avevano nessun
valore! Avrei dovuto invece buttar fuori casa tutta quella gente venuta a
prendermi in giro, ma la mia educazione mi ha impedito di comportarmi così.
Sotto la mia firma ho però scritto che i rumori emessi durante quelle ore di
rilevamento non erano nemmeno una piccola parte dei rumori che
quotidianamente vengono emessi dalle due falegnamerie. Il discorso è così
finito... Né l'ARPA, né il sindaco, né nessuno si è degnato di comunicarmi
che dai risultati del rilevamento risulta che i due falegnami possono
tranquillamente continuare a fare i loro comodi emettendo rumori
intollerabili. Difatti la realtà adesso è questa: a tutte le ore emettono
rumori assordanti.
Qualche domenica fa, dopo una notte insonne a causa di
fortissime emicranie, ho perso la pazienza quando verso le 9 del mattino le
mie orecchie stavano esplodendo a causa dei forti rumori, così ho chiamato i
carabinieri. Immediatamente i rumori sono cessati e da allora la domenica
non fanno più rumore (almeno per ora), però il resto della settimana è un
inferno.
Mi sono rivolta ad un avvocato, chiedendo consigli, però non
mi ha chiarito un mio dilemma, che vorrei esporLe: dinanzi alla legge non ha
nessuna valenza la sofferenza di una persona disabile, portatrice di
handicap, malata cronica progressiva? Ha importanza primaria il rilevamento
effettuato da un macchinario (tra l'altro in un rilevamento non obiettivo)
oppure può avere valenza, anche minima, la percezione soggettiva di una
persona malata (ma anche delle persone sane) di un rumore che supera il
livello di tollerabilità umana?
Mi scuso se mi sono dilungata, ma sono davvero esasperata e
mi sembra di aver trovato persino un avvocato che va contro i miei interessi
e che non riuscirà a darmi nessun aiuto. La prego di volermi indicare una
normativa che possa essere dalla mia parte.
La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.
ho letto la sua risposta alla lettera di un lettore dal
titolo "Quando è il Comune a far rumore". Visto e considerato che anche nel
mio Comune si vive una situazione analoga, ho seguito in suo consiglio ed ho
richiesto di avere accesso alla documentazione relativa alla Valutazione di
Impatto Acustico. Il responsabile del Comune mi ha semplicemente mostrato la
delibera della Giunta affermando che per le manifestazioni temporanee è
sufficiente un'autorizzazione in deroga alle norme di zonizzazione acustica
e non serve nessuna V.I.A. come sembra sia previsto dalla legge 447/95, art.
8 dalla L.R. 13/2001, art.8 e dalla delibera della GR Lombardia n. VII/8313
del 8/3/2002 nonché dalla DGR 17/5/04, n.VII/17516. Ho fatto anche notare
che che i livelli di emissione sonora ammessi in deroga (70dB) erano
sistematicamente ignorati (oltre 10dB) come da misure fatte effettuare a
nostre spese l'estate scorsa da un tecnico abilitato dotato di idonea
strumentazione. Anche gli orari erano quasi sempre sforati di 15 o 20
minuti. L'impressione è che all'Amministrazione non importi nulla delle
proteste di una ventina di famiglie e del rispetto delle regole che essa
stessa emana. Ogni anno la situazione peggiora, non ci resta che la
Magistratura per la risoluzione dei nostri problemi.
Possiamo denunciare l'Amministrazione per la mancanza della
V.I.A., omissione di atti d'Ufficio? Anche per i mancati controlli possiamo
denunciare appunto l'omissione e di conseguenza il concorso in disturbo
della pubblica quiete? Vorremmo un suo parere.
volevo complimentarmi per l'ottimo sito e per le risposte
professionali ed esaustive da Lei concesse.
Vengo al dunque per un Suo parere.
Mio padre abita in una palazzina unifamiliare e confina con
un attività agricola che ha al suo attivo alcuni trattori per l'aratura dei
campi. Il rumore provocato dai trattori con motore acceso è insopportabile
sopratutto in primavera ed estate a tutte le ore del giorno e della notte.
Da più di dieci anni, inviti verbali al vicino poi lettere
anche al sindaco, ma niente da fare i trattori sono sempre li che fanno
rumore.
Le chiedo gentilmente quali sono le strade per cercare di
risolvere questo problema.
Affiancamento di una nuovo binario ferroviario ad
un'infrastruttura esistente
06.05.2010
Gentile ing. Brugola le scrivo per esporle il mio problema:
abito in campagna, l'abitazione è situata a pochi metri dai
binari ferroviari. Da qualche anno è stato creato il secondo binario,
intensificando così il passaggio dei treni tra cui anche quelli ad alta
velocità creando un fastidioso rumore e fastidiosissime vibrazioni.
Il mio oltre ad essere un problema acustico è anche un
problema di sicurezza, poiché il muretto a secco che separa i binari dalla
strada(larga 3 metri) confinante la mia abitazione non è più alto di 1
metro.
Cosa posso fare per risolvere questo duplice problema? E'
possibile fare richiesta alle Ferrovie dello Stato di Pannelli acustici che
farebbero anche da barriera protettiva? Se si a chi mi devo rivolgere? A chi
intestare un eventuale lettera?
mi chiamo Michele Marino e abito a Milano, le scrivo per
chiederle un consiglio. Abito in un condominio al piano terra in un
appartamento che affacciandosi su una strada chiusa era silenzioso, ma da
qualche mese hanno aperto nel seminterrato (sopra il mio appartamento) una
sala prova adibita a musica hard rock ed heavy metal, e nonostante i
proprietari dicono di aver provveduto a tutti i lavori di insonorizzazione,
sento in sottofondo i bassi che a volte fanno tremare anche il pavimento.
Mi hanno consigliato di chiamare asl per fare una rilevazione
dei decibel ma non credo che il rumore prodotto sia adatto a questo tipo di
rilevazione, essendo un rumore tipico di basso in sottofondo ma che a lungo
andare diventa veramente fastidioso e provoca mal di testa e nervosismo.
Ho la possibilità di far valere le mie ragioni, o devo
rassegnarmi?
Concertini svolti senza il rispetto dei limiti di rumore
20.04.2010
Egregio ing. Brugola,
lo scorso anno da metà maggio a metà settembre, il venerdì,
sabato e domenica dalle 22.00 fino alla 1.00/1.30 (se facciamo intervenire i
Carabinieri altrimenti proseguono) nel centro sportivo comunale di fronte
alla mia abitazione (in zona residenziale mista) hanno iniziato
intrattenimenti musicali da parte di DJ improvvisati che propongono musica
House utilizzando una consolle, con permesso ottenuto con una DIA dal Comune
che è il proprietario e subappalta la struttura.
Nella DIA presentata al Comune, il gestore autocertificava
che non avrebbe superato i limiti previsti dal criterio differenziale come
previsto dall’art. 2 comma 2 del D.P.C.M. 01/03/91 e art. 9 del regolamento
d’applicazione dei limiti massimi del rumore, presentando una rilevazione
fonometrica misurata in 4 diverse zone all’interno e all’esterno della
struttura utilizzando lo strumento “Phonic mod. PAAZ”.
La pressione sonora rilevata era compresa tra 50 e 70 dB alle
11.30 e tra 52 e 60 dB alle 12.30 (il tecnico ha chiesto di entrare nella
casa di una signora anziana che non sapendo cosa volesse non gli ha permesso
l’ingresso) mentre non era presente nessuna rilevazione dalle 22.00 alla
1.00 periodo in cui effettivamente funzionano a pieno regime i diffusori
acustici.
Il mese successivo dall’inizio degli intrattenimenti, dopo
aver raccolto più di 80 firme di residenti nella zona, abbiamo presentato
esposto al Sindaco per l’elevato volume dell’impianto acustico.
Inviata la richiesta, l’ARPA interveniva circa due mesi dopo,
applicando il differenziale D.P.C.M. 14/11/97 per l’interno delle abitazioni
e riscontrando che il limite era abbondantemente superato.
Ricevuto il verbale dell’ARPA, il Sindaco emanò l’ordinanza
al gestore con l’ingiunzione di provvedere entro 2 giorni agli interventi
per garantire il rientro nei parametri delle emissioni sonore.
Il gestore presentò una contro osservazione attraverso un
legale che dichiarava illegittimo il verbale dell’ARPA in quanto il Comune
non aveva mai approvato un piano d’azzonamento acustico del territorio,
trattando l’argomento solo con delibera consigliare e quindi continuò come
se nulla fosse accaduto fino al 15 settembre data di chiusura della stagione
estiva (ma il Sindaco non avrebbe dovuto inviare all’ARPA la contro
ordinanza ricevuta dal legale del gestore?).
Con l’approssimarsi della prossima stagione estiva abbiamo
chiesto un incontro col Sindaco che ci riceverà sabato 24 aprile e Le
saremmo grati se per quella data riuscisse a fornirci un parere con
argomenti da presentare per riuscire a bloccare l'attività.
Ringraziando per il servizio che svolge a sostegno della
collettività cordialmente La saluto.
abito a Genova e il mio problema è rappresentato dalla musica
ad altissimo volume proveniente dal bar sottostante, con casse posizionate
anche all’esterno del locale. Il bar resta aperto ogni sera (musica
compresa!) ben oltre le 02,00, ora in cui dovrebbe invece chiudere, come da
licenza.
Le domando innanzitutto se e a chi è possibile chiedere il
rispetto dell’orario di chiusura, e quali siano le sanzioni che è lecito
richiedere. Inoltre, dalla lettura di tutta la documentazione depositata
presso il Comune dal gestore, mi hanno colpito due passaggi.
Il primo: nel documento “dichiarazione sostitutiva di nulla
osta acustico con relazione di tecnico in acustica”, ”il sottoscritto
dichiara che per l’attività che si intende esercitare non è prevista
l’installazione e l’uso di sistemi di riproduzione sonora in esterno”.
Il secondo: nel documento avente ad oggetto “Legge n.447/1995
– impatto acustico per nuova attività produttiva” (raccomandata A.R.) si
afferma che “per quanto contenuto nella documentazione pervenuta…nulla osta
in merito all’esercizio dell’attività in argomento a condizione che la
stessa sia realizzata …operando una limitazione meccanica sulle manopole del
volume dell’impianto stereo in modo che al massimo siano emessi i livelli
ipotizzati dal T.C.A.A; della predetta limitazione dovrà essere data notizia
allo scrivente nel settore entro 90 giorni dalla data del presente atto”.
Queste affermazioni scritte sono vincolanti? A chi posso
chiederne il rispetto e l’applicazione?
Sperando in una Sua risposta, La ringrazio anticipatamente.
abito a Milano in Via Castelvetro (zona Sempione) e ogni
lunedì mattina alle 6, dieci minuti in più o meno, vengo svegliato dal
frastuono provocato dagli addetti dell'AMSA che svuotano i bidoni dei vetri.
La mia camera da letto è posta sulla strada, finestre con doppio vetro,
secondo piano.
Volevo sapere che cosa posso fare per risolvere questo
problema che, ho verificato con qualche ricerca su internet, affligge
parecchi cittadini milanesi. Ho già letto il sito del comune di Milano nel
quale vengono descritte le funzioni dell'Ufficio Inquinamento Acustico che
però non ha competenza su lavaggio strade e raccolta rifiuti.
le scrivo per avere un suo parere riguardo la situazione che
mi trovo a vivere da ben 4 anni, da quando cioè ho acquistato un bilocale la
cui camera da letto è posta sopra la cucina di un bar pizzeria ristorante.
Mi era stato assicurato che non avrei avuto alcun problema ma
così non è stato, infatti non sono tanto i rumori dei macchinari
(lavastoviglie, forno...) quanto lo schiamazzo e il vociare del locale
stesso che arrecano disturbo durante le ore notturne. Sento praticamente
anche i discorsi stessi dei clienti come se fossero accanto al mio letto per
non parlare delle canzoni che intonano durante feste, compleanni etc.
Il regolamento condominiale dice che dopo le 22 non si deve
arrecare disturbo tuttavia l'esercizio chiaramente chiude ben dopo la
mezzanotte, il mio amministratore di condominio ha liquidato il tutto con
lettere di richiamo al proprietario ma la cosa chiaramente non dipende
neanche da lui quanto dal fatto che qualsiasi rumore viene comunque
percepito benissimo soprattutto nel silenzio notturno della casa.
Intraprendere un'azione legale nei confronti di un esercizio
pubblico
23.02.2010
Gentile dott. Brugola,
chiedo ancora una volta i suoi preziosissimi consigli.
Abito in provincia di Firenze, mi accingo a intraprendere
un'azione Civile nei confronti del locale posto sotto il mio appartamento.
Sono in possesso della misurazione dell'ARPAT in cui si rileva che il rumore
provocato dal locale ha superato i limiti previsti per legge "cito
testualmente dalla Relazione ARPAT - Il valore d'immissione differenziale
della sorgente disturbante a finestre chiuse è pari a 5.8 e pertanto
superiore al limite imposto di 2.8 d.B(A) - Misurazione effettuata dopo le
ore 22.00-.
Da più parti leggo che per intraprendere un'azione contro il
locale disturbante devo avere l'ausilio di un Tecnico Specializzato in
acustica e di un buon legale. Considerando che sono già in possesso della
misurazione dell'ARPAT effettuata nel mese di novembre 2009, le chiedo devo
comunque rivolgermi ad un Tecnico Specializzato?
Considerando che il disturbo sta provocando in tutta la mia
famiglia gravi problemi di salute, le chiedo: per un eventuale risarcimento
è sufficiente la perizia Medico Legale con allegata relazione di altro
specialista in psichiatria forense e di eventuali dichiarazioni
testimoniali?
Sperando in una Sua considerazione, aspetto i suoi
indispensabili consigli e nell'attesa la ringrazio vivamente per la sua
cordialità e disponibilità.
sono a scriverLe in quanto, vista la Sua competenza, avrei
bisogno di un consiglio su cosa fare.
Circa due anni fa ho acquistato un bilocale (dopo anni di
sacrifici ed accollandomi un mutuo di 30 anni); tale bilocale ha la finestra
della camera da letto che da su una strada dove è collocato un bar.
Ovviamente mi era stato assicurato che tale locale non disturbava, sono
passata più volte prima di fare l'acquisto e così mi sembrava.
Ora mi ritrovo a vivere un incubo iniziato l'estate scorsa.
Tale locale infatti è dotato di area esterna con relativi tavolini ai quali
tutte le sere dal periodo primaverile a quello autunnale giovani e meno
giovani stazionano giocando a carte, urlando, facendo dei veri e propri
schiamazzi fino almeno a mezza notte (durante il w.e. oltre..); considerando
che io lavoro tutto il giorno e mi alzo alle 6.40 desidererei andare a letto
verso le 10.30-11.00 ma la cosa ovviamente non possibile.
Recentemente tale bar ha cambiato gestione ed è arrivata una
compagnia di ragazzi giovani e sbandati (già conosciuti dalle forze
dell'ordine) che tutti i venerdì e sabato notte non ci permettono di
riposare fino alla 1.30-2.00 di notte. (non oso immaginare come sarà la
prossima estate).
Premesso che il bar rispetta i seguenti orari. 6.30 - 2.00 io
Le chiedo se comunque sarebbe possibile far qualcosa per lo meno per far
cessare gli schiamazzi che sono veramente fastidiosi. Sabato scorso nel
cuore della notte mi sono permessa di chiamare il gestore chiedendo se
poteva gentilmente invitare i suoi avventori a moderare i toni ma mi è stato
risposto che quello è un locale pubblico e che lui non ha nessuna
responsabilità.
La informo inoltre che ad inizio anno siamo andati dal
Sindaco con un gruppo di abitanti disperati, il quale ci ha promesso che
avrebbe parlato per lo meno con il gestore per cercare di aiutarci ma dopo
la risposta maleducata che ho ricevuto sabato non credo abbia fatto nulla.
Abbiamo anche problemi con le macchine parcheggiate con il motore acceso
sotto le finestre, e su questo tratto di strada c'è divieto di sosta e
fermata ma i vigili non passano mai nella via.
Spero Lei mi sappia dare qualche dritta su come comportarmi,
lo so che la soluzione sarebbe vendere e cambiare casa ma dopo aver fatto
questo investimento non ho più la possibilità economica di cambiare.
La ringrazio anticipatamente per il consiglio che vorrà
darmi. Le porgo i miei più cordiali saluti.
Ing. Brugola volevo chiedere un parere circa l’apertura di un
bar di fronte casa.
Ho, anzi, abbiamo un problema io e il mio vicino di casa,
abitando in una villa bifamigliare. Da circa otto mesi è stato aperto un bar
di fronte casa nostra, dove, apparentemente è una villa di circa 90 mq. Il
terreno perimetrale non esiste, ma tutto il terreno per una distanza dal
confine mt. 5, di fatto e un lastrico solare fuoriuscente dalla quota “Zero
“ di circa 1 metro, dove il piano interrato è una autorimessa, il bar
utilizza questa area con presenza di tavolini, proprio sul lastrico solare
esattamente al confine della nostra villa, essendo questo piano allo stesso
livello del pavimento del Bar.
Tutto questo spazio a livello del pavimento del locale (già
accatastato come attività commerciale di tipo Uffici, magazzini di vendita e
attività artigianale, tutto corrispondendo al PRG del Comune) è stato
rilasciato una licenza di somministrazione, in contrasto con il PRG stesso
(forse impugnabile).
La presenza di tavolini al confine crea veri disagi oltre al
disturbo della quiete pubblica.
Tutte le parete del locare sono in vetro, costruito proprio
per esercitare una vendita di autoveicoli, attività svolta prima
dell’apertura del BAR . Naturalmente può immaginare i rumori che si sentono
sia a porte chiuse che aperte, a parere nostro le pareti non sono idonee a
ricevere un’attività di somministrazione, ma solo quelle sopra descritte
risultante da PRG del Comune.
La domanda che noi chiediamo come parere dell’esperto:
1. I tavolini possono essere collocati sul citato lastrico
che è retrostante al locale e antistante alla nostra villa? (5 metri dal
confine)
2. I rumori provocati dall’attività possono essere
contestati? (da una visione degli atti amministrativi il Bar ha presenta una
dichiarazione di impatto acustica al Comune, ipotizzando un certo rumore con
un certo numero di persone sia dentro che fuori, in dB, solo sulla carta (ma
non a locale avviato) di appena sotto la soglia 60 db su 65 db consentiti.
Le misurazione sono state fatte da una ditta autorizzata,
presentate dopo l’apertura del Bar. Apertura del Bar il 14.5.2009,
presentazione della valutazione acustica il 28.5.2009 da parte del titolare
della licenza.
Confidiamo in una sua collaborazione. Distinti saluti.
vivo in una villetta a schiera per cui ho due vicini di casa.
Mio marito, chitarrista, ha insonorizzato una tavernetta nella quale mio
figlio, batterista PER HOBBY, ha inserito una batteria. La batteria viene
suonata mezz'oretta al giorno (non tutti i giorni) in orari LECITI : mai la
sera dopo le 21 e mai le mattine e primo pomeriggio.
La mia vicina, persona molto intollerante (non posso in
questa sede descrivere le sue lamentele per tutto: barbeque, gatto, ecc.) si
lamenta (mi ha fatto arrivare un appunto dall'amministratore di condominio a
me e a tutti gli atri proprietari delle villette) descrivendo la situazione
con enorme falsità, ovvero dichiara che la batteria viene suonata
continuamente (mio figlio lavora come designer fuori casa...)e in orari
sbagliati, ecc.
Io, per scrupolo, ho anche chiesto all'altro vicino
laterale/diretto se sente fastidio dal suono della batteria e questo mi ha
risposto che non solo si sente poco (la taverna è insonorizzata) ma anche
per poco tempo (mezz'ora appunto al massimo) e in orari assolutamente non
fastidiosi. Ha inoltre affermato di essere disposto a TESTIMONIARE di fronte
a chiunque questo parere. Tenga conto che invece la vicina che si lamenta
possiede un cane di grande taglia che non solo circola nel giardino
condominiale spesso libero, ma abbaia per ore e ore in giardino, e
soprattutto d'estate è veramente insopportabile. Non ci siamo mai lamentati
perché siamo convinti che tra condomini ci debba essere anche un minimo di
ragionevolezza nel tollerare i reciproci difetti quando questi non superano
una soglia ritenuta sopportabile.
E' questo il punto...la soggettività di quello che viene
ritenuto sopportabile. Mi chiedo: la mia vicina che afferma il falso DEVE
PROVARE in qualche modo quello che sostiene??
a distanza di un anno le torno a scrivere. Premesso che la
mia casa esisteva già da anni prima che la zona fosse destinata a diventare
zona artigianale, da qualche tempo si è insediata a fianco della mia
abitazione un'attività che nel corso degli anni ha installato oltre a un
compressore due condizionatori: uno che usa per il raffrescamento estivo e
uno che funziona durante tutto l'anno perché essendo a pompa di calore viene
utilizzato anche per riscaldare il fabbricato.
Dopo due esposti e numerose chiamate all'ufficio ambiente del
mio comune sono riuscita a far venire l'ARPA a fare i rilievi fonometrici.
Da tali rilievi è risultato che l'azienda supera (e non di
poco) i limiti fonometrici sia diurni che notturni. Il comune ha emesso un
ordinanza firmata dal tecnico competente che impone all'azienda di
provvedere ad effettuare una bonifica su tutti gli impianti confinanti con
la mia abitazione. Il risultato è che non solo l'azienda non ha attuato
nulla di quello che doveva fare ma che nell'unico impianto che ha provveduto
ad insonorizzare, dopo diversi mesi, ha "manomesso" il box staccando i
pannelli e lasciandoli semplicemente appoggiati vanificando completamente la
sua funzione.
A questo punto io non so più cosa fare visto che neanche
l'intervento di ARPA e comune hanno portato a dei risultati. Mi consiglia di
rivolgermi ad un avvocato? Chi mi può tutelare dopo che è stato dimostrato
il superamento dei limiti se l'azienda non ha nessuna intenzione di
rispettare i regolamenti?
Grazie mille per quelli che saranno i suoi preziosi consigli.
il condomino a fianco del mio appartamento ha un
orologio-pendola molto vecchio (dice 200 anni) appeso alla parete divisoria
con la camera dove dormo. Batte tutte le ore del giorno e della notte e con
un tocco anche la mezz'ora. Facile capire che ad ogni scadere dell'ora e
mezz'ora la sveglia è assicurata. Fortunatamente essendo un appartamento
delle vacanze non sempre è abitato.
Ad un incontro pacifico dove chiedevo di risolvere in modo
civile la cosa mi sono sentito rispondere: la pendola è vecchia e deve
assolutamente funzionare, in fin dei conti vengo tre volte l'anno, non posso
spostarla, non fa eccessivo rumore e poi la "colpa" è della parete che non
ripara adeguatamente dai rumori se la disturba si coibenti la parete, adesso
la spengo per consentirle di fare i lavori ma alla prossima primavera la
riapro.
Al momento dopo tre notti insonni facevo presente che avrei
foderato la parete e finalmente ricominciavo a riposare. Tuttavia:
se la parete non ha le caratteristiche fonoassorbenti, come da lui asserito,
perché intervenire su un lato solo? E se fosse, non è compito dei
proprietari, ognuno per la sua parte, portare la parete nei limiti? Chi e
cosa stabilisce un tale intervento? E comunque non è che malgrado
l'inserimento di pannelli alla fine non si risolva un bel niente?
Cercavo un accordo di vivere civile ma, per quanto mi sembra
intuire, il condomino ha palesato il più completo disinteresse alla cosa.
In più parti consigliano di rivolgermi al Giudice di Pace ed
intraprendere causa civile ai sensi dell'art. 844 del C.C. Le chiedo,
confidando nella sua autorevolezza, qual è il suo consiglio? Quale iter devo
intraprendere? Grato di un cenno di riscontro.
P.S. Il condominio è degli anni 80; il regolamento condominiale non prevede
niente circa i rumori.
Quando i venditori ambulanti possono diventare un problema
10.01.2010
Gentile dott. Brugola,
abito nel comune di Afragola (NA). Da anni tutti gli abitanti
di questo rione popolare dove vivo siamo costretti a sopportare un frastuono
causato dai venditori ambulanti dalle 8 di mattina fino alle 8 di sera.
Questi soggetti maleducati e arroganti usano in modo sproporzionato gli
apparati acustici per attrarre l'attenzione di chi è chiuso in casa. Il mio
appartamento si trova al sesto piano eppure alle 8,00 di mattina la sveglia
mi arriva con una violenza enorme da un tipo che vende cornetti tramezzini
graffe e pizzette, e dire che questo tipo come quasi tutti i venditori
ambulanti che girano in questo rione è sprovvisto di licenza ambulante e
anche di quella sanitaria, pensate che con quelle mani luride che usa per
guidare per toccare i soldi le usa anche per toccare cibi praticamente cotti
e pronti da mangiare, questo è solo uno dei tanti.
Più volte ho segnalato il fatto alle autorità comunali sia
online che telefonicamente ma la risposta è: indifferenza totale! Forse
questi venditori sono protetti perché probabilmente sono parenti oppure
amici di qualche personaggio molto influente di questo comune; oppure qui la
civiltà deve ancora arrivare, o forse io vivo nella terra di nessuno e non
l'ho sapevo.
Può darsi che un giorno qualcuno si sveglia male scende in
strada e venga alle mani con uno di questi venditori. Il giornale cosa dirà
in quella occasione: una tragedia annunciata che si poteva evitare? Spero
solo che quel giorno io non sono uno dei protagonisti.
abito in un edificio confinante con una via comunale. La via,
nonostante sia una via secondaria interna in un piccolo comune, è abbastanza
trafficata da auto e camion che spesso transitano a velocità molto maggiori
rispetto ai 50 km/h del limite previsto. Fino alla scorsa estate però il
rumore era tutto sommato accettabile.
La scorsa estate il comune ha pensato bene di mettere un
dissuasore (dosso di gomma) a metà via con l’obbiettivo di obbligare le
auto/camion a rallentare ed il dissuasore è stato messo davanti a casa mia.
Il problema è che il dissuasore oltre ad essere poco efficace
in quanto molte auto/camion non rallentano comunque è anche molto rumoroso.
Ogni passaggio di auto e soprattutto di camion sopra il dissuasore provoca
l’emissione di forti rumori. Da quando è stato messo è praticamente
impossibile tenere le finestre aperte.
Ho già esposto il problema al Sindaco del Comune ed ho anche
raccolto delle firme con i vicini di casa per chiedere la rimozione del
dissuasore. Per il momento però il dissuasore è ancora li.
Le chiedo un cortese consiglio su quali passi fare per
ottenere la rimozione del dissuasore, ringraziando anticipatamente per la
sua cortesia e per i consigli che vorrà offrirmi.
Siamo esasperati dall'inquinamento acustico prodotto dallo
sferragliare dei TRAM. E' un problema di tutta la città ed in particolare
nel nostro incrocio Corso Colombo, Viale Gorizia, viale Coni Zugna , Piazza
Cantore e si estende fino alla Stazione di Porta Genova.
Anche se abbiamo effettuato ripetute segnalazioni (al comune
all'ATM alle zone di competenza) ed inviato esposti, non abbiamo ricevuto
delle risposte soddisfacenti. La situazione è veramente di grande disagio,
perché anche i tram più nuovi stridono e sferragliano, sembra di vivere in
una stazione ferroviaria, anzi in un'acciaieria.
Il Comitato Colombo, Coni Zugna, Gorizia, Cantore, Porta
Genova.
Una situazione davvero insopportabile. Dopo un anno nulla è
cambiato
06.11.2009
Egregio dott. Marcello Brugola,
le scrivo una seconda volta a distanza di un anno, con la
speranza di ricevere ancora una volta i suoi consigli preziosissimi e
altamente professionali.
Un anno fa le descrissi la mia situazione:
"Io sono una disabile, affetta da malattia grave e cronica.
Da dicembre (2007) mi sono trasferita in una casa, in cui il piano terra è
di facilissimo accesso per me, in quanto è sullo stesso piano della strada.
Ho scelto di acquistare questa casa anche perché è dotata di una veranda,
che mi permette di stare un po' fuori, visto che sono sempre in casa. Non ho
fatto i conti però con il "vicinato". Infatti davanti la mia abitazione,
dall'altro lato della strada, vi sono due falegnamerie. Mi avevano detto che
stavano per chiudere, perché entrambi i proprietari sono in pensione, invece
lavorano tutto il giorno dalla mattina alla sera, anche fino alle 20.00,
facendo rumori assordanti tutto il giorno, emettendo polveri
irrespirabili..."
A distanza di un anno le cose (ovviamente?) non sono cambiate
di una virgola, nonostante abbia scritto parecchie volte al Sindaco del mio
Comune e all'Arpa.
All'ultima raccomandata inviata ho ricevuto una risposta per
iscritto da un architetto del Comune che afferma che è stata inoltrata la
richiesta all'Arpa della mia provincia e che devo rimanere in attesa. E'
passato un anno e dell'Arpa neanche l'ombra.
Visto che le mie condizioni fisiche sono peggiorate e che,
avendo una malattia grave, non riesco più a tollerare questi rumori
assordanti (che spaccano i timpani anche a chi non ha problemi di salute)
che cosa mi resta da tentare? Intanto sto cercando una casa in affitto,
lontana da questa inciviltà, anche se, avendo una miseria di pensione INPS
(250 Euro al mese), non so proprio come posso sostenere tutte queste spese.
Forse dovrei denunciare dai carabinieri e dalla polizia
(praticamente ogni giorno) che i rumori sono assordanti? Forse chiamare i
vigili urbani? Denunciare anche il Sindaco, che ha dimostrato di essere
davvero una persona insensibile ed anche abbastanza strafottente? Mi
conviene rivolgermi ad un avvocato? In questo caso (non considerando i
problemi economici) andrò pure contro al Sindaco, perché avrebbe dovuto
essere lui il garante della salute dei cittadini, o no?
Come vede sono molto confusa e molto esasperata. Per me fare
anche i gesti della quotidianità è molto difficile e non so proprio come
fare per risolvere questa tortura. Purtroppo vivere in un contesto di gente
incivile (ho anche il vicino che martella a tutte le ore del giorno)
complica molto le cose. Ho tentato di discuterne civilmente, ma la parola
civiltà rappresenta solo un'utopia.
La ringrazio anticipatamente per la sua cortesia e per i
consigli che vorrà offrirmi.
La presenza del pub rende la vita del vicinato un calvario
01.11.2009
Le scrivo perché sono arrivata veramente alla disperazione
più totale a causa del pub vicino casa mia, abbiamo un muro in comune e io
abito al piano di sopra mentre il pub incollato alla mia casa.
Il problema principale che rende impossibile la vita
tranquilla nella propria casa è la musica altissima che si sente in tutta la
casa vibrazioni fortissime anche del pavimento musica che continua fino a
tarda notte spesso il gestore chiude il pub ma resta dentro con amici e
quindi con musica alta.
Il secondo problema sono i clienti che restano davanti urlano
e creano un chiasso veramente insostenibile, spesso e volentieri sono fonte
di pericolo per il traffico, io per prima ho rischiato più volte di
travolgere i clienti che si spintonano fino in mezzo alla strada; pericolo
fortissimo visto che siamo in piena curva e per quanto uno viaggi lentamente
ritrovarsi le persone davanti alla macchina all'improvviso.
Inoltre, le macchine parcheggiano in doppia fila e creano
spesso frenate degli altre macchine che passano per evitare incidenti questo
sempre in una via molto stretta e in curva, lasciano le bottiglie di vetro
in mezzo alla strada e 2 volte mi è capitato di beccare 2 clienti ad urinare
sui gradini dell'ingresso nella mia casa poco lontana dal pub.
Dopo varie chiamate delle forze dell'ordine dei miei vicini
sono stati gentilmente invitati a non richiamare visto che la persona era
sempre la stessa che chiamava. E' stata una raccolta firme di tutto il
vicinato portata in comune ma che non ha avuto esito di nessun tipo. Io ho
paura di mettermi di persona a denunciare o fare causa al gestore perché ho
paura di eventuali vendette, ho forti ragioni di temere per la mia
incolumità.
Vi chiedo cosa potrei fare e come potrei muovermi senza
doverci mettere per forza il mio nome
la mia vita è diventata un inferno e parlarci umanamente non ha avuto
risultati se non con aria infastidita una risposta io ho la concessione del
comune. Mi chiedo se la concessione viene data per l'esercizio di una
attività ma non è un'autorizzazione al disturbo della quiete pubblica.
abbiamo acquistato un appartamento di 8 unità, 4 per piano,
da 3 anni. Sopra di noi abita una famiglia con tre bambini di 7, 5 e 3 anni.
Anticipando che in media ogni 10 minuti c'è qualcosa che cade, batte,
striscia o urla, ai quali però ci potremmo anche abituare, quello che non
sopportiamo più è quando corrono. Prendendo ad esempio una giornata dalle
08.00 alle 20.30, a parte le ore di silenzio dalle 14.00 alle 16.00 e dopo
le 20.00 perché vanno a letto (fortunatamente), in qualsiasi momento possono
correre e andare avanti anche per ore, soprattutto all'inizio, creando un
rimbombo continuo e fastidioso, tanto da non poter neanche parlare tra di
noi, ascoltare la televisione o studiare visto che abbiamo una figlia di 5^
elementare. Soprattutto all'inizio, perché poi a forza di dirglielo, prima
in maniera gentile, poi facendo gli arrabbiati, coinvolgendo anche
l'amministratore, non salutandoli più, un po' si sono calmati.
Il problema è che, si calmano per un periodo dopo che andiamo
a brontolare, ma poco dopo, ritorna tutto come all'inizio. Ai nostri
brontolii ci rispondono che non è ora del silenzio, che non li possono
legare e che vivendo in un condominio dobbiamo tollerare. Adesso dopo 2 anni
di rimbombi anche solo 5 minuti di corse ci fanno arrabbiare.
E' mai possibile che assolutamente non possiamo avere aiuto
da nessuno, che gli faccia capire che, comunque siano bambini, non possono
farli correre o battere come se abitassero da soli, tanto più che sotto gli
abitano delle persone e non degli animali.
Il rumore della caldaia all'interno dell'appartamento
20.10.2009
Gentile dott. Brugola,
ho comperato ad Agosto un appartamento in una piccola
palazzina in un tranquillo paese fuori Milano. Tutto bene sino a pochi
giorni fa quando è stata accesa la caldaia centralizzata per il
riscaldamento dei vari appartamenti.
L'appartamento si trova a piano terra ed è dotato di taverna.
Il locale caldaia si trova esattamente sotto il mio appartamento ed è
confinante con la taverna.
Dal momento dell'accensione della caldaia si è presentato nel
mio appartamento un fastidiosissimo rumore di fondo, che si avverte
soprattutto nelle ore serali e notturne, determinato dalle pompe per la
circolazione dell'acqua.
Si tratta di un rumore di fondo continuo, non forte, ma con
la presenza di toni insopportabili. Di notte sono costretto a dormire con i
tappi nelle orecchie.
Il rumore si propaga all'interno dell'appartamento e sembra
provenire direttamente dal pavimento. Ho subito avvertito il costruttore e
sono molto preoccupato della situazione.
Le chiedo un cortese consiglio su quali passi è necessario
fare per tutelare i miei interessi e per trovare una soluzione tecnica al
problema. La ringrazio.
Gli schiamazzi dei bambini di una scuola elementare
20.10.2009
La mia casa confina con una scuola elementare, lo scorso anno
la direttrice ha avuto la felice idea di trasformare il cortile in un parco
giochi, anche se noi non eravamo d'accordo, ha installato uno scivolo, un
altalena ed altri giochini. Nonostante la nostra insistenza lei ha fatto
come voleva (premetto che le finestre della camera da letto mia e di mia
figlia, e la cucina anche se sono più alte si affacciano sul cortile
giochi).
Le maestre per il bene dei bambini mettono i giochini mobili
(casette bruchi scivoli piccoli) nella zona più riparata sotto le mie
finestre per la mia gioia. Non si può nemmeno parlare al telefono figurarsi
riposare e senza nemmeno una pausa perché fanno a turno tutte le classi.
Ho fatto diverse lamentele col dirigente senza nessun
risultato, sentendomi dire, che essendo una scuola sono autorizzati a fare
schiamazzare i bambini anche negli orari di riposo. Non riesco a darmi pace
e chiedo se tutto questo è lecito.
ormai sono due anni che io e mia moglie viviamo nella nostra
casa in un paesino nel quale c'è una chiesa a circa 50 metri da casa nostra.
Le campane sono diventate per me, ma soprattutto per mia
moglie, un vero e proprio incubo! Oltre a suonare 24h/24 le ore e le
mezz'ore la domenica dalle 7.30 alle 12 ogni quarto d'ora, suonano a festa
con un livello acustico talmente forte che nemmeno con le finestre chiuse
(doppi vetri) e il televisore a tutto volume si riesce a coprire il suono
delle campane!
La domenica è per noi l'unico giorno di riposo ma purtroppo
non riusciamo più a dormire, nemmeno con i tappi antirumore.
Siamo una coppia giovane, tolleriamo tutto, musica, feste di
paese, cani che abbaiano, ma dopo 2 anni di domeniche insonni proprio non ce
la facciamo più, non sappiamo proprio cosa fare visto che ne il comune ne la
curia nemmeno ci ascolta.
Rumorosità provocata dall'unità interna dell'impianto di
condizionamento
15.10.2009
Gentile Dott. Brugola,
nel 2008 venivano istallate nel mio appartamento due unità da
18000 btu per il condizionamento canalizzato del soggiorno e delle 3 camere
da letto.
All'accensione delle macchine venne subito da me lamentata
una elevata rumorosità provocata dalle ventole degli split interni.
Dopo inutili tentativi di risoluzione del problema nel 2009
viene richiesta al tribunale di Roma la nomina di un CTU per la rilevazione
delle emissioni sonore. I rilievi sono stati effettuati a luglio 2009 sul
rumore emesso da una sola unità perché la seconda (soggiorno) non funziona
dal giugno 2008.
I risultati dei rilievi fonometrici sono i seguenti: 44 dB(A)
camera da letto 1 – 41 dB(A) camera da letto 2 – La macchina esce dalla casa
dichiarando 38 dB(A).
Il tecnico precisa che “l’emissione di rumore di
condizionatore all’interno dei locali non ha un limite prestabilito per
legge, ad eccezione degli ambienti di lavoro. Si potrebbe dunque parlare di
valori medi di impianti all’interno delle abitazioni che istallazioni
similari sono compresi tra 35 e 41 dB(A) cadauna che equivalgono a 38 – 44
dB(A) per due unità, in linea con quanto rilevato strumentalmente”.
I valori di riferimento sono: 38+3 = 41, perché secondo lui
il valore dichiarato dalla casa va maggiorato di 3 dB(A) per la presenza di
2 macchine ma, ovviamente per sua stessa ammissione ne abbiamo potuta
accendere solo una, o quelli del DPCM 1/3/1991 sull’inquinamento acustico
che dichiara 50 dB(A) notturni esterni per zona III dove noi risediamo.
Volevo sapere se le conclusioni del CTU sono giuste e se nel
mio caso possono essere prese in considerazione normative più attuali e
forse anche più specifiche come il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 recante
“Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.
Attendo fiduciosa una Sua risposta e La ringrazio in anticipo
per il Suo gentilissimo interessamento.
purtroppo il nostro caso sta causando danni ben più gravi di
quanto ci aspettassimo, dato che la perdita del sonno si sta traducendo in
effettivi problemi di salute e perdita della concentrazione mettendo a
rischio anche il nostro lavoro.
Da qualche mese io e la mia compagna abitiamo in affitto in
un condominio all’interno di un residence molto popolato. Abbiamo arredato
casa senza sospettare quanto sarebbe successo. Nessuno (né il padrone di
casa, né il portinaio, né l’amministratore, né i condomini) ci aveva infatti
avvertito del fatto che l’appartamento “confinante” con il nostro è occupato
da un’anziana signora con problemi mentali. La signora è ferma in un vano
che è adiacente alla nostra stanza da letto.
Inizialmente i lamenti continui ci hanno fatto rinunciare al
sonno pomeridiano anche in orari “protetti”, ma capendo la situazione
drammatica vissuta dalla famiglia abbiamo tollerato. Ma ultimamente malgrado
gli sporadici interventi dei parenti e della badante, i lamenti, le urla, le
frasi ossessive, le drammatiche richieste di aiuto, si ripetono senza alcuna
sosta anche di notte, spesso anche fino al mattino. Devo sottolineare che il
suono è fortissimo e ininterrotto anche per 5-6 ore di fila e che almeno due
notti a settimana rinunciamo letteralmente a dormire.
Abbiamo provato “con le buone” a spiegare il problema ai
vicini, chiedendo cortesemente di cercare una soluzione che vada oltre la
semplice "camomilla serale", o semplicemente di spostare la signora in
un’altra stanza, dato che è costantemente sdraiata a pochi centimetri dal
nostro capezzale. La risposta è stata un secco “no”, il suggerimento di
spostare la nostra stanza da letto (cosa impossibile adesso a causa di
difficoltà economiche, ma che probabilmente neppure risolverebbe il problema
data l’entità dei suoni), e addirittura la richiesta di non lamentarci data
la “situazione tragica”.
Abbiamo preferito non rivolgerci all’amministratore o alle
forze dell’ordine proprio perché solidali con il loro problema, ma
paradossalmente è stata la famiglia della signora a rivolgersi
all’amministratore quando una notte, esasperati da mesi di insonnia, ci
siamo permessi di “battere” sulla parete in segno di protesta dato che dopo
ore di urla nessuno (familiari o badante) era intervenuto.
Ormai passiamo per i classici cattivi e insensibili, ma il
problema sta producendo reazioni cliniche anche al di qua della parete
incriminata (insonnia ormai cronica, tremori, problemi di memorizzazione,
emicranie, alopecia, perdita di equilibrio, ecc.).
Eravamo convinti che il buon senso portasse ad un’unica
semplice soluzione: lo spostamento o l’insonorizzazione della camera della
signora. Ma siamo additati come cinici e liquidati con un “dovete capire la
situazione”.
Cosa possiamo fare? Avremmo preferito evitare gli scontri, ma
è una questione di salute.
a febbraio 2008 ho acquistato alcuni opifici confinanti con
la statale 16 Bis a Bisceglie in provincia di Bari per trasferire la mia
attività dopo 37 anni da Modugno sempre in provincia di Bari.
La mia attività consiste in una fabbrica di lampadari con
assemblaggio dei vari componenti e non produciamo alcun rumore che possa
infastidire i vicini. Gli opifici da me acquistati sono a schiera e quindi
confinanti con altre aziende.
Ho trovato già un terribile problema, infatti di fronte a
noi, dall'altro lato della statale, esiste un depuratore che emana degli
odori insopportabili sino a sentirsi male, tutti i giorni a tutte le ore è
impossibile resistere. Ho fatto varie segnalazioni ed una emittente
televisiva locale Telenorba è venuta sul posto, ha constatato il problema,
ha mandato in onda il mio reclamo e quello dei vicini e anche tante altre
segnalazioni al Comune, alla Provincia, alla Regione sono tutte andate nel
vuoto più assoluto.
Dal mese di agosto si è aggiunto un altro grandissimo
problema di natura acustica, accanto al mio opificio una ditta ha preso in
affitto l'opificio confinante che produce rumori assordanti dalla mattina
alle 07.00 ed anche prima a volte e sino alla sera anche sino alle 20.30 con
un intervallo al massimo di 30 minuti alle 13.00 e non sempre staccano per
mezz'ora.
Vorrei cortesemente essere consigliato sul come posso
comportarmi, quali leggi mi cautelano, a chi mi posso rivolgere e se ho
possibilità di risolvere i due grandissimi problemi.
Attendo fiducioso una Sua risposta. La ringrazio per il Suo
gentilissimo interessamento salutandoLa con tanta stima, da diverso tempo la
leggo su questo sito, complimenti comunque.
complimenti, non di prassi, per il sito che ho scoperto
casualmente e che mi ha dato molte informazioni, in maniera chiara. Le
espongo comunque il mio problema.
Il (solito) pub che si è insediato sotto casa (abito al primo
piano) e che mette musica fino alle 02.00 di notte tutti i giorni.
Prima dell'apertura il proprietario ha fatto fare una
rilevazione da un tecnico. Ricordo chiaramente - ero presente - che allora
non comprendevamo nemmeno se il cd di prova fosse acceso o no. Adesso invece
sento distintamente la musica ed in particolare i suoni bassi, cosa che
disturba moltissimo i miei tentativi di addormentarmi. Per non parlare dei
rumori per sistemare sedie e tavoli ma quelli almeno, per quanto perniciosi,
avvengono solo alle 2:00 ovvero all'orario di chiusura e sono di durata
limitata.
Abito a Roma, e vorrei sapere come comportarmi. Mi conviene
far effettuare prima una rilevazione da un mio tecnico e poi diffidare la
proprietà? E in caso affermativo, che costi può avere tale rilevazione ?
Abito in zona pedonale, con un discreto schiamazzo di fondo
dei frequentatori dei numerosi locali, ma il rumore più insopportabile è
proprio quello dei bassi della musica: devo chiedere una qualche rilevazione
particolare?
A quale autorità devo rivolgermi ? Finora ho sopportato,
protestando civilmente ma con nessun risultato (abbassano per mezz'ora e poi
rialzano il volume), adesso sono deciso ad andare fino in fondo in tutte le
sedi: me lo da un consiglio sull'iter da adottare?
Grazie in anticipo, continuerò a leggervi sul sito.
P.S. Il regolamento di condominio, contrattuale, vieta di
diffondere musica ad alto volume dopo le ore 22:00 che è esattamente l'ora
in cui loro iniziano con la musica.
Quest'estate mi sono ritrovato un palco a 20 metri da casa, a
Marina di Castagneto Carducci, dove il comitato turistico ha organizzato
spettacoli di vario genere (una trentina da fine Giugno a fine Agosto), tra
cui alcuni musicali (uno o due a settimana) fino alle 23:30 e talvolta fino
alle 02:00 antimeridiane con musica da discoteca (in casa a finestre chiuse
il rumore esterno sovrastava la televisione).
Inutili le proteste per il livello eccessivo del volume
inoltrate ai vigili urbani che si sono limitati a confermare la presenza
agli atti della deroga, inutile la protesta con il comitato stesso che
ritiene di agire nell'interesse generale (ma è formato solo da operatori
commerciali e/o turistici), inutile il contatto con il sindaco che ritiene
che il sacrificio di una ventina di famiglie (proprietarie delle case nella
vicinanza del palco) sia un giusto prezzo, in barba alla presenza di
anziani, bambini e semplici persone che magari il giorno dopo devono
lavorare.
Come nota di colore ricordo che il comune, quest'anno, ha
pure proibito l'uso dei tagliaerba tra le 13:00 e le 16:00 per tutelare il
riposo, salvo poi autorizzare lo spazzamento meccanizzato alle 07:00 del
mattino con soffiatori.
Ci siamo organizzati in un comitato e a fine Agosto abbiamo
inviato una diffida (corredata da una trentina di firme) al sindaco per
violazione dell'art 659 del codice penale (non della legge sul rumore). Il
comitato turistico ne è stato informato e ha organizzato un raccolta di
firme tra i turisti per difendere le loro iniziative.
Nessuno ha mai fatto una misura, quelle fatte con iPhone
davano valori tra i 70 e 80 dB già a 30 metri di distanza.
La disputa sarà lunga.
Mi chiedo se il comune che autorizza in deroga certe
manifestazioni, di cui magari è sponsor, non sia in conflitto di interessi.
Possiedo un appartamento estivo (lo comprò mio padre nel
1965) situato a San Benedetto del Tronto (AP) situato a piano terra sul lato
nord-ovest (per intenderci la parte opposta alla facciata principale della
palazzina, quella che da sulla strada, ovvero lato est) con un terrazzone di
circa 25 mq.
Successivamente, verso la prima metà degli anni '70 hanno
costruito a fianco un hotel, un edificio di tre piani. Lo spazio tra le due
costruzioni non supera gli 8-10 metri.
Il problema è dato dalle cucine dell'hotel che sono adiacenti
alle mie finestre dove è situata la camera da letto e tra preparazione,
pranzo-cena, pulizie il rumore è continuo dalle 7 di mattina fino alle 10 di
sera, intervallato da brevi momenti di inattività tra le 10 e le 12, tra le
15.30 e le 17.30. Premetto che lavorano (per ovvi motivi) sempre con le
finestre aperte e non mancano urla di richiamo e comunque vociare tra i vari
dipendenti oltre a rumore di piatti e posate (oltre a rumori tipo: mannaia
che batte sul tagliere per ricavare costolette dal pezzo intero di carne:
come un martello pneumatico). Tutto ciò è aggravato dall'unità esterna di un
condizionatore che serve a raffreddare tutta la lobby (reception, bar,
ristorante) unità di marca "MITSUBISHI" che, ho controllato, è fuori
catalogo da più di 15 anni, e produce un ronzio insopportabile specie nelle
ore dei pasti quando mangiamo in terrazzo.
Come se ciò non bastasse, l' hotel è fornito di un passo
carraio con un vialetto di accesso che si aggira sui lati sud e ovest
(quindi fin sotto le finestre) che viene utilizzato a mo' di deposito, anche
di rifiuti, oltre che all'accesso dei vari mezzi che arrivano con le merci
per rifornire la cucina (ovviamente alle 7 di mattina).
Lascio alla Vostra immaginazione i rumori e il vociare
sostenuto che si generano. Naturalmente il passo carraio è fornito di un
cancello che ogni volta che viene chiuso a mano (essendo sprovvisto di un
sistema automatico o perlomeno di smorzamento).
Inquinamento acustico e luminoso su territorio privato
30.07.2009
Da quasi due anni vivo in un condominio a Milano, nel quale
vi è la sede di una sala prove musicale.
Il condominio è composto da ingresso con passo carraio,
disimpegno coperto con le scale per raggiungere i vari appartamenti e più
avanti un cortile all'aperto completamente circondato dalla struttura del
condominio stesso e dei condomini adiacenti, creando come una gigantesca
cassa di risonanza. In questo cortile è situato il mio appartamento, con
porta d'ingresso e finestre direttamente "a vista", e di fronte a poco più
di soli 5-6 metri c'è il suddetto stabile comprendente la sala prove.
A differenza di quanto si possa subito pensare, non è
l'inquinamento acustico provocato dalle prove musicali che arreca disturbo,
in quanto tutto sommato la sala prove è sufficientemente insonorizzata da
non arrecare un vero e proprio disturbo. Il problema è di natura umana, non
tecnica.
La sala prove è aperta tutti i giorni, comprendendo la
domenica, dal primo pomeriggio (beati i proprietari che non devono
svegliarsi alle 7 di mattina per andare a lavorare), fino a notte fonda,
spesso anche fino alle 2.30 del mattino (qualche notte fa alle 3.45 era
ancora aperta...). Questo comporta un via-vai senza sosta di clienti, più
esattamente definibili "individui senza rispetto del prossimo", che non
tengono affatto conto di trovarsi in un condominio privato ad uso abitativo.
Non solo quando entrano ed escono dalla sala, ma come se non bastasse si
fermano a sostare praticamente sotto la mia finestra a fumare (sporcando il
cortile) e parlare nella maggior parte dei casi a voce alta, con schiamazzi
e forti risate.
Spesso è accaduto che addirittura i proprietari e lo staff
erano i protagonisti di tali vicende, a volte ai limiti dell'incredibile
(una sera alle 00.30 qualcuno si è messo a fare bricolage in cortile
scartavetrando un'asse di legno). Costoro inoltre parcheggiano i propri
mezzi nel cortile, e ciò comporta una moltitudine di forti rumori durante le
operazioni di mobilitazione. Quando vengono chiuse le saracinesche della
sala prove (ben 4), posso garantire che nel mezzo del silenzio della notte,
è come se stesse avvenendo un terremoto. Ribadisco che tutto questo avviene
dalle 22 alle 2.30 / 3.00, come se fossero le 17.00 del pomeriggio.
Inoltre sulla parete della sala prove sono installati due
grandi tubi di neon ad alta luminosità che illuminano a giorno tutto il
cortile 24 ore su 24, irradiando completamente il mio appartamento e la
stanza in cui dormo (o meglio cerco di dormire). So che esistono delle norme
a riguardo, ed ovviamente in questo caso non vengono rispettate.
Come se tutto ciò non bastasse, ci sono diverse famiglie che
arrecano disturbo in orari notturni, soprattutto nello stabile adiacente
(che però come citavo in precedenza ha il cortile in comune al mio).
Trattasi di uno stabile multietnico in cui vivono anche molte persone in uno
stesso appartamento, presumibilmente illegalmente.
A proposito di illegalità, aprirei una breve parentesi; ieri
notte, non riuscendo a prendere sonno, sono uscito a prendere un pò d'aria
ed ho notato dei loschissimi movimenti che farebbero pensare chiunque
trattarsi di racket di prostituzione, e spaccio di stupefacenti. A proposito
di ciò informerò di certo le forze dell'ordine, sempre che già non ne siano
al corrente, adottando un'imbarazzante omertà. Chiusa parentesi
"illegalità".
Parlando con qualcuno, ho notato che sono uno dei pochi
inquilini che soffre di tutto questo, forse perché la maggior parte degli
abitanti è proprio la causa? Rassegnazione? Depressione da stress?
Tornando al discorso della sala prove, quasi ogni notte mi
ritrovo a dover scendere dal letto, in mutande, ed uscire in cortile per
cercare di far capire a questi individui che a neanche 10 metri ci sono
persone che dormono, in quanto la mattina seguente devono andare a lavorare.
Ed una volta mi sono sentito dire dal proprietario della sala prove: "Ma và,
non ci credo che stavi dormendo a quest'ora! - Ma cosa vuoi, è solo
mezzanotte!"... e via dicendo. Appunto, mezzanotte... Non credevo alle mie
orecchie.
Da quel giorno ovviamente ho preso posizione e non voglio
averci più nessun tipo di contatto. Nel contempo non intendo rassegnarmi.
Non riesco più a vivere in questo modo, ed ho la certezza di essere nel
giusto.
Abito a Bussero, un paesino in provincia di Milano. Il mio
appartamento di trova sul vialone principale del paese e, purtroppo, di
fronte ad un campo sportivo. Dico purtroppo non a causa dello sport che si
pratica (il calcio) ma perché ogni anno, lo spazio erboso comunale adiacente
al capo sportivo, viene utilizzato per ogni sorta di feste paesane: feste
popolari, luna-park, concerti musicali giovanili!
Il nostro palazzo è proprio a 50 metri di fronte e vi lascio
immaginare che è come avere la festa in casa. Il massimo si raggiunge a
giugno con i 10 giorni di rock festival giovanile. Audio altissimo stile
concerto San Siro di Milano sino le 24, schiamazzi che procedono anche sino
le 3 di notte!
Vorrei farvi capire il disagio che si crea nelle nostre case
considerando che come me, ci sono famiglie con bambini piccoli (io ne
possiedo 2 di 2 mesi e 4 anni). Quest'ultimi non riesco ad addormentarsi e
stanchi dal sonno si innervosiscono, piangono e passiamo interminabili
serate chiuse in casa (con 26 gradi fuori) cercando di attutire i rumori.
Ovviamente in casa non si riesce a comunicare tantomeno a
riposare, andando a lavorare il mattino seguente, stravolti!
Termino facendo notare che il paese è attorniato da ettari di
campagna anche demaniale, ma il comune preferisce concedere questo spazio
perché situato al centro del paese, quindi comodo da raggiungere (forse per
i famigliari e amici del sindaco e giunta comunale!!!).
Come procedere? Fare querela? abbiamo qualche diritto le 24
famiglie che vi abitano di fronte?
Cosa fare quando si hanno vicini che la parola "rispetto per
la comune convivenza" non sanno neanche come si scrive?
Abito a Mentana da ormai 18 anni. Ho sempre ritenuto che
fosse un paesino tranquillo, ma la quiete latita da ben tre anni. Si, perché
tre anni fa si sono disgraziatamente trasferite nella via nella quale
abitiamo noi (Via Sabina) due "gentili signore", madre e figlia, che
evidentemente non hanno mai avuto familiarità con le parole "rispetto" e/o
"educazione".
Già dalla precedente abitazione portavano un cagnolino
piccolo, che non sarebbe neanche stato un problema per nessuno (dato che non
si vede e non si sente), se non fosse che poi hanno pensato bene di adottare
altri 5/6 cani trovatelli che non mancano di abbaiare ad ogni ora del giorno
e della notte, causando disagio ai residenti più anziani (inteso come
"persone che vivono da più tempo",e soprattutto anziane d'età). Dopo varie
insistenze,siamo riusciti a convincerle a mettere almeno 3 dei cani più
"molesti" dentro casa nelle ore notturne e il pomeriggio...cosa che è durata
poco, visto che spesso si "dimenticano" di farli entrare.
La cosa più sconvolgente, è che le "signore", che risiedono
in un'abitazione dotata, come le altre, di citofono e campanello alla porta,
ogni volta che ritornano, per avvertire chi è in casa, suonano il clacson.
Non gli basta suonarlo una volta, lo suonano ripetutamente. E questo si
ripete sia alle 13,00/ 13,30, sia alle 20,00/20,30... quando la gente
NORMALE è a casa e si vuole rilassare.
Il culmine si è raggiunto ieri sera, quando un "gentilissimo
signore" amico della figlia di questa vicina molesta, è venuto a prendere la
"gentile signorina", strombazzando il clacson a tutto spiano, neanche stesse
facendo un concerto (per la cronaca...con il clacson ha replicato il suono
di un nuovo messaggio arrivato al cellulare...e non era il classico "bip
bip-bip bip", ma la versione più lunga, purtroppo). Dato che la "signorina"
era restia dal farsi vedere, ha pensato bene di replicare la sinfonia, tanto
è vero che si è affacciata praticamente tutta via Sabina. Da specificare
l'orario: erano le 22,00 circa.
Ora...sono un paio di estati che io e la mia famiglia siamo
impossibilitati a muoverci, e da ben due estati viviamo in questo disagio.
Anche se è un disagio che purtroppo viviamo tutto l'anno. Dato che mi sono
stancata, e con me tutti gli altri vicini, di questi rumori molesti, dato
che prima che si stabilissero qui le "gentili signore" era una via più che
tranquilla, vorrei sapere se si può procedere ad una denuncia, e se si, a
chi eventualmente ci si può rivolgere, se una denuncia ai carabinieri và
bene, o se bisogna rivolgersi anche al sindaco.
Purtroppo con il dialogo c'è poco da fare, le signore, quando
gli si fa notare che sono "un po troppo rumorose", si straniscono anche...come
se fossero padrone della strada!!!
Perdonate la lettera prolissa,e grazie anticipatamente.
Buon giorno, vivo a Pisa e confino con un cinema teatro con
bar incluso e da circa 6 anni lotto con queste persone in quanto il rumore
prodotto da suddetto locale spesso non permette nemmeno l'ascolto della
televisione, radio o il normale parlare delle famiglia.
Anni fa ho fatto ripetuti esposti al comune, ASL e ARPAT che
hanno prodotto poco o niente in quanto il teatro e ancora aperto e produce
sempre più rumore facendo spettacoli e concerti rock.
Circa 3 anni fa e intervenuta ARPAT e ha fatto delle
rilevazioni a sorpresa durante lo spettacolo e ha rilevato un rumore
differenziale superiore di ben 5 volte al normale, ha eseguito la sanzione e
inviato documenti al comune, il quale ha fatto riaprire il teatro con alcune
limitazioni: obbligo del limitatore (che nessuno ha mai piombato) e divieto
di montaggio di strumenti e amplificatori esterni che emettano emissioni non
controllate.
Il teatro ha eseguito in casa mia ad aprile 2009 le sue
valutazioni con macchinari e personale esperto dicendo e promettendo le
contromisure del caso. Aggiungo che il teatro è privo di qualsiasi impianto
di insonorizzazione e che mai nessun tecnico del comune o ARPAT ha mai
verificato l'uso improprio del limitatore che poi dovrebbe essere stato
tarato in base alle valutazioni dei tecnici del teatro.
Ho chiesto l'intervento del proprietario del locale (in
questo caso il rettore del seminario di Pisa), e ho telefonato varie volte
al direttore del teatro che come risposta mi ha mandato una diffida del suo
avvocato a non parlare più col rettore a non telefonare più e a non
intraprendere nessun discorso con enti locali che sarebbe considerato come
diffamazione.
Allora mi chiedo dopo 6 anni come si possa far smettere
questo disagio che porta moglie e bambino a non riposare ne la notte ne il
giorno (periodo nel quale si effettua prove degli spettacoli). Gli
spettacoli vanno dalle 22 alle 24 e alle volte pure oltre, mi viene detto
che la valutazione ARPAT non e più valida anche se le condizioni interne non
sono cambiate in niente. Possibile che nessuno possa far terminare le
emissioni che produce?
siamo una giovane coppia che abita nel centro storico di
Cagliari e gestisce un bed and breakfast. Nel nostro stesso palazzo,
esattamente due piani sotto la nostra casa, è stato aperto un locale che si
definisce "caffè, sala da the, ristorante" ma che dal mese di maggio ha
iniziato l'attività di vero e proprio disco bar con deejay all'aperto nelle
notti del giovedì, venerdì e sabato a partire dalle ore 23/24. Ne segue un
intasamento del traffico conseguente allo stazionamento di auto e svariate
decine di avventori fuori del locale che concorrono con schiamazzi e
strombazzamenti di clacson a rovinarci il riposo notturno.
Abbiamo chiesto, prima al gestore d'interrompere tale
molestia che ci troviamo a subire con i nostri ospiti che spesso partono la
mattina successiva, ricevendo un'arrogante rifiuto, poi, l'intervento della
Polizia Municipale che ha eseguito ben tre verbali.
La Municipale ci ha anche confermato che la concessione del
Comune prevede la diffusione esterna nel plateatico del locale, di musica
"soft" sino le 24 con silenzio assoluto dopo tale orario sino alla chiusura
obbligatoria alle 2.
Assieme ad altri cittadini abitanti nel rione, abbiamo
presentato un esposto al Comune allegando ben 30 firme! Ora, poiché la
situazione continua: figuriamoci che appena i Vigili se ne vanno la "musica"
viene riaccesa sino anche le 2:30, vorremmo sapere perché non vi sia stata
ancora la chiusura o comunque l'interruzione dell'attività di questo locale,
o forse c'è altro che possiamo fare?
Grazie anticipatamente per la risposta, un cordiale saluto e
complimenti per questo portale che ci è stato di notevole aiuto.
Salve, da metà novembre scorso vivo a Mantova in una casa in
affitto posizionata in una via abbastanza centrale parallela a una arteria
di circonvallazione e alla Ferrovia. Stranamente queste due vie di traffico
non nuocciono alla tollerabilità del rumore. La strada dove si trova la casa
dove vivo però si. Trattasi di una strada con pavimentazione ciottolata, a
senso unico ma con una corsia preferenziale in direzione opposta che
dovrebbe essere utilizzata solo da mezzi pubblici, di soccorso e forze
dell'ordine oltre che eventuali autorizzati (disabili, ecc..).
I problemi di questa strada che ho segnalato più volte alla
polizia locale sono i seguenti:
1) Anche se non posso verificare personalmente con strumenti
"autorizzati" le macchine che passano nella corsia a senso unico vanno
troppo veloci, se non per eccesso di velocità almeno per la pavimentazione
stradale che essendo ciottolata provoca grandi rumori. Si tenga presente
anche che non essendo asfaltata, la pavimentazione è abbastanza irregolare
per cui sono presenti dossi e cunette che nel passaggio provocano anche
rumore non solo per i ciottoli in se quanto per l'ondeggiamento del mezzo
conseguente.
2) Talvolta pur essendo strada urbana si assiste ad auto che
sorpassano a forte velocità anche se non consentito.
3) Si assiste anche, soprattutto nelle ore notturne, a
macchine veramente al di sopra del limite poiché meno trafficata.
4) Gli autobus non sono esenti da questi discorsi sebbene
usino la corsia a loro riservata, se non devono fermarsi alla fermata vicino
a casa mia proseguono aumentando la velocità. Sottolineo che tali autobus
sono di tipo vecchio cioè a gasolio, cosa che provoca ancora più rumore
dovuto all'accelerazione.
5) Molto spesso il traffico è superiore al normale e si
assiste ad un uso improprio o presunto tale della corsia preferenziale. Tale
sospetto è stato confermato dalla polizia locale (vedi sotto nelle risposte
ricevute).
6) In 2 punti di questa strada ci sono bidoni per immondizia
e vetro/alluminio (equidistanti più o meno dalla mia abitazione circa 200 m)
che vengono vuotati sempre a orari mattinieri che vanno dalle 5 alle 6.
7) Ogni mattina passa il mezzo di pulizia stradale che fa
parecchio rumore nel pulire il ciottolato con le spazzole.
8) Dato l'elevato traffico e l'utilizzo di autobus a gasolio
anziché elettrici l'inquinamento della via non è trascurabile e spesso ci
costringe a chiudere le finestre con tutte le conseguenze del caso. Mi
sembra di vivere in un bunker. Capisco d'inverno, ma ci stiamo avvicinando
alla stagione estiva e non voglio morire soffocato!
Si tenga presente anche che questa via si trova proprio
parallela ad una arteria principale che a mio avviso sarebbe da utilizzare
al posto della via in questione. La mia abitazione si trova affacciata a
questa strada ed è al primo piano.
Alle mie lamentele non ho mai ricevuto risposta da parte
delle polizia locale. Solo quando ho inviato mail direttamente a sindaco,
assessore della viabilità e assessore dei trasporti ho visto dalla
sera stessa la presenza della polizia locale e tale presenza è durata dalla
mattina (ore 8) alla sera (ore 7) per 10 giorni, tuttavia il loro compito è
stato solo quello di controllare l'utilizzo della corsia preferenziale e
parlando con loro sembra che abbiano fermato una media di 7/8 persone
all'ora (si facciano i conti per il numero di ore e il numero di giorni...).
Nessun provvedimento risolutorio è stato preso e ancora il problema
persiste. Io, mia moglie e il mio bimbo di 3 anni non riusciamo più a
riposare decentemente.
Volevo sapere cosa potrei fare (controlli, solleciti, vie
legali, ecc...) per poter avere una risposta da parte del comune/azienda dei
trasporti/azienda di pulizia strade/polizia locale.
Le mie proposte sono sempre state bocciate o rimaste
inascoltate come la deviazione del traffico, la conversione della via in
zona a traffico limitato, l'installazione di rallentatori, sebbene nella
maggioranza dei casi siano stati ampiamente giustificati anche dal punto di
vista logistico.
Vi prego ditemi qualcosa di confortante perché stiamo a
stento sopportando la situazione ed essendo appena trasferiti non abbiamo la
possibilità economica di effettuare un altro trasloco.
Desidero segnalare una situazione che va via via peggiorando
in Strada dei Ronchi a Torino, nel zona di Cavoretto.
Gli automobilisti che transitano utilizzano costantemente e
ripetutamente il clacson sin dalle primissime ore del mattino, nessuno ormai
rispetta il divieto di utilizzare segnalatori acustici.
Nella stagione calda è ancora peggio poiché uscendo
all'aperto e tenendo aperte le finestre si sentono ovviamente ancora di più.
Mi rendo conto che se le persone avessero più buon senso e rispetto non
avrebbero la necessità di strombazzare per passare, basterebbe solo avere
una attimo di pazienza...ma la situazione è alquanto insostenibile
soprattutto se ci si volesse rilassare all'aria aperta in contemplazione dei
soli suoni della natura!
Sono stato interpellato da una famiglia disperata perché
ossessionata da mesi da un rumore all'interno della propria abitazione.
Parlo di ossessione perché il rumore continuo, anche se di piccola
intensità, è continuo, notte e giorno, 24 ore su 24, sempre con la stessa
frequenza, sempre con lo stesso volume, di notte e di giorno. Certamente di
giorno è fastidioso ma di notte, quando tutto il resto tace, si fa sentire
di più e diventa insopportabile.
Il livello è basso: c'è fra i loro amici chi lo sente, alcuni
non sono riusciti a sentirlo ma per loro, che ormai non pensano ad altro,
non è proprio più sopportabile. Mi hanno detto che potrebbero pensare anche
di cambiare casa anche se l'hanno costruita da poco e ci abitano con i loro
due bambini.
Si tratta di un'abitazione monofamiliare con giardino nei
quattro lati. Il rumore all'esterno non è percettibile ne è presente nelle
villette circostanti.
E' presente all'interno dell'abitazione, in modo
percettibilmente uguale in tutte le stanze della casa, poste a piano terra e
a primo piano; nella camera dei ragazzi hanno l'impressione di percepirlo un
pò di più.
Non varia anche isolando tutti gli impianti: staccando
l'interruttore generale dell'impianto elettrico, chiudendo impianto del gas
e dell'acqua che hanno contatori sulla recinzione esterna al giardino.
Non ci sono impianti tecnologici pubblici se non all'esterno
della recinzione esterna (illuminazione pubblica, acqua e gas). Non ci sono
linee elettriche aeree; inoltre il rumore non è udibile se non all'interno
della casa.
Mi sto organizzando per effettuare di notte un'analisi in
frequenza per cercare indizi sulla possibile natura della fonte ma è solo un
tentativo.
Mi rivolgo a tutti i destinatari della presente confidando in
una indicazione circa la possibile fonte del rumore in questione e,
eventualmente, una soluzione tecnologica.
Abito in una frazione di un paesino montano. Nella piazzetta
davanti alla chiesa vicino alla mia casa giornalmente bambini giocano a
pallone creando non poco disturbo essendo le case tutte intorno alla piazza.
Il pallone crea un rimbombo molto fastidioso tanto che non si può stare ne
con le finestre aperte ne chiuse, non si riesce neppure a sentire la tv. I
bambini con altri giochi non danno nessun fastidio, solo quelli che giocano
al pallone. E' possibile fare qualcosa?
Forse è la seconda volta che vi scrivo. Il mio problema è una
vicina di casa che fa la camiciaia, ha installato nel suo balcone un piccolo
laboratorio di camicie, lavora conto terzi, tutta la settimana, compresa la
domenica. Il rumore è terribile anche perché oltre al rumore ci sono le
vibrazioni, usa una macchina professionale, ed il rumore è ad intermittenza,
dalla mattina fino alla sera. Ho provato a parlare ma per tutta risposta mi
ha preso a parolacce. Abito in una casa popolare e non c'è amministratore.
Cosa posso fare?
La musica della piadineria fa rimbombare l'appartamento
02.04.2009
Mia Mamma vive da 30 anni in un appartamento a Milano e da 15
anni che ha ristrutturato l'appartamento sostituendo infissi (doppi),
tubazioni e pavimenti, ovviamente le solette sono ancora quelle del tipo
vecchi a "cannette".
E' da 2/3 anni che sotto di lei vi è una piadineria e
solamente da 5/6 mesi a questa parte mia mamma sente un rimbombo di musica.
Il negozio ha spostato le casse dell'impianto musicale da
parete a soffitto creando un abbassamento e mettendoci queste casse della
"radio" nel controsoffitto.
La cosa "strana" è che non sempre e non con tutta la musica
si sente il rimbombo, a mio avviso è il posizionamento delle casse, ma il
titolare dell'attività nega il fatto che c'è qualcosa che non va e da della
"pazza" o fantasiosa a mia mamma.
L'amministratore dice che la prassi è lunga e sinceramente
non so cosa intende. Cosa può fare mia mamma per non farsi venire
l'esaurimento e per risolvere il problema?
Vivo al primo piano in una palazzina. Sotto di me hanno
aperto una palestra. In particolare hanno la sala fitness proprio sotto il
mio soggiorno. Sistematicamente tra le 19 e le 21 (ma a volte anche oltre
tale orario) fanno lezione e a me sembra di avere la musica direttamente in
casa, specialmente i bassi che fanno rimbombare il pavimento. I tentativi di
composizione bonaria a nulla sono valsi. Tra l'altro ho appurato che ha
fatto solo un'insonorizzazione "fai da te", con comuni pannelli credo di
polistirolo, senza alcuno studio. Che posso fare? Attendo con ansia qualche
indicazione.
Sotto al mio appartamento, vi è un bar che osserva il
seguente orario 05.00-01.00. Al momento dell'apertura e chiusura con
l'innalzamento delle varie serrande in ferro che vengono battute in modo
violento sulla struttura dell'edificio causando grosso spavento ai bambini
che hanno la camera proprio sopra le serrande. Inoltre, dopo le ore 22.00,
l'uso del gioco del biliardo causa fastidiosi rumori e gli avventori
presenti all'interno, ubriachi, provocano schiamazzi e forti urla.
Nell'ultimo periodo mi sono accorta di essere molto nervosa,
avere repentini cambi d'umore, tachicardia, vuoti di stomaco, in particolare
quando si avvicinano le ore 22.30. Faccio presente che i vicini che sono
conoscenti, amici, parenti e cugini vari del gestore e del proprietario del
bar, inspiegabilmente non accusano nessun disturbo da parte del locale e
dunque mi ritrovo la sola ad accusare .
Parlando con un pubblico ufficiale, mi è stato sconsigliato
di rivolgermi ad un legale per tutelare e difendere i miei diritti in quanto
l'iter sarebbe molto lungo e costoso e, probabilmente, con causa persa. Per
quanto sopra esposto chiedo un Vostro consiglio, visti i suddetti elementi,
con un buon legale specializzato nel problema avrei possibilità di
"GIUSTIZIA"? Vi ringrazio anticipatamente e attendo fiducioso una Vostra
risposta.
Da circa un anno abito sopra un bar che osserva il seguente
orario 05.00-01.00, senza riposo settimanale. I clienti del locale dopo le
ore 22.30 iniziano la danza con forti urla e schiamazzi senza nessuna
educazione e rispetto per il prossimo, inoltre al momento dell'apertura e
della chiusura del locale le serrande (che sono cinque) provocano grossi
urti alla struttura dell'edificio causando disturbo e spavento in
particolare ai bambini che si trovano proprio con la camera sopra due delle
serrande, considerando che le stesse vengono chiuse a distanza di orario fra
di loro (Esempio: due alle 23.00 una alle 24.00 e le altre due al momento
della chiusura totale del locale). Contattato il proprietario (che non è il
gestore del bar) facendogli presente il problema, lo stesso mi assicurava
che in primavera doveva eseguire dei lavori e che interveniva anche sulle
serrande. Se in quel periodo il problema non mi fosse risolto, chiedo
gentilmente un consiglio come potrei regolarmi per poter porre fine a questo
incubo. Nell'ultimo periodo sto accusando dei problemi di salute: nel
momento che sento i suddetti rumori, attacchi di panico, forti vuoti di
stomaco, stati d'ansia e il cuore a mille. Sto cercando un Bravo legale (in
Firenze) che si occupi principalmente di questi problemi per potermi
rivolgere per una eventuale azione legale ma finora con esito negativo.
Nel ringraziarvi per la vostra disponibilità e collaborazione
nel consigliare e aiutare persone con questi grossi problemi vi saluto
cordialmente.
Il Gran Premio di F1 di Monza non avrà più problemi di rumore
03.03.2009
È stato approvato infatti dal Parlamento un emendamento al
decreto ambiente del Ministro Prestigiacomo, che modifica la disciplina
sulle emissioni rumorose.
Negli scorsi anni molti residenti nelle vicinanze dell’
autodromo di Monza avevano avviato azioni legali per l’eccessivo rumore
proprio durante le gare. Nel nuovo testo di legge si dice che “le emissioni
acustiche andranno valutate tenendo conto delle priorità della destinazione
d’uso” della fonte da cui provengono. La norma sarà dunque applicata anche a
impianti industriali e di altro genere. “È stato risolto definitivamente il
problema non solo dell’autodromo di Monza ma anche degli altri impianti
sportivi di tuta Italia” ha detto il deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi
che insieme al senatore Cesarini Monti è stato presentatore della proposta.
Ho trovato sul quotidiano "La Repubblica" questo breve
articolo. Vorrei un giudizio sulle possibilità che restano ai cittadini di
difendersi contro i rumori.
La nostra abitazione fa parte di una lottizzazione con
concessione edilizia del 1998 che comprende circa altri 40 appartamenti. Le
abitazioni si trovano adiacenti alla FI-PI-LI, strada di Grande
Comunicazione che collega Firenze a Livorno.
Il motivo di questa lettera nasce proprio dal disagio che il
rumore, per la vicinanza (circa 50 mt) alla S.G.C, genera alle nostre
abitazioni. Le costruzioni sono state ultimate ormai da un bel po’ di anni e
mi domando come mai non è stato ancora messo in regola l’inquinamento
acustico.
Circa 1 anno fa abbiamo preso contatti con la Regione
Toscana, richiedendo informazioni per l’installazione di barriere
fonoassorbenti (in effetti si tratterebbe di sanare un tratto di strada che
sarà a malapena 40 mt), ma senza alcun esito e o risposta concreta. In
effetti ci è stato risposto con un elenco di leggi e decreti che regolano il
risanamento acustico della regione Toscana ecc..ecc.. e ci è stato anche
detto che per l’anno 2008 sarebbero stati stanziati dei fondi proprio per il
risanamento acustico della zona.
Non avendo avuto risposte concrete dalla Regione abbiamo
preso contatto anche con ARPAT Toscana, ci hanno ascoltato, ma ci è stato
detto che non è possibile che ci sia così tanto rumore in quella zona, dal
momento che era stata monitorata con alcuni rilevamenti a CAMPIONE, e quindi
loro non potevano fare molto.
Infine abbiamo preso contatti (e-mail) direttamente con il
presidente della Provincia Toscana, il quale si è informato sulla questione
e in effetti ci ha confermato quanto avevamo già saputo e in più ci ha detto
che la Regione ha stanziato dei fondi ma che la nostra zona è in priorità
bassa e l'intervento non è previsto né per il 2009 né per il 2010. L'unico
modo per far cambiare idea alla Regione è far fare un rilevamento
dell'inquinamento acustico in loco e dimostrare che i numeri che
risulteranno non sono sicuramente quelli dichiarati da Arpat nella
graduatoria, risultanti infatti da soli rilevamenti a campione. Posso
garantire che il rumore dei tir è veramente costante
Tra l’altro si tratterebbe di sanare un tratto che sarà circa 30-40 mt in
quanto dopo le barriere sono già presenti per abitazioni “vecchie”, quindi
mi domando se le barriere erano già state installate probabilmente è perché
quel tratto è soggetto ad inquinamento acustico fuori dai limiti.
Come possiamo fare per richiedere un rilevamento
dell'inquinamento acustico? Dobbiamo andare per vie legali? E poi chi di chi
è la responsabilità della Regione o della Provincia? Vi ringrazio in
anticipo per i consigli e le informazioni che mi invierete.
Vorrei far conoscere la mia esperienza personale in relazione
alla giurisprudenza che pone forti interrogativi sulla tutela dei cittadini
dall'inquinamento acustico che l'orientamento della magistratura ha da
sempre in passato accordato. Mi piacerebbe conoscere l'opinione del dott.
Marcello Brugola.
Due sentenze di primo grado che mi riguardano sono state
decise del Tribunale di Parma da un giovane giudice di prima nomina, tale
Ulisse Forziati. Nel merito:
1° Sentenza: Dall'anno 2000 al 2002 due bar distanti
fra loro circa 50 mt. hanno ottenuto licenze per piano bar pomeriggio e sera
per 5 mesi continuativi suonando costantemente sopra i limiti imposti. Di
conseguenza abbiamo ottenuto 12 verbali Arpa con gli abusi accertati a cui
sono seguite a carico dei bar 9 sanzioni amministrative, 3 diffide
all'adeguamento dei limiti e 5 sospensioni della licenza, con abusi
accertati da Arpa quali la rimozione di limitatori di potenza ed
organizzazione di schiamazzi per alterare la determinazione del rumore di
fondo da parte dei baristi. Purtroppo continuando negli anni l'intollerabile
disturbo mi sono rivolto alla magistratura per tutelare i diritti della mia
famiglia e, sulla base delle prove sopra indicate, il Tribunale di Parma nel
2002 ha emesso un'ordinanza di cessazione immediata della audizioni musicali
ex art. 700 poiché eccedenti la normale tollerabilità, confermandola qualche
mese dopo dal Collegio Magistrati di Parma con dovizia di particolari.
Successivamente la causa civile è andata avanti ed il Giudice
ha nominato una CTU per quantificare il danno che avevamo subito e che in
effetti è stato valutato. Con il passare del tempo, però, il destino ha
voluto che vi sia stato un avvicendamento in questo tribunale e la decisine
di primo grado del nuovo giovane giudice è andata incredibilmente a nostro
sfavore. Infatti si sostiene che noi avremmo dovuto, per ottenere la
liquidazione del danno, domostrare con fonometrie Arpa il superamento dei
limiti per ogni serata dei 5 mesi licenziati!!!! Va detto che, fra gli atti
del processo, sono presenti ben due lettere Arpa in cui si afferma che il
massimo di interventi da parte loro era di 2 all'anno, quindi un privato
cittadino, come il nostro caso che chiedevamo più fonometrie, è
impossibilitato ad ottenerle stante che Arpa, organo di legge proposto, non
le effettua.
In breve, non 1 ma 12 verbali Arpa, abusi conclamati dei bar,
tra cui suonare senza licenza persino al di fuori dei 5 mesi continuativi di
licenza,costante e sistematico superamento dei limiti,quattro giudici dello
stesso Tribunale di Parma che hanno valutato questi stessi fatti in maniera
opposta come è logico pensare rispetto al completo diniego del diritto alla
quiete in ambiente abitativo che questo giovane giudice ha sentenziato.
Ma, se mai fosse possibile, la seconda è, a mio avviso,
ancora più allucinante:
2° Sentenza: Nel 2002 e 2003 di fronte alla mia
abitazione in centro città, oltre ai bar sopraccitati, un'altra società oggi
posta in liquidazione, ha organizzato alcuni spettacoli rumorosi per circa
un mese in tutto. Anche in questo caso il volume era insostenibile al punto
che anche negozianti della zona si erano lamentati con lettere al comune,
visto che una di queste manifestazioni è durata 16 giorni per 14 ore al
giorno. Abbiamo anche in questo caso ottenuto dei rilievi fonometrici Arpa
che hanno evidenziato una pressione sonora che arrivava fino ad 80 dB(A) a
filo di facciata e superava dai 6 a 10 volte la normale tollerabilità. Tutto
ciò è stato verbalizzato. Ci siamo, anche in questo caso, rivolti alla
magistratura per tutelare i nostri diritti chiedendo esclusivamente la
protezione per legge all'interno delle nostre abitazioni.
Ebbene, lo stesso giudice del caso precedente, ha ammesso e
citato in sentenza gli abusi commessi a nostro sfavore con tanto di verbali
Arpa inconfutabili, però ha affermato che per essere intollerabili le
immissioni non devono solo superare i limiti, come in effetti è stato e
nettamente, ma devono durare nel tempo e dato che queste licenze erano di
soli 30 giorni in tutto, secondo lui non abbiamo diritto ad alcuna tutela al
punto che abbiamo perso la causa e siamo stati condannati al pagamento delle
spese!!! Per questo giudice il fatto che la mia famiglia, fra le altre,
abbia subito per 16 giorni dalle 10 di mattina a mezzanotte delle immissioni
acustiche in casa di quasi 70 dB(A) non comporta alcun abuso da parte di chi
le ha prodotte, anzi l'errore è stato mio che, a fronte di verbali ufficiali
di superamento dei limiti di legge, ne ho chiesto la reale applicazione.
A questo punto mi chiedo che senso abbiano le fonometrie.
Queste dovrebbero servire a certificare un dato tecnico incontrovertibile e
se questo supera quanto afferma il legislatore, chi deve applicare la legge
non fa altro che sanzionare il trasgressore. Ebbene questo giudice afferma
con questa sentenza l'esatto contrario e chi ne subisce le conseguenze siamo
noi cittadini che a questo punto non abbiamo nessuna tutela su cui contare.
Sono in grado di produrre l'intera documentazione relativa a
quanto ho affermato.
i miei più sinceri complimenti per queste pagine web, per un
argomento tanto importante quanto spesso, purtroppo, sottovalutato.
Dunque, ho un vicino che suona il pianoforte di mestiere e
nonostante abbiamo entrambi due terratetti (il suo è anche più grande del
mio e posto in angolo) questi si rifiuta di prendere provvedimenti per
insonorizzare il suo piano, e non ne vuole sapere neanche di allontanarlo
dalla parete confinante. Dice di aver già fatto un insonorizzazione, ma a me
non sembra affatto sufficiente dal momento che è percepibile praticamente
ovunque, su tre piani. Non che il rumore sia assordante, ma rappresenta
comunque una fonte di disturbo dal momento che mediamente viene prodotto per
più di otto ore al giorno fino alle otto di sera e a volte nel primo
pomeriggio, quando vorrei riposare.
Dopo qualche inconcludente sfuriata, ho pensato di chiamare
l'ARPA, ma mi hanno detto che non si occupano di queste questioni private.
Ora, vorrei sapere se ci fosse qualche possibile soluzione al mio problema
prima di ricorrere a un giudice di pace. Probabilmente il mio vicino supera
di più di 3 decibel i rumori esterni, e da qualche parte ho letto che questo
limite per legge non può essere superato.
E ancora: in caso dovessi per forza ricorrere all'avvocato,
avrei qualche possibilità di riuscita?
Le novità normative in materia di requisiti acustici degli
edifici
08.02.2009
Dott. Brugola,
siamo un gruppo di condomini e abitiamo in un condominio di
nuova costruzione consegnato nel luglio 2007, a maggioranza proprietari
tranne 3 unità abitative ancora in possesso del costruttore. Sono stati
eseguiti degli accertamenti da parte di tecnici sia di parte del costruttore
che nostra. I parametri consentiti dalla legge sono stati ampiamente
superati a detta di entrambi.
Siamo venuti a sapere tramite un architetto che sta per
essere approvato un nuovo decreto legge, il quale andrà a sospendere tutte
le sanzioni e provvedimenti a carico dei costruttori. Le risulta che tale
decreto sia in atto? Se sì, possiamo fare qualcosa per poterci tutelare nei
confronti del costruttore in modo tale che adempi ai suoi doveri? Premetto
che il condominio non ha mai dichiarato di volersi far liquidare il danno ma
vuole che il costruttore faccia interventi in modo tale che possa garantirne
i risultati in qualità di isolamento acustico.
Nell'attesa di una sua risposta le porgiamo i nostri saluti
più cordiali saluti.
Quali azioni possono essere intraprese per sanare il disturbo
lamentato da un asilo?
07.02.2009
L'asilo nido frequentato da mia figlia (privato ma
convenzionato col Comune) si affaccia su una strada di quartiere che da un
paio di anni a questa parte, a causa dell'istituzione di un senso unico su
una delle principali vie di accesso alla città, è divenuta una delle
principali vie di uscita dalla città.
L'asilo è al primo piano di una palazzina con giardino, e
durante la bella stagione ovviamente i bambini giocano in giardino. Peccato
che il muretto perimetrale del giardino confini direttamente con questa
strada divenuta ormai sovraccarica di traffico (con relative emissioni di
smog oltre che di rumore).
Dal momento che l'asilo era preesistente alla deviazione di
traffico che ha causato l'aumento del rumore e dello smog, quali sono gli
adempimenti di legge che il Comune avrebbe dovuto mettere in atto per
tutelare l'asilo nido? Conviene pretendere l'installazione delle barriere
antirumore (che però non risolverebbero il problema smog) oppure si può
chiedere una deviazione del traffico su una parallela (ve ne è una idonea,
più larga e meno vicina ad abitazioni)? E se il luogo è divenuto
irrimediabilmente inidoneo ad ospitare l'asilo, esiste un diritto al
risarcimento del danno o al trasferimento in altra sede? E' possibile
minacciare una richiesta di danni fisici per l'esposizione quotidiana dei
bambini al rumore oltre i limiti?
Premesso che vivo in una zona a prevalenza industriale, da
gennaio l'azienda che confina con la mia abitazione ha installato un altro
impianto di condizionamento a pompa di calore che funziona durante tutto
l'arco della giornata sabato e domenica inclusi. Ho telefonato in comune per
presentare un esposto e per ora ho ottenuto che l'impianto venga spenta
durante le ore notturne perché non rispettava i limiti differenziali, mentre
durante il giorno in base alla perizia fonometrica fatta da un tecnico
dell'azienda dicono che risulta a norma. In realtà durante le ore lavorative
avendo altre aziende confinanti che hanno installato impianti di aspirazione
piuttosto rumorosi il condizionatore forse rispetta i limiti differenziali
cosa che non accade certamente durante i fine settimana quando tutte le
aziende sono chiuse e quindi godiamo di una grande tranquillità. Ho
richiesto un intervento di Arpa anche perché durante il periodo estivo
l'azienda mette in funzione un altro condizionatore. Chiedevo se Arpa
durante i controlli considera anche se l'impianto rimane acceso nei
week-end.
Vivo da qualche mese in un contesto che racchiuderebbe a mio
avviso tutta una serie di abusi che hanno reso la nostra sopravvivenza un
caso da incubo.
Noi abbiamo acquistato casa inserita in un borgo formato da
due palazzine adiacenti divise da una piazzetta comune, in una delle due
palazzine e contenuto un bar. Premettendo che i costruttori, i proprietari
del 70% del condominio, gestori e proprietari del bar sono la stessa cosa si
verifica quanto segue:
Orari insubordinati a qualsiasi regolamento comunale o
condominiale che sia;
Musica utilizzata senza rispetto alcuno;
Gli avventori ubriachi che urlano a tutte le ore interni ed
esterni;
Tre calcetti Balilla esterni da impazzire ad ogni ora;
Occupazione della piazzetta a scopo di lucro con concerti e
banchetti;
Abbiamo informato il Sindaco tramite l'invio di tre lettere
raccomandate, abbiamo inviato una lettera raccomandata ai gestori del bar
intimando un'azione legale previa rimozione dei calcio balilla.
Nel primo caso indifferenza totale, nel secondo di tutta
risposta volume e feste aumentate.
Ho gia trasferito il tutto al nostro legale, ma nel frattempo
vista, data la sua esperienza volevo qualche consiglio per un'azione da
privato cittadino nei confronti del sindaco e Amministrazione.
A Perugia un nuovo minimetrò, ma che rumore! Parte seconda
01.01.2009
Ho letto ed apprezzato sia la mail della signora Silvana
Giuli del 28.11.2008, sia le sua risposta del 18.12.2008, particolarmente
interessante là dove ha suggerito i percorsi da intraprendere a difesa delle
emissioni sonore del minimetrò di Perugia.
Per ora, come Ella ha appreso, un gruppo di cittadini ha
fatto ricorso al TAR contro una zonizzazione del territorio che ha avuto
come unico obiettivo quello di legalizzare emissioni sonore (quelle del
minimetrò) fuori dalla grazia di Dio, senza peraltro riuscirci appieno dal
momento che, di notte, esse superano abbondantemente il limite dei 55 dB(A).
Uno dei punti del ricorso al TAR ha riguardato la non
applicazione, nel PZA del territorio, del criterio differenziale. Il Comune
di Perugia ritiene infatti che il minimetrò, denominato più correttamente
impianto di risalita a fune, anche se non rientra nella elencazione dei
mezzi di trasporto di cui all'art. 2, comma c) della Legge 26 ottobre 1995,
n. 447, è pur sempre una infrastruttura viaria e, in quanto tale, non si
applicherebbe il suddetto criterio differenziale, proprio in virtù dell'art.
4 della stessa Legge n. 447/1995.
I Ricorrenti ritengono invece come l'applicazione o meno del
criterio differenziale derivi da come si caratterizzano le emissioni sonore
stesse. Nel caso delle infrastrutture elencate nella Legge n. 447/1995, le
emissioni sonore sono infatti contraddistinte da brevi periodi, anche se di
forte intensità, mentre , nel caso dell'impianto a fune, si ha una emissione
sonora continua( non meno di 14 ore/giorno) che rende legittima
l'applicazione del criterio differenziale.
La posta in gioco è alta perché, con il criterio
differenziale, il minimetrò diventerebbe irrecuperabile acusticamente, se
non a prezzo di importanti e costose opere di bonifica.
Anche se Ella, nella sua risposta alla signora Giuli, ha
richiamato chiaramente la necessità di rispetto del criterio differenziale,
la pregherei di voler dare il suo parere in merito ai due modi di vedere
delle parti, ovvero la non applicazione del criterio differenziale per il
Comune, la sua applicazione invece per i ricorrenti.
Cordialmente e grazie in anticipo per il contributo che potrà
dare.
I problemi di coloro che vivono vicino ad una strada
29.12.2008
Da qualche mese mi sono trasferito con la famiglia in un
appartamento che si trova a pochi metri (circa 4-5) da una strada urbana in
salita che collega la città di Trento ad un paese vicino.
Nonostante vi sia il limite dei 50 km/h, e vi sia anche un
passaggio pedonale proprio di fronte alla mia palazzina, tutti i veicoli
(automobili, autobus, moto, trattori, ecc.) transitano regolarmente a
velocità oltre il limite, e soprattutto in salita utilizzano marce basse (2a
e 3a) con relativo aumento del rumore.
Dalle 6 del mattino alle 9 di sera è impossibile tenere le
finestre aperte per il rumore causato dal continuo passaggio dei veicoli.
Nelle ore di punta, soprattutto al mattino, si formano code con un aumento
dell’ inquinamento da gas di scarico che si percepisce all’olfatto.
La notte i veicoli trovano la strada libera e passano ad alta
velocità, ed il rumore aumenta. Anche con le finestre chiuse il rumore è
snervante. Stiamo pensando di installare finestre antirumore ma siamo in
affitto ed il proprietario della casa non è disposto a contribuire. Questa
primavera dovremo sicuramente installare l’aria condizionata, sempre a spese
nostre, altrimenti sarà impossibile resistere.
La palazzina é stata costruita 25 anni fa, prima che la
strada venisse sistemata definitivamente dal Comune ed adibita ad arteria di
comunicazione. In ogni caso il traffico in quegli anni era una frazione
dell’attuale.
Esiste una legge che ci permetta di richiedere al Comune
l’installazione di barriere antirumore?
Le esercitazioni dei complessini musicali hanno i suoi
problemi
28.12.2008
Alla redazione volevo gentilmente illustrare un problema, che
da un anno mi tormenta e non c'è modo di uscirne fuori! La mia situazione è
la seguente.
A 10 metri da casa mia c'è una vecchia struttura che per
decenni è stata utilizzata come Asilo,ed è di proprietà del Comune.
Attualmente, tale struttura è abbandonata! Sennonché il Sindaco, ha avuto la
brillante idea di dare la disponibilità (a parole e sapendo che non è lecito
per tanti motivi da me illustrati di seguito!) a 5 persone, componenti un
"gruppo musicale", di recarsi presso questo stabilimento tutte le volte che
hanno bisogno di fare le cosiddette "prove prima di esibirsi"!
Premetto che:
1) E' stato accertato che questo stabilimento non è idoneo
allo svolgimento di tale attività, in quanto non dispone dei requisiti
previsti dalla legge in materia di Inquinamento acustico, venendo a mancare
elementi fondamentali quali l'impianto di insonorizzazione ecc...
2) Queste persone non hanno mai chiesto e ottenuto il nulla
osta dalla SIAE per avere il permesso di suonare fino alla Mezzanotte
(24:00), ed ancora non possiedono l'autorizzazione scritta del Sindaco per
poter usufruire del locale.
3) Queste 5 persone, per 3 volte a settimana si recano nello
stabilimento per provare, oltrepassando l'ora prevista dalla legge (le
22:00), finendo verso la mezzanotte (24:00).
Nonostante i continui reclami rivolti al Sindaco in primis,
passando per il Gruppo musicale e finendo con le Guardie comunali (vigili),
a distanza di un anno le cose nono sono cambiate.
Vi scrivo affinché mi possiate aiutare, dicendomi come devo
agire! C'è un rimedio a tutto ciò, posso evitare di denunciare il Sindaco, e
se decidessi di farlo a che cosa vado incontro? C'è un'alternativa?
Gentile redazione, sono residente da più di un anno nel
comune di Cittiglio, provincia di Varese.
Vi scrivo alle 2:05 del mattino perché come al solito, almeno da un anno a
questa parte, cioè da quando vivo nel comune di Cittiglio le mie notti sono
spesso insonni.
La mia abitazione si trova a circa 800 metri dallo
stabilimento Colacem del comune di Caravate (un cementificio). Il
cementificio in questione emette un rumore molto forte 24 ore su 24 per 365
giorni all'anno, rumore che mi impedisce, come anche a molti altri, di poter
dormire senza l'uso di tappi per le orecchie o sonniferi.
La mia vita è decisamente peggiorata per questo pesante
problema. Non trovo possibile che una tale situazione debba andare avanti
senza che nessuno "alzi la voce".
A questo punto cosa dovrei fare? a quali organismi
rivolgermi? in che modo? Purtroppo l'amministrazione non si dimostra molto
propensa ad affrontare il problema, ovviamente ben noto.
Grazie per la cortese attenzione e attendo fiducioso una
riposta in merito a questa questione.
Quando la valutazione del consulente tecnico del Tribunale
compromette l'esito di un contenzioso
10.12.2008
Gentile redazione, premesso che mi trovo in una ingiusta
situazione, che prima di attivare la tutela Giudiziaria facevo esperire una
consulenza tecnica di parte (C.T.P.) con il risultato del supero sia dei
criteri differenziali che comparativi, e oggi ho "vinto" una consulenza
tecnica d'ufficio (C.T.U.) nella quale la determinazione della liceità
dell'immissione è stata valutata rilevando LAF95 per il fondo e LA95
per l'immissione, ma ignorando le componenti tonali rilevate (ISO 1996 e o
la ISO 266 anche la 2003 seppur modifichi le isotoniche prevedono tutte e
sempre la penalizzazione per le componenti tonali), con il risultato,
assurdo, che il C.T.U. esprima secondo il criterio differenziale il supero
dei limiti con la rilevazione delle componenti tonali, ma invece secondo la
tollerabilità (moncata delle tonali) vi sia il rispetto.
Ora mi ritrovo, cornuto e mazziato, con il ricorso 700 c.p.c.
respinto, condanna alle spese della parte resistente, oltre alle mie spese e
legali, C.T.P. e C.T.U., e con il mio bel rumore nella camera da letto,
prospettiva ricorso in cassazione (il ricorso per altri motivi giuridici è
stato deciso in sede di reclamo al tribunale), o insonorizzare la stanza.
La protesta è, che essendo il C.T.U. non un novellino (e non
faccio nomi in quanto C.T.U. e C.T.P. sono personaggi più o meno noti nel
vostro ambiente scientifico), emergerebbe che l'utilizzo di questa
tollerabilità "moncata" sia strumentale al fine di far provocare una
pronuncia in cassazione che specifici in dettaglio i criteri da seguire o
opti per l omologazione civilistica delle norme amministrative o quant'altro:
tutto ciò è IMMORALE, che avvenga a spese di chi subisca immissione
rumorose, per affermare correnti di pensiero o quant'altro, tali questioni
vanno risolte nelle sedi della comunità scientifica e non a spese dei
cittadini nei processi, il C.T.U. percepisce i compensi (e non sono pochi)
ed ha il dovere etico morale di assicurare la certezza delle metodologie di
rilevamento in ossequio alla certezza del diritto dato il nesso diretto tra
risultanze della C.T.U. ed esito del contenzioso, almeno tali guerre se
dovete farle evitatele almeno nei procedimenti ex 700 c.p.c., il
consolidamento lo si fa nelle corti di merito e non in Cassazione che non è
il legislatore, avete consolidato voi le metodologie nelle corti di merito
non è che la Cassazione si sia inventata la normale tollerabilità basandosi
sulla ISO 1996 autonomamente.
Ora visto che, sono stato strumentalizzato per motivi a me
estranei, se almeno forniate supporto tecnico-scientifico (cosa vado a
scrivere nel ricorso per far capire ai Giudici di Cassazione una intera
metodologia tecnica sottostante al criterio di tollerabilità, e che tale
ricorso non sia un semplice tentativo pretestuoso solo perché "non piace "
il risultato, come spiego componenti tonali distanze di frequenze-curve
isotoniche, col rischio che me lo dichiarino inammissibile, visto che devo
motivare il ricorso per falsa applicazione dell'art. 844 c.c.) e contributo
alle spese del ricorso in cassazione, che si può perdere comportando la
condanna alle spese.
Abito con la mia famiglia a Perugia, dove il 29 gennaio è
stato inaugurato un "nuovo" mezzo di trasporto: il cosiddetto minimetrò. Si
tratta di un impianto a fune che trasporta delle navette e che funziona
dalle sette di mattina alle nove di sera.
Fin dall'inizio, anzi già da prima della sua inaugurazione,
il problema del rumore è stato il principale problema di questo mezzo di
trasporto che attraversa una parte della città, ma la nostra amministrazione
non ha mai posto un efficace rimedio nonostante esposti, denunce al Noe e
proteste varie.
Il problema, in effetti, è per chi come noi abita lungo il
percorso. Già da un'ora prima dell'apertura e un'ora prima della chiusura
siamo sottoposti ad un rumore continuo e monotono causato dallo scorrere
della fune e che entra nelle nostre case sfiorando continuamente i limiti
consentiti. Veramente i limiti consentiti sono superati almeno 5 volte ogni
due minuti dall'arrivo e dalle partenze delle navette nella stazione (vedi
Arpa Umbria). Non solo, i lavori di manutenzione avvengono sempre di notte
spesso ad impianto acceso per cui veniamo continuamente svegliati.
La domanda è: che fare? Veramente il Comune una soluzione
l'ha trovata nel luglio scorso: non riuscendo ad abbattere il rumore ha
approvato un piano di zonizzazione in cui attribuisce alle zone attigue al
percorso una "fascia superiore" (la quarta per l'esattezza) ignorando
persino la presenza di scuole e decidendo che per noi, che abitiamo lungo la
linea del minimetrò, non vale la norma relativa ai livelli differenziali.
Mentre le azioni legali (come il ricorso al TAR contro il
piano di zonizzazione acustica fatto da un Comitato di cittadini)
continuano, io continuo a vivere nella mia casa come in una specie di
incubo. Questo rumore, del tutto identico a quello di una funivia, mi
impedisce di rilassarmi, di riposare e di concentrarmi. Quando sono stanca
vorrei non dover far ritorno a casa (casa mia!!).
Ora, dopo un certo periodo che vivo questo grande disagio,
comincio a svegliarmi di notte e a sentire il rumore dell'impianto che
funziona anche se è spento, come una specie di persecuzione. Comincio ad
essere disperata!! Posso fare qualche cosa a livello individuare ed esigere
un risarcimento? In questo momento, un risarcimento per me è quello di avere
a disposizione una casa come quella di prima, dove regnava il silenzio, dove
arrivavano sì dei rumori (si tratta sempre di una città) ma non così
insidiosi e fastidiosi.
Accertamento dell'ARPA preannunciato al controllato
15.11.2008
Gentilissimo Dottore,
abitiamo accanto a un ristorante, bar che ha aperto circa un
anno fa.
All'inizio tutto bene, poi è iniziata un'attività di feste
con musica altissima prodotta da un DJ, senza il minimo rispetto di orari,
con il coinvolgimento fuori dal locale di un gran numero di giovani
chiassosi fino a tarda notte, le 2 e anche oltre. Questi eventi sono
occasionali, 2 3 o 4 volte al mese nei fine settimana ma sono pesantissimi.
Dopo un'estate insopportabile si è attivata una raccolta di
firme indirizzata al sindaco e diverse autorità che ha avuto come esito un
colloquio in comune con i responsabili del ristorante bar che avverrà nei
prossimi giorni e un controllo dell'ARPA, anche questo immagino che sarà
effettuato prossimamente.
Il controllo dell'ARPA è stato preannunciato tramite una
comunicazione a diverse autorità, al capolista della raccolta firme e anche
al gestore del ristorante, bar.
Il gestore del bar naturalmente, avvisato del futuro
accertamento dell'ARPA ha già provveduto a ridurre il volume della musica,
apporre cartelli invitando i clienti a non disturbare e non sostare davanti
al locale. Certamente in queste condizioni il controllo dell'ARPA accerterà
che il locale non produce alcun disturbo e che l'attività si svolge nel
rispetto delle regole.
Ci domandiamo che senso abbia fare l'accertamento di
un'attività che produce disturbo con musica, il cui volume può essere alzato
e abbassato in qualsiasi momento, avvisando il responsabile in pompa magna
dell'imminente accertamento. E' una normale prassi?
Ho preso visione della lettera e l'avviso al controllato è in
realtà una comunicazione che il Comune (non l'ARPA ) ha inviato a tutti gli
interessati, compreso il controllato, comunicando l'avvio del procedimento
da parte dell'ARPA, ai sensi della legge 241/90, quindi un'azione
sicuramente pertinente.
L'ARPA, che si è messa già in contatto con diverse persone
firmatarie dell'esposto, con grande tempismo, interverrà a sorpresa su
richiesta del capolista in qualsiasi momento, anche tra qualche tempo, visto
che il controllato, messo sull'avviso, ha già provveduto a limitare il
disturbo.
Questo avviso di controllo ha avuto una grandissima efficacia.
Devo sottolineare la grande professionalità e sensibilità al
problema da parte dell'ARPA.
Vivere vicino ad un discount
06.11.2008
Da circa 1 anno è nato un discount davanti a casa mia. Il mio
problema è il continuo e improvviso rumore provocato dal lancio delle pedane
a terra.
Dopo l'invito a poggiarle delicatamente il risultato è stato
un notevole peggioramento della situazione. Vorrei aggiungere che non posso
più spalancare la porta della mia stanza perché come visuale ho i clienti
del supermercato che fanno la spesa (dal momento che la loro porta di vetro
del retro si affaccia proprio di fronte alla mia porta).
Lavoro di sera, la mattina vado a scuola e di pomeriggio non
posso più dormire; e non potendo più aprire la porta posso utilizzare
soltanto la luce elettrica in pieno giorno.
E' possibile che non esista nessun tipo di tutela?
Scrivo in merito al rumore emesso dalle macchine di
trattamento aria poste sul tetto di un edificio costruito di recente nella
città di Brescia e impiegato come centro fitness. I rumori emessi sono
continui per tutto l'arco della giornata 06.00:22.00 Sabato e Domenica
inclusi.
Le prime misurazioni del Comune di Brescia, Ufficio Ambiente
ed ecologia, hanno rilevato un valore di 49 dBA. Queste misurazioni sono
state subito contestate in quanto non eseguite correttamente.
Una seconda misurazione effettuata dalla società che ha
installato le macchine, ha rilevato ~53 dBA. Presente alla seconda
misurazione c'era anche il Responsabile dell'Ufficio Ambiente ed ecologia
del comune di Brescia il quale ha dichiarato di voler aprire una nuova
procedura di accertamento.
Dopo 20 giorni dalla presentazione di un nuovo esposto,
nonostante numerosi solleciti, il Comune non ha ancora programmato la nuova
misurazione affermando di aver già comunicato al soggetto disturbante di
provvedere alla messa in norma ritenendo questa richiesta esaustiva.
E' dunque lecito pretendere che il Comune effettui una nuova
misura che accerti l'attuale stato ambientale ed eventualmente chiedere che
venga emessa una ordinanza al fine di mettere gli impianti in condizione di
accettabilità? Così come, è corretto che il Comune di Brescia a fronte di un
esposto, non intervenga con misurazioni proprie ufficiali?
ho letto numerose lettere che descrivono casi simile a quello
che sto vivendo.
Disturbata da anni dai motori dei refrigeratori del negozio
attiguo alla mia abitazione, in data 4 aprile 2008 ho fatto un esposto al
Comune in cui vivo. Le garantisco che da sempre ho cercato un dialogo con i
negozianti in questione, senza ottenere il benché minimo risultato.
Ho ricevuto la visita dell'ARPA in data 2 luglio 2008 ed i
rilievi fonometrici hanno rilevato un eccesso di rumore di ben 12 dB. Il
Comune ha redatto un'ordinanza imponendo una bonifica da effettuarsi entro
il 30 settembre 2008 (come vede i tempi si sono dilatati di molto).
Ad oggi, 20 ottobre 2008, non è stata messa in atto nessuna
opera di bonifica ed il Comune mi risponde che si deve aspettare un
ulteriore controllo dell'ARPA in presenza dell'avvocato dei signori
negozianti, che continuano indisturbati la loro attività.
Vorrei solo sapere per quanto tempo io debba ancora aspettare
di risolvere il problema. Il mio rammarico è che una situazione verificata
da un organo competente come "fuori legge" rimanga inalterata e che non
venga effettuato nessun intervento per porre fine ad un inferno continuo.
Sono una disabile, affetta da malattia grave e cronica. Da
dicembre mi sono trasferita in una casa, in cui il piano terra è di
facilissimo accesso per me, in quanto è sullo stesso piano della strada.
Ho scelto di acquistare questa casa anche perché è dotata di
una veranda che mi permette di stare un po' fuori, visto che sono sempre in
casa. Non ho fatto i conti però con il "vicinato". Infatti davanti la mia
abitazione, dall'altro lato della strada, vi sono due falegnamerie. Mi
avevano detto che stavano per chiudere, perché entrambi i proprietari sono
in pensione, invece lavorano tutto il giorno dalla mattina alla sera, anche
fino alle 20.00, facendo rumori assordanti tutto il giorno, emettendo
polveri irrespirabili.
Neanche nel mese di agosto si sono fermati dal lavorare ed
anche l'estate l'ho passata chiusa nelle mie quattro mura domestiche, col
mal di testa e i timpani che scoppiano (ho i doppi vetri alle finestre e
tenendole chiuse, riesco a trovare un po' di silenzio, anche se certi rumori
si avvertono anche a finestre e porte chiuse!).
Dietro la mia casa invece hanno iniziato ad edificare degli
appartamenti e a casa mia non ho più un luogo, uno spazio, un centimetro in
cui io possa riposare un po' e stare tranquilla.
Vorrei sapere a chi posso rivolgermi e cosa posso fare per
poter vivere un po' in pace, visto che la malattia già di per se stessa non
mi da tregua. Quali leggi tutelano la mia situazione e le attività di
falegnameria?
Mi scuso se mi sono dilungata e se chiedo informazioni
complesse, ma ho davvero bisogno di aiuto. Vi ringrazio anticipatamente per
l'attenzione che mi dedicherete.
Una considerazione su come vanno concesse le autorizzazioni ai
pubblici esercizi
03.10.2008
Vorrei fare una considerazione all'esperto. Ma come? Noi
cittadini disturbati da schiamazzi e rumori musicali con disck-jockey che
parla a tutto volume, provenienti da un locale che fa una festa ancora a
quest'ora (00.30) e noi dovremmo armarci di pazienza, andare al Comune e
vedere se questi, fino a che ora gli ha dato il permesso di fare baccano? Ma
dove siamo, veramente, signor esperto?
La cosa più logica sarebbe dare, tranne qualche periodo
estivo, ma non più di 20/30 giorni, il permesso di suonare o cantare, in
mezzo a case, fabbricati, edifici, insomma, nel centro abitato, non più che
fino alle 22.30-23.30.
La gente deve andare a dormire per andare a lavorare o no?
Dove sta scritto che si deve restare sbarrati in casa, con condizionatori o
senza? Io ho chiamato i carabinieri alle 23.50 e mi hanno assicurato che
avrebbero fatto abbassare il volume. Macché! Sono le 00.45 e si continua
imperterriti ed io, dovendo alzarmi alle 05.30, non riesco ancora ad
addormentarmi. Qui si deve cambiare la legge.
Un locale che funge da pizzeria, ristorante e sala
ricevimenti, in mezzo a centri abitati deve avere orari particolari; se
vogliono orari oltre le 23.30 (anche 24.00) non gli devono dare le licenze.
Che gestiscano o si costruiscano, anche per questo scopo, i locali fuori
città.
Anticipatamente ringraziandola per una sua eventuale replica,
le invio cordiali saluti.
Scrivo la mia lettera perché, dopo anni, sono esausto di
subire rumori provenienti da un locale disco bar sotto la mia casa nel
centro storico di Ostuni (BR).
Da anni io e mia madre siamo costretti a vivere, soprattutto
in estate, ma anche durante gli altri periodi dell'anno, con rumori
veramente insopportabili provenienti da un locale sotto casa, con musica,
nonché con un condizionatore sotto il balcone che rimane acceso tutta la
notte d'estate.
Il problema persiste dal 2004 anno di apertura del locale, e
dopo tanti esposti con denunce e altri mezzi il locale dopo venti giorni ha
riaperto perché riuscii a farlo sequestrare.
Qui il problema e che la signora che gestisce il locale è di
una maleducazione inaudita e se si chiama la polizia una volta andata via
aumenta il suono. L'ARPA di brindisi è stata chiamata due volte la prima
volta caso strano tutto calmo improvvisamente, la seconda volta, la persona
che fece il rilievo nonostante il rumore, disse che bisognava partire da da
un livello alto e che c'erano anche altri bar nonostante il rumore era
insopportabile. Alla fine anche la beffa.
Quindi le leggi ci saranno, ma come si fa se non si riesce a
fare una rilevazione perché il soggetto che gestisce il locale probabilmente
riesce a tamponare tutti i provvedimenti che in passato ho fatto.
Se cortesemente mi potete suggerire qualcosa altrimenti prima
poi con sommo dispiacere sarò costretto a vendere l'abitazione antica di
famiglia perché credetemi è brutto dover subire i rumori ma ancor più brutto
quando cerchi nelle autorità un aiuto e queste rimangono impassibili chissà
per quale motivo.
Il problema che nel centro storico di Ostuni in estate è
veramente impossibile dormire di notte specie in alcuni punti ma
l'amministrazione è sorda a tale problema.
Abito in una palazzina di 6 appartamenti nella zona adiacente
l'area feste comunale. Tale zona è stata adibita a questo scopo nell'anno in
cui è stato rilasciato il permesso per la costruzione dell'immobile (anno
2004).
Nel primo anno in cui abbiamo abitato, le feste avevano una
durata limitata, sia in termini di giorni che di eventi. Con il passare
delle stagioni, gli appuntamenti sono sempre più frequenti infatti, oltre
alle numerose feste campestri, è stato aggiunto anche il luna park.
I disagi che dobbiamo subire sono numerosi, ma l'aspetto che
crea maggior fastidio è di carattere acustico: schiamazzi, musica ad alto
volume fino a mezzanotte inoltrata, e con il luna park anche nelle ore
diurne.
Nonostante le numerose segnalazioni agli enti preposti il
problema sussiste, e temiamo possa allargarsi, in quanto il comune avendo un
ritorno economico elevato, sta promuovendo attraverso il proprio sito l'area
in questione.
Abito in un appartamento a Monza che si trova sopra un
negozio di abbigliamento. Durante il giorno, dalle 9 alle 19, sono costretta
ad ascoltare la musica proveniente dal negozio e qualche volta i discorsi
delle commesse che devono urlare per potersi parlare. Quando c'è silenzio si
sentono distintamente le voci e la musica della radio. Sembra qualcosa di
sopportabile, ma in realtà per chi deve studiare e ha bisogno di silenzio è
molto fastidioso. Chiedere alle commesse di abbassare il volume non è
servito a niente perché dopo poco veniva rialzato nuovamente.
Scrivo a nome di 4 famiglie confinanti con un Oratorio. Fino
a circa 8 mesi fa non abbiamo avuto mai alcun problema con le attività che
il Parroco teneva perché alle 19:30 chiudeva il tutto.
Viviamo in un piccolo paese e la struttura prima citata è
praticamente un cortile, con una stanza. Le n/s abitazioni hanno i muri
confinanti con la corte e le finestre delle camere da letto vi si
affacciano.
A Gennaio di quest'anno la struttura è stata presa in
gestione dal Comune. E' stata data la chiave di accesso a un gruppo di
ragazzi che va dai 12 ai 20 anni. Questi giovani sono quindi da soli senza
alcun adulto che li controlla e senza alcuna regola. Entrano/escono quando
vogliono. Giocano, urlano, sentono la musica ad alto volume, lanciano
oggetti, battono mani e piedi sui tavolini, dicono parolacce e altro... Tra
l'altro non hanno nemmeno un bagno funzionante e quindi assistiamo anche a
disdicevoli episodi...
Mi sono rivolto al Sindaco con una lettera firmata da noi
tutti dove denunciavamo il fatto ma non è servito a nulla se non a solo
false promesse. I Carabinieri mi hanno detto che verificheranno la
situazione ma non sono mai venuti nelle abitazioni. Siamo costretti a stare
con le finestre chiuse dalle 17:00 a notte inoltrata ma anche con i doppi
vetri sentiamo gli schiamazzi.
Cosa possiamo fare? Può la Diocesi concedere in uso lo spazio
al Comune e quest'ultimo dare in gestione il tutto senza fare le verifiche
dell'eventuale disturbo della quiete? Abbiamo la possibilità di richiedere
al Comune stesso una verifica fonometrica? Ci sono degli obblighi che il
comune dovrebbe seguire?
Nel mese di Agosto di quest'anno avevo portato alla Vostra
attenzione il problema dei ragazzi lasciati senza controllo in un Oratorio
preso in gestione dal Comune.
Il Vescovo, conosciuti i fatti (in quanto contattato
personalmente), ha immediatamente preso provvedimenti imponendo l'uso dei
locali per solo 3 ore (15.00/18.00) e con la presenza di un adulto.
Il Comune purtroppo si è dimostrato completamente assente ed
arrogante nei nostri confronti.
Sicuramente, noi confinanti, siamo stati, in questo caso, fortunati in
quanto abbiamo avuto un interlocutore moralmente ineccepibile che ha capito
il problema e quindi non abbiamo avuto la necessità di proseguire con azioni
legali che, visto le nostre leggi, chissà dove ci avrebbero portato.
Vi ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti
Gli avventori del bar sono troppo chiassosi
23.08.2008
Ho, anzi, abbiamo in diversi un problema di questo genere: da
circa 8 mesi ha aperto un bar di fronte al condominio dove abito ed aveva
esposto orari dove si indicava l'ora di chiusura alle 20.00. In realtà, il
bar arrivava a chiudere anche alle 2 con gli avventori che, complice la
bella stagione, si attardavano seduti ai tavoli esterni sotto un porticato a
discutere a volte anche animatamente.
A questo punto gli amministratori dei condomini adiacenti,
compreso quello dove abito, hanno predisposto una lettera di protesta
indirizzata alla circoscrizione Ovest di Brescia.
L'unico effetto ottenuto è quello che il proprietario del bar
ha corretto a biro l'ora di chiusura del bar alle 2.
Da rilevare che il porticato amplifica ulteriormente i toni.
Ah, sotto il porticato oltre al bar c'è anche una pizzeria.
A questo punto Vi chiedo:
1) non esiste un limite di orario oltre il quale si deve
rispettare il silenzio e quindi il sacrosanto diritto al riposo dei
residenti? (in questa zona poi non vi sono fabbriche o attività rumorose ed
è quindi prettamente residenziale)
2) i tavoli esterni sono sistemanti sotto un porticato che in
pratica è un passaggio pedonale (e prima che il bar e la pizzeria se ne
impossessassero erano destinati a questo scopo) per l'accesso ad un
condominio (quello di fronte al mio). Come si fa a sapere se i locali
menzionati hanno diritto a sfruttare commercialmente questi spazi?
3) Ma gli orari di apertura e chiusura possono essere
modificati con tanta repentina facilità?
4) In molti vorremmo tornare a riposare a finestre aperte
d'estate e non a dormire solo dopo le 2, cosa possiamo fare?
Ho una casa in campagna, nel viterbese, dove la mia famiglia
trascorre il fine settimana e le vacanze estive. Recentemente è stato aperto
sulla stessa strada, ma ad oltre 100 metri di distanza, un bed and
breakfast.
Quest'estate il suddetto b&b ha spesso disturbato le nostre
serate con feste serali con musica a tutto volume, chiaramente udibile anche
se ci sono altre case tra noi e loro. Non sappiamo se hanno il permesso per
tenere tali feste, che a volte si sono protratte fino all'una di notte, con
successivo andirivieni di automobili.
Siamo tutti disperati: si va in campagna per sfuggire al
rumore della città e non si riesce a dormire!
Cosa possiamo fare? Quali permessi dovrebbero avere e quali
obblighi (oltre a quelli di civiltà e rispetto...) hanno?
A Cologno Monzese è presente una grave situazione di
inquinamento acustico da tantissimi anni causa la metropolitana! Passa
vicinissima alle abitazioni a forte velocità anche a mezzanotte e durante il
giorno non si riesce neanche a parlare al telefono o sentire la televisione
con le finestre chiuse, figuriamoci in estate!
Sono stati sostituiti i giunti dei binari ma è servito a ben
poco: ci vorrebbero delle barriere antirumore e qualche altro intervento
efficace. Il colmo è che le barriere vengono messe dove passano strade
trafficate dove il rumore è 100 volte inferiore e non qui: una vergogna ed
in più si deve fare il prolungamento per Vimercate con un aumento dei
passaggi! Saluti.
vorrei esporle un mio dubbio riguardo alla correttezza degli
impianti del mio vicino.
Noi abitiamo in aperta campagna, in una vecchia cascina di
ca. 100 anni. La casa di fronte a noi (oltre a queste due case non c'è nulla
nel raggio di un paio di km) è stata da poco ristrutturata (cantiere di 3
anni e mezzo con tutti i disagi connessi e di cui noi non ci siamo lamentati
per educazione). Ebbene, il ns. unico vicino nella sua dolce dimora ha
spazio da vendere. Terreni tutt'intorno, su ogni lato. A nord ha fatto
costruire piscina, campo da calcio, da tennis, a est ha un bosco e a ovest
ha l'entrata. Noi ci troviamo a sud, divisi dalla strada e dal nostro
cortile.
Ora, lui ha installato la sua centralina Enel (un casotto di
ca. 10 mq) sul suo lato della strada di fronte a casa nostra, all'interno
del suo cortile, dal nostro lato, ha installato una torretta con un motore
enorme per il condizionamento (a spanne le dimensioni del motore direi sono
di 2m ca.).
Ebbene, questa torretta ha due lati in muratura (caso strano
dal lato della sua casa) e 2 aperti con griglia, caso strano verso di noi e
a est.
Nel bellissimo silenzio della campagna noi ormai odiamo il
continuo ronzio del condizionatore e nella pace assordante della notte ciò
ci obbliga a tenere chiuse le ns. finestre.
Ci sono passi che possiamo intraprendere per il nostro unico
e maleducato vicino?
Abito in centro storico a Piacenza in una casa che ha di
fronte a 8 metri una pizzeria e un ristorante, quest’ultimo ha avuto dal
comune di Piacenza l’autorizzazione per poter occupare da aprile fine a fine
settembre lo spazio che normalmente è adibito al carico scarico merci con un
plateatico per poter far consumare ai clienti in strada.
Dalle ore 21.00 alle ore 1.30 di tutti i giorni gli avventori
del locale disturbano la quiete delle mie ore di riposo con vociare ad alta
voce, schiamazzi di ogni genere e mentre i proprietari del ristorante
contribuiscono con i loro rumori posate piatti bicchieri e nei periodi
estivi con urla e gavettoni.
Da qualche tempo hanno una cassa acustica che produce la
musica per gli avventori del ristorante.
Per anni abbiamo sopportato accettando le scuse dei
proprietari dei due locali ogniqualvolta si sono verificati schiamazzi.
Abbiamo cercato di sensibilizzare i gestori dei due locali ma senza nessun
risultato, anzi con gli anni il rumore è aumentato sempre più.
Io non ne posso più di non poter dormire a casa mia quando
voglio e data la mancanza di un sonno regolare da qualche tempo sono molto
irascibile e ho continui mal di testa. Abbiamo deciso di coalizzare tutti i
residenti della stessa strada per presentare un esposto al Questore. È
corretto?
Disagio degli abitanti vicini a ditte che lavorano ferro
14.07.2008
Abito in una zona nuova dove sono state costruite molte case.
A poco distanza (ci divide solo la strada) c’è la zona artigianale o
industriale (non so con certezza come sia urbanizzata) con la presenza di
una ditta di raccolta e lavorazione di ferro. Quando siamo andati ad abitare
lì, l’attività era poca (quasi irrilevante), ora da circa due anni
(fortunatamente per i titolari e sfortunatamente per noi) è aumentata in
maniera esorbitante. Lavorano “lanciando” con il macchinario chiamato ragno
grandi quantità di rottami provocando grandi rumori e soprattutto alzano
molta polvere. Iniziano a lavorare alle 6-6,30 del mattino fino alle ore
12-12,30 della mattina e ricominciano alle 14-14,30 del pomeriggio fino alle
18-18,30 (quanto va bene). Questa lavorazione dura dal lunedì al venerdì per
tutte le ore che ho scritto e il sabato, generalmente, solo nelle ore di
mattina. Lavorano non solo col ragno ma anche con altri macchinari poiché
fanno anche lavoro di pressatura. Si sente un forte odore di ferro e quando
si passeggia lungo la pista pedonale (che affianca la ditta e costeggia la
strada) oltre a sentire un forte odore di ferrame spesso si è inondati da
fumi e polveri che escono dalla ditta.
Abbiamo più volte segnalato all’ARPA questo problema (con
raccolta di firme) ma ci continuano a dire che sta tutto in regola, fanno i
sopralluoghi e non trovano nulla di irregolare.
Poco tempo fa passavo di lì e all’improvviso sono stata
inondata da polvere marrone che usciva dalla ditta, mi sono recata al Pronto
soccorso dell’ospedale e mi hanno iniettato per via endovena una fiala di
flebocortid in 100 cc. di fisiologica oltre a 1 cp. di antistaminico e
Ventolin per aerosol perché aveva una forte crisi di asma.
Le sarei grata se mi aiutasse a capire se questo
comportamento è lecito, se queste ditte hanno degli obblighi per quanto
riguarda la rumorosità e le polveri, se è giusto che una ditta che fa queste
lavorazioni sia operativa vicino ad abitazioni, zone adibite al verde
pubblico e piste pedonali e ciclabili e che cosa può fare il comune per
risolvere queste problematiche (anche se secondo tutti gli organi di
controllo dicono che la ditta è in regola).
Vi scrivo per sottoporvi un problema di inquinamento
acustico. Vivo in una zona periferica di Roma (quartiere Aurelio, zona Forte
Boccea) ad un piano terra con un piccolo giardino. La strada confinante
risulta essere molto trafficata, soprattutto di giorno (dalle 7:30 alle
20:00) ma anche nelle ore serali almeno fino alle 2:00 AM. Le macchine che
procedono per questa strada, arrivano a velocità sostenuta per decelerare
improvvisamente all'incrocio proprio in prossimità della mia abitazione
causando forti rumori e vibrazioni. Molte volte si verificano anche
incidenti dovuti al non rispetto della segnaletica (STOP). Si verificano
molte volte code, con i conducenti, impazienti della fila, azionano il
clacson.
Vi porto a conoscenza del mio problema per chiedere aiuto in
quanto sono costretto a non aprire le finestre a causa del forte rumore. Con
le finestre chiuse i rumori rumori e le vibrazioni sono un po' attenuate ma
sempre presenti. Capisco che la strada non possa essere chiusa ma almeno
trasformata in strada residenziale e con dei dossi che porterebbero gli
automobilisti a procedere lentamente. Infatti, questa strada viene usata per
evitare il passaggio da quella principale, Via Boccea.
Nel mio comune, Ospitaletto (BS), un parco comunale è stato
attrezzato per feste popolari che si svolgono durante tutti i fine settimana
estivi da metà giugno a metà settembre per 36/39 giorni in totale.
Il parco è situato in zona residenziale e le case più vicine
si trovano a meno di 10 metri. Durante la festa un orchestra suona (ad un
livello di volume demenziale, come si usa ora) fino a notte, impedendo il
riposo alle persone che abitano nei dintorni.
Le proteste sono servite a ben poco anche perché
l'amministrazione si fa pagare per l'utilizzo delle strutture.
Mi sono rivolto al difensore civico, dal quale sono riuscito
solo a sapere che non è mai stata eseguito alcun controllo dall'ARPA.
E' evidente che le emissione sonore sono fuori legge, ma che
cosa conviene fare?
- Obbligare il comune a far effettuare rilevazioni sonore
dall'ARPA? E dopo?
- Inviare un esposto alla procura per disturbo della quiete
pubblica dopo avere chiamato i vigili che dovrebbero disporre di un
fonometro?
- Far effettuare una perizia di parte da un tecnico
abilitato?
Nel mare di Internet ho pescato tantissime situazioni
analoghe, migliaia di persone non vivono più durante l'estate per queste
feste popolari.
E' possibile che le amministrazioni comunali possano
infischiarsene così delle leggi che dovrebbero far rispettare? Ma in che
Paese viviamo?
Grazie e cordiali saluti.
G. Stefanini
Un'estate troppo chiassona
10.07.2008
Abito a Marina di Cerveteri, sul litorale nord in provincia
di Roma. Abito a 100 metri da un bar che ha messo tavolini all'aperto, con
musica e orchestra con casse acustiche amplificate gigantesche.
Da giugno a settembre, tutte le sacrosante sere dalle 21.30
fino alle 01.30 di notte, sparano musica a volume altissimo, insopportabile,
a 100 metri e con le finestre chiuse.
Io lavoro e mi alzo alle 5 di mattina e torno alle 5 di sera.
Dato che è una località balneare e che non tutti come si pensa stanno in
ferie da giugno a settembre, se non i disoccupati o i baby pensionati che lì
risiedono e si trovano bene anche con il frastuono, tanto si alzano alle 10
di mattina e si possono permettere di andare a letto alle 2 e 3 di notte.
Finito lo strazio della musica del bar, tocca cibarsi le urla
e schiamazzi dai ragazzi che parlano, bevono e ridono per strada.
Una famiglia sotto di me con 2 figlie grandi e disoccupate
ridono e schiamazzano sulla terrazza, in preda ad alcol e droghe.
Per il chiasso del bar nessuno interviene, per quelli della
strada neppure; per il chiasso dei condomini sotto di me, non sono bastati
lamentele con l'amministratore, lettere di avvocati e, anche se chiamo i
carabinieri, non vengono perché hanno cose più serie da pensare e non hanno
pattuglie.
Quindi, uno che lavora non ha diritto al meritato riposo
notturno anche se siamo in estate e al mare?
Insostenibile la situazione nel paese di Brusimpiano dove da
Maggio fino ad Ottobre si svolge settimanalmente, 3 giorni su 7, una festa
paesana nella piazza centrale che si affaccia al lago.
Il rumore generato da queste feste non permette a molti
abitanti del paese di avere una vita normale e soprattutto a coloro che non
godono di buona salute.
Queste feste ormai coprono quasi la metà dei giorni di un
mese e si protraggono fino a tarda ora con notevoli strascichi dovuti a
vociare ed urla notturne.
La località di Brusimpiano è davvero sconsigliata soprattutto
ad anziani e bambini ma anche a tutte le persone che amano il giusto riposo
e tranquillità. Nello stesso paese non si può contare su essenziali servizi
ma sul rumore di certo si.
Ho acquistato un appartamento due anni fa. L'appartamento
degli anni '70, era stato in parte ristrutturato, come tutto l'edificio, dal
venditore (tubature per riscaldamento, mattonelle, caldaia, ecc.).
Dopo poco tempo mi sono reso conto che il muro di separazione
col vicino è spesso quanto un mio muro interno tra una camera ed un'altra,
allora ho provveduto ad isolarlo tutto con del materiale 'Ecorubber' (2000
euro di lavori).
Risolto al 70% il problema col vicino, rimane quello con
l'altro vicino, del piano di spora. Praticamente siamo una grande famiglia,
finché non vanno a letto non posso andarci neanch'io. L'isolamento degli
scarichi del bagno e di tutte le tubature in genere, inesistenti, solaio
pessimo, rimbomba tutto e si sente tutto.
Ora mi dicono che la soluzione è quella di isolare il
soffitto controsoffittandolo ma perderei 20 Cm e 140€ a metro quadro, cifre
pazzesche per le mie tasche. Potrei rifarmi sul venditore? Anche se sono già
passati 2 anni? Grazie.
Abito in una villetta bifamiliare ed il vicino ha costruito,
a due metri dalla dalla camera da letto dei miei figli, uno spazio
delimitato da griglie di ferro di due metri per due dove da anni vivono
costantemente minimo tre cani di taglia media, oltre i cuccioli che nascono
continuamente.
Doppio è il fastidio procurato da questi animali che, oltre a
guaire ed abbaiare giorno e notte, emanano costanti esalazioni maleodoranti
che inquinano la mia casa, tant'è che siamo costretti, anche in piena
estate, a tenere le finestre chiuse.
Nonostante aver più volte manifestato le mie doglianze,
questa famiglia spregevolmente continua a mantenere questa situazione.
Vorrei conoscere quali azioni posso intraprendere per
risolvere il problema.
Vorrei esporvi il mio problema e vorrei mi aiutaste a trovare
una situazione.
Vivo in un paesino di provincia di circa 15.000 abitanti (un
comune siciliano). Da quando si sono chiuse le scuole elementari e medie
nella stradina in cui abito (la strada è all'interno del paese, non in
periferia) si riuniscono a giocare dalle 8.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 21
gruppi di ragazzini, dai 14 ai 18 elementi, di età compresa tra 7 e 11 anni.
Giocano a pallone e poiché litigano tra loro sono sempre gridando per tutta
la mattinata.
I ragazzini che abitano nella mia strada sono solo 3, mentre
gli altri sono tutti fuori quartiere. A soli 50 metri dalla mia strada c'e'
una villetta comunale, la quale, anche se piccola, potrebbe ospitarli
tranquillamente visto che è nata per i bambini; infatti, ci sono giostrine,
altalene, insomma là lo spazio per loro non manca e sopratutto non darebbero
fastidio a nessuno.
Ho provato a parlare con alcuni genitori dei bambini, ma
tutti mi dicono che devono giocare, non vogliono proprio mandarli alla
villetta.
Sono uno studente che si alza la mattina alle 7 per studiare
e, a causa dei loro schiamazzi, è dal 10 giugno che sono costretto a
studiare di notte e cercare di dormire di giorno, perchè è impossibile
concentrarsi con loro.
Adesso vorrei chiedervi cosa posso fare? Ho consultato il
codice penale e l'articolo 659 comma uno credo mi dia ragione, ma sono tutti
minorenni,cosa posso fare? A chi mi devo rivolgere?
Abito in un antico borgo di Bergamo. Il cortile interno del
nostro condominio appartiene al ristorante sito di fronte alla mia
abitazione. D'estate il ristorante svolgeva la sua attività anche nel
cortile, ovviamente disturbando non poco noi, residenti.
Nel 2004 abbiamo invitato una agenzia che si occupa
dell'inquinamento acustico a rilevare il disturbo acustico differenziale
all'interno del nostro cortile dal mio appartamento. Il nostro avvocato ha
presentato l'esposto al Comune di Bergamo allegando i risultato rilevato,
superiore di 5 volte consentite dalla legge. Il Comune ha provveduto di
cessare l'attività esterna del ristorante, visto che non era neanche
autorizzata.
Da quest'anno il ristorante ha cominciato svolgere l'attività
esterna di nuovo, in più accendendo anche la musica fino la tarda notte.
Stamattina ho telefonato all'ufficio annonario di Bergamo per avere delle
spiegazioni in merito e mi è stato detto che il ristorante scrivendo al Capo
dello Stato ha ottenuto il permesso per l'attività esterna e che rilevamento
che è stato eseguito nel 2004 non ha nessun valore giudiziario, perché
eseguito da una società privata e non da ARPA. Preciso che il tecnico che ha
eseguito il rilevamento è in possesso della sua qualifica, riconosciuta con
Decreto della Regione Lombardia.
Vorrei un parere del esperto se possibile in merito a questa
situazione! Grazie.
Come un giardino pubblico può diventare un incubo per il
vicinato
17.06.2008
Voglio denunciare la situazione di disagio che stiamo
vivendo, oramai, da parecchi anni e spero vivamente si possa fare qualcosa
perché non possiamo contare sull'aiuto dell'amministrazione comunale, tanto
meno della polizia.
In via Alfredo Spilotros a Palese, frazione di Bari, hanno
realizzato un piccolo giardino a ridosso di un complesso residenziale.
Quest'area era abbandonata e infestata da topi ma, in seguito ad insistenti
richieste dei residenti, l'amministrazione comunale ha realizzato un bel
giardinetto con alberi, fiori e giochi per bambini.
Purtroppo, questo lieto evento, in breve tempo si è
trasformato in un incubo che viviamo ormai giornalmente.
Il giardino è il luogo di ritrovo di gruppi di ragazzi (che
arrivano dai quartieri vicini, San Paolo, Enziteto Santo Spirito e i locali
di Palese), meglio chiamarli vandali, che a tutte le ore del giorno (senza
rispetto degli orari di silenzio) scorazzano con gli scooter (impennando,
sgommando) al di fuori e all'interno del giardino; ci sono continui atti di
vandalismo ed il bel giardino è stato abbandonato alla sporcizia (urinano
lungo la recinzione e abbandonano i rifiuti) e al totale degrado, le piante
e il prato stanno scomparendo.
Abbiamo presentato molti esposti all'amministrazione comunale
(da più di 2 anni) segnalando il disagio che viviamo giornalmente.
Regolarmente chiamiamo i vigili urbani e la polizia e non intervengono mai
anzi ci esortano a rinchiuderci in casa perché non possono fare nulla..."
sono ragazzi e non possiamo mandarli via, hanno il diritto di stare per
strada".
Quando abbiamo comprato casa in questa zona residenziale lo
abbiamo fatto principalmente per avere un pochino di pace e per avere un
piccolo giardino.
Sono due anni che non abbiamo pace, il giardino privato che
confina con il giardinetto pubblico non possiamo più utilizzarlo perché i
vandali gridano, bestemmiano e ascoltano le musica a volume altissimo a
tutte le ore del giorno senza rispetto per noi poveri residenti e gli
scooter e le auto scorazzano a tutta velocità destreggiandosi in testa coda
rumorosi.
Anche questa estate sarà un incubo. Rinchiusi in casa con il
caldo, sperando che vadano via prima dell'una di notte, se siamo fortunati.
Help! Non ne posso più del mio vicino di casa! Abitiamo in
due case divise solamente da un muro in comune.
L'anno scorso gli è venuto l'hobby della batteria e senza
dire niente a nessuno a iniziato a suonare a tutte le ore del giorno!
All'inizio credevo di essere solo io a lamentarmi ma poi ho
scoperto che parecchie persone del paese non sopportano il rumore,
figuratevi come si sente in casa mia! Quando suona trema il tavolo della
cucina e la finestra della camera! Vi sembra una cosa normale? Credo di no!
Sono già state fatte segnalazioni ai vigili ma non sono
ancora venuti a controllare, ho provato anche a parlargli e a cercare degli
accordi, mi ha detto che avrebbe insonorizzato la stanza ma non ha fatto
nulla!
Cosa posso fare? A chi mi devo rivolgere? All'ASL, ai
carabinieri...? Vi prego,aiutatemi, siamo tutti al limite della
sopportazione!
Inquilini che non rispettano gli orari del silenzio -
responsabilità del proprietario?
10.06.2008
Pregiatissimo Dott. Brugola,
Le sottopongo l'ennesimo caso di difficile convivenza con
inquilini rumorosi. Si tratta di 2 studenti cui il proprietario di un
appartamento ha affittato il locale posto nel nostro stabile.
I giovani, che abitualmente dormono di giorno, iniziano
puntualmente a disturbare verso le 22.45 della notte, invitano amici,
entrano ed escono sbattendo porte e portoni, schiamazzano e spostano mobili
fin verso le 03.00 (gli orari del silenzio vanno dalle 23 alle 08 e sono
specificati dal regolamento condominiale).
Tutti gli occupanti dello stabile si sono lamentati da
diversi mesi (abbiamo verbali di assemblea che lo attestano) e, esasperati,
hanno firmato un esposto contro il proprietario: questi infatti incassa
l'affitto e si disinteressa alle nostre legittime lamentele ed è più che mai
responsabile poiché il regolamento condominiale lo ritiene obbligato a
pretendere il rispetto delle norme di condominio da parte degli occupanti il
suo appartamento.
Già mi aspetto forti rimostranze e vendette da parte degli
studenti (cui abbiamo sempre permesso di riposare di giorno riducendo al
minimo le nostre emissioni rumorose... ottenendo nulla in cambio!) ma
confido che l'esposto permetta al proprietario di esercitare uno sfratto con
giusta causa.
Abbiamo possibilità di liberarci di questo strazio e
riprendere a vivere auspicando che il proprietario non affitti di nuovo a
disturbatori del nostro legittimo riposo?
Vi prego di aiutarmi, sono alla disperazione. Ho comprato una
casa, primo piano in bifamiliare. Nell'appartamento sotto al mio vive in
affitto una famiglia di incivili: babbo mamma e due "bambini". Urlano a
qualsiasi ora del giorno e della notte, cantano dalla mattina alla sera,
ignorando orari del riposo, continuano a urlare la sera dopo le 23, saltano
la corda in casa, giocano a pallone.
Ho parlato con i genitori senza ottenere risultato, ho
parlato con il proprietario di casa, senza risultato (ha detto che gli
pagano l'affitto e non può fare niente).
Dopo quattro giorni di karaoke ininterrotto ho chiamato i
carabinieri, niente. Due lettere dell'avvocato, ma loro continuano.
Non so a chi rivolgermi, non vorrei andare per vie legali, ho
paura che facciano del male al mio cane. Io vado a lavorare, la sera vorrei
dormire.
A luglio, dopo pranzo, il sabato o la domenica non vorrei
essere costretta a scappare di casa perché non è possibile riposare perché
loro devono cantare! E la televisione a tutto volume!
Sono un architetto palermitano che ha comprato dei terreni
vicino Termini Imerese dove sto costruendo delle ville bifamiliari.
La posizione panoramica consente di offrire a chi abiterà
queste case, una vista mozza fiato sul golfo e sul mare. Purtroppo nella
strada limitrofa ci sono dei pali dell'ENEL con dei cavi che producono un
rumore insopportabile che disturba la quiete delle ville e che ovviamente
allontana i possibili interessati all'acquisto delle case. Non so a chi
rivolgermi per capire da cosa derivi questo rumore, cosa posso fare per
evitarlo, isolarlo.
Per me è un forte motivo di stress sapere che i miei soldi e
il mio impegno professionale per offrire un architettura di qualità, venga
vanificato da questa situazione assurda.
Vi chiedo un consiglio tecnico e giuridico per risolvere la
questione.
Lamentarsi non serve a nulla se non si attuano i necessari
interventi
17.05.2008
Siamo sette famiglie che abbiamo la sventura di abitare
vicino a un officina i cui macchinari emettono dei rumori assordanti e
continui giorno e notte sette giorni su sette.
Dopo anni di civili rimostranze al titolare senza mai
ottenere nulla, decidiamo di rivolgerci all'ufficio ambiente del comune di
Novellara (RE). Anche li dopo varie insistenze il responsabile tramite ARPA
rileva valori di rumore sopra la norma. Da li una multa di circa mille euro,
poi più nulla.
Ricominciamo a lamentarci e, dopo varie sollecitazioni,
abbiamo la promessa di interventi risolutori.
Dopo circa dieci mesi, sentendoci presi in giro, decidiamo di
rivolgerci al sindaco, anche qui promesse di interventi risolutori con la
presenza del titolare della ditta. Dopo un mese nessuna comunicazione al
riguardo, torniamo a far presente la situazione, ma ancora una volta dal
sindaco nessuna comunicazione, anzi totale latitanza. Noi, nel frattempo,
continuiamo a non dormire la notte, ad essere infastiditi di giorno e
nessuno sembra voler aiutarci a far valere un nostro diritto.
Tra le altre cose, questi rumori continui rimbombano nelle
orecchie e provocano anche danni ai bambini che abbiamo. Cosa possiamo fare?
A chi possiamo rivolgerci per risolvere questa situazione che si protrae da
tanti anni? Grazie.
Barcellona Vincenzo
Un magazzino di merce alimentare vicino a casa
17.05.2008
Abito in un paese di campagna attraversato da una strada
provinciale dove da qualche tempo si è insediato un magazzino di merce
alimentare. La mia abitazione è proprio a confine con il suddetto stabile e
abbiamo l'ingresso alla strada provinciale in comune.
Vi chiedo se è a norma di legge fare un carico scarico merci
a 10 metri dalle mie finestre con il conseguente traffico di camion che
inizino le loro danze alle 4,30 del mattino; se è a norma far sostare tir,
all' interno della loro proprietà, nelle ore notturne con i frigo accesi
sotto le mie finestre; se è a norma lasciare acceso il frigo (anche per
diverse ore) di un camion mentre questo viene scaricato.
Cosa posso fare per far valere i miei diritti, considerato
che né l'azienda né il Comune intendono risolvere questo grave e nocivo
problema?
Buona sera a tutti. Abito in un piccolo comune nella
Provincia di Brescia e, purtroppo, ho la sfortuna di abitare di fronte ad un
bar che fa un rumore atroce.
Attualmente siamo nel bel mezzo di un processo dopo aver
fatto analisi fonometriche con tecnici in acustica e dopo che l'ARPA ha
fatto i suoi rilievi fonometrici. Risultato? Tutte le prove effettuate hanno
evidenziato un rumore che supera di gran lunga quello attuato dalla
zonizzazione acustica del comune.
Se non che, nel bel mezzo del processo, il Comune (la
maggioranza di cui fa parte il fratello del proprietario del Bar in
questione) ha deciso di cambiare la zonizzazione. La nostra abitazione è
posta in zona residenziale e hanno accerchiato il bar con una fascia di
colore grigio chiamata di festa, quindi si alzano i valori limite, assurdo!
Questa è l'Italia. C'è qualcuno che mi può dare una mano per cortesia?
Abitare in campagna sarebbe bellissimo se non fosse per...
10.05.2008
Buon giorno a tutti! Io ho una villetta in campagna poco
distante dal paese ma vivo in città.
Ogni volta che decido di andare a passare un po' di tempo in
relax in quella villetta il mio vicino, anche di domenica, e ultimamente
anche il primo maggio, ara la terra, taglia l'erba, fa qualsiasi rumore
insopportabile. Il suo campo è attaccato al mio.
Con le buone gli ho fatto capire che poteva scegliere giorni
in cui io non c'ero, ma lui ora per dispetto fa qualsiasi rumore. Pianta
ortaggi al confine e mi infastidisce con la sua presenza proprio vicino a
casa mia. Per ultimo mette sostanze tossiche agli alberi confinanti e mi
arriva in casa..... e molto altro. Ma ciò che mi infastidisce di più sono i
rumori la domenica mattina, ma anche di pomeriggio.
Vorrei sapere se vi siano leggi che possono tutelarmi? Non
solo contro i rumori in campagna sopratutto di domenica? Vi ringrazio di
cuore.
Sono disperata! Da questa estate il mio caro vicino di casa
si è comprato una serie di strumenti utilizzati nelle segherie per farsi da
solo dei mobili per metterli poi in casa! Non si ferma un attimo, lavora 24h
su 24h tutti i giorni, sabato e domenica compresi! Gli ho detto di farla
finita, che alla mattina alle 7 non può fare tutta questa confusione, di
tutta risposta mi ha detto che se voglio dormire fino alle 11 devo andare in
albergo, ma vi rendete conto a che punto arriva la stupidità umana? Sono
andata dai carabinieri ma non è servito a niente, mi sono rivolta al comune
ed ora aspetto notizie. Speriamo bene...
In bocca al lupo a tutti i disturbati dall'inquinamento
acustico!
PS. Sto inoltre preparando la mia tesi ma con tutto il rumore
che c'è non riesco a scrivere una frase di senso compiuto. HELP!!!
Abbiamo acquistato , quattro anni fa, una villetta
quadrifamiliare immersa in un residence verde, proprio per una nostra
precisa volontà di vivere in un luogo tranquillo e rilassante. E, invece,
grazie ad uno dei nostri vicini, non è così, infatti, tutti i componenti
della famiglia, ha l'incivile abitudine di sbattere la porta d'ingresso, non
esagero, almeno un centinaio di volte al giorno d'estate, e un po' meno
durante la stagione invernale. Premetto che l'abitazione degli incivili
dispone di tre porte finestre che consentono l'uscita sul giardino, loro
usano solo la porta d'ingresso e la sbattono per evitare che possano entrare
i loro gatti, e questo a qualunque ora.
Vi saremmo molto grati se ci poteste consigliare come agire
per risolvere questo stressante problema.!
Oggi sono veramente felice, perché ho scoperto di non essere
sola. Nel 2001 dopo tanti sacrifici siamo riusciti ad acquistare una casa
tutta nostra, c'era la possibilità di avere sia un 1° che un 2° piano, noi
avendo un bimbo al tempo di circa 2 anni per non arrecare troppo disturbo a
chi ci stava sotto decidemmo per il 1°.
Dopo qualche mese venne ad abitare su di noi una fantastica
famiglia, composta da mamma papà e due bamboccioni. Il loro passatempo è
quello di litigare di continuo a voce così alta da non riuscire a sentire la
televisione.
La prima volta mio marito decise di chiedere, gentilmente, di
abbassare il tono, ma la mamma rimase sconvolta e turbata perché la
richiesta fu fatta tramite telefono.
La seconda volta, in occasione del santo natale, dopo aver
trascorso una movimentata notte arrivò il momento più atteso "i regali" che
meraviglia si regalarono uno stupendo karaoke, che naturalmente decisero di
inaugurare la notte, la 1, le 2, le 3 erano felici alle 4 decisi di
lamentarmi, ma neanche questa volta la mamma ci rimase tanto bene.
Conclusione, sono passati quasi 7 anni la mamma non si è più
ripresa dall'affronto e per tutta risposta non ci saluta più, ma quello è il
male minore. I rumori continuano fra urla, spostamenti di mobili, pulizie
fatte con i tacchi a spillo.......GRAZIE GRAZIE DI CUORE!
abitiamo in un paese in provincia di Napoli. Ogni domenica un
gruppo musicale inizia a suonare nella piazzetta situata alle spalle di casa
nostra alle 7.00/8.00 a volume altissimo (siamo tappati in casa ed è come
sentirli con le finestre aperte!) e non smettono fino alle 22.30/23.00,
suonando ininterrottamente senza mai abbassare minimamente il volume (mentre
vi scrivo esasperata dall'ennesima domenica trascorsa così sono le 21.10 e
il "concerto" continua a tutto volume).
Lavoriamo un'intera settimana e vorremmo poter riposare in
pace almeno la domenica, cosa che risulta impossibile in quanto veniamo
puntualmente svegliati in modo più che brusco dalla musica assordante
(sarebbe più corretto definirlo rumore in quanto più che cantare urlano),
non c'è nemmeno modo di riposare il pomeriggio per i motivi di cui sopra, ne
tanto meno è possibile poter fare normali attività quali leggere o guardare
la tv.
Il disagio è addirittura esteso a chi viene a pranzo da noi o
in visita la domenica visto che il rumore è tale da disturbare chiunque. A
metà domenica siamo già stanchi, mal di testa, nervosismo e forte stress e
per andare finalmente a dormire bisogna aspettare che questi educatissimi
signori finiscano la loro esibizione...
Vorrei sapere se c'è un modo per tutelarci, a chi dobbiamo
rivolgere la nostra protesta, possiamo fare una denuncia, è vero che ci sono
ore di silenzio da rispettare? Se si quali sono?
Abbiamo chiamato i carabinieri i quali ci hanno detto di
rivolgerci ai vigili urbani che ovviamente la domenica sono introvabili...
Qualcuno ci ha detto che queste manifestazioni sono
organizzate dal comune! Parlando con altri vicini abbiamo saputo che il
disagio è ovviamente non solo nostro ma purtroppo non tutti sono disposti a
lottare per i propri diritti....
Ho acquistato casa nell'agosto del 2007. Più grande, una
stanza per mia figlia 4 anni e un piccolo studio per me! Che gioia, il tutto
è durato fino al 18 Novembre che credo ricorderò per sempre. L'inquilino del
piano di sopra suona la batteria! Il rumore è subito continuo e le sue
esercitazioni vanno avanti in genere dalle 21.00 in poi. Proprio sotto c'è
la camera da letto.
Il fine settimana poi, a volte si riunisce tutta band! La
prima volta sono salito alle 23.45 dato che era già due ore che suonava (che
resistenza tra l'altro) non mi ha nemmeno aperto la porta. Successivamente
riesco a salire a casa, mi apre, si dimostra gentile, mi fa perfino vedere
la sua batteria, io che non sono un tipo rissoso gli dico che può suonare ma
abbia la decenza di finire alle 22,00!
Ieri è stata un'altra nottata di musica mia figlia e mia
moglie dormono in salotto, l'amministratore dice che non può fare niente
oltre la solita lettera e io sono uno straccio la mattina!
Ora ultima carta, cerco qualcuno che possa insonorizzare la
mia stanza in modo da poter dormire, potete darmi qualche consiglio!
Circa un anno e mezzo fa mi sono trasferito a vivere in un
piccolissimo paese nelle vicinanze della città di Valenza (AL).
Casa di campagna, situazione apparentemente assolutamente
tranquilla. Addirittura si pensi che il lato posteriore della casa è
rappresentato da un piccolo bosco scosceso di acacie al di sotto del quale
scorre il Po con il suo relativo parco naturalistico. Tutto bene tranne il
fatto che una volta effettuato l'acquisto, fatti i necessari lavori di
manutenzione e preso possesso dell'abitazione mi sono accorto di una realtà
decisamente poco consona al luogo ossia la presenza di un impianto
"sportivo" di tiro a volo ai margini del nucleo abitativo che effettua la
sua attività spargendo il suo rumore per km e km nella zona circostante.
Il fastidio procurato è comunque rimasto nei limiti della
sopportabilità (tenete conto che la mia distanza dal luogo di emissione è
ben superiore al km in linea d'aria) fino a quest'inverno quando, non
capisco bene il motivo, ha iniziato ad assumere frequenza e consistenza ben
superiore alla solita.
Un esposto fatto al comune competente in data 11 gennaio non
ha a tutt'oggi prodotto alcun risultato. La popolazione dopo una raccolta di
firme che ha prodotto il nulla appare scoraggiata e demotivata.... che fare?
L'insopportabile rumore degli impianti del vicino di casa 2
08.03.2008
Con riferimento al titolo "l'insopportabile rumore degli
impianti del vicino di casa" volevo far presente che tale "vicino" è un vero
e proprio centro sportivo con molte palestre, 2 piscine di cui una
semi-olimpionica e centro benessere. Il viavai di clienti è notevole (per
mia sfortuna) la cui caldaia è grande come tutto il mio salone.
Gli impianti del centro non sono sottoposti MAI a
manutenzione da parte di tecnici specializzati ma solo da parte di due
sedicenti tali che fungono da factotum ma che sono tecnici come io sono
chirurgo plastico.
Non ne posso proprio più.
M.Rosaria Roncaioli
Il rumore del vano ascensore
07.03.2008
Da circa 6 mesi vivo in un appartamento in Milano, Via
Fornari 46: l'abitazione è sita in un condominio di costruzione fine anni
60.
Dopo la ristrutturazione edilizia, il locale cucina è
adiacente al vano ascensore: il rumore provocato dal movimento verticale
dell'ascensore in salita e discesa è chiaramente percepito sia di giorno
che, naturalmente e soprattutto, durante la notte, anche dalla camera da
letto.
Volevo presentare tale argomento in sede di prossima
assemblea condominiale e mi domandavo se e come sia possibile richiedere
l'intervento di un tecnico per la misurazione del rumore e la messa in
sicurezza dell'impianto ascensore.
Alla fine del 2005 io e mio marito siamo andati a vivere in
una casa di nuova costruzione. Dato precedenti esperienze di rumori molesti
di chi abitava sopra di noi, abbiamo deciso di prendere l'ultimo piano. Dopo
circa un mese sono arrivati anche gli inquilini dell'appartamento sotto il
nostro.
Purtroppo nella loro famiglia è presente una bambina
handicappata che non parla ma grida continuamente e sbatte violentemente i
piedi sulla sedia dove un destino crudele l'ha condannata. Sono trascorsi
più di due anni e dopo un debole tentativo di convincere il padre a isolare
acusticamente la camera da letto per permetterci almeno di dormire una notte
senza interruzioni abbiamo continuato a vivere in queste condizioni in
quanto bloccati dall'idea di costituire un problema in più a quelli che già
questa famiglia deve quotidianamente affrontare.
La situazione è molto delicata. Mi rendo conto che chi non ha
provato potrebbe condannarci di insensibilità ma noi non ce la facciamo
davvero più. Le grida già alle prime ore del mattino sono sempre più forti e
prolungate e i tappi di cera non sono più sufficienti. Abbiamo i nervi a
pezzi e siamo sempre stanchi. Cosa è possibile fare?
L'insopportabile rumore degli impianti del vicino di casa
01.03.2008
Vivo in un appartamento sito al 4 piano a Roma. Lo stabile in
cui vivo è stato costruito circa 40 anni fa da un "signore" che si è
riservato una porzione del terrazzo condominiale (sopra la mia testa) per
impiantarci una vasca di espansione per raffreddare il locale caldaia della
sua palestra-piscina posta, ovviamente, a livello strada. Tale vasca è
collegata alla caldaia da tubi interni ed esterni che entrano nel vero senso
della parola nel mio appartamento.
Per 365 giorni l'anno per tutto il giorno e tutta la notte ho
un rumore continuo, soprattutto nella camera da letto, che impedisce a me e
mio marito di dormire e vivere in serenità. Per TUTTO l'appartamento si
produce una vibrazione e nella stanza da letto, dove il rumore e la
vibrazione sono più forti, sostandovi per qualche minuto viene la nausea.
Sono anni che cerco in tutti i modi di far porre rimedio a
tale problema ma dai proprietari della piscina ho ricevuto solo il
contentino di qualche giorno di pace.
Io sinceramente sto cominciando ad avere problemi fisici seri
e talvolta il rumore e la vibrazione sono così stressanti che avrei voglia
di buttarmi dalla finestra.
Vi prego datemi un aiuto consigliandomi a chi rivolgermi.
Ora è confermato, all'Aeroporto di Verona, "manca" la
Valutazione di Impatto Ambientale.
Dopo mesi e mesi che chiedo informazioni, a tutti gli Enti
immaginabili e in tutte le sedi che potevano darmi delle eventuali risposte
in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale alla quale, a mio avviso,
avrebbe dovuto essere sottoposto l'AEROPORTO: Valerio Catullo di Verona,
finalmente mi è arrivata una comunicazione "ufficiale e formale" da parte
della Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale.
Di quanto mi è arrivato, per lettera normale, spedita da Roma
il giorno 12 Febbraio 2008, ricopio solo tre righe:
"In conclusione e con riferimento alle richieste ed alle
segnalazioni pervenute, si ritiene, sulla base di quanto osservato, che la
struttura aeroportuale in questione deve essere soggetta alla procedura di
VIA nazionale".
A quanto pare ora è "certificato" che l'Aeroporto Valerio
Catullo si è ampliato "senza aver ottenuto" il Decreto di Compatibilità
Ambientale.
Vivo in un appartamento lungo la statale Adriatica, una
strada molto trafficata essendo una delle vie di principale percorrenza per
attraversare la città (San Benedetto del Tronto).
Gran parte del traffico, durante il giorno, è dovuto alla
viabilità interna, ma durante le ore notturne la stessa statale Adriatica è
utilizzata dal traffico pesante in sostituzione dell'autostrada dato che
quest'ultima è a pagamento.
Dato che nella ditta dove lavoro abbiamo un fonometro ho
chiesto di poterlo utilizzare per misurare l'isolamento acustico del mio
appartamento.
I risultati sono stati confortanti perché l'abbattimento
acustico è di almeno 20dB (credo che sia nella norma); però meno confortanti
sono stati i livelli di rumore esterni che si aggirano intorno a 60-70dB
nelle ore notturne (in quelle diurne non ho fatto misure ma posso
immaginare...).
Ora vi chiedo chi devo denunciare perché non viene rispettata
la legge?
Da un recente regolamento comunale (piano di zonizzazione
acustica) nel tratto di strada in questione le emissioni acustiche permesse
dovrebbero essere 50-55dB (credo 50dB dato che la strada passa per il centro
città, ma per sicurezza mi metto sul livello peggiore) che sarebbe un sogno.
Chi deve prendere provvedimenti (basta vietare il traffico
pesante nelle ore notturne) affinché venga rispettata questa legge?
Il comune può vietare agli automezzi come Tir e Camion di
attraversare la statale Adriatica? Rivolgo questa domanda perché l'estate
scorsa ciò è stato fatto ma pare che il comune abbia dovuto contribuire
economicamente ai costi autostradali dei camionisti.
Dopo aver acquistato la casa, mi accorgo di avere il bagno
del signore sopra di me, al primo piano, proprio sopra la mia camera da
letto. Avendolo avvisato di ciò, e passato un periodo dove stava attento
agli orari (quelli del riposo), in cui non apriva i rubinetti, per cui si
poteva riposare, oggi purtroppo non più così. E' un turnista, perciò tira
l'acqua alle 11,45 di notte e se sveglia tutti chi se ne frega. Idem alle 6
della mattina. Adesso devo fare qualcosa! Ringrazio per i suggerimenti e
aiuti.
Mario Casula
Via Nizza a Torino fra cantieri e traffico
08.11.2007
Stamani mi sono svegliata di soprassalto credendo che fosse
iniziata una guerra ...invece era solo il mio vicino di casa che credo stia
buttando giù un muro. Mi sono detta: "ok sono le 9, può fare quello che
vuole!". Ma ora che ha buttato giù il muro ha scoperto una passione
irrefrenabile per il trapano.
Come se non bastasse stanno costruendo un palazzo proprio di
fronte al mio e l'inizio dei lavori è avvenuto quasi in concomitanza con la
fine della costruzione di un altro palazzo dietro il mio! Inoltre, io abito
in un mini-appartamento su via Nizza che i torinesi sanno essere molto
trafficata. Insomma, ogni giorno sono sottoposta al caos di automobilisti
nevrotici, motorini taroccati, continui cantieri, autobus (c'è la fermata
proprio sotto il mio balcone!)....Cosa posso fare?
Mai come oggi ho desiderato la quiete della campagna, ma non
ho sicuramente i fondi per comprare una nuova casa. Per fortuna ho finito la
scuola, ma vi assicuro che sotto esame è stato impossibile studiare qui.
Chiedo solo un po' di tranquillità!
La musica di un pub non ci fa dormire
21.10.2007
Da un anno la solita minestra, quando arriva il venerdì il
sabato e la domenica io e mio marito non riusciamo a dormire. Un pub, poco
distante da casa nostra, inizia alle 21 e fino alla 02 non smette di
trasmettere musica a livelli altissimi, tanto che in camera da letto si
riesce a distinguere la canzone che sta trasmettendo.
Il sindaco, interpellato varie volte, non riesce a gestire il
problema, sa solo incassare l'affitto del locale alla fine del mese. Cosa
possiamo fare dopo tante promesse? Non ne possiamo più, in quanto non è
possibile nemmeno riposare dopo una dura settimana di lavoro, durante la
quale ci si alza alle 5 del mattino, perché dobbiamo sopportare il rumore di
un pub!
Se qualcuno, con lo stesso problema, lo avesse già risolto,
ci farebbe un gran piacere a svelarci come si può fare...grazie!
Tiziana Betti
Disturbi prodotti dagli animali del vicino di casa
28.08.2007
Abito in un piccolo paese ed ho la sfortuna di avere, a poca
distanza, una persona incivile (appartenente alle forze dell'ordine) che
possiede circa 12 cani e numerose capre con al collo dei campanelli.
In estate, con il caldo, sono costretto ad aprire le finestre,
ed è a questo punto che non si riesce più a dormire, a causa dei latrati dei
cani e del suono dei campanelli delle capre.
Ho scritto a tutti: carabinieri, Sindaco, Procura, ecc. ...ma tutto continua
come prima!
Suono delle campane
25.08.2007
Ogni domenica, dalle ore 08 alle ore 09, il parroco del mio
paese, Belvedere di Siracusa (SR), fa suonare le campane a festa. Non
credete che le abitudini della popolazione siano cambiate? A me piacerebbe
dormire.
Ogni festa è buona per far suonare le campane dalla mattina
alla sera. A questo si devono aggiungere anche i rintocchi dell’orologio,
dalle ore 08 alle 24. E’ già stato condannato due volte, ma lui dice di
essere intoccabile e, ogni volta, tutto riprende come prima.
Ad una famiglia, con un membro diversamente abile, ha
risposto di cambiare casa.
Perché lo stato non riesce a tutelare i suoi cittadini?
Meomartini Daniela
Disagi prodotti dagli avventori di un Kebab
17.08.2007
Vorrei un consiglio riguardo a un disturbo di quiete pubblica
che sto subendo da tre mesi a questa parte, cioè nei mesi estivi, a causa di
un esercizio che vende Kebab, affianco a casa mia.
Durante le ore notturne gli avventori del locale disturbano
la quiete delle mie ore di riposo, con sbattimento di portiere delle auto,
vociare ad alta voce e schiamazzi di ogni genere.
L'iter che ho seguito è stato quello di avvisare i gestori,
ma purtroppo o non mi capiscono (Pakistani) o fanno finta di nulla. Ho
segnalato il mio problema alla polizia locale, con colloquio verbale,
lettera scritta, raccolta di firme e ho anche coinvolto i carabinieri, ma
purtroppo nulla, anche perché il comune mi ha detto che servono prove
oggettive, che lo stesso comune non è in grado di accertare, poiché non ha
agenti in servizio alle ore in cui si verificano i disagi (2.00 - 6.00).
Come ultima cosa ho anche scritto all'Usl della mia provincia
(Mantova), denunciando sporcizia di ogni genere intorno alle case adiacenti
al negozio, comprese urinate da parte degli avventori, contro i muri delle
case, e denunciando pure il disturbo di quiete pubblica, ma per ora nessuna
risposta.
Quello che chiedo è un consiglio per percorrere la strada
giusta in modo da eliminare il disagio che mi impedisce di dormire. Inoltre,
a chi altro rivolgermi, per far intervenire il mio comune (Ostiglia) in modo
deciso, riducendo l'orario a tale esercizio che lo stesso comune definisce
con licenza di artigiano?
Luca Oliani
La musica di un centro per anziani
29.07.2007
Abito in Largo Rodolfo Villani e la mia protesta è questa:
Nei pressi della mia abitazione c'è un centro anziani (questo dovrebbe
essere) invece mi sembra una balera. Si inizia la sera verso le 5.30-6 e
finisce alle 23.30 con la musica a tutto volume, tanto che non si riesce a
dormire.
Inoltre, vorrei capire anziani a che età si diventa,
considerato che vedo persone abbastanza giovani (non pensionati!) questi
"grandi ballerini" forse non si rendono conto che c'è gente che la mattina
si alza alle 6 per andare a lavorare anche quel signore che mette la musica
forse non sa che disturba la quiete pubblica?
Perché non fanno un locale chiuso e si mettono dentro così
non danno fastidio a nessuno?
Esposizione a elevati livelli di rumore sul luogo di lavoro
23.07.2007
Dal 20 settembre 2000 sono stato assunto con qualifica di
operatore ecologico (addetto allo spazzamento manuale 2°liv.) presso l'A.S.I.A.
Napoli, un'azienda, con oltre 2600 addetti. Questa azienda si occupa di
igiene ambientale della città di Napoli, a tutt'oggi è soggetta a tantissime
problematiche, che tutti sappiamo, un vero fallimento.
Nel febbraio del 2000 ho fatto richiesta di visita
collegiale, essendo invalido al 60% riconosciuto dall'A.S.L. territoriale di
competenza, con ipoacusia grave all'orecchio sx.
Nel maggio 2003, dopo continue pressioni fatte al
responsabile della sicurezza aziendale, venivo invitato al presidio
sanitario aziendale per la famosa visita. Senza approfonditi esami, il
medico aziendale oralmente mi informava che non potevo essere predisposto a
fonti rumorose oltre 80 decibel, inoltre venivo escluso dal turno di notte
(una cretinata pura, il medico aziendale era già a conoscenza che usufruivo
della legge 104/92, quindi se la poteva risparmiare, perché già avevo
annullato la presenza notturna da un bel po’).
Tutt'oggi, chiedo al responsabile di servizio l'itinerario a
me assegnato per 6 ore lavorative continue se è o meno idoneo alla mia
patologia, nonostante che il mio stanziamento sia in una zona molto
trafficata, dove esistono 4 ospedali (Cardarelli, Santobono, Monaldi, C.T.O.)
e dove c'è un via vai di autoambulanze che, a sirene spietate, raggiungono i
presidi ospedalieri. Vengo a conoscenza che l'azienda non è informata delle
tabelle dell'inquinamento acustico, che posso fare? C'è qualcuno che mi può
aiutare? Non accetto consigli da sindacalisti perché sono solo una frana.
Lucio Cerullo
Disturbi del vicinato
17.07.2007
Abito nel centro storico di un piccolo paese di montagna e da
diversi anni, poiché la mia documentazione sul rumore inizia dal 2001, non
riesco più a vivere tranquillamente, poiché il mio vicino di casa ritiene di
avere il diritto di utilizzare lo spazio pubblico attorno a casa mia quale
parco-giochi per i suoi due bambini.
Una volta provai a fargli le mie rimostranze, e come risposta
ebbi che avrebbe dotato i suoi figli di biciclettine a ruote dure che
avrebbero fatto ancora più rumore.
Così disse e così fece.
Questa situazione diventa insopportabile specialmente nei
giorni festivi e nel periodo estivo poiché i citati bambini fanno da
elemento aggregante per tutti gli altri.
E' chiaro che siamo in presenza di una situazione contemplata
dall'articolo 659 del codice penale, ma purtroppo ogni reclamo presso la
Pubblica Amministrazione, o qualsiasi altra prassi legale, verrebbe
sicuramente condizionata dal fatto che il soggetto in questione, e la sua
parentela, sono fortemente infiltrati nelle Pubbliche Istituzioni.
Sono arrivato al punto che nella stagione calda vado a
dormire nella mia nuova casa rurale ancora in costruzione.
Ora però credo di aver trovato un rimedio supertecnologico.
Navigando su Internet ho scoperto una Ditta inglese che produce un
dispositivo ad ultrasuoni per allontanare i giovani rumorosi, che sembra
abbiano un udito più sensibile degli adulti.
Vi sarei grato se poteste darmi un chiarimento circa la
possibilità di un utilizzo legale di tale dispositivo in Italia, poiché non
vorrei rischiare di passare da "parte lesa" a imputato.
Grazie e cordiali saluti.
Vicini disturbatori
10.07.2007
Anche questa notte è stata passata in bianco, perché? I miei
vicini lasciano pascolare i propri figli per strada fino alle 2 di notte tra
corse in bici e partitelle a pallone e, visto che ci sono, si fa anche un
po’ di salotto tra i genitori ed il vicino, il quale continua a montare
mobili e poi si chiacchiera in giardino, un po’ di riposo ci vuole. Sono
veramente esausta, la mattina come tante altre persone mi alzo molto presto
perché lavoro, a differenza del vicinato. Cosa posso fare?
Giuly
Uso del martello pneumatico
02.07.2007
Ho appena finito di parlare con un poliziotto municipale per
la questione di un assordante rumore di martello pneumatico che subiamo dal
14 giugno senza tregua. Sotto casa si stanno facendo dei lavori di
ristrutturazione per l'apertura di una pizzeria. Non ne possiamo più, mio
figlio ed io siamo esasperati dalle 8.30 fino alle 17.30 per l'assordante e
indescrivibile rumore del martello pneumatico. Ho la testa che mi scoppia,
le orecchie fuse, nervosismo al massimo e in più le vibrazioni mi fanno
sentire le gambe informicolite. Disperata, su internet ho trovato questa
pagina:
Ordine pubblico
Cosa è
Nell'ambito delle attività di competenza della Polizia
Municipale rientra la vigilanza per il mantenimento dell'ordine pubblico.
Come
Il cittadino può segnalare situazioni di disturbo, quali
risse o disturbo della quiete pubblica, alla Polizia Municipale che
interviene in funzione ausiliaria alla Pubblica Sicurezza.
Dove
Comando di Polizia Municipale, Palazzo Comunale, Piazza
******, 1 - Piano Terra Tel.*****- *******- 0578.******Fax. 0578.******
poliziamunicipale@comune.************.si.it
Quando
L'Ufficio è aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore
09.00 alle ore 13.00. In orari o giorni diversi è garantito il servizio
attraverso la reperibilità degli operatori di P.M. al n. 0578.7*******.
Nell'avviso viene chiaramente specificato che, nel caso di disturbo alla
quiete pubblica (e a me sembra che subire un rumore del genere è più che un
disturbo ma una tortura alla quiete pubblica), è necessario rivolgersi alla
polizia municipale. Così ho fatto, ma mi hanno detto di chiamare l'ASL. Così
ho fatto, e l'ASL mi ha detto di chiamare la polizia municipale.
Chi devo chiamare? In un paese vicino per esempio dalle 14
alle 16 non si possono effettuare lavori che disturbano la quiete pubblica.
Mi chiedo, oltre ai tappi per le orecchie, cosa posso fare?
Avvisatore acustico presso stazione ferroviaria
18.06.2007
Negli ultimi tempi si è verificato che alle prime luci del
mattino vengono effettuati dalla stazione del treno (non si tratta di RFI ma
di altra società) numerosi annunci circa l’arrivo e la partenza dei treni
che turbano la quiete ed il sonno del sottoscritto e di numerosi altri
cittadini residenti anche nelle non immediate vicinanze.
Difatti io stesso ho raccolto numerose lamentele circa il
volume e l’inappropriatezza di effettuare detti annunci nelle prime ore del
mattino.
Ho effettuato dunque dei reclami al Call-Center della Società
ricevendo ben due risposte per iscritto che il problema era stato risolto,
tuttavia, passato qualche giorno, il problema si ripresentava in maniera del
tutto improvvisa svegliando il sottoscritto e sua moglie che si trova oggi
al sesto mese di gravidanza.
Ho dunque svolto delle indagini presso la stazione in parola
ed ho riscontrato:
- Che l’impianto di diffusione sonora installato è vecchio,
puntuale e non capillare;
- Che il personale addetto alla diffusione degli annunci non
è al corrente di alcuna procedura per la taratura del volume minimo
sufficiente e dunque regola la manopola secondo una propria interpretazione;
- Che il personale addetto alla diffusione degli annunci
cambia quotidianamente e dunque non esiste un interlocutore fisso a cui
raccomandarsi per mantenere il volume in una eventuale posizione concordata;
- Che nella stazione vengono effettuati dei cambi di marcia
dei treni in transito proprio nelle prime ore del mattino in concomitanza
con il flusso dei pendolari con gravi disagi per i viaggiatori, costretti a
cambiare treno un volta giunto a Quarto e per i viaggiatori in attesa sulla
banchina che non sanno su quale binario partirà il treno desiderato;
- Che il personale presente nella stazione riceve
quotidianamente le lamentele dei viaggiatori per i sopraccitati motivi di
disagio.
Che mi consigliate di fare?
Sergio Di Maria
Pista di pattinaggio
11.05.2007
Abito in una zona centrale della mia città. Sotto casa vi è
una pista di pattinaggio, all'interno di una struttura di dopolavoro
ferroviario "riservata ai soci", che in realtà è aperta a chiunque.
Da anni ormai siamo costretti a subire una fastidiosa musica
in tutte le ore della giornata durante tutti i giorni della settimana. Più
volte è stato richiesto l'intervento delle forze dell'ordine che
puntualmente non si sono presentate. Più volte è stato chiesto ai
responsabili della struttura di spegnere la musica, ma nonostante le
rassicurazioni da parte loro, non è mai cambiato niente.
E' diventato un vero incubo dover subire ed essere costretti
a vivere, lavorare, riposare con le imposte chiuse per alleviare (di poco)
il fastidio causato.
Vorrei sapere cosa possiamo fare per poter far valere il
nostro diritto di vivere tranquillamente a casa nostra. Grazie.
Cristina Niccoli
Fischi notturni ogni 4 secondi
29.04.2007
Da dieci giorni, a partire dalle 21 di sera, ogni 4 secondi
sento un fischio, sembra quello di un uccello, ma è impossibile che avvenga
sembra regolarmente ogni 4, dico 4, secondi, senza mai sbagliare. Logico che
si tratti di un allarme difettato. Si tratta di inquinamento acustico e
disturbo alla quiete pubblica anche perché se arriverà il caldo non so come
faremo a dormire con le finestre aperte. Possibile che avvenga tutto questo?
Gaspari Deliana
Raccolta del vetro alle 6 del mattino
27.03.2007
Nel mio comune (Segrate) hanno sostituito le campane del
vetro con bidoni per ogni condominio/villa collocati sotto le finestre lato
strada.
La raccolta viene effettuata il martedì mattina a partire
dalle ore 6 (nella mia via arrivano verso le 6.15-6.30). Trattandosi di
vetro, lo svuotamento del bidone causa un baccano incredibile di vetri rotti
che sveglia tutti.
Ho mandato una e.mail di protesta al comune ma mi è stato
detto che da contratto con l'AMSA (che si occupa della raccolta) l'orario è
dalle ore 6 per tutti i tipi di raccolta differenziata.
Il vetro non è un genere deperibile e inoltre la sua raccolta
è molto rumorosa, per cui perché non in altri orari? Penso si tratti solo di
volontà.
Che strumenti ho per cambiare le cose?
Grazie
Daria Cattelan
Ristorante fracassone
16.03.2007
Abito a Milano in un condominio che ha la sventura di avere
il giardino che confina con le pareti di un ristorante brasiliano che tutte
le sere ha una programmazione musicale con musica dal vivo.
Dalle 21.30 alle 00.00 (quando va bene perché nel week end vanno avanti
anche oltre) non si riesce a dormire e nemmeno a guardare la televisione
perché la musica è altissima e i bassi fanno vibrare i vetri.
Il gestore del locale promette da tempo di insonorizzare il
locale (che per altro è predisposto per una leggera musica di sottofondo,
non per una discoteca) ma non si vedono sviluppi.
Come condominio abbiamo già fatto un esposto alla ASL e al
Comune oltre ad aver più volte chiamato i vigili che però non escono mai.
POTETE AIUTARCI A RISOLVERE QUESTO PROBLEMA?
Io non ne posso più di non poter dormire a casa mia quando
voglio, ho fatto tanti sacrifici per comprare questa casa e ora ...
Egregi Signori, mi chiamo Maria Binetti e abito a Barletta. Desidero raccontare
i forti disagi che
stiamo avendo da circa 5 anni con una scuola dance è fitness che si è insediata
nel 2001 accanto alla nostra palazzina. Sin dal primo giorno che si è insediata
ha forvocato
fastidio con rumori e inquinamento acustico. In principio abbiamo inviato
una lettera di contestazione per il rumore, poi visto che si proseguiva con
l'inquinamento acustico, nel 2002 abbiamo inoltrato un esposto al Comando P.S.
Tramite il Comando di Polizia ci fu risposto che avrebbero eseguito dei lavori
ma è passato un anno mezzo in cui abbiamo continuato a soffrire per rumori
molesti, anche di domenica, per i quali abbiano inoltrato diverse chiamate alla polizia. Per
conto, i soli lavori svolti sono stati quelli di pitturare le serrande e
aggiungere un altro locale per un altro uso, rimanendo il solito problema
dell'inquinamento.
Nel 2005 abbiamo mandato varie e-mail e lettere al Sindaco di Barletta il quale
ci ha rassicurato che avrebbero indagato, anche se questo non è mai accaduto,
anzi la scuola di dance e fitness ha svolto la sua attività anche di domenica
come se niente fosse.
Nell'agosto 2005 abbiamo presentato una denuncia con perizia, ma dopo un altro
anno di inferno nel quale sono state inviate delle e-mail al Comune di protesta,
per non aver attivato un adeguato controllo, ci è stato risposto ancora una
volta da un dirigente che avrebbero indagato, un'altra beffa nei nostri
confronti.
Inoltre, in casa con noi vive un malato di alzheimer, invalido al
100%. In tutti questi anni ci anno privato della possibilità di vivere con
serenità nella nostra casa. Abbiamo fatto varie denuncie, senza che nessuna di
queste venissero presa in considerazione, mentre la scuola dance e fitness ci
fatto vivere in un inferno.
Scusate lo sfogo, ma nel 2006-'07abbiamo inviato un esposto alla Procura di Trani,
dopo un colloquio con il Sindaco durante il quale ci ha promesso che avrebbe risolto il problema
e dopo un
intervento da parte di un vigile urbano che ha
chiesto l'intervento dell'A.R.P.A.. Sono
trascorsi 4 mesi, fra cui tre in silenzio, adesso si rincomincia di nuovo anche
ad
aprire la domenica, con la scusa di pulire la scuola o di fare delle foto al
locale fino notte tardi.
A chi dobbiamo rivolgerci? Siamo stanchi e
abbiamo paura di questa gente che in 5 anni ci anno fatto passare l'inferno. La legge non dovrebbe
forse aiutare i deboli e i malati? Qui purtroppo non succede nulla, nonostante una denuncia con perizia tecnica,
si continua
a danneggiare la nostra vita e la tutela di un malato terminale,
è una vergogna! Noi desideriamo che la
scuola di dance e fitness venga posta in un luogo adatto. Mi chiedo come si
possa dopo tre diffide
e una alla Procura a distanza di 7 mesi mettere tutto in discussione? Cos'altro
posso fare? Chiedo un vostro aiuto affinché il Comune sia responsabile dei
disagi da noi accusati in oltre 6 anni specie per quel che riguarda il malato terminale.
Vi prego,
siamo stanchi datemi dei suggerimenti su come reagire a questo inferno. Grazie.
Binetti Maria
Serate musicali
18.08.2006
Abito a Pineto (Teramo) di fronte
c'è l'Hotel Felicioni che ogni sera organizza serate musicali superando in
modo vistoso i decibel consentiti dalla legge. Siamo in causa da circa dieci
anni e abbiamo vinto perfino in cassazione, ma nessun organismo vigila su
quanto disposto dal giudice e su quanto stabiliscono le normative sulla
materia. Ieri sera è stata una serata terrificante! Cosa possiamo fare ?
Dateci qualche consiglio!
Chi come me, vuole dormire, leggere, chiacchierare con amici, è "violentato"
dal disinteresse di chi dovrebbe vigilare
VI PREGO AIUTATECI E FATE IN MODO CHE I DIRITTI SIANO RISPETTATI
Siamo una famiglia composta da 5 persone. Per noi, quando arriva il periodo
estivo diventa un incubo, ogni anno si ripropone sempre lo stesso problema, la
causa è un autolavaggio di fronte casa nostra (a circa 10 metri), il rumore che
emette è assordante in casa siamo costretti a parlare molto forte, dovremmo
attutire il rumore tenendo tutto chiuso, ma si può in stata? Non sappiamo a chi
rivolgerci, se qualcuno è in grado di aiutarci lo faccia.