La
risposta dell'esperto
A cura di
Marcello Brugola
Livelli di rumore elevato nell'ambiente di lavoro
Egregio Sig. Massimo,
il Suo problema è molto delicato.
Diciamo inizialmente che la rumorosità nei luoghi di lavoro è
stata per anni sottoposta alla vecchia Legge 277/95, diventata poi D.L 81 del
2008 (testo unico sulla sicurezza), e quindi tutte le ditte produttrici erano
obbligate a rispondere a queste norme, ed a effettuare una serie di verifiche
sulla dose di rumore (prodotto LEQ x tempo di esposizione) e se queste
superavano certo i livelli erano obbligatorie alcune misure di prevenzione, in
particolare se il livello eccedeva i 90 dBLEPT (portati poi a 87) allora il
lavoratore doveva essere informato, dotato di otoprotettori, era obbligatoria
una visita medica ogni anno, eccetera.
Da notare una cosa: il fatto di seguire queste regole, non
emendava il responsabile dell'azienda alle proprie responsabilità in caso di
danni di un operatore, come i suoi. Questo fatto è stato ribadito da numerose
sentente penali (perché il caso è un penale), soprattutto grazie al Procuratore
Guariniello a Torino, un personaggio noto proprio per difendere i diritti dei
lavoratori.
NON ESISTONO DEROGHE A QUESTI OBBLIGHI, a meno dei lavoratori nel
settore del comparto marittimo e della navigazione aerea.
È ovvio che queste sono leggi civili, fatte per civili, ma se Lei
non è un militare, il fatto che lavorasse per una ditta di fornitura di
apparecchi ai miliari non vuole dire nulla, anzi, a maggior ragione dovevano
curasi della salute dei loro tecnici specializzati.
Vada da qualcuno che la può aiutare come lavoratore, solitamente
le organizzazioni sindacali hanno già dei Legali specializzati, a vada diritto
senza paura: se la ditta non ha mai fatto fare una misura è responsabile al 100%
delle sue ipoacusie, e dovrà risponderne l'Amministratore delegato.
Mi tenga informato ed in bocca al lupo.