Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2012

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La risposta dell'esperto

A cura di Marcello Brugola

 

 

Livelli di rumore elevato nell'ambiente di lavoro

 

Egregio Sig. Massimo,

il Suo problema è molto delicato.

Diciamo inizialmente che la rumorosità nei luoghi di lavoro è stata per anni sottoposta alla vecchia Legge 277/95, diventata poi D.L 81 del 2008 (testo unico sulla sicurezza), e quindi tutte le ditte produttrici erano obbligate a rispondere a queste norme, ed a effettuare una serie di verifiche sulla dose di rumore (prodotto LEQ x tempo di esposizione) e se queste superavano certo i livelli erano obbligatorie alcune misure di prevenzione, in particolare se il livello eccedeva i 90 dBLEPT (portati poi a 87) allora il lavoratore doveva essere informato, dotato di otoprotettori, era obbligatoria una visita medica ogni anno, eccetera.

Da notare una cosa: il fatto di seguire queste regole, non emendava il responsabile dell'azienda alle proprie responsabilità in caso di danni di un operatore, come i suoi. Questo fatto è stato ribadito da numerose sentente penali (perché il caso è un penale), soprattutto grazie al Procuratore Guariniello a Torino, un personaggio noto proprio per difendere i diritti dei lavoratori.

NON ESISTONO DEROGHE A QUESTI OBBLIGHI, a meno dei lavoratori nel settore del comparto marittimo e della navigazione aerea.

È ovvio che queste sono leggi civili, fatte per civili, ma se Lei non è un militare, il fatto che lavorasse per una ditta di fornitura di apparecchi ai miliari non vuole dire nulla, anzi, a maggior ragione dovevano curasi della salute dei loro tecnici specializzati.

Vada da qualcuno che la può aiutare come lavoratore, solitamente le organizzazioni sindacali hanno già dei Legali specializzati, a vada diritto senza paura: se la ditta non ha mai fatto fare una misura è responsabile al 100% delle sue ipoacusie, e dovrà risponderne l'Amministratore delegato.

 

Mi tenga informato ed in bocca al lupo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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