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La risposta dell'esperto

A cura di Marcello Brugola

 

 

...Il Gran Premio di F1 di Monza non avrà più problemi di rumore

 

Egregio signor Stefanini,

Lei tocca un tasto più che dolente: infatti il tecnico di parte del Comune di Monza nella causa contro le due persone che avevano iniziato l’azione legale (e quindi non proprio tante) ero proprio io, e si figuri se non conosco esattamente come sono andate le cose.

Purtroppo in Italia si tende sempre a discutere dei problemi solo dopo averli creati, e mai prima quando si ha la possibilità di evitarli.

Io personalmente avrei chiesto al Sindaco che ha firmato i permessi di costruire della villetta a fianco della seconda variante se non era il caso di chiedere prima la verifica di clima acustico e poi decidere se variare la destinazione d’uso del terreno da agricolo a residenziale.. guarda caso qualcuno ci ha guadagnato, e non poco (e magari era anche Leghista, chissà).

Detto questo, per “salvare l’autodromo” qualcuno ha pensato bene di approvare questa legge (all’interno di un pacchetto per l’inquinamento atmosferico!!) per fare in modo che se i valori rilevati rispettino i Decreti esistenti, tutto sia a norma, evitando quindi l’intervento del “criterio della normale tollerabilità”.

Ora, a parte il fatto che, purtroppo, in un punto tra quelli sotto analisi presso l’autodromo non si rispettavano nemmeno (ma di pochissimo) i valori relativi alle piste automobilistiche fisse (e quindi in questo caso anche questa legge non avrebbe salvato la situazione dell’autodromo di Monza), il Deputato probabilmente non ha indagato sul perché della situazione (ovvero che qualcuno in Comune ha dato parere positivo all’edificazione senza chiedere le verifiche di Legge) ma ha pensato bene di cercare di stralciare tutto quello che in molti anni si è creato a tutela dei cittadini.

Intendiamoci: io ero e sono dalla parte del Comune di Monza e del suo diritto di fare rimanere attivo l’impianto, che è lì da quasi 100 anni e che quindi non era possibile da ignorare al momento dell’acquisto dell’abitazione (e soprattutto al momento di rendere edificabile un terreno agricolo), ma sono anche il primo a dire che non è possibile applicare il criterio della normale tollerabilità in un caso così particolare (le auto che transitavano in una via vicina fornivano lo stesso contributo.. perché ignorarle? Purtroppo il G.I. ha deciso altrimenti) e che non è possibile fare di tutta l’erba un fascio: non possiamo rischiare che centinaia di persone sopportino il rumore per una sola
sentenza, forse sbagliata.

In realtà il rischio di un decadimento del criterio della normale tollerabilità esiste, dato che alcuni tecnici, (non mi chieda il motivo) hanno pensato che la cosa semplificasse la vita, tuttavia non è così, visto che alcuni (pochissimi) altri, tra cui il sottoscritto, hanno deciso di creare un gruppo di studio, analizzare il decreto lettera per lettera e di fare le loro opportune considerazioni, che saranno poi sottoposte al giudizio dei Giudici (che fanno, ricordo, la Giurisprudenza interpretando questi Decreti) per vedere se veramente sia il caso o meno di abbandonare la vecchia strada.

In pratica io continuerò, nella causa in cui sarò CTU, ad andare su due binari, e poi deciderà chi di competenza.

Il rischio è alto, in quanto c'é effettivamente la possibilità che qualcosa cambi (in peggio) e che ci si trovi costretti a sopportare disagi enormi, ma fondamentalmente sono ottimista, visto che ci sono nel decreto alcune frasi che, se interpretate in un certo modo, rendono le metodologie di analisi praticamente impossibili.

Vedremo, ora mi aspetta una lunga fase di studio.

 

 

 

 



 

 

 

 

 

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