La
risposta dell'esperto
A cura di
Marcello Brugola
...Disagio degli abitanti vicini a ditte che lavorano ferro
Gentile Signora Lina,
prima di iniziare una attività la ditta deve preparare una
documentazione tecnica che varia a seconda della tipologia lavorativa e
soprattutto del Comune dove tale attività andrà installata, questo perché
purtroppo molte Amministrazioni non sono a conoscenza delle normative oppure
preferiscono evitare che si preparino troppi documenti che poi qualcuno dovrà
vagliare.
Solitamente questa documentazione è ora raccolta e valutata da
uffici appositi detti “sportelli unici” che fanno capo sia al Comune che
all’Arpa di pertinenza.
Il problema è che Voi siete andati ad abitare in una zona dove
già in precedenza esisteva la ditta, e quindi devo avanzare due ipotesi: non è
stata richiesta valutazione di clima acustico relativa ai nuovi insediamenti
residenziali oppure è stato redatta una zonizzazione acustica “che fa acqua” (il
termine corretto non lo posso dire) e quindi ci si trova con zone residenziali
attaccate a quelle artigiane ed industriali.
Il problema è che il valore del terreno (se edificabile o meno)
cambia, e quindi molti proprietari spingono gli Amministratori a chiudere un
occhio se non due in modi più o meno leciti.
Purtroppo alla fine chi ci và di mezzo sono gli acquirenti, che
si trovano in situazioni del genere senza averne colpa, e chi ci guadagna sono i
soliti costruttori (ed i proprietari del terreno).
Se l’ARPA è già uscita e non ha riscontrato anomalie (ma ha fatto
le analisi di rumore o di aria?) allora non resta che la causa civile, in quanto
la tutela della salute è prioritaria rispetto alle norme Comunali.
Tenga presente che le analisi di eventuali inquinanti chimici
sono lunghe, complesse e costose, pertanto cerchi di formare un comitato o un
gruppo di persone disposte a sborsare dei soldi e abbassare la quota pro capite,
mentre le misure di rumore, se effettivamente ci sono queste immissioni, sono
relativamente a buon mercato.