La
risposta dell'esperto
A cura di
Marcello Brugola
Inquinamento acustico e luminoso su territorio privato
Egregio signor Alberto,
la Sua situazione non è sicuramente facile, a meno di non
affrontare una serie di sacrifici finanziari. Infatti, quello che potrebbe fare
è presentare una richiesta al Comune che venga attivata l’ARPA locale, tenendo
però presente che gli schiamazzi non sono considerati, dall’ARPA, rumore immesso
in quanto problema delle Forze dell’Ordine, insomma, si limiterebbero a
controllare le immissioni dovute alla sala prova, che se Lei definisce ben
insonorizzata, non darà problemi, e quindi non troveranno il supero del valore
differenziale necessario per una Ordinanza.
Ben differente è invece la situazione se Lei facesse causa,
circostanziando che i rumori sono sì dovuti agli avventori all’esterno
dell’attività, ma sempre di avventori si tratta, e quindi di competenza, dal
punto di vista legislativo, dell’attività stessa; pertanto il CTU addosserebbe
qualunque tipo di incremento al funzionamento della sala prove.
Il problema è: poi cosa succede? Dal punto di vista teorico il
CTU potrebbe chiedere anche la chiusura dell’attività se non vi sono
alternative, ma solitamente si cerca di arrivare ad un compromesso, che non
saprei in questa fase definire.
In ogni caso Lei dovrà sostenere dei costi per la causa che non
saranno inferiori a 4.000- 5.000 €, costi che poi dovrebbero essere rimborsati
dalla controparte, ma però sono comunque da anticipare.
Inizia a fare un esposto al Comune ed ad andare da un Legale per
informarsi, in fondo il cortile non è pubblico, e qualcosa potrebbe essere
possibile fare.
Cordiali saluti.