Si stima che vivere in una
grande città significhi dormire trenta minuti a notte in meno a causa dei
rumori da traffico. Che l'inquinamento acustico sia percepito come un
problema grave è confermato anche dalle famiglie italiane che per il 36,8%
dichiarano gravi problemi relativi al rumore nella zona in cui abitano.
Il rapporto tecnico UNI/TR
11347, pubblicato in gennaio 2010, definisce un modello di programma
aziendale di riduzione dell'esposizione al rumore nei luoghi di lavoro.
Parma - Ogni anno nel continente
13mila minori muoiono per le emergenze climatiche, che provocano il 33 per
cento delle malattie nei soggetti sotto i 5 anni.
L'inquinamento acustico,
trascurato in passato perché considerato più un disturbo locale che un
problema ambientale, oggi è tra le principali cause del peggioramento della
qualità della vita.
Il vero pericolo per l’udito
arriva dall’ambiente di vita Marzo 2010 - A
cura di Luciano Mattevi
In
questi anni è stata posta molta attenzione al problema dell’esposizione al
rumore negli ambienti di lavoro, allo scopo di ridurre il rischio ipoacusia,
ossia di perdita progressiva della capacità uditiva, ancor oggi la
principale malattia professionale indennizzata dall’INAIL.
Gli adempimenti a carico delle aziende, fissati dal D.Lgs. n. 277/91 prima e
dal D.Lgs. n. 81/08 poi, hanno permesso di diffondere il concetto di “tutela
del lavoratore”, il quale necessità di operare in un ambiente sano e
protetto, per mezzo di buone pratiche che contribuiscano alla riduzione dei
rischi associati al rumore nei luoghi di lavoro. L’azione combinata degli
enti preposti alla verifica degli adempimenti e dei controlli periodici
nelle aziende, nonché della magistratura che ha saputo imporre, assumendo un
atteggiamento forse impopolare ma efficace, una forte responsabilità a
carico dei soggetti trasgressori, ha permesso di far maturare, più o meno
consapevolmente, la “coscienza del rumore”...»continua