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danno di soglia: formazione di fessure filiformi sulle superfici dei muri a secco o accrescimento di fessure già esistenti sulle superfici intonacate o sulle superfici di muri a secco; inoltre formazione di fessure filiformi nei giunti a malta delle costruzioni in mattoni e in calcestruzzo | |
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danno minore: formazione di fessure più aperte, distacco e caduta di gesso o pezzi di intonaco di muri a secco; formazione di fessure in blocchi di mattoni o di calcestruzzo | |
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danno maggiore: danneggiamento di elementi strutturali;
fessure nelle colonne di supporto; apertura di giunti; serie di fessure nella
muratura |
Rilevazione
I rilievi sono eseguiti per mezzo di un analizzatore di frequenza in tempo reale (per la clesse 1 conforme alle norme EN 60652/1994 e EN 60804/1994 e alle alle norme EN 61260/1995 (IEC 1260) e EN 61094-1/1994 per quanto riguarda i filtri) collegato ad un accelerometro per mezzo di un opportuno preamplificatore di segnale.

Il principio di funzionamento dell'accelerometro si basa sulla nota relazione F = M× a, per cui un corpo di massa M cui è applicata una forza F si sposta con accelerazione a.
Il fenomeno vibratorio imprime alla massa M una forza F, la forza attua uno sforzo di compressione o di taglio su un cristallo piezoelettrico, il quale genera una carica elettrica proporzionale alla forza e di conseguenza all’accelerazione. L’accelerometro riportato in figura sfrutta la tecnologia LIVM (Low impedence voltage mode) che permette di convertire l'alta impedenza dei segnali elettrici generati dal cristallo piezoelettrico in una tensione a bassa impedenza per trasmettere il segnale sui cavi elettrici e mantenere un’eccellente immunità al rumore elettrico, tanto che la sensibilità di detto accelerometro è pari a 517.50 mV/g corrispondente a 52,77 mV/m/s2 nel range di frequenza da 1Hz a 3000 Hz. Il rumore elettrico equivalente è, invece, pari a 0.0001 G corrispondente a 0,980665 mm/s2.
Le modalità di rilevamento possono variare da caso a caso e, in generale, dipendono dai seguenti fattori:
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tipologia delle fonti di vibrazione; | |
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evoluzione temporale del fenomeno vibratorio (vibrazioni stazionarie o transitorie); | |
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tipologia del macchinario da misurare; | |
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natura del suolo su cui viene effettuato il rilevamento. |
Valutazione
Per la valutazione del disturbo associato alle vibrazioni di livello costante, i valori delle accelerazioni complessive ponderate in frequenza o i corrispondenti valori riscontrati sui tre assi, possono essere confrontati con i limiti di seguito riportati, distinti in funzione della destinazione d'uso dell'edificio ove sono state rilevate.
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a (m/s2) |
L (dB) |
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Aree critiche |
5,0 10-3 |
74 |
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Abitazioni (notte) |
7,0 10-3 |
77 |
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Abitazioni (giorno) |
10,0 10-3 |
80 |
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Uffici |
20,0 10-3 |
86 |
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Fabbriche |
40,0 10-3 |
92 |
Valori e livelli limite delle accelerazioni complessive ponderate in frequenza validi per l'asse z
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a (m/s2) |
L (dB) |
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Aree critiche |
3,6 10-3 |
71 |
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Abitazioni (notte) |
5,0 10-3 |
74 |
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Abitazioni (giorno) |
7,2 10-3 |
77 |
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Uffici |
14,4 10-3 |
83 |
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Fabbriche |
28,8 10-3 |
89 |
Valori e livelli limite delle accelerazioni complessive ponderate in frequenza validi per gli assi x e y
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Strumentazione, tecniche di acquisizione e post-elaborazione delle misure di rumore Corso febbraio e aprile 2012 Varie sedi |
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D.Lgs. n. 81/2008 |
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