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Misurazioni dell'ARPA inadeguate meritano un ricorso? 27.08.2008 Egregi, sto valutando la possibilità di impugnare una rilevazione fatta da ARPA riguardo un misura di rumore prodotta da impianti di telecomunicazione, rumore fisso e costante 24h/7gg. Vorrei aver il vostro parere sul caso. La questione è che nella relazione non compare il calcolo del Leq(A) del rumore residuo, in effetti non è stato misurato per niente e di conseguenza nessun livello differenziale. Inoltre non esiste nessuna evidenza di analisi di spettro per evidenziare componenti tonali della sorgente di vista la topologia di sorgente, mi aspetto che ci sia. Da notare infine che abito in un Parco regionale ove i livelli assoluti misurati sono equivalenti ad una classe III e qualora venisse riscontrata la componente tonale che non è stata calcolata sarebbero in classe IV. Il Comune dove abito si avvale ancora (dopo 15 anni) dell'art. 6 D.P.C.M. 1 Marzo 1997 tabella 1 (valori vecchi di 40 anni! - DM n 1444/68) per cui il Parco Regionale dove abito è un Zona A e quindi tutto a posto per loro. Credete che la sto mettendo giù dura o posso andare dai carabinieri a denunciare il tutto!
Edoardo Binda e.mail: edo.bin@libero.it |
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Due anni di rivendicazioni per dover iniziare tutto daccapo 17.05.2008 Vivo sopra un bar. Due anni fa ho chiamato l'Arpa per il rilievo acustico, il bar risultò molto al di sopra dei limiti ricevendo anche una denuncia penale. Nonostante ciò e nonostante alcuni esposti, le autorità competenti non hanno emesso alcun provvedimento limitativo. Adesso la situazione è peggiorata, in quanto il vecchio gestore ha ceduto l'attività e i nuovi hanno iniziato ugualmente ad emissioni acustiche con musica. Mi domando se posso far valere i vecchi esposti anche con i nuovi gestori. Inoltre è ancora in corso il processo penale contro i vecchi gestori. Come si esce da questa situazione? Non ci sono leggi limitative per i gestori di attività sonore. Nell'esposto ho fatto riferimento: alla legge 447/95; al DPR 28 maggio 2001 n. 311; al DPCM 16 aprile 1999 n. 215; alla legge di pubblica sicurezza del 18 giugno 1931, n. 773 in particolare all'art. 68. Mi chiedo se ci sono altre norme a tutela di chi abita sopra tali attività, grazie.
Francesco Lucato e.mail: temis@tiscali.it |
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La disperazione di vivere in una casa vicino ad una strada a elevato traffico 18.01.2008 Vivo da 5 anni in un appartamento in affitto al primo piano di una palazzina che dà sulla Statale 33 del Sempione. Le due camere da letto dell'appartamento danno direttamente sulla statale ed espongono due porte-finestre che misurano all'incirca 2x3 metri. Gli infissi di queste due finestre sono logori e quindi pieni di spifferi. Inutile dire che il traffico assordante impedisce letteralmente il sonno, a parte una pausa di relativa quiete tra le 23.30 circa e le 6.45/7.00 del mattino. Vivo con due genitori 60enni che ovviamente, pur percependo il problema, ritengo non ci siano vie d'uscita per chi è in affitto. Il locatore, ad una mia velata protesta rispose con la simpatica frase "non vi siete ancora abituati al rumore", come se al rumore ci si potesse abituare!! Meno male che è un ultraottantenne! Inutile descrivere lo stress, il senso di umiliazione, le ore di sonno perse, il senso di confusione, di irritazione e di aggressività che questa situazione provoca. So che per agire è necessaria una misurazione oggettiva dei decibel in entrata nelle camere, ma per far questo ci vuole un tecnico acustico e i prezzi sono proibitivi: dai 300 euro in su! Possibile che queste misurazioni non possano avere un prezzo calmierato più accessibile? Un inquilino è costretto a vivere in un appartamento del genere? Non dovrebbe essere compito del comune quello di assicurare che l'abitazione sia immune da inquinamento acustico da traffico? Chi vive accanto ad una Statale, non avrebbe diritto a tutele dal punto di vista dell'inquinamento acustico? IL RUMORE UCCIDE!
W.V. e.mail: n.d. |
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Mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale dell'Aeroporto Catullo 29.12.2007 Vorrei segnalare un aspetto a mio avviso importante: la mancanza del Decreto VIA dell'Aeroporto Catullo che, come conseguenza, ha fatto si che non sia mai stata effettuata nessuna mitigazione ambientale, in particolare contro il rumore aeroportuale. In merito a questo vorrei segnalare che l'Aeroporto di Orio a Serio, nel bilancio 2006... ha stanziato 2,5 milioni di euro per opere di mitigazione ambientale... il Catullo... ZERO euro Nei giorni scorsi, al fine di riuscire ad ottenere il Decreto di Compatibilità Ambientale dell'Aeroporto di Verona, ho inviato una lettera al Prefetto di Verona, al Difensore Civico di Verona e all'APAT http://vivicaselle.blogspot.com/2007/11/ho-scritto-al-prefetto-di-verona.html
http://vivicaselle.blogspot.com/2007/11/risposta-del-prefetto-di-verona.html http://vivicaselle.blogspot.com/2007/11/risposta-del-difensore-civico-di-verona.html
anche l'APAT ha poi risposto http://vivicaselle.blogspot.com/2007/12/ho-scritto-allapat-e-mi-hanno-risposto.html
Da anni l'Aeroporto di Verona si amplia e aumenta il traffico aereo e dei passeggeri... e quindi anche il rumore... e tutto questo avviene senza alcun intervento di mitigazione ambientale. Ogni inverno tutti parlano sulle azioni a difesa dall'inquinamento, ma poi realizzano solo dei palliativi e i cittadini che risiedono nell'intorno dell'aeroporto, alcuni dalla nascita, ne subiscono le conseguenze. Una mia segnalazione, in merito all'oggetto della presente inviata a: TG3 Ambiente Italia... è già stata trasmessa sabato 22 Dicembre 2007 http://vivicaselle.blogspot.com/2007/12/23-secondi-su-tg3-ambiente-italia.html
http://www.veronablog.com/2007/12/05/ridurre-linquinamento-a-sommacampagna/
http://www.veronacomunica.it/news_descr.php?id=5769
http://vivicaselle.blogspot.com/2007/12/tassa-sul-rumore-aeroportuale.html. Beniamino Sandrini e.mail: sandriben@tin.it |
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Complesso musicale 24.06.2007 Siamo un complesso musicale e siamo stati denunciati per disturbo della quiete pubblica. A nostro parere è una accusa alquanto gratuita, poiché rispettiamo gli orari di riposo iniziando le prove alle 20:30 e chiudendole alle 22:30 e abbiamo un locale ben insonorizzato. Ciò considerato, vorremmo sapere qual'è il livello di disturbo calcolato in decibel, quali sono gli strumenti da utilizzare per il conteggio dei decibel e gli orari da rispettare, trattandosi comunque di un centro abitato. Emanuele Noce e.mail: emanuele.noce@tele2.it |
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Acustica e vibrazioni negli ambienti di lavoro Corso gratuito 13-17 settembre 2010 Varie sedi |
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D.Lgs. n. 81/2008 Nuovo! Aggiornamento con D.Lgs. n. 106/2009 delle linee guida rischio rumore |
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Riduzione del rumore negli ambienti di lavoro |
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