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Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2021

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Ambienti scolastici

 

 

 

La qualità acustica degli edifici scolastici e le conseguenti condizioni di benessere per insegnanti e studenti sono tra gli aspetti forse più trascurati nella progettazione e realizzazione delle scuole. Infatti il D.M. 18/12/75, che norma tale materia, ha trovato a tutt'oggi scarsa applicazione.

In particolare è opportuno evidenziare tre diversi aspetti che comportano effetti distinti sugli studenti e sugli insegnati:

- il livello di isolamento acustico nei confronti del rumore esterno che compromette l'intelligibilità delle relazioni didattiche insegnante-allievo secondo due meccanismi distinti che sono il mascheramento della parola ed il basso livello di attenzione degli allievi. Da ciò deriva la fissazione di livelli minimali d'isolamento delle facciate;

- il tempo di riverberazione dei locali condiziona in modo sensibile la regolazione della voce dell'insegnante (forza e ritmo) con conseguente affaticamento. Per i locali scolastici esistono raccomandazioni sui valori ottimali del tempo di riverberazione;

- il rumore generato all'interno delle scuole, nelle classi, nelle mense e negli spazi comuni è causa di fatica e/o eccitazione degli allievi che sono condizioni sfavorevoli per l'apprendimento. Questo rumore può essere limitato con l'impiego di idonei materiali.

La perturbazione dell'intelligibilità del parlato, fenomeno associato per eccellenza al rumore, può avere gravi ripercussioni allorché si tratta della formazione di allievi. La mancanza di una sufficiente conoscenza non permette loro, in effetti, di ricostruire le parti del messaggio verbale eventualmente mascherate dal rumore.

Per questo il rumore ha effetti negativi sullo sviluppo del linguaggio e l'acquisizione della lettura, sia nei soggetti più piccoli (da 1 a 6 anni), sia in quelli della scuola primaria (5 - 7 anni), fasce di età che sono cruciali per lo sviluppo intellettuale.

Dal punto di vista acustico, la dinamica del livello sonoro del parlato è elevata, dell'ordine di 30 dB su uno spettro compreso tra 125 e 4000Hz. Il livello varia tra circa +12 dB e -18 dB intorno ad un livello energetico medio. In presenza di rumore intrusivo vi è un mascheramento della parola che varia in funzione dello spettro del parlato stesso e di quello del rumore mascherante.

Uno studio recente ha permesso di ponderare l'incidenza del fattore "rumore alla mensa" sui risultati ottenuti da test condotti a scuola . Sono stati constatati dei ritardi nell'apprendimento della lettura ed errori di disattenzione più frequenti negli allievi che pranzano a scuola.

I livelli sonori rilevati nelle mense si aggirano mediamente intorno agli 85 dB(A) con casi intorno ai 100 dB(A), l'equivalente cioè di ambienti industriali rumorosi. Dopo 30 minuti di esposizione a tali livelli sonori occorre un'ora di recupero sotto l'aspetto nervoso.

Alcune esperienze di insonorizzazione delle mense scolastiche con riduzione del livello di rumorosità di 13 dB(A) hanno dimostrato un comportamento dei ragazzi totalmente modificato. (es. conversazioni più frequenti ad ogni tavolo, pasti più lunghi ecc.)

Per una persona che parla in modo normale, si stima che la durata media dell'emissione di una sillaba sia dell'ordine di 0,2 secondi ed inoltre che l'intervallo tra l'emissione di due sillabe sia ancora di 0,2 secondi.

Supponendo che questo decremento sia lineare, se il T60 è di 5 secondi il livello sonoro di una sillaba subirà una diminuzione di soli 2,4 dB. Se consideriamo una lunga serie di sillabe emesse, ciascuna allo stesso livello e a 0,2 secondi di intervallo, avremo allora un livello quasi costante e le variazioni di livello dopo ogni sillaba non saranno sufficienti per distinguere ciascuna di esse. Al contrario, se il T60 è di 0,5 secondi, il livello sonoro della prima sillaba subirà una diminuzione di 24 dB quando la seconda avrà raggiunto il suo livello massimo.

 

La legislazione italiana

Le prestazioni acustiche della struttura ed il comfort degli ambienti interni, ripresi dal d.P.C.M. 5 dicembre 1997, recante “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” e dalle relative normative tecniche di riferimento.

Con l'emanazione del D.M. 11 ottobre 2017, recante “Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici” (c.d. "Decreto CAM"), sono stati introdotti degli standard qualitativi minimi nell’ambito della progettazione, esecuzione e verifica dell’edilizia pubblica – obbligatori negli appalti pubblici per l’affidamento dei servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici – che va’ ad integrare e sostituire i precedenti riferimenti ripresi dal D.M. 18 dicembre 1975, recante “Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica”, perseverando nel concetto di sostenibilità ambientale nelle costruzioni previsto dagli orientamenti europei. In particolare, per quanto attiene le qualità di fonoisolamento della struttura edilizia scolastica, l’allegato al menzionato D.M. del 2017 ha dedicato un apposito riferimento al paragrafo 2.3.5.6 (Comfort acustico) di seguito esposto.

I valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio devono corrispondere almeno a quelli della Classe II ai sensi delle norma UNI 11367. Gli ospedali, le case di cura e le scuole devono soddisfare il livello di «prestazione superiore» riportato nel prospetto A.1 dell’Appendice A della norma 11367. Devono essere altresì rispettati i valori caratterizzati come «prestazione buona» nel prospetto B.1 dell’appendice B alla norma UNI 11367.

Gli ambienti interni devono essere idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici riportati nella norma UNI 11532.

 

Descrittori acustici

- quelli definiti nella UNI 11367 per i requisiti acustici passivi delle unità immobiliari;

- almeno il tempo di riverberazione e lo STI (Speech Transmission Index) per l’acustica interna agli ambienti di cui alla UNI 11532 (UNI 11532-1:2018 – Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati - Metodi di progettazione e tecniche di valutazione - Parte 1: Requisiti generali e UNI 11532-2:2020 – Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati - Metodi di progettazione e tecniche di valutazione - Parte 2: Settore scolastico).

 

Verifica

I professionisti incaricati, ciascuno per le proprie competenze, devono dare evidenza del rispetto dei requisiti, sia in fase di progetto iniziale che in fase di verifica finale della conformità, consegnando rispettivamente un progetto acustico e una relazione di collaudo redatta tramite misure acustiche in opera, ai sensi delle norme UNI 11367, UNI 11444 e UNI 11532:2014 o norme equivalenti che attestino il raggiungimento della classe acustica qui richiesta.

Qualora il progetto sia sottoposto ad una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici (rating systems) di livello nazionale o internazionale, la conformità al presente criterio può essere dimostrata se nella certificazione risultano soddisfatti tutti i requisiti riferibili alle prestazioni ambientali richiamate dal presente criterio. In tali casi il progettista è esonerato dalla presentazione della ulteriore documentazione sopra indicata, ma è richiesta la presentazione degli elaborati e/o dei documenti previsti dallo specifico protocollo di certificazione di edilizia sostenibile perseguita, fermo restando l’esecuzione del collaudo.

La normativa tecnica UNI 11532 “Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati”, richiamata nel citato D.M. del 2017, individua quali sono i descrittori che meglio rappresentano la qualità acustica di un ambiente, le tecniche di calcolo previsionale e la modalità di misura in opera, a seconda della destinazione d’uso dell’ambiente stesso.

Tali riferimenti integrano i riferimenti richiamati all’interno del d.P.C.M. 5 dicembre 1997, recante “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”, almeno per la parte in cui sono più stringenti, portando alla definizione di un nuovo scenario di riferimento nell’ambito dei requisiti acustici per l’edilizia scolastica che si prefigge di rimpiazzare la logica dei meri adempimenti prescrittivi, ad un più generico stimolo di un processo di efficacia delle prestazioni, quindi di benessere e di adeguata intelligibilità del parlato.

I limiti di riferimento sono dunque quelli previsti dalle norme tecniche UNI 11367, in merito alla prestazioni di fonoisolamento acustico dell’edificio e, laddove più restrittivi, i valori limiti indicati dal d.P.C.M. 5 dicembre 1997, ed inoltre quelli indicati dalla UNI 11532 (parti 1 e 2) per quel che attiene le caratteristiche acustiche architettoniche degli ambienti interni.

Questi riferimenti dovranno venire assunti a riferimento nell’attestazione conclusiva circa il rispetto dei requisiti acustici degli edifici attraverso la dichiarazione congiunta del progettista/direttore dei lavori, del costruttore e del professionista tecnico (Tecnico Competente in Acustica), da allegare all’attestazione di agibilità supportata dagli esiti delle misure in opera.

 

 

 

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