Livelli sonori in ambienti chiusi
Analisi delle propagazione del rumore
all'interno di ambienti chiusi
Gli
aspetti fisici che regolano la propagazione del suono all’interno degli ambienti
chiusi è tanto complessa che non è possibile descrivere il fenomeno con mezzi
matematici analitici. Tuttavia, sono disponibili modelli di calcolo che, per
mezzo di ipotesi semplificative, permettono di ottenere previsioni
sufficientemente attendibili.
L’impiego
di tali modelli è destinato alla soluzione di problematiche complesse legate ai
grandi spazi, quali auditori, teatri, palazzetti, ecc. per i quali è necessario
valutare in modo puntuale i diversi accorgimenti progettuali allo scopo di
garantire una diffusione sonora ottimale. Nella valutazione degli ambienti di
uso comune (casa, ufficio, mense e altro) è possibile impiegare, invece,
algoritmi di calcolo semplificati, comunque utili a garantire un adeguato
risultato.
Al tal
fine, è necessario conoscere i meccanismi di propagazione del suono in uno
spazio confinato, le cui dimensioni siano sufficientemente grandi.
Approssimativamente, si definisce un ambiente di dimensioni grandi quell'ambiente
la cui dimensione media è dieci volte più grande della lunghezza d’onda.
Se si
considera che le frequenze percepite da un orecchio normoudente sono comprese
fra 20 Hz e 20 kHz, ossia entro una lunghezza d’onda compresa fra 17 metri e 1,7
cm circa, è chiaro che non è possibile a priori stabilire in quale condizione si
è posti.
Ad
esempio, in una camera di abitazione in cui è collocato un impianto home-theatre,
l’ambiente sarà da considerare piccolo nel caso di suoni emessi
dall’altoparlante dei bassi (woofer), mentre sarà da considerare grande per
quelli emessi dall’altoparlante degli acuti (tweetter).
Ciò
considerato, in un ambiente confinato, una sorgente sonora determina due campi
sonori sovrapposti:
un
campo sonoro diretto, prodotto dal suono che si trasmette direttamente dalla
sorgente al ricettore;
un
campo sonoro riverberante, prodotto dalle riflessioni delle onde sonore
sulle superfici che delimitano l’ambiente. L’onda sonora riflessa raggiungerà il
ricettore dopo l’onda diretta, il cui ritardo dipendente dalla lunghezza del
percorso che ha compiuto a causa delle riflessioni.

Il campo
sonoro diretto dipende principalmente dalla distanza che intercorre fra sorgente
e ricettore, il cui decadimento è legato alla relazione prevista per la
propagazione del suono all’aperto (campo libero), mentre il campo sonoro
riverberante dipende dalla geometria e dalle caratteristiche di assorbimento del
rumore delle superfici che delimitano l’ambiente.
Nella
figura a seguire è riportato un esempio della riduzione sonora risultante dalla
sovrapposizione dei due campi (diretto e riverberante) in funzione della
distanza.

Il
decadimento sonoro in prossimità della sorgente è controllato esclusivamente dal
suono diretto, mentre a distanze superiori prevale il suono riflesso.
Modelli di calcolo
semplificati
Il
calcolo del livello di pressione sonora in un ambiente chiuso è basato sul
principio che il campo sonoro prodotto da una determinata sorgente, in un punto
di ricezione nell’ambiente, è costituito dalla somma della quota dell’onda
diretta e di quella riflessa.
L’onda
diretta si comporta genericamente in maniera analoga alla propagazione sonora in
campo libero, ossia decade per semplice divergenza geometrica, con una riduzione
di 6 dB ad ogni raddoppio della distanza.
Nel campo
riverberante, invece, è necessario calcolare l’espressione della densità
dell’energia nel campo riverberante. Infatti, la potenza emessa dalla sorgente
ha una prima interazione con le superfici dell’ambiente che la rinviano
parzialmente all’interno.
La quota
di energia rinviata è dipendente dal coefficiente di assorbimento medio (am)
il quale può essere calcolato con la seguente:

dove
ai è il coefficiente di assorbimento
della i-esima superficie di estensione Si.
Attraverso il coefficiente di assorbimento medio dell’ambiente si ricava la
costante dell’ambiente (R), definita dalla relazione:

dove S
è la superficie totale dell’ambiente in m2.
Per mezzo
dell’espressione di Hopkins e Stryker è possibile determinare il livello della
pressione sonora in un punto dell’ambiente avendo noto il livello della
potenza sonora della sorgente (Lw).

dove Q
è il fattore di direttività della sorgente lungo la direzione considerata e r
in metri è la distanza tra il centro acustico della sorgente e il punto di
ricezione.
Di
seguito sono riportati alcuni valori tipici che può assumere il fattore di
direttività in funzione della posizione della sorgente sonora.

|
Tipo di emissione |
Q |
Indice di direttività |
|
Sferica |
1 |
0 dB |
|
Emisferica |
2 |
3 dB |
|
Tra due superfici
ortogonali |
4 |
6 dB |
|
Tra tre superfici
ortogonali |
8 |
9 dB |
Esiste
tuttavia un punto in cui la densità dell’energia del campo diretto uguaglia
quella del campo riverberante. Tale punto è posto ad una determinata distanza
dalla sorgente, denominata distanza critica (rcrit), la quale
è calcolata secondo la seguente:

Determinare il valore della distanza critica è utile per verificare se, in un
determinato punto, prevale il contributo del campo diretto o quello del campo
riverberante.
Infatti,
se il ricettore è posto ad una distanza inferiore alla distanza critica, un
intervento di fonoassorbimento non produrrà alcun effetto sulla riduzione del
rumore prodotto dalla sorgente; diversamente, se il ricettore è posto ad una
distanza superiore alla distanza critica, è possibile stabilire a priori la
riduzione del livello di pressione sonora attraverso la seguente relazione:
DL = 10 log (Rdopo/Rprima)
(dB)
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