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L'udito in gola

Articolo tratto da: Le Scienze
04.02.2008

 

Ricercatori della San Diego State University e dell'Università della California hanno scoperto una insolita via attraverso cui i suoni subacquei raggiungono l'orecchio e quindi il cervello dei cetacei. Lo studio, pubblicato sulla rivista Bioinspiration & Biomimetics, consente di chiarire alcuni importanti punti relativi ai meccanismi di disturbo dei rumori che interferiscono con la vita di questi animali.

Con una sofisticata tecnica di modellizzazione al computer (FEM, Finite Element Modeling) e l'aiuto di scansioni tomografiche, il gruppo di ricerca diretto da Ted W. Cranford ha infatti scoperto che i rumori che disturbano i cetacei, concorrendo spesso a provocarne lo spiaggiamento, arrivano al suo apparato sensoriale uditivo principalmente per una via insolita.

Cranford studia da anni i cetacei ed è il primo a essere riuscito a eseguire un esame tomografico in vivo di tutto il capo - l'operazione è stata eseguita in particolare con esemplari di zifio (Ziphius cavirostris) - ottenendo un quadro della sua complessa geometria anatomica. “Penso che i metodi sviluppati per questa ricerca abbiano la potenzialità di rivoluzionare la nostra comprensione dell'impatto del rumore sugli organismi marini”, ha osservato Cranford.

Dal 1968 si riteneva che le vibrazioni dei rumori viaggiassero fino agli ossicini dell'orecchio dei cetacei lungo le ossa della mascella inferiore e attraverso il grasso che circonda l'apparato uditivo dell'animale. Dallo studio appena concluso risulterebbe invece che, per la loro relativa sottigliezza di quello ossa, le onde sonore non sono in grado di propagarsi con efficienza lungo di esse, ma che invece esse si instradano lungo le strutture della gola per raggiungere una specifica struttura di tessuti adiposi che le comunicano all'orecchio.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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