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Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2020

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"Sentire bene" vuol dire sentire con due orecchie

Maggio 2018 - A cura di Starkey Hearing Technologies - apparecchi acustici (sito web: Starkey.it)

 

Proprio come con due gambe possiamo camminare, correre e saltare mentre con una veniamo privati di quasi tutta la mobilità e l'equilibrio, così le orecchie perdono i vantaggi della loro azione sinergica quando private l'una dell'altra. Quali sono questi vantaggi che vengono compromessi?

 

Percepire distintamente i suoni

Il primo beneficio dell'udito binaurale (ovvero quello a due orecchie), è quello di aiutare a percepire distintamente i suoni in ambienti rumorosi. Ciò è reso possibile perché più dell'80% dei neuroni uditivi del cervello viene stimolato da entrambe le orecchie. Essi ricevono stimoli eccitatori dall'orecchio dello stesso lato e stimoli inibitori dall'orecchio opposto creando un meccanismo di filtro. Si crea quindi una soglia al di sotto della quale i rumori vengono filtrati mentre i suoni al di sopra di essa vengono percepiti più nitidi, migliorando nettamente la qualità dell’esperienza sonora.

 

Percepire l'intensità sonora correttamente

Per avere una giusta percezione dell'intensità sonora: un suono viene correttamente percepito come rumoroso se entrambe le orecchie lo avranno captato e trasmesso al cervello. Se invece si sente con un solo orecchio il suono viene percepito come più debole di quanto effettivamente è, mettendo a rischio l'udito se l'intensità è superiore agli 85 dB (soglia riconosciuta dalla comunità scientifica come limite di sicurezza) perché il cervello non attuerebbe i dovuti accorgimenti di protezione dell'udito attivando i muscoli tensori del timpano.

Localizzare la fonte d'origine di un suono

Quando ci si limita ad ascoltare suoni con un solo orecchio, non solo l'acuità uditiva cala drasticamente, ma si perde anche la capacità di localizzarne la fonte d'origine, la stereofonia. Johannes Peter Müller fu il primo a ipotizzare nel XIX secolo, come venne poi dimostrato successivamente, che per individuare la posizione di un suono il nostro cervello integra informazioni provenienti da entrambe le orecchie, consapevole che il suono giunge prima (anche se di pochi millisecondi) all'orecchio più vicino e che viene percepito più forte dal lato da cui proviene. Lo scarto temporale e lo scarto di intensità vengono calcolati da specifici circuiti neurali per fornire una rappresentazione spaziale del suono e riconoscere in esso un'unica fonte.

C'è una sola discriminazione, più raffinata ma di minore entità, che viene invece attuata dal singolo orecchio per un'individuazione spaziale inferiore, superiore, frontale o posteriore, tramite le distorsioni e i ritardi di trasmissione del suono che si vengono a creare quando questo passa tra i solchi e le circonvoluzioni del padiglione auricolare. Questa viene mantenuta anche in assenza di un orecchio.

 

Permettere il giusto sviluppo psicomotorio

Un giusto sviluppo psicomotorio durante la fase di crescita. Recenti studi scientifici fatti su bambini in età scolare affetti da perdita dell'udito monolaterale hanno riscontrato risultati scolatici più scarsi, bisogno di maggiore assistenza nello studio, problemi comportamentali nella comunità e possibili ritardi nell'acquisizione del linguaggio e nell'utilizzo della parola rispetto ai coetanei sani.

Quattro ragioni più che convincenti per non trascurare la perdita uditiva monolaterale, a cui se ne aggiunge una quinta: molto spesso con una giusta terapia medico-chirurgica o mediante l'uso di dispositivi protesici è possibile migliorare, se non addirittura recuperare (dipende dalla causa), l'udito perso e ritornare a una migliore qualità di vita.

 

Per contattare l'autore

Starkey Italy S.r.l.
Via Torino, 51 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI)

Tel. 02 9272181 - 800 989712

Sito web: Starkey.it

 

 

 

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