Limiti di rumorosità
Negli
ambienti di vita, la norma di riferimento per la protezione e tutela dei
soggetti disturbati da fonti di rumore è il
D.P.C.M. 14 novembre 1997 recante "Determinazione dei valori limite delle
sorgenti sonore", il quale definisce i limiti di rumorosità per le
sorgenti sonore fisse, sia in relazione ai
valori limiti assoluti,
riferiti all'ambiente esterno, sia a quelli
differenziali, riferiti
all'ambiente abitativo interno.
Limiti assoluti
I
valori assoluti indicano il valore limite di rumorosità per l'ambiente esterno,
in relazione a quanto disposto dalla classificazione acustica del territorio
comunale, e sono verificati attraverso la misura del livello continuo
equivalente di pressione sonora (LAeq) nel periodo di riferimento (diurno e/o
notturno). I limiti assoluti sono distinti in: emissione, immissione,
attenzione e qualità.
Per al
rumorosità prodotta dalle aziende produttive i valori di riferimento sono
esclusivamente quelli di emissione e quelli di immissione.
I
limiti assoluti si applicano alle sorgenti sonore fisse, ossia agli impianti
tecnici degli edifici e le altre installazioni unite agli immobili anche in via
transitoria il cui uso produca emissioni sonore; alle infrastrutture stradali,
ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali ed
agricole; i parcheggi; alle aree adibite a stabilimenti di movimentazione merci;
ai depositi dei mezzi di trasporto di persone e merci; alle aree adibite ad
attività sportive e ricreative.
Valore di emissione
Il
valore di emissione è riferito al livello di rumorosità prodotto dalla specifica
sorgente disturbante, ossia dalla sorgente sonora selettivamente identificabile
che costituisce la causa del potenziale inquinamento acustico. Tale valore è
misurato in corrispondenza degli spazi utilizzati da persone e comunità.
Infatti, la normativa in materia di inquinamento acustico rappresenta una norma
di tutela del disturbato e, pertanto, le verifiche circa il rispetto dei valori
limite indicati dalla norma sono effettuate nei pressi dei ricettori esposti
(abitazioni). In altre parole, le sorgenti sonore devono rispettare i limiti
previsti per le zone limitrofe nelle quali l'attività dispiega i propri effetti.
Ad esempio, un'attività inserita in zona industriale che confina con alcuni
edifici dovrà rispettare i limiti di emissione propri delle aree vicine, ove
sono ubicati gli edifici, nonché i limiti differenziali di immissione di seguito
descritti.
Valore di immissione
Il
valore di immissione è riferito al rumore immesso nell'ambiente abitativo o
nell'ambiente esterno dall'insieme di tutte le sorgenti presenti in un
determinato luogo. Anche in questo caso il valore deve essere misurato in
prossimità dei ricettori. L'insieme delle sorgenti sonore deve rispettare i
limiti di immissione previsti dalla classificazione acustica del territorio, per
le aree ove sono ubicati i ricettori.
Per
quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, è bene precisare che queste
sorgenti non sono assoggettate al rispetto dei limiti di emissione e di
immissione, poiché il decreto stabilisce delle fasce di pertinenza per le
strade, per le ferrovie, nonché per gli aeroporti, demandando a specifici
decreti la fissazione della larghezza delle fasce di pertinenza e dei relativi
limiti massimi.
Valore di attenzione
Il
valore di attenzione segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute
umana o per l'ambiente. Il superamento di detto valore obbliga l'amministrazione
comunale a adottare i piani di risanamento acustico. Questi valori limite,
quando sono relativi all'intero tempo di riferimento (diurno o notturno),
coincidono con quelli di immissione. Diversamente, quando sono riferiti ad un
intervallo temporale di un'ora, i valori di attenzione si ottengono sommando ai
valori di immissione 10 dB per il periodo diurno e 5dB per quello notturno.
Valore di qualità
Il
valore di qualità rappresenta un obiettivo da conseguire nel breve, nel medio e
nel lungo periodo attraverso l'impiego delle nuove tecnologie o delle metodiche
di risanamento disponibili al fine di realizzare gli obiettivi di tutela
previsti dalla Legge quadro.
Limiti differenziali
I
valori limiti differenziali di immissione, misurati all'interno degli ambienti
abitativi, prevedono che l'incremento al rumore residuo, apportato da una
specifica sorgente di rumore, non può superare il limite di 5 dB(A) per i
periodo diurno (dalle ore 6 alle ore 22) e di 3 dB(A) per quello
notturno. Il valore differenziale è, quindi, ottenuto eseguendo la
differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale e quello residuo.
Il
livello di rumore ambientale (LA) è il livello continuo equivalente di pressione
sonora ponderato "A", prodotto da tutte le sorgenti di rumore esistenti in un
dato luogo e durante un determinato tempo. Il rumore ambientale è costituito
dall’insieme del rumore residuo e da quello prodotto dalle specifiche sorgenti
disturbanti, con l’esclusione degli eventi sonori singolarmente identificabili
di natura eccezionale rispetto al valore ambientale della zona.
Il
livello di rumore residuo (LR) è il livello continuo equivalente di pressione
sonora ponderato "A", che si rileva quando si esclude la specifica sorgente
disturbante. Deve essere misurato con le identiche modalità impiegate per la
misura del rumore ambientale e non deve contenere eventi sonori atipici.
I
limiti differenziali non si applicano nei seguenti casi, poiché ogni effetto del
rumore è da ritenersi trascurabile:
Detti limiti, inoltre,
non si applicano all'interno delle aree classificate dalla zonizzazione
acustica in aree esclusivamente industriali,
nonché per la rumorosità prodotta dalle infrastrutture stradali, ferroviarie,
aeroportuali, marittime, da attività e comportamenti non connessi con esigenze
produttive, commerciali e professionali, da servizi e impianti fissi
dell'edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato
all'interno dello stesso.
Il
valore limite differenziale presenta, tuttavia, l'inconveniente di riservare una
maggiore tutela alle zone più tranquille rispetto a quelle più rumorose,
giacché, in queste ultime, il rumore residuo è più elevato, per la presenza di
vie di traffico e altre sorgenti sonore tipiche delle zone urbanizzate. È questa
una delle ragioni per cui il legislatore ha introdotto l'obbligo di rispettare
anche i limiti assoluti.
|
torna
all'inizio |